☼12
Jongho
Gli ultimi giorni prima delle vacanze di Natale erano considerati alla pari di un film dell'orrore. I professori ci piazzavano verifiche e interrogazioni tutti i giorni non curandosi affatto di come saremmo potuti andare e giustificandosi con un "tanto è il primo quadrimestre e in più avete tempo per recuperare a gennaio". Certo, avrebbe una logica, se poi non ci mettessero anche altri compiti a gennaio per la fine del quadrimestre, compiti che non potevano far altro che rovinarci la media.
Mancavano esattamente tre giorni all'inizio del periodo natalizio e quel pomeriggio ero a studiare a casa mia, dato che proprio il lunedì dopo avrei avuto l'interrogazione di storia.
La scuola ci aveva dato anche l'opportunità a noi dell'ultimo anno di fare la gita sulla neve, durante la settimana di capodanno, in modo tale da avere un bel ricordo dei nostri compagni di classe quando l'anno si sarebbe concluso: ovviamente i miei genitori mi avevano praticamente imposto di andarci, nonostante io avrei preferito mille volte passarlo con i miei amici.
Proprio quando stavo per ripetere l'elenco delle differenze tra la triplice intesa e la triplice alleanza sentii il telefono vibrare da sotto il libro che avevo davanti, allora guardai l'ora sull'orologio sulla mia scrivania, e mi resi conto che avrei potuto prendermi una pausa, così feci e chiusi le pagine prima di afferrare il mio cellulare.
Quando spensi il cellulare sbuffai e mi portai le mani tra i capelli, appoggiando poi i gomiti sulla scrivania e tirandomeli. Avevo capito che, in un modo o nell'altro, sarebbero comunque venuti a casa mia e che probabilmente non si sarebbero fermati davanti a nulla, perciò dovevo soltanto finire di studiare e poi andare a mettere in ordine il rustico per i miei ospiti.
Ma, ogni volta che iniziavo a ripetere, il mio sguardo finiva involontariamente sullo schermo nero del telefono, per poi distoglierlo e continuare a parlare tra me e me.
Le parole dei miei amici ronzavano nella mia testa e non riuscivo a smettere di pensarci. Volevano che Kyungmi venisse, ma perchè? E se magari piaceva a Wooyoung ma lui pensava che a me piacesse lei e quindi non me lo diceva? Non era dal mio amico, però, era sempre stato schietto in qualsiasi cosa perciò mi sembrava fin troppo strano quel comportamento.
E poi non era nemmeno vero che volevo farmela. Era una bella ragazza, questo non lo posso mettere in dubbio, ma era anche fidanzata, e in più era ovvio il fatto che lei fosse su un altro livello rispetto a me. Era bella, magra, con poche curve mentre io ero...io; se non ero mai piaciuto a nessuno un motivo di certo c'era.
Però era strano, il mio rapporto con lei. Mi piaceva stare in sua compagnia, nonostante non parlassimo moltissimo in realtà perchè lei aveva bisogno di molta concentrazione per capire la matematica, ma quando chiacchieravamo del più e del meno scoprivo molte cose su di lei, e la sera che era rimasta con me e i miei amici mi aveva letteralmente sbalordito: non ci aveva giudicato, per il fatto che a quell'età invece di andare in discoteca giocavamo ai giochi da tavolo, e semplicemente si era unita a noi con un sorriso, il che era molto strano.
Scossi la testa, cercando di smettere di pensarci, e ripresi a ripetere ancora, ma solo quando mi ritrovai a bocca completamente chiusa mi resi conto che in realtà non mi ricordavo nemmeno di cosa stessi parlando.
Sospirai allora e sbattei la testa contro il libro, prima di alzarmi e lasciare tutto lì, iniziando a camminare per la camera. Non mi capitava spesso di perdere la concentrazione in questo modo, perciò mi sbattei le mani sulle guance per riprendermi e poi mi presi il viso tra di esse, strizzandomelo.
«Svegliati, Jongho.»mormorai a bassa voce riferendomi direttamente a me stesso, continuando ad andare avanti e indietro sul pavimento. Non capivo, che mi succedeva adesso? Come poteva una ragazza entrarmi in testa e rimanere così a fondo da poter addirittura sconvolgere i miei pensieri? Era tutto nuovo per me, dal momento che non mi era mai importato di questo genere di cose, e mi sorpresi anche quando, contro la mia volontà, i miei piedi si mossero da soli ed andarono di nuovo verso la scrivania. Afferrai il telefono e presto finii sulla rubrica con il dito premuto sul tasto verde del numero di Kyungmi.
Mi portai l'oggetto all'orecchio, iniziando anche a sbattere il piede per terra a causa dell'agitazione. Perchè la stavo chiamando? Cosa le avrei detto? Che diavolo mi era passato per la testa? Probabilmente era a causa del troppo studio, si, ne ero sicuro, era tutta colpa della storia della prima guerra mondiale, non ne avevo dubbi.
«Pronto?»ripensai subito ai miei pensieri quando sentii la sua voce dall'altra parte della cornetta e spontaneamente mi uscì un sorriso che cercai di reprimere in tutti i modi.
«Hey! Come è andato il compito di matematica?»le chiesi, cercando di approcciare in maniera tale che non sembrasse volessi invitarla a cena da me insieme agli altri. Alla fine non era io che la volevo, ma gli altri tre. Giusto?
«Boh, credo una merda, ma non mi interessa.»rispose e potei chiaramente sentirla sospirare, ma in modo diverso dal solito. Quando era concentrata infatti faceva dei respiri molto profondi, mentre quello sembrava essere stato come...involontario? Non sapevo come spiegarlo, ma era diverso.
«Ma perchè dici così? Non avevi detto che volevi andare bene?»rammentai le parole che aveva rivolto al suo ragazzo, il giorno in cui l'avevo incontrato per la prima volta, e poi avvertii un breve silenzio dall'altra parte.
«È successo qualcosa?»domandai allora, non riuscendo a capire perchè non mi stesse rivolgendo la parola; era davvero andata così male a quel compito che ora non voleva nemmeno più parlarmi?
«Non mi va di parlare ora, ci vediamo dopo le vacanze.»sentii le sue ultime parole e, prima ancora che gli chiedessi spiegazioni del motivo per cui non avesse detto che ci saremmo visti a scuola, la sentii attaccarmi il telefono in faccia. Guardai lo schermo diventare bianco, simbolo del termine della chiamata, e corrucciai le sopracciglia. L'avevo sentita strana, troppo strana, e nonostante non la conoscessi da troppo tempo capii che aveva qualcosa che non andava.
Allora entrai su Twitter e andai proprio a cercare il suo profilo, prima di leggere i diversi tweet dell'ultima settimana. Notai che nessuno di questi era particolarmente felice, anzi, sembravano tutti essere scritti da qualcuno che stava affrontando qualcosa di pesante e troppo grande. Non potei fare a meno di pensare che potesse c'entrarci anche il suo fidanzato, non perchè non mi fidassi, dopotutto nemmeno lo conoscevo, ma non capivo il motivo ma avevo avuto una brutta sensazione quando l'avevo incontrato.
Comunque non riuscivo a fare a meno di pensare a quanto strani fossero loro due. Erano arrivati da una città non troppo lontana da qui da quel che sapevano e ci avevano messo davvero poco a trovare una casa e una nuova macchina. Non mi aveva ancora detto il lavoro dei genitori e il fatto che io non l'avessi mai visti in giro per casa mi faceva iniziare a dubitare: ma almeno li aveva un padre e una madre?
L'unica persona che avevo visto era proprio Seonghwa e aveva detto che la loro casa era la "loro", e in più avevo anche notato che avevano soltanto una camera, un bagno e la cucina oltre al salotto dove passavamo la maggior parte del tempo. E se viveva con il suo ragazzo e ora si erano lasciati? Lei che fine avrebbe fatto?
Scossi la testa per liberarmi da quei pensieri e feci per riaprire di nuovo il libro quando sentii suonare il campanello, allora rinunciai completamente allo studio sapendo perfettamente che quella sera quei tre non se ne sarebbero andati nemmeno se glielo avessi chiesto. Mi faceva piacere stare con loro, ovvio, erano i miei migliori amici e volevano che mi rilassassi almeno la domenica, ma non capivano che io non ero libero quanto loro e che dovevo studiare.
Uscii dalla stanza e mi diressi verso la porta di casa, per poi aprirla e trovarmi davanti proprio i miei amici, i quali tenevano delle buste tra le mani: riconobbi il logo di uno dei ristoranti cinesi/giapponesi della nostra città, perciò capii subito di cosa si trattasse.
«Facci entrare, prima che si raffreddi.»affermò Wooyoung facendomi spostare e io alzai gli occhi al cielo mentre gli altri due lo seguivano dentro.
«Non sei per niente divertente, anzi, quasi mi metto a piangere per questa stronzata.»gli rispose di rimando Mingi mentre si dirigevano verso il rustico, con me e Yunho dietro.
«Kyungmi non c'è?»mi chiese quest'ultimo mentre scendevamo le scale e io scossi la testa, non riuscendo a fare a meno di non pensare di nuovo a quella ragazza e alla probabile situazione in cui stava vivendo in quel momento.
«Peccato.»mormorò poi quando fummo giunti dentro la stanza. Wooyoung e Mingi avevano già poggiato le buste sul tavolo e stavano disponendo i vari piatti su di esso, io misi su un sorriso tirato e mi avvicinai a loro, cercando di mettere via completamente il pensiero della mia compagna di banco.
Non è successo nulla di che in questo capitolo, sorry se è stato noioso
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro