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Chi sei tu?

Adrien
Era una domenica come tante, oggi sarei andato al cinema con i miei amici, Nino, Alya e Marinette.

Abbiamo deciso di vedere un horror, però diciamo che deciso non è proprio la parola giusta, Marinette non sa niente, lei odia gli horror, ma non avevamo scelta se volevamo convincerla a venire.

Possiamo dire che lei crede di andare a vedere il nuovo film della Disney, non che a me dispiaccia quell'idea, ma Alya è stata irremovibile e se c'è lei è inutile fare appello alla volontà propria di Nino.

Quindi non avevamo scelta.

<<mi dispiace per Marinette spero non si spaventi troppo>> dissi a Plagg buttandomi sul letto.

<<come se non sapessi che tu avrai più paura di lei. Ho fame dammi il camombeart>>
<<Tieni. E comunque io non ho paura di niente>>

A quel punto Plagg mi guardò con aria di sfida.

<<devo per caso ricordarti che quando sei andato a casa di Marinette sotto forma di Chat noir e avete visto quell'horror, quando siamo tornati a casa, ho dovuto dormire con te perché altrimenti avevi paura?!>>

<<pfff ma quello è successo tempo fa, ora non ho paura>> cercai di sviarmela

<<Adrien?>>
<<si?>>
<<è successo la settimana scorsa...>>

<<toushe>> dissi dirigendomi verso il bagno per cambiarmi.

<<tanto lo sai che ho ragione!>> mi urlò dietro Plagg, prima che io chiudessi la porta.

<<sono quasi pronto!>> esclamai.

Avevo messo un felpone nero con un impronta verde smeraldo davanti e dei jeans grigi pesanti, qui a Parigi è inverno e fa piuttosto freddo.

Sono venti minuti che sto combattendo con i miei capelli, li sto lasciando crescere ed ora sono indomabili, molto spesso per riuscire a metterli a posto uso sei tipi di gel.

Ma oggi è impossibile riuscire a sistemarli appena metto a posto una parte, l'altra va fuori posto.

<<ci rinuncio>> dissi scompigliandomi tutti i capelli.

<<Scusa perché non ti fai un codino...?>>
<<no Plagg mi sento ridicolo con quel coso, non lo porterò mai!>> incrociai le braccia.

<<siete tutti strani...>> borbottò Plagg ricominciando a dormire.

<<non è ora di dormire Plagg devi venire con me>> dissi prendendolo per una zampa e mettendolo nelle tasche della mia felpa.

Quando arrivai erano tutti lì, Marinette cercava di scappare mentre Alya e Nino la tenevano ferma(?)

Appena arrivai davanti a loro tutti si calmarono e le ragazze mi scoppiarono a ridere in faccia.

<<cosa è passato sopra i tuoi capelli?! Un autotreno?!>>
<<molto divertente ragazze, vorrei vedere voi al posto mio>>

<<ma noi ci passiamo tutti giorni>> disse Alya
<<ma a te è più facile tu ce li hai più lunghi, i miei sono in quella fase che qualunque cosa fai vivono di vita propria>>
(Posso confermare🙋 dato che i miei capelli sono moooooooooooooooolto lenti a crescere ci sono stata per ben nove mesi in quella situazione non lo auguro a nessuno🙅)

<<Però tu li hai lunghi quasi come quelli di Marinette>> rise Alya

Io allora le presi le sue piccoli mani nelle mie guardandola negli occhi.

<<come fai a sopportare una simile tortura tutti i giorni spiegamelo>> le dissi esasperato.

Lei arrossì <<con un po' di ingegno ci si riesce>>

Poi mi tornò in mente una cosa.

<<Mari approposito di tortura, perché stavi scappando prima?>>

Lei sembrò come ricordarsi di una cosa improvvisa e fece per scappare, ma fallendo, perché stringevo ancora le sue mani.

<<non v-voglio vedere un horror>> disse facendo guizzare lo sguardo da me alle mie mani.

<<Marinette Dupain-Cheng non fare la fifona ed entra in quella maledetta sala>> si intromise Alya prendendola per un codino e costringendola a seguirci.

Lei si sedette vicino a me buttandosi di peso sulla poltrona incrociando le braccia sbuffando.

Si spensero le luci e incominciò la pubblicità prima del film.

Io non vedevo praticamente niente e continuavo a soffiare sui miei ciuffi per farli spostare dagli occhi.

Marinette se ne accorse
<<hey avvicinati>> mi sussurrò.

Io mi avvicinai e lei prese un elastico che aveva al polso e prese i miei capelli racchiudendoli in un codino.

Eravamo vicinissimi, i nostri nasi quasi si toccavano.

<<l-lo so che lo o-odii ma davvero non ce la facevo più a vederti così>> mi sorrise Marinette, in effetti ci vedevo decisamente meglio.

<<poi secondo me ci stai benissimo>>
<<grazie>> non ebbi il tempo di aggiungere altro perché il film cominciò.

Ai titoli di coda Marinette era bianca come un lenzuolo e mi stringeva fortissimo il braccio, non che io fossi in uno stato migliore stavo stringendo Marinette e tremavo come una foglia.

<<allora ci vediamo domani a scuola>> ci salutò Alya scollando dal mio braccio Matinette che non si era mossa nemmeno di un centimetro.

Erano le sei e non volevo tornare a casa quindi decisi di passeggiare nel parco godendomi il tramonto.

Stavo passeggiando ad occhi chiusi quando andai a sbattere a qualcuno che sembrava essere poco più alto di me.

<<hey ragazzino stai attento>> disse freddo porgendomi una mano tenendo con l'altra il libro che probabilmente stava leggendo prima di scontrarci.

Quando alzai lo sguardo per guardarlo in faccia fu come se tutto si congelasse.

Se non fosse stato per gli occhi grigio-azzurri e il taglio di capelli diverso saremmo stati identici.

Pareva che anche lui l'avesse notato.

Una volta alzato lo sconosciuto continuò per la sua strada riprendendo a leggere.

Chi è lui e perché è così simile a me?

***

Ho postato, yeeeeee!!! *campane che suonano* spero che questa nuova storia vi piaccia, in confronto alle altre storie la farò molto più incasinata😈
E niente...

Al prossimo capitolo🐞🐱

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