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Capitolo 4:I Mates!

Passarono 5 minuti, e notai Stefano venire verso l'ospedale. Era in anticipo, il che significava che era molto in pensiero.

"Hey Jess, tutto bene?"
Disse col fiatone.

Scossi la testa, e nel mentre, una lacrima mi rigò la guancia.

"Jessica, cosa succede? Avanti, puoi parlarne con me."

Dopodichè mi abbracciò. Mi serviva proprio un suo abbraccio. Ora stavo molto meglio, ma il pianto non accennava a fermarsi.

"Mia madre" - dissi singhiozzando - "...mia madre è in coma."

Le lacrime scorrevano come fiumi dai miei occhi, e a quella vista, gli occhi di Stefano divennero lucidi, facendo di tanto in tanto uscire qualche lacrima, che riusciva ad opporsi a Stefano, il quale cercava di non farle uscire.

"Mi-Mi dispiace molto Jessica..."

Io lo abbracciai, e poggiai la testa sulla sua spalla. Lui fece lo stesso, e pian piano, le nostre magliette, si bagnavano sempre di più, 'colpite' dalle nostre lacrime.

Nei seguenti giorni, cercavo di farmi forza, ovviamente aggrappandomi a lui, Stefano, che si prendeva sempre cura di me. Sembrava quasi che volesse rimpiazzare mio padre.

Un giorno, decidemmo di incontrarci di mattina, così da poter fare colazione e parlare un po'. Decidemmo di incontrarci alle 10:00 al parco davanti casa mia, e che successivamente ci saremmo spostati verso un bar.

Erano le 09:15 quando mi svegliai, disturbata dal fastidiosissimo rumore proveniente dalla sveglia. Decisi di alzarmi dal letto, sebbene non ne avessi voglia, ma bastava pensare che tra poco meno di 1 ora avrei rivisto Stefano, e mi sentivo più energetica e pronta ad affrontare la giornata. Decisi di vestirmi normalmente, con una semplice felpa e dei jeans strappati. Dopodichè, mi spostai in bagno, dove mi truccai leggermente per apparire decente ai suoi occhi.

"Le 09:55; Meglio che scenda, di sicuro sarà qui tra pochi minuti..."

Scesi con mio padre, che stava andando all'ospedale, e gli dissi che andavo a fare un giro con un amico, e che lo avrei raggiunto più tardi. Lui mi fece l'occhiolino e mi diede un bacio sulla guancia, lo salutai con un abbraccio e mi misi ad aspettare. Dopo una manciata di minuti, sento un clacson suonare, e alzando lo sguardo notai che era Stefano, così mi alzai e salii in macchina.

"Buongiorno piccola"
Mi disse sorridendo.

"Non sono piccola" - dissi facendo il finto broncio - "ho 17 anni!"

Gli feci scappare una risata, che successivamente contagiò anche me.

"Allora, andiamo al parco?"
Chiesi io.

Lui non rispose, si limitava a tenere un sorriso, che tenne stampato in faccia per tutto il tragitto, finchè non arrivammo davanti ad un'hotel.

"Hey, Ste, ma cosa ci facciamo qui? Non dovevamo andare al parco?"

Luì scese dalla macchina, corse dall'altra parte, mi aprì lo sportello e mi aiutò a scendere, e dopo ciò cominciò a correre verso l'hotel.

"Ti piacciono le sorprese?"
Chiese con un sorriso.

"Credo di si...Ma potresti spiegarmi perché stiamo correndo per le scale di un'hotel?"

"Aspetta e vedrai!"

Ancora quel sorriso, stavolta accompagnato da un occhiolino, che mi rassicurò.

Dopo aver salito una lunga rampa di scale, giungemmo in un corridoio, e ci fermammo davanti ad un porta, la numero 88. Dall'interno della stanza proveniva un gran casino, e si udivano delle voci che urlavano, facevano battute...

"Ste, ma che succede?"

"Niente tranquilla."

Sfilò una chiave dalla tasca, la introdusse nella serratura, strinse la maniglia e lentamente la porta si aprì, mostrando 3 soggeti molto buffi, che erano, fino a pochi attimi fa, intenti a distruggere tutto, fino a che non notarono la porta aperta e si fermarono. Io ci misi qualche secondo, ma poi li riconobbi. Mi coprii la bocca con le mani, non ci credevo. Erano i Mates!

"Ste, ci sono i Mates davanti ai miei occhi?"
Chiesi con gli occhi lucidi, che pochi attimi dopo sarebbero esplosi in un pianto di gioia.

Luì mi rispose con un semplice: "Tadaaà!"

Rimasi paralizzata per qualche secondo, e successivamente saltai letteralmente in braccio a Stefano, riempiendo la sua guancia di baci e facendoci rimanere il rosso del rossetto messo stamattina. Stetti circa un minuto in braccio a Stefano, dopodichè scesi ed andaì ad abbracciare gli altri; Il primo fu Sascha, conosciuto come Anima. Era davvero un bel ragazzo, ed era il più casinista dei 4. Andai successivamente da Giuseppe, ovvero Vegas. Lui è il più robusto, ma soprattutto il più saggio e responsabile dei Mates. Infatti si spiega il perchè del soprannome 'Papà Vegas' e, il perchè stesse rincorrendo i due scalmanati, che stavano distruggendo tutto. Staccatami da Giuseppe, corsi verso Salvatore, o SurrealPower. Lui è il più freddo dei Mates, non riesce a mostrare i suoi sentimenti agli altri, ma a me stava simpatico lo stesso, perché a volte se ne usciva con delle battute assurde, che mi facevano morire.

"Stefanino s'è fatta la ragazza eh?! Non ce la presenti?"
Dice scherzosamente Sascha.

Tutti risero leggermente, ma Stefano non reagiva.

"Si chiama Jessica"
Affermò con tono serio.

"Ma cos'ha?"
Mi chiese Sascha nell'orecchio.

Gli feci le spallucce.

Chissà cosa aveva Stefano...Eppure non mi sembrava di aver fatto niente di sbagliato...

SPAZIO AUTORE:
Salve ragazzi, tutto bene?
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P.S: Ragazzi, mi sono scordato di dirvi una cosa: Seguite 'stefanoleprimyhero', è una ragazza di nome Elena, ed è un talento, per me merita molto! Mi raccomando leggete le sue storie!😁❤

PLAYSTATION 2 (Ok, era pessima...😂): Seguite anche 'melovemates', è un'altra ragazza, Andrea, che è molto talentuosa e che merita moltissimo!😁❤

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