Capitolo 6:Casini!
Quella mini 'festa', consisteva praticamente in una gara, e la regola era una soltanto; Nessuna regola. Vinceva chi faceva più casino, in pratica. Ci stavamo divertendo un mondo, ma sul più bello sentimmo bussare la porta;
"Chi è a quest'ora?"
Chiese Stefano incuriosito.
"Non lo so, se non apri..."
Gli dissi scherzosamente. In risposta lui mise il finto broncio, ed io gli diedi un bacio a stampo, facendolo poi tramutare in uno splendido sorriso.
Stefano afferrò la maniglia e aprì la porta lentamente affacciandosi con la testa, cercando così di non far vedere il caos che aveva alle spalle. Spuntò dalla porta il proprietario dell' hotel.
"Allora?! Cosa sta succedendo qui?! Cos'è questo baccano?!"
Lui deglutì e non rispose.
"Se lo sento ancora una volta, io-"
Neanche il tempo di finire la frase che venne interrotto dal suono di un piatto che si spaccava; Sascha. Ci vide tutti seri, e aggrottò le sopracciglia, come fosse incuriosito;
"Che c'è?...Ho forse fatto qualcosa di male?"
Evidentemente non si era accorto dell'arrivo del propietario. Con un cenno gli indicai di guardare la porta, e voltandosi vide un' uomo arrabbiato che ci stava sbraitando contro;
"Basta, prendete le vostre cose ed andatevene subito! Vi voglio fuori di qui tra 10 minuti!"
Senza pensarci due volte, preparammo le cose, lasciandoci, a volte, sfuggire qualche risatina. Lasciamo i soldi per i danni provocati, ed uscimmo dall'hotel.
"Ora che si fa?"
Non rispose nessuno, io guardai tutti quanti, e dopo qualche attimo di silenzio scoppiammo in una risata di gruppo;
"Dovevi vedere la tua faccia quando hai visto il proprietario!"
Disse Salvatore indicando Sascha col dito e ridendo a crepapelle.
"Già, hai ragione aggiunse Stefano"
Affiancandosi a Salvatore e mettendosi a ridere insieme a lui.
Alla fine Sascha cedette e si mise a ridere anche lui. Mancavano solo io e Giuseppe, così ci unimmo a loro, e ripensando a quella serata, ridemmo inevitabilmente. Dopo più di dieci minuti a ricordare quei momenti, Stefano prova a ripetere la stessa frase detta precedentemente, ma con più serietà;
"Allora ragazzi, ora che si fa?"
Tutti avevano casa lontano, apparte Stefano che aveva dimenticato le chiavi a casa sua, e sfortunatamente nessuno della sua famiglia si trovava a casa;
"Non guardate me ragazzi, ve l'ho già detto non ho le chiavi e non c'è nessuno che ci possa aprire..."
Disse con un filo di tristezza.
Tutti abbassammo lo sguardo.
"Hey..." - disse Sascha con un sorrisino - "tu Jessica hai casa qui vicino, non è vero?"
Tutti alzarono la testa, guardandomi con un pizzico di speranza, e facendomi la faccia da cucciolo.
"No ragazzi, meglio di no, altrimenti succede un casino..."
Loro zitti, continuavano a guardarmi con quelle facce. Alla fine cedetti.
"Ohh...E va bene, potrete rimanere a dormire a casa mia, contenti?"
Dissi facendo la finta arrabbiata, incrociando le braccia, e voltandomi di spalle, per poi voltarmi nuovamente e dire;
"Però vi avverto, se solo rompete anche una piccola cosa vi caccio fuori!"
Non emisero risposta e mi presero in braccio tutti e quattro urlando e ridendo;
"Sii, evviva! Grazie Jess, sei la migliore!"
Dissero in coro, ed io mi sciolsi, non riuscivo a fare l'arrabbiata, non con loro.
Quindi, ci dirigemmo verso casa, approfittando del fatto che mio padre si trovasse in ospedale da mia madre, quella sera. Arrivammo a casa, e non appena aprii la porta di casa, cercai di dettare delle regole, anche se sapevo che non mi avrebbero ascoltato;
"Allora ragazzi, prima di entrare, stabiliamo un po' di regole; 1°..."
Prima che me ne rendessi conto la situazione era già degenerata;
Sascha che saltava sul letto come un bambino, Surry che si era messo a frugare in cucina con Stefano, ed ovviamente il solito Giuseppe che provava a calmarli, facendogli la romanzina;
"Ragazzi, non è casa nostra questa, dobbiamo essere cortesi"
Disse senza ottenere alcun risultato.
"Grazie Giuseppe, ma tanto sapevamo fin dall'inizi come sarebbe andata a finire..."
Dissi rivolgendogli un sorriso.
Sembrava di aver a che fare con dei bambini; Anche se avevano tutti più di me, dimostravano l'età di un ragazzino undicenne, se non meno.
"Avanti tesoro, vieni e diverti con noi anche tu"
Sentii dalla cucina la voce di Stefano che mi parlava, e notai che sul tavolo aveva allestito una vera e propria mensa.
"Eh va bene..."
Dissi tra a me e me; non potevo stare in disparte a guardarli.
Quindi, in pochi minuti, la stessa situazione che si era creata all'hotel, si ritrovava sotto i miei occhi, solo in casa mia, stavolta.
La 'festa' non durò moltissimo, data la stanchezza provocata dal precedente 'party', infatti dopo meno di un'ora ci addormentammo tutti nelle postazioni che gli avevo assegnato; Io in camera mia, Stefano e Sascha sul letto matrimoniale dei miei genitori, e Surry e Giuseppe, sul divano.
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Il suono della sveglia mi fa uscire dal mio mondo di sogni, così apro gli occhi a fatica, notando una figura davanti a me.
"Sascha, ma tu che ci fai qui?!"
SPAZIO AUTORE:
Salve a tutti, e prima che diciate qualcosa, lo so, e uno schifo, ma mi serve per dare un pizzico di azione nei capitoli successivi!
P.S: ? Words!
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