Capitolo 8 - Rossa come il sangue
"Che cosa??!!" strillò Lizzy senza ombra di contegno. Nel mentre Taylor chiuse gli occhi serrando le labbra, aspettandosi niente di meno che una reazione del genere.
"Già." abbassò lo sguardo, tornando a concentrarsi sulla sua insalata dopo quel prolisso discorso riassuntivo delle sue ultime caotiche settimane.
"Ma..." cominciò del tutto sbigottita. "Insomma...come?"
"Come cosa?"
"Come è successo? Come ti hanno rapita?"
Taylor evitò di incrociare il suo sguardo per poi puntarlo in un punto a caso della caffetteria. Amava quel posto, era felice di esserci tornata. Non sapeva cosa esattamente ci fosse di così speciale tra quelle quattro mura, forse era il guardarsi intorno e commentare tutti i passanti come fossero personaggi di una storia a rendere quei pasti più saporiti di quanto fossero in realtà.
"Ehi guarda quello vicino al pilastro" indicò un ragazzo seduto in solitaria con capelli nerissimi tirati indietro con il gel.
"Non cambiare argomento Taylor!"
"D'accordo, si. Li ho seguiti e sono stata beccata. Fine della storia." scagliò la forchetta nel piatto, gli occhi freddi e inespressivi, il viso privo di qualunque emozione mentre masticava l'ultimo boccone.
Lizzy rimase a bocca aperta per qualche istante, scioccata.
"Tu sei..."
"Lo so, un'idiota. Dillo pure."
"Pazza" rettificò annuendo con le sopracciglia inarcate.
Tra loro calò il silenzio, nel frattempo Taylor prese a sbucciarsi la mela rossa che aveva ancora sul vassoio.
"Lo vedo solo io o sta guardando una compilation di scene Disney su Youtube?" domandò l'amica assottigliando lo sguardo dietro le lenti rotonde degli occhiali. Taylor sbattè le palpebre non capendo a cosa alludesse, poi seguendo il suo sguardo incrociò la sagoma curva in quell'angolino vicino al pilastro.
Il ragazzo aveva profonde occhiaie scure, spesse basette e uno sguardo spento.
"Sembra sotto effetto di oppiacei." ironizzò Lizzy ingrandendo gli occhi.
"Sono proprio cartoni Disney quelli." confermò Taylor aguzzando la vista.
"Ha del macabro."
Taylor sollevò un angolo della bocca. "Non fissarlo troppo o potrebbe rapirti e tenerti prigioniera nel suo scantinato adibito a sala da té, costringendoti a prendere il té con le sue bambole dagli occhi cavati."
Lizzy scoppiò a ridere e anche Taylor sorrise. Era sollevata dal fatto che nulla in fondo fosse cambiato nonostante il recente sviluppo degli eventi. O meglio, nonostante la sua folle vena attaccabrighe.
Era da quasi due settimane che la evitava; non trovava il coraggio di dirle fino a che punto si era spinta per quel coglione di Fabian. Fino a che punto si era spinta la sua mania persecutoria.
Temeva una lavata di capo bella pesante, ma la sua amica doveva aver intuito che la punizione dei sei era più che sufficiente.
"Che mi dici di quello con la Cadillac Eldorado?"
Taylor si bloccò con il coltello affondato a metà della mela. Sollevò lo sguardo interrogativo fino ad incrociare i suoi curiosi occhi castani.
"Chi?"
"Oh...non fare la finta tonta, non ti riesce bene."
"Pensavo di si vista la mia biondaggine."
"Quello che ti è venuto a prendere al campus giorni fa!"
Taylor realizzò che si riferiva a quella melanzana su ruote e non poté che alzare gli occhi al cielo frustrata.
"Vuoi dire Alex." addentò uno spicchio di mela e a bocca piena disse "E' lo stronzo del mio capo."
"E ti è venuto a prendere per portarti a lavoro?" domandò scettica.
"Sapeva che non avrei mai acconsentito di mia spontanea volontà." cominciò a dire con gli occhi ridotti a due fessure. "Mi ha trascinata fino a quel buco, volevo scappare in Oregon ma me l'ha impedito mettendosi a pedinarmi e si è ficcato in quella fottuta testa di cazzo che sono una sua proprietà."
"Senti..."
"E' così dannatamente fastidioso, dovresti vederlo, con quei patetici occhiali da sole e quel livido di macchina. Non sa neppure parcheggiare!"
"Be'..." azzardò Lizzy ma fu di nuovo interrotta.
"E' un tale coglione, cammina pavoneggiandosi come fosse un Dio sceso in terra scambiando la sua spocchia per simpatia." terminò facendo un cenno della mano in aria, accompagnandolo con una smorfia seccata.
"Ehm Taylor..."
"Cosa?"
Lizzy stava guardando qualcosa alle sue spalle così Taylor si voltò.
Per poco non cadde dalla sedia.
Una figura alta e slanciata troneggiava su di lei, con le braccia incrociate e un paio d'occhiali da sole.
"Cazzo!" esclamò tra i denti. "Che cazzo ci fai tu qui?" domandò mantenendo un tono composto ma allo stesso tempo posto sulla difensiva.
"E così scambierei la mia spocchia...per simpatia." il suo tono era glaciale mentre proferì quelle parole, con una lentezza disarmante.
"Caspita spero di non aver ferito i tuoi sentimenti." borbottò sarcastica la biondina arricciando la bocca.
"Forse per questa insubordinazione dovrei licenziarti." fece tra sé portandosi un dito alle labbra pensieroso, facendo inarcare un sopracciglio alla biondina. "Ma non lo farò. EHEHEH!"
"Coglione." mormorò a denti stretti.
"Ci vediamo alle quattro e porta i guanti: pulirai i bagni oggi." arricciò il naso con un sorriso tirato per poi scompigliarle i capelli e trotterellare via.
"Maledetto bastardo." imprecò Taylor alle sue spalle sistemandosi la chioma ridotta ad un disastroso pagliericcio.
[...]
"No no no!" si lamentava Yuri con le braccia incrociate al petto. La felpa viola di qualche taglia più grande lo inghiottiva, il grembiule nero con tanto di targhetta con il suo nome legato ben stretto in vita.
"Ma sto facendo come mi hai detto!" sbottò a bassa voce Taylor concedendogli un'occhiata di sbieco mentre reggeva con una mano il manico della tazza e con l'altra il manico del pentolino del latte.
"Evidentemente no o ci sarebbe un cuore su quel cazzo di cappuccino."
Taylor sbattè entrambi gli utensili che aveva in mano sul bancone e si voltò verso il ragazzo.
"Ci rinuncio, farò il cappuccino senza disegno."
"Ma così non c'è sfizio!"
"Tsk" schernì Taylor assottigliando lo sguardo e scuotendo il capo "Tanto nello stomaco non ci entra intero quel cazzo di cuore di latte!"
Dettò ciò cominciò ad armeggiare con una nuova tazza per realizzare un nuovo cappuccino.
"Sei rude come uno scaricatore di porto, non lo capisci che l'estetica è ciò che manda avanti questo posto? Sono le mie composizioni di latte che rendono il tutto instagrammabile." si vantò Yuri portandosi una mano al petto con orgoglio.
"No, sono le torte di Sara a rendere tutto più instagrammabile." rettificò
"Tsk" Yuri le fece una smorfia alle spalle e se ne andò con un vassoio colmo di dolciumi tenuto in bilico su una mano.
Fu quando l'ultima goccia di caffé ricadde nella tazza che un suono squarciò l'atmosfera tranquilla della pasticceria. Il fracasso fece sobbalzare tutti, persino i clienti. Tutti si voltarono verso la porta che si affacciava sul retro da cui provenì un fracasso allucinante, un rumore simile a quello di vetro andato in frantumi.
Taylor si voltò verso Yuri, fermo con il vassoio in mano e gli occhi sgranati. I loro sguardi si incrociarono poi Taylor fece un cenno del capo e si precipitò nel retro del locale. Con passi spediti e concisi giunse fino all'ultima porta che spalancò senza ombra di esitazione.
Ai suoi piedi una pozza di latte mista a frammenti di vetro di bottiglia. Taylor corrugò la fronte, le sue belle air force adesso sarebbero puzzate di latte rancido, fantastico.
Sollevò lo sguardo incrociando la figura di Felix che fissava inebetito un angolo della cucina.
"Che cazzo è successo?"
Felix si voltò verso Taylor, senza scomporsi particolarmente e indicò il punto che fissava fino a poco fa.
Taylor fece lentamente il giro del tavolo.
Inginocchiata a terra c'era Sara, gli occhi sgranati e vacui, le labbra tremanti e piccole lacrime incastonate tra le ciglia luccicavano come brillanti.
La bambina, con i codini e la frangia tenuta su con una pinzetta di hello kitty, sembrava del tutto scioccata, del tutto presa dal panico e Taylor non riusciva a capire perché.
"Sara?"
La ragazzina tremava visibilmente ma sollevò lo sguardo verso la biondina. Seppur i suoi occhi a mandorla la stavano vedendo, Taylor non percepì altro che il vuoto in essi, come se ella non fosse realmente lì, non fosse realmente presente.
"Mi verranno...mi verranno...mi verranno..."
"Sara." Taylor si accovacciò per arrivare alla sua altezza. "Che cosa ti succede?" domandò dolcemente.
Poi finalmente capì.
Una macchia rossastra era comparsa sui suoi pantaloni della tuta grigia, ma non appena Sara si rese conto che Taylor l'aveva vista chiuse ancora di più le ginocchia, le lacrime che le bagnavano ormai tutte le guance.
"Sara...va tutto bene." tentò portandole una mano sulla spalla "Sono le mestruazioni, è una cosa perfettamente normale non devi aver paura."
Se quelle parole avessero dovuto sortire un qualche effetto vagamente positivo e rincuorante, la ragazzina non lo diede a vedere. Tutt'altro.
Scacciò la mano di Taylor bruscamente e si alzò in piedi.
"Mi verranno a prendere. Mi... mi..." Sara si guardò attorno e con gli occhi appannati scappò via dalla cucina.
"Sara!"
Taylor serrò la mascella e le andò dietro di corsa per poi trovarsi la porta della sala del personale sbattuta ferocemente in faccia.
"Ma che cavolo succede?" domandò Yuri comparendo alle sue spalle con le braccia spalancate.
"E' Sara..." Il ragazzo dai capelli alla Eminem guardò prima lei e poi la porta, poi di nuovo lei con il disappunto stampato in fronte.
"Hai messo di nuovo le mani nella panna dei suoi cupcake?" Taylor scosse la testa stranita, accompagnando quel gesto ad una smorfia inebetita.
"Ehm...no."
"E allora che le hai fatto sta volta??"
"Ma perchè dovrebbe essere colpa mia?"
Yuri si fece largo e tentò di aprire la porta che però non dava segni di cedimento. Era chiusa a chiave.
"Sara sono io, Yuri, puoi aprire la porta e sputare in faccia a questa racchia di Taylor se la cosa ti fa stare meglio."
Taylor con le braccia incrociate tirò un calcio dritto dritto allo stinco del biondino che si piegò in due dal dolore. "Coglione."
"Sara potresti aprire la porta? Vogliamo solo aiutarti." intervenne sta volta la novellina.
"Ma che cos'ha?" chiese Yuri esasperato.
"Le sono venute le mestruazioni" rispose Felix comparendo dal buio corridoio come un fantasma inannunciato, facendo sobbalzare i due ragazzi.
"Oh no, non adesso." Yuri sollevò le sopracciglia con aria improvvisamente apprensiva. "Sara...va tutto bene, ascoltami."
"Andate via!" strillò la ragazzina facendo ammutolire i tre dall'altro lato della porta. "Voglio soltanto Alex." pianse con voce spezzata.
Taylor si ritrovò a corrugare le sopracciglia, sconvolta dall'agonizzante lamento che provenne dalla stanza chiusa. L'aveva sentita pronunciare quell'invocazione senza fiato, come se fosse sul punto di affogare e implorasse per l'ossigeno.
E quell'ossigeno era Alex.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro