4-Qualcuno di responsabile
Durante il resto della giornata Albus pensò ad una cosa sola: come convincere Scorpius a non sprecare la sua vita a correre dietro a Rose, una ragazza alla quale lui non interessava, senza che lei gli spezzi il cuore.
Albus non voleva farlo soffrire o almeno sperava di evitarlo. Voleva che l'amico capisse che non c'era speranza e abbandonasse l'idea di sposare Rose un giorno. Voleva provarle tutte prima di vederlo col cuore infranto.
A cena però realizzò che, se voleva ottenere qualcosa, avrebbe avuto bisogno dell'opinione di una persona esterna alla faccenda: doveva confrontarsi con qualcuno che non fosse Scorpius o Rose.
Subito pensò a suo fratello James. Lui era al settimo anno e, anche se spesso si comportava in maniera infantile, era uno che la sapeva lunga. Poi però lo scartò: se dicevi a James un segreto potevi stare sicuro che nel giro di poche ore tutta la scuola sarebbe venuto a saperlo. Quel ragazzo non riusciva a tenere nulla per se.
Allora pensò a sua sorella Lily che; anche se era solo al terzo anno e quando era con James se la batteva bene sul chi fosse il più infantile, su certi argomenti era seria e, soprattutto, potevi stare certo che non avrebbe rivelato a tutta la scuola i fatti tuoi. Un dettaglio che, per questo genere di cose, la rendeva sicuramente migliore di James.
«Albus cos'hai?» gli chiese Scorpius preoccupato «Ti vedo un po' assente. Sei ancora arrabbiato con me?»
"Come faccio ad essere arrabbiato con questi due dolci occhioni" pensò Albus sorridendo teneramente.
«No. Tranquillo. Stavo solo ehm... pensando»
«Oh. Okay» rispose il biondino tornando a concentrarsi sulla sua zuppa di zucca.
Albus adorava Scorpius anche per questo: niente domande indiscrete. Se volevi parlare era pronto ad ascoltarti ma se non volevi dire nulla ti lasciava i tuoi spazi.
«Appena finisco di cenare dovrei andare a parlare con mia sorella, se non ti dispiace. Ci metterò un attimo. Poi ti raggiungo in sala comune. Okay?»
«Ehm... va bene. Credo» rispose Scorpius.
Albus detestava allontanarsi da lui. Sapeva che, nonostante il fatto che oramai il Ministero avesse divulgato a tutti che l'unica figlia di Voldemort, Delphi, la ragazza che l'anno prima li aveva quasi uccisi, fosse stata arrestata, c'erano ancora alcuni ragazzi che si divertivano a prendere Scorpius in giro.
Albus non li sopportava e non sopportava nemmeno l'idea di abbandonare Scorpius a dei potenziali bulli per qualche minuto. Purtroppo però, che gli piacesse o no, non poteva fare altrimenti se lo voleva salvare da se stesso.
«Ci vediamo in sala comune allora» disse Albus guardando dritto negli occhi l'amico.
«Certo. Non preoccuparti» rispose Scorpius abbozzando un sorriso.
Era maledettamente carino e Albus diventò rosso senza capire bene il perché. Non capiva perché Scorpius gli facesse quell'effetto. Dopotutto erano amici e per degli amici non era strano sorridersi a vicenda no?
Eppure lui, ogni volta che Scorpius gli sorrideva si scaldava e pensava a quanto dolce fosse quel ragazzo con quel sorriso angelico. A volte gli veniva voglia di abbracciarlo; stringerlo a se e non lasciarlo andare ma non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo realmente. Davanti a tutta la scuola poi! Era impensabile.
Immerso in questi pensieri Albus si alzò e si diresse verso l'uscita dove si stava diregendo sua sorella Lily in compagnia di suo cugino Hugo; il fratello di Rose che aveva la stessa età di Lily.
«Lily Luna Potter, devo parlarti!» disse facendo voltare di scatto la sorella e interrompendo la chiacchierata con Hugo.
«Oh, Albus. Stai bene? Sembri stravolto» disse la ragazza.
«Devo parlarti Lily. È importante»
«Va bene. Di cosa si tratta?»
«Devo parlarne solo a te» rispose Albus indicando con la testa il cugino che, dall'inizio della chiacchierata non aveva detto una parola ed era rimasto in disparte.
«Oh; scusate. Ci vediamo in sala comune allora Lily. Ciao Albus» disse Hugo dirigendosi verso le scale che portavano alla sala comune dei Grifondoro prima di essere fermato dalla cugina che risoluta disse al fratello: «Quello che dici a me può sentirlo benissimo anche lui».
Albus rimase spiazzato. Non era un comportamento da Lily.
«Oh Lily, non importa. Se è una cosa importante io posso anche andarmene. Non è importante. Davvero» disse Hugo sperando di calmare gli animi.
Albus però aveva fretta. Non aveva tempo da perdere in inutili discussioni e, tutto sommato Hugo gli era sempre piaciuto: era un tipo gentile che non si impicciava negli affari degli altri. Un ragazzo che, a parere di Albus, sarebbe stato un perfetto Tassorosso ma, come oramai aveva imparato a capire, se era finito tra i Grifondoro una ragione c'era.
«Va bene» disse «si tratta di Scorpius. La sua ossessione per Rose lo porterà alla rovina»
«Sicuro di non stare esagerando?» chiese Lily dubbiosa.
«No. Non sto esagerando» rispose Albus raccontando brevemente alcuni aneddoti e gonfiando, laddove possibile, la realtà.
«È un bel problema» disse Hugo pensieroso.
«Già» rispose Albus sconsolato.
«Senti Albus, tu stagli semplicemente vicino per ora. Adesso non saprei cosa dirti. Conosco solo la tua versione della storia e io ti conosco bene: tendi ad ingigantire la realtà. Probabilmente la cosa si sistemerà da sola col tempo. Tu per ora non fare niente di stupido. Col tempo dovrà per forza capire che Rose non è fatta per lui» disse Lily sbadigliando.
«Va bene. Grazie» rispose Albus scettico prima di congedarsi e dirigersi alla sala comune dei Serpeverde.
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