[undici: ginger]
SONO VIVA YEAH
Scusate l'attesa ma come sapete ho dovuto studiare per questi benedetti esami, sono reduce da due mesi di studio e sono stanchissima.
Volevo ringraziare chi mi ha aspettato e riempito di parole carine, e chi soprattutto continua a leggere Un bacio tra amore e odio e Lividi nel cuore, davvero, vi manderei un GRAZIE grande come una reggia!
Ah, mi stavo dimenticando di dire una cosa importante, almeno per me: visto il passato non tanto lontano, ci tenevo a precisare che gradirei che nessuno e dico NESSUNO pubblichi le mie storielle malate su Facebook, sulla luna o dove vi pare, soprattutto senza avermi interpellato e quando rispondo di no [vale anche il discorso di cambiare due parole in croce].
Lo preciso perché è successo e visto che parlare civilmente mi ha fatto apparire come la strega cattiva, la prossima volta non sprecherò fiato inutilmente.
Questo lo dico non perché me la tiro o penso di essere a principessina genia come qualcuno crederà visto la fantasia che hanno alcuni nel giudicarmi, ma perché trovo che sia una questione di rispetto e onestà, e soprattutto perché vorrei essere la sola responsabile [pazza] delle storie che scrivo.
Detto questo, andate in pace.
Ora, bando alle ciance e iniziamo le danze(?), vabbè insomma, vi lascio al capitolo, spero che vi divertiate come io mi sono divertita a scriverlo insieme a librodipendente_ !!!
Buona lettura kidz
«Riccioli d'oro vuoi uscire dal bagno?» Gaia era esasperata, dava colpetti insistenti sulla porta, come se la persona dall'altra parte fosse in grave pericolo o avesse fatto la fine di 'giù per il tubo'.
Mi avvicinai a lei incrociando le braccia e fissando la porta chiusa come se un mentale 'apriti sesamo' e un 'alhomora' facessero schioccare la serratura: erano più di dieci minuti che Chris era in bagno e non ne era ancora uscito, stavamo aspettando solo lui per scendere finalmente in spiaggia e festeggiare la vacanza.
«Ti ho già detto che non mi si alza» berciò il rinchiuso, con voce seccata e sofferente «e poi, riccioli d'oro a chi?» la sua voce arrivò attutita ma si poteva capire benissimo la sua confusione e l'evidente dimenticanza causata dalla sbronza.
«A te pezzo di idiota, muoviti ad uscire» strillò l'altra, continuando a dare pugni alla porta che si aprì di scatto, facendo comparire un Chris seccato e perplesso, quando si ritrovò un colpo di Gaia sul petto.
Mi trattenni dal ridere vedendo le loro facce sorprese «vuoi picchiarmi tesoro?» ironizzò il riccio, afferrando con delicatezza il suo polso e allontanandolo da sè.
Lei non accennò a una reazione, era come imbambolata su di lui, come se fosse in trance.
Scoppiai a ridere poco carinamente, facendo rinsavire Gaia dal suo momentaneo svenimento.
«Allora pelandroni vi muovete?» Niccolò ricomparve nel corridoio e ci chiamò infastidito dall'attesa, sbuffando e incrociando le braccia al petto.
Tutto era pronto e finalmente dopo un'eternità uscimmo dall'abitazione, attraversando di nuovo le scale infinite e malefiche, mentre Gaia e Chris si scambiavano battute come due bambini.
Spostai lo sguardo sul ragazzo appena davanti a me e l'unico pensiero che riuscii a formulare era che fosse davvero bellissimo.
Aveva caricato sulla spalla un borsone arancione e ci guardava sorridente dai suoi occhiali da sole, rispondendo con l'occhiolino alla mia espressione ebete.
La stradina che ci avrebbe condotto alla playa era sterrata, sabbia colore del sole, e palme tutte intorno a creare ombra e un minimo di refrigerio dai raggi scottanti.
«Perché noi siamo carichi come due muli e voi siete libere come farfalle?» berciò il riccio, girandosi a indicarci contrariato, sottolineando l'ombrellone in mano e lo zaino sulle spalle.
Gaia alzò gli occhi al cielo e lo guardò diabolica «perché voi siete gli uomini» asserì soddisfatta e guardandomi divertita.
Lui sbuffò e borbottò qualcosa di incomprensibile prima di girarsi e continuare l'avanzata verso la spiaggia.
La mora mi circondò con il braccio le spalle, facendomi ondeggiare da una parte all'altra a ritmo della canzone che stava intonando.
«Marco se n'è andato e non ritorna più»
«Il preservativo è vuoto, Marco è dentro me
È dolce il tuo respiro sulla bocca mia» continuò Chris, facendo sbuffare rumorosamente la mia amica e ridere il suo compare.
«Cose enormi sembrano dividerci» ironizzò il moro di fianco a lui, provocando il disappunto di noi donne.
«Il cuore batte forte dentro me» conclusi, evitando altri spargimenti di doppi sensi, e mettendomi una mano sul cuore sbattendo gli occhi verso il cielo.
Scoppiammo a ridere come quattro matti proprio quando arrivammo davanti al baretto affollato di vacanzieri con davanti caffè e brioche.
Azzererai il mio istinto di fame davanti a quelle visioni e seguii gli altri per cercare un posto dove piazzare l'ombrellone e goderci questo giorno di mare e divertimento.
Trovammo un pezzetto di spiaggia libera e gli uomini buttarono le cose sulla sabbia, mentre noi donne iniziammo a spalmarci la crema.
Due minuti che non avevamo il controllo e la situazione stava degenerando: Chris iniziò ad andare avanti e indietro a chiedere secchieli e palette ai bambini mentre Niccolò lo guardava scuotendo la testa e facendo finta di non conoscerlo.
Dopo vari tentativi falliti tornò con un bambino sulle spalle che reggeva due palette e due secchielli rossi.
Era paffuto e dai lineamenti familiari.
«Lui è Batman» annunciò il riccio vittorioso «e mi aiuterà a fare dei castelli di sabbia vero piccolo?»
Il bambino annuì entusiasta e insieme iniziarono a riempire i secchielli di sabbia bagnata.
Scossi la testa, sorridendo e guardandomi intorno: pessimi costruttori crescono.
Guardai verso Gaia che aveva gli occhi lucidi e un sorriso sulle labbra.
Le diedi una gomitata per riportarla sulla terra e via dalla sua nuvoletta rosa piena di cuoricini che potevo vedere incastrata tra i suoi capelli.
«Ehy!» disse lei, scuotendo la testa e tornando a sorridere sognante «sarebbe un papà perfetto»
«Insomma, ti pare il caso?» strillò Niccolò, interrompendo il nostro idillio, allargando le braccia e inarcando le sopracciglia, e osservando Chris che si inzuppava di sabbia come un bambino di quattro anni.
«Mi è sempre piaciuto fare i castelli» ribattè l'altro, concentrato insieme al suo aiutante a riprodurre la maestosa residenza della regina Elisabetta.
«Bro, hai diciotto anni» affermò, scuotendo la testa «non ti vergogni?»
«Eh tu coso moscio! Non ti vergogni te che sei più depilato di tutte le ragazze su questa spiaggia!»
Mi girai di scatto verso quella voce che d'un tratto mi apparve troppo familiare, più acuta ma già sentita.
«Senti pel di carota, che cazzo..»
«Lelly, sei davvero tu?» il rosso si girò dalla mia parte e rimasi al contempo sorpresa e scombussolata dalla sua immagine.
«Si, Lelly Kelly le mie scarpine» imprecò seccato il moro, offeso.
BOOM
chi sarà mai codesto pel di carota?
eheheheheheheheheheheheh
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro