☼18
Jongho
Subito dopo che la porta si chiuse sospirai, mi alzai dal tavolo e mi andai a sedere sul divano. Buttai la testa all'indietro sullo schienale e chiusi gli occhi, iniziando a pensare.
Da quando le avevo lasciato bere il mio sangue sentivo che qualcosa tra noi era cambiato, soltanto che non riuscivo a capire in che modo. Era diverso, il nostro legame ora, come se ci fossimo uniti in qualche maniera strana, anche se non credo fosse possibile, giusto? Voglio dire, cosa c'entrava nutrirsi del mio sangue col nostro legame? Eravamo amici, punto, fine della discussione.
Ma probabilmente non era solo quello ad aver influito sulla nostra "relazione" quanto il bacio che ci eravamo scambiati. A ripensarsi sentivo un calore alla bocca dello stomaco e avevo voglia di cercarla, trovarla e baciarla di nuovo. Mi era piaciuto talmente tanto che ero arrivato addirittura a sognarmi quel momento quando dormivo, e la cosa stava diventando preoccupante.
«Jongho? Ci sei?»sentii la voce di Yunho al mio fianco che mi fece riportare alla realtà, allora riportai la testa nella sua posizione naturale e sbattei più volte le palpebre prima di guardarmi attorno. Notai gli occhi dei miei amici tutti intenti a fissarmi e non potei non chiedermi da quanto tempo era che mi stavano guardando in quel modo.
«Ti abbiamo chiesto se vuoi giocare ancora.»aggiunse Mingi quando capì che ora avevano la mia attenzione, allora io scossi la testa e guardai sul pavimento, sospirando per almeno l'ennesima volta.
«Guarda che si vede che ti piace, eh.»mi prese in giro Wooyoung poi e io mi sentii accaldare completamente, potei giurare di avere le guance in fiamme pur non vedendole.
«Non mi piace, smettila con questa storia.»risposi alzando agli occhi al cielo senza nemmeno guardarlo in faccia.
«Il fatto che tu sappia di chi io sto parlando mi fa intendere l'esatto contrario, invece.»ribattè ancora e dal suo tono di voce riuscii a capire subito che aveva uno dei suoi soliti sorrisi fastidiosi in faccia. Sospirai e mi alzai in piedi, avvicinandomi al tavolo e iniziando a mettere in ordine le cose.
«Guarda che non c'è niente di male se ti piace, eh, anzi.»disse Mingi mettendomi una mano sulla spalla e guardandomi mentre infilavo le pedine nella loro scatola, perfettamente in ordine come le avevo trovate prima quando l'avevamo aperta per giocarci.
«E comunque anche tu piaci a lei.»la voce di Yunho dietro di me mi fece bloccare con quelle parole ed ero sicuro che se avessi avuto qualcosa in mano lo avrei fatto cadere e se avessi bevuto qualcosa probabilmente mi sarei anche strozzato.
«È appena uscita da una relazione, non credo che sia possibile che io le piaccia, no?»cercai di giustificarla, anche se sotto sotto speravo che quella frase fosse vera. Mi sarebbe piaciuto avere qualcosa di più con lei e...no, non provavo nulla per lei, nient'altro se non affetto che si sente tra due amici.
«E tu non ti sei chiesto perchè si siano lasciati?»mi domandò Mingi e io a quel punto mi fermai e chiusi la scatola, per poi ributtarmi sul divano. Certo che me lo ero chiesto, ma sapevo anche la verità, e la verità era che entrambi erano vampiri ricercati a causa del loro amore.
«Non mi interessa, magari.»risposi con un tono di voce più basso, cercando di nascondere la verità. Probabilmente avevano ragione tutti e tre e mi piaceva ogni giorno di più, magari era solo che io non volevo accettarlo.
Il fatto di avere una relazione con un vampiro mi spaventava molto, non ero mai stato fidanzato in vita mia, figuriamoci con un immortale. In tutti i film, fumetti e libri riguardanti vampiri era risaputo il fatto che essere immortale non era una bella cosa, anzi, quasi una disgrazia. E non volevo assolutamente fare parte di un male così grande come quello, anche se avevo paura che già ci ero in mezzo.
«Io credo che ti interessi eccome, invece, soltanto che non vuoi ammetterlo a te stesso perchè hai paura di non riuscire ad affrontare una relazione.»continuò Yunho, mettendosi anche lui a sedere sul divano vicino a me e poggiando la testa dai capelli blu sulla mia spalla. Non risposi a quelle parole, sapevo che erano vere e oppormi era inutile ormai. Perció rimasi in silenzio, guardai l'orario e notai quanto fosse tardi. D'improvviso sentii gli occhi farsi pesanti e, senza nemmeno accorgermene mi addormentai.
Quando mi risvegliai fu soltanto a causa delle forti risate acute di Wooyoung. Aprii gli occhi di scatto sentendo quel rumore e mi tirai subito su, facendo anche scivolare Yunho il quale sbattè la testa sul divano e grugnì.
«Che cazzo ti ridi?»fu il mormorio del più grande, allora io mi grattai la testa prima di mettere a fuoco quello che c'era attorno a me. Mi resi conto che Mingi e Wooyoung erano ancora seduti a tavola e che avevano anche il mio telefono in mano.
«Figli di...»mi alzai di scatto e feci qualche passo avanti prima di riprendermi il cellulare e portarmelo davanti agli occhi, spalancandoli quando vidi lo schermo.
«Brutti, schifosi...»ma non riuscii a finire la frase che sentii il campanello di sopra suonare. Corrucciai le sopracciglia e vidi la stessa espressione confusa sui due che avevo di fronte.
«Chi diavolo è a quest'ora?»la voce roca a causa del sonno interrotto di Yunho dietro di me mi fece smuovere e subito mi indirizzai verso il salotto di casa e poi alla porta. Esitai, prima di aprirla, dato che nel bel mezzo della notte sarebbe potuto essere chiunque, ma poi afferrai la maniglia e lo feci. Quello che mi ritrovai davanti però mi sorprese e contemporaneamente mi spezzò il cuore.
Kyungmi era bagnata a causa della pioggia, aveva i vestiti attaccati al corpo e i capelli che le incorniciavano il viso pallido. Notai chiaramente i suoi occhi rossi ma non riuscii a capire se avesse pianto visto che anche la pelle della sua faccia era bagnata. Quando mi vide fece qualcosa di inaspettato: entrò dentro e si buttò tra le mie braccia, avvolgendomi le mani attorno al collo e stringendosi il più possibile a me.
Non riuscii a capire il motivo di quel comportamento ma comunque ricambiai l'abbraccio cingendole la schiena e chiudendo la porta con il piede, prima di accarezzarle i panni bagnati. Probabilmente mi sarei preso un malore a causa del contatto con i miei vestiti, ma in quel momento non me ne importai minimamente: l'unica cosa che contava era lei, ora.
«Che è successo?»sussurrai al suo orecchio, abbassando il viso per arrivare al suo livello, ma lei in risposta scosse soltanto la testa, probabilmente non voleva parlarmi in quel momento.
«Kyungmi, devi dirmi che è successo, se no non posso aiutarti.»affermai però, ora più curioso che mai. Non riuscivo ad immaginarmi il motivo per cui si era presentata a casa mia nel bel mezzo della notte ma il solo fatto che c'era qualcosa che l'aveva spinta a comportarsi quel modo mi preoccupava parecchio.
«Che diavolo sta succedendo qui?»la voce di Wooyoung mi fece voltare la testa all'indietro, dove trovai i miei tre migliori amici che fissavano la scena che si stavano ritrovando davanti. Mimai un "non lo so" con le labbra prima di tornare a fissare il corpo tremante della ragazza che avevo tra le braccia, prima di accarezzarle la schiena per l'ennesima volta.
«Vuoi andare in camera mia a cambiarti? Ti presto qualcosa.»le chiesi sempre a bassa voce, in realtà non sapevo nemmeno il motivo per cui stavo parlando con un tono basso, ma ció manteneva come una certa privacy tra me e lei e in un certo senso mi faceva sentire strano. Comunque lei annuì e io feci per staccarmi, ma non me lo permise e mi strinse ancora a sè.
«Non voglio stare da sola, ti prego.»la sentii dire e a quel punto deglutii, prima di abbassare una mano e andare ad afferrare una delle sue, bagnata e freddissima al contatto. A quel punto feci di nuovo per staccarmi e questa volta si separò da me, stringendosi forte al mio braccio. Non pensavo che l'avrei mai vista così spaventata e così in cerca di aiuto, soprattuto non del mio aiuto.
«L'accompagno in camera mia.»annunciai agli altri tre i quali non risposero e semplicemente ci seguirono con gli occhi mentre io e la ragazza accanto a me ci avviavamo per il corridoio. Una volta dentro la mia stanza mi chiusi la porta alle spalle e lei si voltò verso di me, lasciandomi poi la mano.
«Ora mi dici che ti è successo, per favore?»ripetei per l'ennesima volta, stavolta però con un tono di voce diverso: ero preoccupato per lei, volevo che stesse bene e volevo capire il motivo per cui stava così.
«Seonghwa...Seonghwa è tornato a casa, stasera.»a quelle parole mi bloccai completamente, tutto mi sarei aspettato ma non quello. Pensavo che una volta andato via non sarebbe più tornato, ma a quanto pare non era cosi.
«E insieme a lui c'erano quelli del clan che ci davano la caccia.»aggiunse e io spalancai gli occhi, non riuscendo a credere a quello che stavo sentendo. Non sapevo molto su questo clan, ma una cosa era certa: se era fuggita era perchè l'avevano lasciata andare.
«A quanto pare Seonghwa si è unito a loro e ora è anche fidanzato con uno dei membri, chissà da quanto va avanti questa storia, inizio a chiedermi se il motivo per cui mi abbia lasciato non fosse un altro, a questo punto.»mi si spezzò il cuore nel sentire quelle parole e ebbi l'istinto di andare ad abbracciarla, ma non lo feci e semplicemente la feci finire di parlare.
«Mi hanno chiesto di unirsi a loro, così da essere libera.»finì di dire e io deglutii, non sapendo cosa pensare. Se era scappata di lì era perchè non aveva accettato, giusto?
«E perchè sei qui, allora?»le chiesi io stavolta, lei si voltò e andò a sedersi sul mio letto, incrociando le braccia e guardando per terra, prima di rispondermi.
«Non sarei mai stata libera se mi fossi unita a loro, mi sarei soltanto privata delle persone a cui voglio bene.»il mio cuore perse di un battito in quel momento, non seppi bene il motivo di quella mia reazione ma per il momento mi andava bene sapere soltanto quelle cose. Per questo annuii e poi mi avvicinai al mio armadio, prendendo dei vestiti da darle.
«Tieni, metti questi. Se vuoi farti la doccia il bagno sai dov'è, troverai gli asciugamani nel mobile accanto. Puoi dormire nel mio letto se vuoi, io andrò con gli altri nel rustico.»le spiegai e questa volta fu lei ad annuire. Io mi girai per uscire dalla stanza ma poco prima di farlo Kyungmi mi richiamò.
«Grazie.»disse e io le sorrisi, poi uscii dalla stanza e mi diressi di nuovo dai miei amici, con ancora il sorriso sul volto. Quella ragazza mi stava cambiando, e non sapevo se la cosa era positiva o meno.
Preparatevi ai prossimi capitoli🤭
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