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Jongho

L'arrivo di dicembre aveva portato un periodo pieno di verifiche ed interrogazioni, perciò potevo tranquillamente dire che quello fosse un periodo fatto di puro terrore. Ogni volta che si arrivava in quel periodo dell'anno avevo almeno tre attacchi di panico, perciò rimanevo a casa il più possibile per evitarli.

Quella domenica mi ero organizzato con i miei amici per vederci a casa mia, perciò proprio in quel momento li stavo aspettando con ansia. Nonostante l'enorme carico di compiti e lo stress datomi da essi, non mi sarei mai negato una serata con loro, anche perchè avevo il bisogno di svagare anche la mente, ogni tanto.

Da due settimane a quella parte avevo anche preso a dare ripetizioni alla mia compagna di banco la quale a breve avrebbe anche avuto il compito di recupero di quell'anno. Avevamo da poco cominciato i nuovi argomenti e sembrava stesse capendo e migliorando col passare dei giorni, perciò anche io mi sentivo meglio con me stesso.

La settimana prima ero stato a casa sua e avevo conosciuto il suo fidanzato. Era stato strano, in realtà, dato che non mi sarei aspettato che il suo ragazzo avesse le chiavi di casa sua ed entrasse e uscisse quando gli pareva. Kyungmi aveva una bella casa, molto ordinata e non avrei mai detto che potesse essere così pulita dato che da quel che avevo capito i suoi facevano lavoro che li costringevano a stare la maggior parte del tempo fuori casa e lei non sembrava affatto la tipa a cui piaceva pulire. Ci avevo messo poco a capire che in realtà anche il suo compagno abitava lì, era stato proprio lui a chiamare quel posto "casa nostra" riferendosi a lui e a Kyungmi.

Comunque mi ero sentito piuttosto in imbarazzo quando era arrivato il suo ragazzo. Era molto bello, infatti non mi stupivo come i due potessero stare insieme: lei era una bella ragazza, forse una delle più belle che io avevo mai visto, e lui se la meritava eccome. Mi ero sentito un po' a disagio e intimidito da lui, sembrava come se potesse uccidermi con uno sguardo e le frecciatine che mi aveva lanciato mi avevano spiazzato completamente. Probabilmente lui ce l'aveva anche con me, dal momento in cui appena era arrivato io me ne ero dovuto andare, non perchè io avessi voluto, piuttosto perchè avevo capito l'aura che gli girava attorno e sapevo perfettamente che la mia presenza lo aveva infastidito abbastanza.

I miei pensieri si interruppero quando sentii il campanello suonare, perciò uscii dalla mia stanza e mi diressi verso alla porta, fortunatamente mia madre non era a casa e questo significava che potevamo fare baldoria tranquillamente.

Quello che però non mi sarei mai aspettato era trovarmi di fronte proprio alla ragazza che fino a qualche secondo prima aveva occupato i miei pensieri, con una coda di cavallo e il solito zaino in spalla, come se fosse venuta a fare ripetizioni anche quel giorno.

«Ehm, ciao?»dissi appena la vidi e lei mi sorrise, rimanendo sulla porta e aspettando che io la facessi entrare. Allora mi spostai dall'uscio e le permisi l'accesso, prima però di voltarmi verso di lei.

«Come mai sei qui?»le chiesi allora sinceramente sorpreso da quell'apparizione, d'altro canto mise un'espressione altrettanto confusa in viso prima di prendere il telefono e controllare i suoi messaggi.

«Non avevamo detto di vederci a casa tua oggi?»mi domandò ancora, scorrendo col dito sullo schermo prima di finire a leggere la nostra chat.

«Avevamo detto domani, ti ricordi?»la informai e lei alzò di scatto la testa, fissandomi dritto negli occhi con evidente imbarazzo per il suo stupido errore.

«Oh mio Dio, mi sono sbagliata! Mi dispiace tantissimo, me ne vado.»iniziò a dire gesticolando a causa del nervosismo e io, preso non so nemmeno da quale istinto, mi avvicinai al suo corpo e la presi per il polso, fermandola dal tornare sui suoi stessi passi.

«Se vuoi, puoi restare. Sai, ho invitato degli amici stasera, te li faccio conoscere se ti va.»dissi, grattandomi poi il retro della nuca con fare nervoso, avevo paura di come avrebbe potuto reagire a quella richiesta dal momento che avevo capito fosse molto chiusa e introversa nei confronti delle altre persone: dopotutto, io ero l'unica persona con cui l'avevo vista parlare in tutta la scuola.

«Non vorrei essere di troppo...»provò a dire prima di fare per girarsi di nuovo ma io avevo ancora il polso nella mia stretta, infatti la tirai di nuovo leggermente verso di me e anche questa volta fu costretta a fermarsi.

«Non lo sei, magari riesci anche a farti nuovi amici, no?»provai a dirle per convincerla e vidi quasi il suo cervello pensare se quella fosse una buona idea o meno prima di arrivare ad una conclusione: annuì e io le sorrisi ancora una volta.

«Bene, ti va di venire di sotto a darmi una mano?»le chiesi ancora e lei non se lo fece ripetere e semplicemente scrollò le spalle. Solo in quel momento mi resi conto di avere ancora il suo polso nella mia mano e soltanto allora notai quanto freddo fosse. Non ero riuscito ad accorgere della sua pelle congelata perchè ero troppo impegnato a convincerla a rimanere a casa mia, ma ora che ci facevo caso rimasi sorpreso.

«Cavolo, ma hai freddo? Sei congelata.»le dissi e lei spalancò gli occhi prima di ritirare la mano verso di sè e abbassare lo sguardo su di essa, per un attimo ebbi anche paura di averle fatto male ma durò poco perchè poi parlò ancora.

«Ehm, si ho un po' freddo.»rispose semplicemente alzando le spalle e poi abbassandole, allora a me passò in mente un'idea anche se ebbi paura a tirarla fuori.

«Vuoi...vuoi una mia felpa?»le domandai e lei semplicemente mi sorrise e mi annuì, allora io mi sentii arrossire e per nascondere le mie guance pronunciai un "resta qui" prima di andare in camera mia a prendere uno dei miei indumenti. Mi fermai anche in corridoio per accendere i riscaldamenti, in modo tale da tenere l'ambiente al caldo.

Tornai in sala e gli porsi la mia felpa nera, la quale subito le finì indosso: era scontato dirlo ma non avevo mai visto una ragazza indossare i miei vestiti e mai mi ero immaginato che potessero starle così grandi addosso. Mi trattenni dal commentare, dopotutto non ero sicuro del fatto che fossimo amici, e poi le sorrisi prima di farle strada verso il rustico, il posto dove io e i miei amici passavamo la maggior parte delle serate.

Scendemmo le scale e le indicai il bagno, nel caso ne avesse avuto bisogno, per poi andare verso la piccola cucina e tirare fuori il necessario per preparare il tutto. Mi aiutò nell'ordinare il salotto e, quando fu tutto pronto sentimmo il campanello suonare.

«Torno subito.»le dissi e lei annuì semplicemente prima di andarsi a sedere su una delle sedie poste attorno al tavolo, facendo attenzione a non stropicciare la mia felpa che le arrivava praticamente sotto il sedere. Salii le scale e mi diressi alla porta che aprii nell'attimo in cui sentii la risata squillante di Wooyoung dietro di essa.

«Mamma mia, che caldo che fa dentro sta casa.»esordì Mingi non appena mise piede dentro il salotto e io aggrottai le sopracciglia. Faceva davvero così caldo ora?

«Ma dove siamo, alle Maldive?»chiese ironicamente Yunho prima di ridacchiare e avviarsi verso le scale che lo avrebbero portato al rustico con quattro cartoni di pizza tra le mani, prima ancora che io gli dicessi che non eravamo soli a casa e che avevamo compagnia.

«Ragazzi c'è una cosa che dovrei dirvi...»cercai di dire mentre li seguivo giù di sotto ma nessuno dei tre sembrò fregarsene di quello che volevo dirgli e semplicemente proseguirono per la loro strada.

«Ce lo dirai dopo, ora sto morendo di fame e potrei mangiarmi anche te.»affermò allora Wooyoung e io ci rinunciai, arrivando alla conclusione che lo avrebbero scoperto da soli. Quando infatti sentii i loro passi terminare e fermarsi capii che si erano accorti della presenza di quella ragazza.

«Ehm, tu saresti?»domandò il più grande e io, quando arrivai al piano inferiore sospirai avvicinandomi a Kyungmi la quale ora era in piedi e teneva le mani completamente avvolte nelle due maniche delle mie felpe con un piccolo sorriso sulle labbra.

«Prima che voi tre faceste irruzione nel mio rustico volevo dirgli che la mia compagna di banco ha sbagliato giorno ed è venuta oggi a casa mia per delle ripetizioni.»informai brevemente, indicando la diretta interessata la quale alzò la mano per fare un cenno in saluto.

«Ripetizioni? E da quando dai delle ripetizioni?»borbottò Mingi guardandomi confuso anche se la stessa espressione l'avevano anche gli altri due.

«E poi a delle ragazze, tra l'altro...»aggiunse Wooyoung ammiccando leggermente e alzando e abbassando le sopracciglia velocemente, con fare perverso, al che io alzai gli occhi al cielo e sospirai dall'esasperazione per il suo comportamento.

«Sono fidanzata.»affermò dura Kyungmi e io strinsi le labbra in una linea sottile a quelle parole, sentendo però due paia di occhi addosso, allora cambiai espressione per non dare un'impressione sbagliata: non mi interessava per niente il fatto che lei fosse fidanzata.

«Beh, peccato allora.»rispose in un'alzata di spalle il più basso, prima di avvicinarsi a lei e tenderle la mano, la quale venne afferrata immediatamente, cosa che fece anche con gli altri due.

«Diavolo, sei sicura di stare bene? Sei freddissima.»commentò il più grande corrucciando le sopracciglia e io lì per lì mi preoccupai, come faceva ad avere ancora così freddo se avevo alzato i riscaldamenti e le avevo anche prestato una mia felpa?

«Si tranquillo, sono un po' freddolosa, tutto qui.»ribattè tranquillamente Kyungmi, prima di mostrarmi i pollici in sù, segno che tutto andasse bene.

«Mah, okay, mangiamo?»chiese poi Mingi e noi tutti fummo d'accordo, prima che quest'ultimo poggiasse i cartoni sul tavolo e che noi altri ci rendessimo conto che noi ora fossimo cinque e le pizze erano quattro.

«Vuoi fare a metà con me?»le chiesi allora quando si sedette accanto a me, ma scosse subito la testa, rifiutando anche quella degli altri.

«Tranquilli, sono a dieta, non avrei nemmeno mangiato stasera visto che a pranzo ho abusato un po' di schifezze.»ci rassicurò ancora una volta e io fui un po' confuso da quelle parole. Tutto quello che diceva sembrava una scusa per nascondere qualcosa di più grande e io non potei non farmi passare per la mente che magari avesse qualcosa che non andasse a livello di salute, anche se sperai con tutto me stesso che il suo comportamento fosse soltanto una mia impressione.

Kyungmi inizia a sciogliersi dai, piano piano

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