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Kyungmi

Mi svegliai a causa del vento autunnale che sbatteva sulle finestre. Mi stiracchiai nel letto prima di passarmi una mano tra i capelli, ancora non consapevole di quello che era successo e di quello che stava per accadere a momenti.

Quando sentii la porta di casa mia sbattere capii che fosse troppo tardi: quella mattina avrebbe segnato la fine di qualcosa, qualcosa che mi aveva fatto stare bene fino a quel momento e che ora stava per essermi portato via.

Mi voltai nel mio letto matrimoniale verso il mio ragazzo che stava ancora dormendo, non a conoscenza di quello che stava per accadere fra pochi attimi. Mi misi a sedere e iniziai a scuoterlo per la spalla, cercando di svegliarlo il prima possibile.

«Seonghwa, maledizione, svegliati!»continuai a dire a bassa voce mentre misi un po' più di forza nelle mani, al chè finalmente vidi la sua testa alzarsi e i suoi occhi aprirsi, mostrando la profondità del suo nero, simbolo che ora era tranquillo e che niente lo turbava: oh, se solo avesse saputo.

«Stavo...dormendo?»mi chiese allora, rendendosi probabilmente conto dello stato in cui si era trovato solo qualche attimo prima. Io annuii e voltai la testa verso la porta della nostra camera, sperando che ce l'avremmo fatta nonostante tutto.

«Credo che ci abbiano avvelenati o qualcosa del genere, non lo so, e ci siamo addormentati. Ora sono qui.»cercai di spiegargli in breve, prima che i suoi occhi cambiarono improvvisamente colore, passando ad un bordeaux e poi ad un rosso acceso, cosa che mi fece capire che era in stato di allerta.

«Dobbiamo andarcene di qui.»aggiunse poi e io annuii subito, alzandomi dal letto mentre lui faceva lo stesso.

La vita da vampiri non era affatto facile. Si era sempre in costante periodo di venire scoperti dagli esseri umani, costretti a scappare da un posto all'altro e la vita eterna di certo non aiutava. Non ci si poteva mai affezionare a qualcuno per paura di perderlo, starsene chiusi in sè stessi era molto più facile anche se certe volte ti spingeva in un vulcano di emozioni negative.

Poi, come se non bastasse, era anche difficile trovare tuoi simili. Avevo avuto la fortuna di incontrare Seonghwa almeno un decennio fa e fin da subito ci eravamo trovati: due vampiri solitari, che avevano passato l'esistenza a combattere per la propria sopravvivenza e a nascondersi, senza mai avere qualcuno accanto.

Il fatto però era che oltre ai vampiri "buoni" ce ne erano anche altri, dei vampiri che se ne fregavano delle leggi della natura e che facevano come volevano: solitamente eravamo divisi in clan guidati da un capo, soltanto che nella situazione mia e di Seonghwa avevamo deciso con un accordo di rimanere solo noi due per non creare ulteriori problemi. Era più facile muoversi di città e in città e ovviamente non c'era il bisogno di dover soddisfare anche le volontà di altre persone. L'unica cosa che ci andava a fregare era il fatto che giustamente in due era più difficile combattere contro un clan ma noi eravamo abbastanza forti e capaci per cavarcela da soli.

«Cosa facciamo?»mi chiese allora lui, dopo che ebbe chiuso a chiave la porta cercando di fare il meno rumore possibile. In quel momento non potei fare altro che sentirmi in trappola, non avevamo via di fuga e scampare la morte per l'ennesima volta sarebbe anche stato impossibile in un certo senso: ci eravamo trovati in quella situazione fin troppe volte per avere la meglio ancora una volta.

«Usciamo dalla finestra.»proposi allora, dando un'occhiata alla parte di stanza appena nominata. Lui fece lo stesso prima di annuire e dirigersi verso di essa con me a pochi passi dal suo corpo, la aprì e subito si affacciò per controllare se nessuno fosse su strada.

Vivevamo al quinto piano, un salto da li per un comune mortale sarebbe stato fatale, ma non per noi. Ci sarebbe bastato infatti attaccarci al muro dell'edificio con gli artigli e poi scendere lentamente come farebbe un gatto che scende da un albero.

«E se sono di sotto per controllare?»mi domandò poi Seonghwa e io scossi la testa, prima di allungare il viso verso l'alto e cercare di sentire i diversi odori che ora c'erano nell'appartamento.

«Non riesco a capire quanti sono, ma non credo che lascerebbero un uomo di sotto e combattere due contro due con noi.»gli risposi soltanto, sentendomi nervosa a causa dell'inutilitá del mio fiuto in quel momento, poi annusai anche l'esterno ma ovviamente era impossibile capire se uno del loro solito trio fosse di sotto.

Erano anni che ormai scappavamo da loro, da quel maledetto clan che ci stava rendendo la vita un inferno. Avevo sentito parlare di loro prima che conoscessi Seonghwa, ma non avevano mai avuto alcun motivo per venire a cercarmi. Poi, quando ci eravamo messi insieme, la notizia aveva come fatto il giro del mondo nell'arco di un paio di settimane, giusto il tempo di preparare il loro clan e darsi al nostro inseguimento.

Avevano degli ideali, quei tre, degli ideali secondo i quali un uomo e una donna vampiro non potessero avere una relazione per non causare una possibile gravidanza. Anche se scientificamente era impossibile dare vita a qualcuno essendo morti viventi, a quanto pare non lo era, e in passato spesso era accaduto che due vampiri dessero alla luce un figlio altrettanto vampiro. Però non era mai andata a finire bene per nessuno.

«Vado prima io.»affermai guardando poi il mio ragazzo il quale semplicemente annuii e poi mi guardò mentre mi preparavo al salto che avrei fatto di lì a momenti. Mi sporsi e afferrai il bordo della finestra prima di darmi una spinta all'indietro e buttarmi fuori con tutto il corpo, saltando. L'aria autunnale mi colpí in pieno mentre cadevo lungo quei metri per quella che sembrò un'eternità, cercai di mettermi in verticale per l'atterraggio e, quando fui abbastanza vicina alla strada chiusi gli occhi e piegai le gambe.

Sentii i piedi toccare l'asfalto e, quando questo accadde, mi piegai su me stessa per evitare l'impatto. Allora mi rimisi in piedi e respirai, alzando poi la testa verso la finestra da cui ero appena caduta e notando che anche Seonghwa si stava preparando al lancio. Mi guardai attorno, controllando se uno dei membri del clan nemico fosse nei paraggi e, quando capii che eravamo da soli, il mio ragazzo era al mio fianco.

«Dove andiamo?»mi chiese poi, dando delle piccole botte ai suoi indumenti per scrollarsi lo sporco e la polvere che aveva, prima di spostarsi e girare l'angolo del nostro palazzo.

«Lontano da qui, ora che sanno dove era casa nostra non potremmo tornare per nessun motivo.»risposi e lui annuì. Non era una novità per noi scappare da una città all'altra, ormai era diventata un'abitudine per entrambi. Ogni volta ci trovavano e ci davano la caccia fino a quando ce ne andavamo di nuovo. Riuscivamo ad avere qualche mese di tranquillità ma poi di nuovo caccia all'uomo: prima provavamo a combatterli o almeno a trovare un accordo, ma col tempo ci avevamo rinunciato e semplicemente avevamo capito che se avessimo voluto rimanere insieme questa sarebbe stata la nostra vita, che ci piaceva o meno.

«Non ho nemmeno la mappa per sapere in quali paesi andare, cazzo.»imprecò mettendosi il cappuccio della felpa sulla testa mentre io misi un paio di occhiali che fortunatamente avevo sempre con me, in modo tale da coprire il vero colore dei miei occhi. Essendo che sia io che lui avevamo rinunciato al sangue umano tanto tempo fa, i nostri occhi erano prevalentemente dorati, anche se certe volte lui cedeva e uccideva qualcuno, solitamente ladri o vandali di quartiere. Avevo cercato di farlo smettere in tutti i modi di uccidere, ma era fin troppo difficile per lui, perciò mi accontentavo del fatto che evitava la maggior parte delle volte e si limitasse al sangue animale.

Ci dirigemmo verso il bosco vicino a quella cittadina, ci spogliammo degli indumenti più pesanti e poi li bruciammo cosicchè avremmo potuto nascondere le tracce e confonderli il più possibile.

«E ora cosa...»cercai di dire ma fui interrotta dall'espressione sorpresa e preoccupata del biondo vicino a me e poi dal suo urlo.

«KYUNGMI!»fu soltanto il mio nome ad essere pronunciato dalla sua gola, prima che io mi voltassi e mi trovassi davanti ai tre vampiri nemici che correvano proprio verso la nostra direzione. In un attimo mi voltai verso di lui e gli presi la mano, iniziando a tirarlo via da loro e a correre nella direzione opposta.

Era la fine, pensai. Non era la prima volta che ci trovavamo in una situazione del genere, ma quando capitava credevo sempre che fosse l'ultima, che non sarei riuscita a sopravvivere all'ennesimo combattimento. Sperai che non si trattasse di quella volta, non ero ancora pronta a dire addio a quella vita.

Corsi il più velocemente possibile, utilizzando le capacità di vampiro che avevo, guardando sempre davanti a me per non inciampare in nulla e non andare contro niente. Non potevo voltarmi per controllare se fossero ancora dietro di noi, avrei potuto perdere il controllo e finire proprio nella merda.

Incredibile come tutto fosse andato a rotoli in una manciata di secondi quella mattina, come era bastato un soffio di vento a farmi capire che qualcuno era entrato in casa e che di lì a poco saremmo dovuti sparire dall'ennesima città per sempre.

E tutto cambiò di nuovo quando, ad un tratto, dietro di me avvertii un tonfo che non potè farmi continuare la corsa. Mi voltai e vidi Seonghwa caduto a terra, mentre rotolava tra la polvere e i rami caduti dagli alberi.

«SEONGHWA!»gridai allora, tornando indietro e abbandonando completamente l'unica speranza di fuga che avevamo: non potevo di certo lasciarlo lì nelle grinfie di quei tre mostri. Andai verso di lui e lo tirai dalle spalle, cercando di rifarlo mettere in piedi, ma fu tutto inutile quando una mano smaltata si avvolse attorno alla caviglia del mio ragazzo e lo tirò via da me.

«Lasciatemi, bastardi!»esclamò cercando di tirargli calci e pugni mentre io mi avventavo su uno di loro per poi bloccarmi quando sentii un paio di braccia avvolgersi attorno al mio corpo. Mi sentii tirare indietro e cercai di divincolarmi dal ragazzo biondo che avevo dietro di me, ma fu tutto inutile dato che l'attimo dopo, l'altro mi diede un pugno sotto il mento per cercare di mettermi K.O.

«Kyungmi! Lasciatela andare!»continuò Seonghwa mentre quello che lo aveva preso poco prima si inginocchiava accanto a lui soltanto per piazzargli un coltello alla gola. Strinsi gli occhi a causa del dolore che stavo avvertendo ai miei denti e poi li riaprii, arrendendomi completamente alla forza dell'altro.

«Quanto tempo è che non ci vediamo? Un anno? Dieci mesi?»chiese poi passando il coltello all'altro e mettendosi in piedi, venendo verso di me. Era sempre così, quando ci catturavano, anche se la maggior parte delle volte riuscivamo a scappare: quel giorno però ne dubitai.

«E ancora vi ostinate a nascondervi da me, siete patetici, davvero.»continuò poi passandomi una mano sul labbro spaccato, il quale sentii che già si stava rimarginando. Il sapore del mio sangue amaro nella bocca mi disgustò e, quando vidi portarsi il pollice alle labbra e leccarselo, mi venne il voltastomaco.

«Lasciaci andare, Hongjoong.»ordinai quasi alzando poi la testa per non fargli capire in realtà quanta paura avessi in quel momento. Cercai di capire cosa invece stesse provando lui per sfruttarlo a mio favore, ma non ci riuscii, sentendo improvvisamente un pugno allo stomaco da parte di quello coi capelli rossi. Mi piegai in due a causa del dolore e quando mi rialzai il suo volto era a pochissimi centimetri dal mio.

«Credi che serva davvero farmi gli occhioni dolci per convincermi, mh?»mormorò a bassa voce poi, facendomi venire i brividi sulla pelle di tutto il corpo. Non risposi, semplicemente rimasi lì a fissarlo mentre lui faceva lo stesso con me.

«Yeosang, stordiscilo e portalo a casa. San, tu fai lo stesso con lei.»disse poi agli altri due i quali eseguirono gli ordini: prima arrivò un sasso diretto sulla fronte di Seonghwa e poi io avvertii quella che capii si trattasse una testata proprio dietro la nuca, la quale mi fece vedere tutto nero nell'arco di qualche centesimo di secondo.

Benvenuti in questa mia nuova storia! Ovviamente non potevo farmi mancare una ff su Jongho e visto che non ne ho trovate tante qui su wattpad ho deciso di scriverne una io stessa! Spero vi piaccia^^

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