Un neo-papà
Avevo appena portato a casa il piccolo fagottino di gioia e mi domandai "E adesso?"
Nel corso dei giorni notai che era più vigile di notte e così cercai di limitare le stimolazioni notturne tenendo le luci fioche e parlando a voce bassa. Dovevo essere paziente finché Jacob non sviluppasse il normale ciclo di sonno.
Mi assicuravo di seguire le indicazioni sull'etichetta del latte artificiale quando lo preparavo. Sterilizzavo sempre il biberon.
Allattava il bimbo ogni due o tre ore, oppure ogni volta che sembrava affamato e poi gettava tutto il latte rimasto fuori dal frigorifero per più di un'ora e quello nel biberon che il bambino non beveva.Conservavo il latte in frigorifero per non più di 24 ore e poi lo scaldavo con cautela.
Avevo sempre bisogno di un pannolino pulito, era un piccolo essere che cagava di continuo, dei ganci per fissarlo, una crema idratante, contro le eruzioni cutanee, un contenitore di acqua tiepida, un asciugamano pulito e alcuni batuffoli di cotone.
Per prima cosa toglievo al neonato il pannolino sporco. Se era bagnato, metteco il bambino sulla schiena, toglievo il pannolino e usavo l'acqua e l’asciugamano per pulirgli la zona genitale.
Se notavo dell’irritazione, mettevo un po' di pomata. Poi aprivo il nuovo pannolino e lo facevo scorrere sotto il bambino, sollevandogli delicatamente le gambe e i piedi. Posizionavo la parte anteriore del pannolino tra le gambe e la appoggiavo sulla pancia. Per ultimo aprivo i nastri adesivi ai lati e li fissavo i non troppo stretti in modo che il pannolino sia ben sistemato e sicuro.
Dopo l'ora di cena gli facevo sempre il bagno. Durante la prima settimana, lo lavavo delicatamente con una spugna. Quando cadde il cordone ombelicale, iniziai a fargli il bagno regolarmente, circa due o tre volte a settimana. Per fargli il bagno, devi preparare in anticipo tutto il materiale necessario. Riempivo la vaschetta con acqua
Non ero molto pratico a fare questo tipo di cose e cosi mi feci aiutare da Nathan, il quale era esperto poichè aveva fatto il bagnetto a sua sorella quando era ancora una neonata.
Lui teneva Jacob nell’acqua, mentre io lo lavavo. Era davvero divertente passare del tempo con Nathan: pensate che una volta il piccoletto gli aveva imbrattato tutta la camicoa di pipì...
Quando lo sollevavo dalla vasca, dovevo sostenergli il collo e la testa. sembrava un budino; scivolava da tutte le parti.
Per tenere il bambino nel modo appropriato dovevo igarantire un appoggio alla testa ogni volta che lo muovevo e dovevo sostenergliela quando lo tenevo in braccio in posizione verticale. Glo lasciavo riposare la testa all’interno del gomito e lo stendevo per tutta la lunghezza del suo corpo sull'avambraccio. I suoi fianchi e le cosce erano così rilassati sulla mia mano e il suo braccio interno appoggiato al mio petto e all'addome.
Alcune volte era molto agitato e non era sempre facile capirne immediatamente la causa, ma per fortuna Natnan conosceva alcuni trucchetti.
Per prima cosa verificava se il pannolino era bagnato. Se questo non funzionava provava ad allattarlo. A volte, il bambino vuoleva solo essere tenuto in braccio.
Per farlo addormentare gli cantavo sempre una ninna nanna e in poco tempo si appisolava subito: ho una voce meravigliosa.
Non era ancora in grado di giocare, ma si annoiava, come noi adulti. Così lo portavo a fare una passeggiata a Central Park, gli parlavo, gli mettevo delle immagini o foto nella stanza dove trascorreva la maggior parte del tempo, gli facevo ascoltare la musica, debbi ammettere che aveva un buon gusto; gli piaceva Ed Sheeran.
Nei primi tempi la cosa più importante che dovevo fare era quella di creare un legame con lui. Ciò significava che lo accarezzavo, lo coccolavo: insomma, avere dei contatti pelle-a-pelle.
Lo portavo spesso dal pediatra, il Dottor. Mouse, un medico alquanto simpatico e con degli occhiali buffissima, durante il primo anno di vita, per sottoporlo a regolari check-up e vaccini.
Anche se Jacob trascorreva la maggior parte del tempo a dormire, mi sentivo sicuramente piuttosto sopraffatto i primi tempi. Però più aiuto riuscivo a trovare e più sicuro mi sentivo nel gestire il bambino.
Anche se era importante pensare prima di tutto al bambino, questo non significava che dovevo trascurare me stessa. Assicuravo di dormire e di mantenere il mio fisico da Ercole.
Io e il mio partner, già avevo un fidanzato ed era Nathan, ci organizzavamo in modo che entrambi avevamo almeno un po' di tempo per prendervi cura di noi. Durante questi intervalli facevamo sesso sfrenato; pensate che una volta lo avevamo fatto nella sala dei mammiferi africani...
Provavo un’infinità di emozioni quando stavo con il bambino: intensa gioia nel vederlo, la paura di commettere degli errori, il panico per l’indipendenza persa, l’isolamento da parte degli amici che non hanno figli. Facevo tantissime foto e leggevo ad alta voce ogni tipo di libro.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro