[tre: now, love me]
Tornai a casa esausta, con tre borse strapiene - ed erano quasi le sette di sera - e i miei genitori erano già arrivati, infatti mia madre mi accolse imbronciata e con le braccia incrociate.
Oltre alla fatica di aver salito la montagna di scale dovevo subirmi anche le sue lamentele «alla buon ora eh» mi rivolse uno sguardo ammonitore e tornò in cucina a preparare la cena, ticchettando con i piedi.
Sbuffai e alzai gli occhi al cielo, andando ad abbracciare mio padre che reclamava un bacio «torna prima la prossima volta» mi avvertì e io annuii.
Andai di corsa in camera e mi buttai sul letto pensierosa lanciando le borse di shopping sulla scrivania.
La mente vagò e l'allegria di qualche minuto prima sparì in un attimo.
Le insinuanti parole di Jacopo mi rimbombarono in testa provocandomi un leggero fastidio che mi fece diventare ancora più nervosa.
Sbuffai e presi il telefono dalla tasca dei jeans, e senza pensarci digitai un messaggio:
Dove sei stato oggi?
La curiosità regnava ma anche la gelosia non era da meno.
Volevo fidarmi, eppur quando qualcuno insinuava qualcosa mi spezzavo in mille pezzi e diventavo creta da modellare.
Odiavo quella parte di me, quella nascosta, quella insicura e fragile, quella che quasi nessuno conosceva.
Nell'attesa decisi di farmi una doccia fredda per scacciare i pensieri, così avviai la musica per sentirmi in compagnia e mi diressi in bagno.
«Will you love me tomorrow?
Is this a lasting treasure
Or just a moment's pleasure?
Can I believe the magic of your sighs?
Will you still love me tomorrow?
Tonight with words unspoken
And you say that I'm the only one, the only one, yeah
But will my heart be broken
When the night meets the morning star?
I'd like to know that your love
Is love I can be sure of
So tell me now, cause I won't ask again
Will you still love me tomorrow?»
Senza accorgermene mi ritrovai a piangere sotto la doccia, l'acqua fredda mi percorreva il corpo, avevo le braccia intorno alla mia vita come per proteggermi, e tremavo.
Tremavo perché ero stupida.
Tremavo perché mi facevo trascinare.
Tremavo e mi stavo facendo male da sola.
La canzone cambiò, ma il mio umore non migliorò neanche di un millimetro.
«How can you see into my eyes like open doors
leading you down into my core
where I've become so numb without a soul my spirit sleeping somewhere cold
until you find it there and lead it back home
Wake me up
Wake me up inside
I can't wake up
Wake me up inside
Save me
call my name and save me from the dark
Wake me up
bid my blood to run
I can't wake up
before I come undone
(Save me)
save me from the nothing I've become
now that I know what I'm without
you can't just leave me
breathe into me and make me real
bring me to life»
Sospirai e decisi di tornare sulla terra, stare a rimuginare avrebbe solo peggiorato la situazione.
Mi avvolsi nell'asciugamano e tornai in camera, presi il telefono e notai la sua risposta.
Ciao anche a te eh, perché vuoi saperlo?
Per poco non buttai il telefono dall'altra parte della camera.
Dio che nervoso, perché non poteva rispondermi senza farmi altre domande?
Perché sono la tua ragazza e non ti ho sentito tutto il giorno, scemo.
Cercai di non far trapelare il mio nervosismo e iniziai a grattarmi nervosamente un braccio fino a farlo diventare viola.
Perfetto, pure autolesionista mi aveva fatto diventare.
Gettando lo sguardo ai sacchetti raccolsi quello con all'interno l'intimo e lo provai.
Mi guardai allo specchio e avvampai di colpo, il tutto era troppo trasparente, avrei ammazzato Gaia per avermi obbligata a comprare quella robaccia piena di pizzo e merletti.
Mi cambiai in un nano secondo e indossai una tuta grigia con i pantaloncini corti, decisamente più coprenti di quel completo.
Quando mi coricai di nuovo notai un nuovo messaggio comparso sul telefono che avevo abbandonato sul letto:
Sono vivo se è questo che ti preoccupava, comunque sono stato in giro.
Divertente. Con chi?
Digitai e inviai.
Forse ero esagerata, ma lui mi stava rispondendo a monosillabi facendomi saltare i nervi a fior di pelle.
Con una mora tutta tette e culo.
Era anche carina.
Lessi e imprecai in turco.
Non meritava neanche una risposta, quando faceva lo sfacciato lo odiavo da morire.
Infilai il telefono in tasca e andai in cucina senza fiatare.
I miei capirono l'antifona e non fecero domande per fortuna, altrimenti sarei scoppiata completamente.
Me ne stavo rigida e con gli occhi abbassati sul piatto, fingendo di ascoltare e annuire ai discorsi dei miei genitori.
Non ascoltai nemmeno una parola, la mia testa era un groviglio incasinato che non voleva sciogliersi.
Dopo cena mi sistemai nervosamente sul divano e presi il telefono per controllare se qualche fidanzato-stronzo mi avesse risposto.
Amore stavo scherzando dai.
Evitai di soffermarmi sul suo «amore» e lessi gli altri messaggi.
Immagino sia incazzata nera con me ora.
Mi arrendo, depongo l'ascia di guerra.
Sono andato a un colloquio di lavoro.
Inarcai un sopracciglio e aggrottai la fronte confusa.
Colloquio di lavoro?
E ci voleva tanto a dirlo?
Stronzo.
La risposta non si fece attendere molto quella volta.
Ti amo anche io.
«Fanculo» imprecai a bassa voce e sistemai la televisione sull' Esorcista, almeno mi avrebbe fatto cambiare pensieri per qualche ora, sarei stata impegnata a saltare sul divano coprendomi gli occhi con le mani.
«Che hai detto tesoro?» mio padre si posizionò si fianco a me, storcendo il naso per la mia scelta di film per la serata.
Alzai le spalle sussurrando un «niente» sospirato e tornai a fissare lo schermo, immaginando di essere posseduta dal demonio e legata al letto.
[Hola gente, come butta la vita?
Questi screanzati e l'amore, mah.
Bacibaci kidz]
PROSSIMO AGGIORNAMENTO IL 16 FEBBRAIO!
[con il quale finiranno i capitoli preparati, quindi se uscirò viva dall'esame orale di inglese riprenderò a scrivere con calma]
Mi ero scordata che la mia amicona LaStradaVersoUnSogno pubblicherà per San Valentino delle one shot su questo tema appunto e si, ci sarò anche io xD
quindi andate a sbirciare sul suo profilo eh u.u
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