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Caքitօʟօ 3: tɦɛ ʍօռstɛʀ iռsiɖɛ ʍɛ

Levi's pov.

~ Frammenti di ricordi ~

"Ho bisogno che mi prometti una cosa, Levi."

"Che cosa?"

"Che se un giorno non dovessi più riuscire a controllare il mio gigante, tu mi fermarai. A qualunque costo."

"A qualunque costo? Che intendi?"

"Se per fermarmi devi uccidermi, fallo... Promettilo."

"No, mi dispiace ma non posso prometterti nulla del genere."

"Levi! Se dovesse succedere tu sarai l'unico in grado di fermarmi! Ti prego, promettilo."

"Eren."

"Ti prego, solo così riuscirò a stare di nuovo tranquillo..."

"...Va bene, se dovesse accadere una cosa del genere ti fermerò a qualunque costo, lo prometto."

~~~~~~~~~~~~~

No Eren, non posso ucciderti. Lo so che l'ho promesso, ma come posso perdere anche te? Dopo Farlan e Isabel sei l'unica persona che è riuscita a farmi stare di nuovo bene, sei tutto ciò che in questa vita di merda mi sia rimasta.
Non puoi lasciare che prima mi innamori di te e poi mi spingi a dover fare qualcosa del genere.
Reagisci Eren, svegliati, lo so che mi senti, svegliati!

~~~~~~~~~~~~~~

Da quanto tempo stavo correndo? A giudicare dal battito stanco e martellante del mio cuore, da parecchio.
Ogni passo di Eren mi spingeva sempre più vicino al baratro della morte, i soldati che cercavano di fermarlo erano tutti andati incontro ad una morte crudele e cruenta.
Io, Levi Ackerman, non sono mai fuggito da niente. Non sono mai scappato neanche di fronte alla morte, ma adesso o scappavo o restavo per affrontarlo, e affrontare quel gigante voleva dire ucciderlo.
Non riuscivo a fare nulla del genere, non potevo levargli la vita.
Amavo Eren e volevo vivere ancora per dirglielo, per trovare il coraggio di ammetterlo come lui desiderava già da tempo.

- Ti ha puntato. Levi, ti ha puntato... Scappa!

Nel momento esatto in cui Hanji urlò testuali parole io scattai subito, inseguito dal titano con la stessa aggressività di un toro impazzito.
Grazie al movimento tridimensionale ero abbastanza veloce, ma sapevo che a breve il gas sarebbe finito.
Ormai ero lontano, mi ero inoltrato ben oltre il punto di combattimento.
Ero circondato da case e più volte mi ritrovai a dover evitare gli altri giganti, che Eren abbatteva.
Anche se uccideva anche loro, voleva me.
Cercai di aggrapparmi alle pareti di un'abitazione, ma feci un doloroso volo di ben sei metri.
Mi ferii alla caviglia e per non farmi prendere da Eren dovetti infilarmi all'interno della casa rompendo una finestra.
Il gas era finito, ero a piedi. Scappare non era più possibile e poi a cosa serviva? Solo questione di tempo e avrebbe finito col prendermi.
Ciò che mi restava di fare era aspettare gli altri soldati, ammesso che ne fosse rimasto anche solo uno in grado di continuare a lottare.
Esausto mi posai di spalle contro una parete, rendendomi conto un secondo dopo di essere proprio davanti ad una finestra.
Persi due, forse anche tre battiti quando davanti al vetro vidi l'occhio del gigante di Eren. Mi stava guardando.
Ero stanco, la caviglia mi faceva un male cane, ma se non mi davo una mossa sarei morto e non volevo che Eren vivesse con un simile senso di colpa sulle spalle.
Mi gettai fuori da un'altra finestra, ruzzolando sul terreno. Il titano aveva tirato un pugno contro l'abitazione e solo per pura fortuna non venni schiacciato dal crollo delle macerie.
Cercai di mettermi al riparo, di nascondermi disperatamente da lui, ma invece qualcosa mi colpì alla testa, solo che stavolta persi i sensi.
Per quanto non lo so, quando mi risvegliai il sole mi accecò gli occhi, non avevo energie e la testa mi faceva male. Un trauma cranico me lo ero sicuramente beccato, ma quando realizzai di posare tra le mani del gigante un sussulto mi scosse da dentro, stavolta era finita, mi aveva preso.


Che vita di merda però, essere ucciso da chi amavo... Mi misi a ridere all'improvviso quando le fauci del gigante si spalancarono, i denti superiori e inferiori uniti da diversi fili di saliva trasparente. L'alito era caldo, quasi scottava.
Risi, risi come un matto e nel frattempo non mi accorsi nemmeno che il titano aveva richiuso le fauci, solo per guardarmi con aria di domanda, confuso.
Forse si stava chiedendo cos'erano quei rumori che facevo, dubito sapesse cosa fosse una risata.
Io però continuavo a ridere come un pazzo.

- Ahahahaha mi hai reso debole, Eren Jaeger! Debole!

Ripresi a ridere se possibile anche più di prima. Già, ero debole. Avevo lasciato che l'amore di un marmocchio mi portasse anche a quel punto, a non avere il coraggio né di difendere me stesso, né i miei compagni.
Tutta quella gente, tutte quelle persone contavano su di me e io non avevo mosso un dito, addirittura mi ero messo anche a scappare...
Ma io davvero, non volevo rischiare di ucciderlo, non volevo fargli del male, non volevo perderlo.
Era tutto uno schifo e presto mi resi conto di star piangendo.
Avevo passato dal ridere come un deviato al piangere come un disperato.

- Grrwr...?

Cos'era quel suono? Appena riaprii gli occhi notai il gigante fissarmi... confuso? Perché non mi aveva ancora divorato? Beh non aveva importanza, stava solo prolungando la mia agonia probabilmente.
Protesi una mano verso quel volto enorme, che di Eren non aveva niente se non gli occhi. Due smeraldi verdi, che mutavano di colore a seconda del suo umore.
Sfiorai quella pelle ruvida e calda con le dita, mentre la mano vagava al mento, sfiorando i denti.
Stavo ancora piangendo, ma ora in silenzio, solo le lacrime confermavano che lo stavo ancora facendo.

- Mi dispiace tanto di non aver mantenuto la mia promessa.
Tutte queste persone le ho uccise io Eren, non tu. Quando ti sveglierai da tutto questo, sappi che non hai nessuna colpa se non quella di essere un vero testardo. Dovevo fermarti...

Feci un mezzo sorriso, spostando la mano alla guancia.

- Ma io ti amo Eren, non puoi seriamente pretendere che ti uccida.

Finalmente l'avevo detto. Avevo detto ad Eren che lo amavo, ma che schifo la vita, lui non poteva sentirmi in quel momento.

- Grwwwr...?

Di nuovo quel suono gutturale. All'improvviso avvertii la mano bagnata di qualcosa di caldo. Avevo chiuso gli occhi aspettando la fine, ma quando tornai ad aprirli mi ritrovai davanti ad una realtà che mi fece male e bene al tempo stesso.
Stava piangendo. Il gigante stava piangendo, ciò che stavo toccando con mano era la sua lacrima.
Si avvicinò al mio viso, sfiorandolo con delicatezza con la punta del naso.
Solo Eren riusciva ad essere così delicato, così dolce.
Finalmente era tornato da me, quel moccioso era tornato da me. Strinsi in una mano una ciocca castana del titano, placando lentamente quel pianto che mi aveva colto all'improvviso.

- Torniamo a casa Eren, sono stanco.

Chiusi definitivamente gli occhi, vedendo indistintamente un'ombra posarsi sulla collottola di Eren e delle spade affondare nella carne, liberando il suo ospite.

Angolo ereriShipper ♡

okay, forse questo capitolo l'ho fatto un po' corto (?) onestamente non lo so.
Comunque non finisce qui, questa fanfiction penso sia una raccolta di diversi capitoli.
Nel prossimo capitolo tornerà il nostro Eren, che oddio... Ne passerà parecchie, a cominciare dai sensi di colpa.
Come vi è sembrato questo capitolo? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere con un commentino >.<
Alla prossima, cadetti!

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