Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Sul ciglio della strada

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
(Isaac Asimov)

Dajanara aveva passato l'intero pomeriggio con me e avevamo speso il tempo stando seduti sull'erba fresca di Central Park. Erano le 22:00 di sera quando mi ritrovai da solo in una strada buia illuminata da alcuni lampioni con la luce ad intermittenza. Avevo lasciato Daja al parco poiché dovevo prendere una cosa che avevo lasciato al museo.
Continuavo a proseguire guardandomi dietro per la paura di incontrare qualche persona malintenzionata. E successe qualcosa fuori dall'ordinario.

Stavo passando davanti ad una bottega che vendeva dolci e mi girai poiché avevo sentito un rumore e quando ritornai a guardare la strada davanti a me mi ritrovai Jacob. Aveva un sorriso malefico,un sorriso che trasudava rabbia. Il suo volto, che un tempo era stato bellissimo, era coperto dalla barba non curata e i suoi capelli corvini gli arrivarono fino al collo -Ehi, come va? Dov'è la tua guardia? - Iniziò a strattonarmi per poi scaraventarmi contro il muro. Un dolore lancinante lungo la schiena iniziò a comparire. Vidi delle chiazze bianche davanti a me. Mi sentivo indifeso, senza forze. L'unica cosa che ricordai era Jacob che prese una specie di siringa e me la mise sul collo. Poi il buio.

Tentai di aprire gli occhi. Feci fatica per via della luce puntata contro di me, intuii che dovevo aver dormito per molto tempo. Piano piano mi ripresi e mi guardai intorno. Ero seduto su un letto, un letto d'ospedale a quanto pare. Notai che avevo una flebo attaccata al braccio e un monitoraggio dei parametri vitali produceva un "BIP" continuo.
Una dottoressa entrò. Era una ragazza davvero giovane e aveva dei capelli rosa, legati in una coda. Sul suo cartellino lessi il suo cognome "Dott.ssa Chang"  -Buonasera Signor De Santo.- La guardai cercando di capire cosa stesse succedendo. -Il signor Smith l'ha trovata completamente nudo e privo di forze. Ha una costola rotta. Pensiamo che lei sia stato stuprato. Questa notte la terremmo sotto sorveglianza per monitorare i suoi parametri vitali. - Scrisse qualcosa sopra un foglio bianco e poi se ne andò con un passo spedito.
La stanza era molto anonima e poco accogliente. Su una sedia erano appoggiati dei vestiti e, per terra, vi erano delle scarpe da ginnastica . La porta si chiuse alle spalle della donna e dall'orologio sul mio comodino realizzai che erano le tre di notte.
Mi alzai, poi a stento raggiunsi la finestra dall'altra parte della camera. Spostai le tende e rimasi immobile per osservare ciò che la natura mi proponeva in quel momento. Il cielo era cupo e pieno di nubi cariche di pioggia. Tutto era calmo e sembrava quasi che il tempo si fosse fermato. Ad un certo punto il cielo si fece ancora più grigio. I rami degli alberi cominciarono a muoversi in modo sempre più frenetico e il vento ululante fece sbattere le ante. All'improvviso un goccia si scagliò ad alta velocità contro la finestra. Poi un'altra e un'altra ancora. Le guardavo, come ipnotizzato. Percorrevano tutto il vetro, dall'alto verso il basso, in modo obliquo, come una lacrima che scende lungo il viso. Osservai questo spettacolo meraviglioso che la natura mi proponeva: ora anche la mia mente, i miei pensieri erano affollati e selvaggi come quel tempo. Molte, troppe domande senza risposta: Perché mi trovavo in un letto di ospedale? Perché non ricordavo nulla?

Mi misi seduto sul letto privo di colori e continuai a guardare la pioggia scendere veloce sulle strade di New York, quando la porta si aprì. -Come stai?- Domandò Nathan mettendosi seduto sulla poltrona. Aveva una faccia stanca e presentava delle piccole occhiaie ma la sua bellezza australiana non era stata scalfita.
Gli risposi che al momento ero confuso e che non ricordavo nulla di ciò che mi era successo. Conclusi ringraziandolo per avermi salvato. -Stavo ritornando dal supermercato e poi notai una figura distesa sul ciglio della strada. Eri privo di vestiti e incosciente.- Mi guardò e iniziammo a parlare.
Smith mi disse che avevo subito una violenza sessuale e che ero libero di denunciare il malfattore ma gli risposi che non ricordavo chi fosse lo stupratore. Invece sapevo benissimo chi era. Era stato Jacob.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro