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RIFIUTO*


" Il rifiuto "

POV'S JUVIA

Dalla finestra della stanza che Gray mi aveva assegnato, stavo osservando cupamente, Lucy e Levy, con i rispettivi compagni, tutti e quattro sorridenti e agghindati elegantemente, scendere da un'auto scura, probabilmente la stessa che Gajeel il giorno prima, aveva usato per condurmi al loro covo, seguendo con gli occhi, le loro figure illuminate dalla luce fioca e spettrale di un lampione, mentre attraversavano la strada, diretti verso l'entrata della casa.

Subito dopo di loro, due fari fendettero nuovamente il buio della sera e anche la lussuosa macchina di Mister Makarov, si parcheggiò proprio dietro la loro, e a quel punto, anche le sagome dei due uomini indubbiamente armati, appostati forse da tutto il giorno ai rispettivi lati della villetta di Gray uscirono allo scoperto, e salutarono il boss, prima di ritornare ai loro rispettivi angoli.

Alla fine, Levy aveva avuto ragione, seppur con discrezione, ero stata tenuta d'occhio tutto il giorno.

Bene! Ispirai dal naso e lasciai fluire via l'aria attraverso le labbra socchiuse... il momento era arrivato.

In fretta lasciai la camera e raggiunsi le scale.

Circa un'ora prima...

POV'S GRAY

Fatta eccezione per l'uscita mattutina mia e di Natsu, per il resto, avevo praticamente passato l'intera giornata chiuso nel mio studio.

C'erano parecchie cose da sistemare prima della partenza e il fatto di avere la testa costantemente impegnata a pensare ad altro, mi aveva fastidiosamente rallentato.

Sospirando diedi un'ultima veloce occhiata ai documenti inerenti alla vendita della casa, prima di annodare con cura le fettucce che servivano a chiudere la cartella che li conteneva, poi alzando le braccia, mi stiracchiai allungando le gambe in avanti, per sciogliere i muscoli della schiena, intorpiditi dalla lunga inattività.

Alle mie narici, intanto, giunse un buon profumo di carne arrostita e altri odori invitanti, che mi fecero salire l'acquolina in bocca, ricordandomi così, di aver saltato il pranzo.

La mia cucina già da qualche ora, era stata occupata da due Chef e un paio di camerieri, mandati appositamente dalle sorelle di Elfman, che si stavano dando da fare, proprio in vista dell'evento di quella sera, tutto era pronto e tra non molto anche Makarov sarebbe arrivato.

Inevitabilmente, il mio pensiero andò di nuovo alla mia deliziosa, futura sposina e alla notte appena trascorsa.

Dopo l'ampio campionario di femmine navigate e disinibite che si erano susseguite nella mia vita, fare l'amore con lei, si era rivelata un'esperienza sorprendente, vederla vivere la sua innocente passione... sentire le sue mani dolci e insicure esplorare il mio corpo, era stato un qualcosa di assolutamente appagante e... maledizione... adesso non riuscivo a pensare ad altro, se non che, tra qualche ora l'avrei stretta di nuovo tra le braccia e che così sarebbe stato, per tutte le altre notti a venire.

Di nuovo mi mossi per sgranchirmi le membra e appoggiando i gomiti sui braccioli della mia vecchia poltrona di cuoio, rilassai la testa all'indietro guardandomi intorno con un punta di nostalgia.

Da quella sera, la mia vita sarebbe cambiata drasticamente, stavo per iniziare tutto da capo, in un altra casa, in un altra città e sarebbe dipeso solo da me, trarne qualcosa di buono, ma nel bene o nel male... infondo-infondo... Crocus un po, mi sarebbe mancata, ci ero nato lì e si trattava pur sempre di un pezzo della mia esistenza, che stava per finire definitivamente.

Mentre ero ancora perso a rimuginare, venni distratto da un lieve bussare, che subito mi fece accelerare il battito cardiaco - Avanti! - Mi voltai verso la porta raddrizzandomi...

- Oh... sei tu, Angel! - Non riuscii a mascherare del tutto, la leggera delusione nel mio tono di voce.

Per un attimo avevo pensato... sperato, che fosse lei, infondo avevo chiesto a Natsu il favore di mandarla da me, non appena lei e le ragazze fossero tornate, per poi apprendere dallo stesso, che erano troppo impegnate con i preparativi.

- Ma bene... mi fa piacere costatare che da un giorno all'altro sono diventata semplicemente " oh sei tu Angel " sbaglio o... ti aspettavi qualcun altro? - Commentò sarcastica l'albina con una punta di fastidio - No, scusami... ero solo sovrappensiero, sai la partenza e... il... – Mi bloccai sbuffando.

Facevo ancora fatica a pronunciare quella parola - Alludi al matrimonio con la figlia di Josè? - Ridacchiò - Non immagini nemmeno, quanto pagherei pur di poter assistere alla funzione, è talmente raro vederti così agitato - Sghignazzò divertita – Mmmh... Piantala! - Mugugnai arricciando il naso – Le è piaciuto il vestito? - Mi chiese curiosa – In verità non saprei – Alzai le spalle – Ma certo... porta male vedere la sposa prima del matrimonio – Continuò maliziosa – Sai... Monsieur Lore, voleva morire, quando mi sono impuntata, esigendo di avere immediatamente quell'abito, poiché si intonava magnificamente con il colore dei capelli della sposa, ha cercato in vano di propinarmene altri, pensa che doveva consegnarlo tra pochi giorni alla figlia del conte Balsam e non ti nascondo che quel maledetto, se l'è fatto pagare un occhio della testa – Ah giusto, devo restituirti i soldi! - Realizzai solo in quel momento - No... non mi devi niente, consideralo pure come un mio personale regalo di nozze, d'altronde, ti devo moltoNon dire sciocchezze! Non sono sciocchezze Gray, è la verità, se non fosse stato per te, non sarei mai riuscita a superare il dolore e la solitudine per la perdita di mio maritoAnche tu per me hai fatto molto... sei stata una cara amica, oltre che una buona amante si intende – Ammisi sinceramente - Lo stesso vale per me... penso che sentirò la tua mancanza sai? - Vuoi che ti porti con me? - La punzecchiai - CIELO NO!!! - Alzò teatralmente gli occhi al soffitto - Non lascerei mai la mia lussuosa dimora, per andare a vivere in campagna in mezzo a-alla polvere e-e ai polli e chi sa che altro ancora - Affermò disgustata - Scapperei via dopo nemmeno una settimana, no... decisamente non fa per me e poi mi annoierei a morte, l'unica vera seccatura adesso, sarà trovare qualcun altro che mi faccia compagnia – Hai mai pensato di risposarti? Sei bella, sei ricca... un buon partito insomma - Buttai li a caso – Cosa??? - Esclamò stupita e offesa allo stesso tempo - Sai bene che l'unica ragione che potrebbe portarmi ad un secondo matrimonio, sarebbe la speranza di poter avere un figlio un giorno, ma... come tu sai, non mi è possibile... e mettere la mia vita assieme a tutte le ricchezze, che mio marito mi ha così gentilmente lasciato, nelle mani di un altro uomo a finché se li goda al posto mio, permettendogli di avere il pieno controllo sulla mia persona, è del tutto inaccettabile, preferisco morire in solitudine piuttosto! - Involontariamente, avevo toccato un tasto dolente, me ne resi conto osservando i suoi occhi farsi improvvisamente lucidi, tra tutte le sfortune che potevano affliggere una donna, il non poter avere un figlio, pur desiderandolo, era forse la più brutta, ed era una cosa che io certamente, come uomo, non potevo comprendere – Scusa la mia malagrazia Angel, non era mia intenzione rattristarti – Ah lascia perdere – Agitò graziosamente la mano, quasi a voler scacciare quei brutti pensieri - Tu non hai colpa e solo che, quando si tratta di certi argomenti, tendo a diventare parecchio suscettibile, ma è innegabile che avere un bimbo tutto mio, mi avrebbe senz'altro dato uno scopo nella vita! Anzi... ora che ci penso, credo che mi prenderò un'animale da compagnia, sai uno di quei cagnolini, pelosi e carini, che ti stanno sempre tra i piedi – Se ne uscì andando totalmente fuori discorso, facendomi scappare un sorriso – A questo punto mi viene naturale da chiederti perché non adotti un orfano, gli istituti minorili di questa città, sono pieni di bambini piccoli bisognosi di una casa, sono comunque carini e... stanno sempre tra i piedi – Improvvisamente il suo sguardo si accese di una nuova luce – Perché mai te lo fai venire in mente solo adesso?... Lo sai che non ci avevo mai pensato! - Si portò l'indice alle labbra soppesando la mia proposta - Beh! Diciamo che... non credevo ti interessasse più di tanto – Non mi interessava, semplicemente perché nessuno fino ad ora, me lo aveva fatto notare – Poi con il sorriso che le illuminava di nuovo il viso, si inginocchiò con grazia di fronte a me, per cingermi il busto con le braccia - Oh Gray, come farò senza di te! – Strusciò la guancia contro il mio petto – Mi mancherà da morire la tua inattaccabile logica.

Quel gesto così spontaneo, mi ricordò Juvia e inconsciamente la mia mano si sollevò ad accarezzarle la testa, desiderando ardentemente, che al posto della liscia chioma albina, ci fosse una soffice cascata di onde color del mare e che adagiata al mio petto ci fosse la sua guancia morbida e non quella di Angel – Gray! - Mi richiamò la sua voce, riportandomi bruscamente alla realtà - Si... - Sbattei le palpebre leggermente distratto – Ti ho già detto che mi mancherai? - Certo che l'hai fatto... anzi... stai iniziando a diventare sdolcinata e ripetitiva – La presi in giro allontanandola gentilmente – E che mi dici di lei?... Ti piace molto non è vero? - Mi colse alla sprovvista.

Se mi piaceva?... Diavolo si, ma quello che odiavo di Juvia Porla, era la sua capacità di distruggere il mio raziocinio – Perché fai quella faccia... ti ha rifiutato per caso, o semplicemente non ti ha soddisfatto? - Inarcò un sopracciglio, con fare insinuante - Non mi sembra il caso di parlare di questo adesso! – Le risposi freddamente, distogliendo lo sguardo dai suoi occhi, diventati improvvisamente indagatori – Ma non mi dire??? Il cinico Gray Fullbuster si è preso una cotta per la figlia del defunto boss? - Mi incalzò nuovamente – Non dire sciocchezze, la conosco appena – D'accordo, ma... hai mai sentito parlare di colpo di fulmine Gray? - Sospirando spazientito, tornai a guardarla negli occhi, Angel era all'oscuro di tutte le implicazioni nascoste dietro all'intera faccenda e fu quasi con tenera accondiscendenza che subito dopo le accarezzai la guancia – Si... ma non ci ho mai creduto e ancora tutt'ora le considero solo un mucchio di stronzate senza senso – Sbuffai scuotendo la testa – Ora però, è meglio se te ne torni a casa, devo ancora prepararmi e si è fatto già tardi – Cercai di liquidarla, prima che si mettesse a fare altre domande, a cui sinceramente non avrei saputo dare risposta - Allora addio Gray... e grazie per il consiglio, domani stesso andrò a fare visita a qualche orfanotrofio - Si sollevò sulla braccia e si sporse di slancio verso di me, con il chiaro intento di baciarmi forse per un'ultima volta.

Stranamente quell'azione mi comunicò un senso di inaspettato fastidio e istintivamente, mi ritrassi impercettibilmente, per poi limitarmi semplicemente a non ricambiarla, lasciando che le sua bocca si posasse leggermente sulla mia per qualche secondo, prima che lei realizzasse la mia reticenza e che si allontanasse di nuovo per scrutarmi con l'accenno di un sorriso, di chi la sapeva lunga – Ti auguro tutto il bene del mondo Gray – Sussurrò, poi si voltò e con passo aggraziato, uscì per sempre dalla mia vita.

Oh merda! - Imprecai mentalmente.

In che cosa mi stavo cacciando?

Più tardi...

- Maledizione! – Mi dannai per l'ennesima volta – Perché devo per forza indossare uno stupido cravattino? - Quell'affare del diavolo, mi stava dando un fastidio incredibile e nel tentativo di allentarlo un po', infilai un dito tra il colletto e la mia gola, mentre andavo ad aprire la porta ai miei amici.

- Accidenti ghiacciolo, che eleganza!... Allora... pronto a farti mettere in gabbia? - Sghignazzò Gajeel, con un classico cappello da gangster girato sulle venti e per una volta anche lui vestito decentemente, dandomi un paio di buffetti amichevoli sulla guancia, mentre teneva un sigaro infilato tra i denti.

Dopo di lui entrarono le ragazze, beh!... Niente da ridire, loro erano semplicemente splendide, Lucy in rosso e Levy in giallo e per ultimo Natsu, che come me, indossava uno smoking con cravattino, ma che a differenza del mio, era a righe bianche e nere. Sotto la giacca non indossava il panciotto di raso, ma in compenso, portava una sciarpa di seta candida, che ricadeva morbida sul suo petto.

Il Rosato improvvisamente mi passò un braccio sulle spalle e mi tirò in disparte – Grazie freddo... per merito tuo, stiamo finalmente per lasciare questo posto di merda... non lo dimenticherò – Mi sussurrò nell'orecchio in modo che gli altri non potessero sentirlo – Dov'è Juvia? - Mi chiese Lucy, mentre lanciava uno sguardo indagatore verso il suo ragazzo – Non è ancora scesa, forse dovresti andare a chiamarla – Le risposi, grattandomi distrattamente la nuca, mentre lei stava già guadagnando le scale, ma arrivata al primo gradino si bloccò, esibendo sul bel viso rivolto verso l'alto, un'espressione turbata.

Juvia ci aveva preceduti, e proprio in quel momento, stava scendendo dal piano di sopra. I suoi capelli, erano stati acconciati alla perfezione e tra di essi brillavano tanti piccoli cristalli che sembravano gocce di rugiada depositatesi casualmente, sull'azzurro della sua chioma lucente. Le sue lunghe ciglia scure, mentre guardava a terra, proiettavano due ombre a ventaglio, sulle guance pallide e leggermente sfumate di rosa.

Arrivata all'ultimo scalino, si bloccò.

A differenza dell'acconciatura, il vestito che indossava, era un semplice tailleur da mattina marroncino chiaro, non che le stesse male, si intende, ma questo voleva dire che i miei regali non le erano piaciuti, difatti su nessuno dei due polsi c'era traccia del bracciale che io stesso avevo scelto quella mattina appositamente per lei e quando le sue iridi azzurre, incrociarono le mie più scure, ebbi la certezza che qualcosa non andava e un brutto presentimento si fece pian piano strada nella mia testa, Juvia in quel momento, aveva in tutto e per tutto, la faccia e lo sguardo di una persona che si stava apprestando a recarsi al patibolo.

Di riflesso, mi parai dinnanzi a lei e la fissai severamente, cercando di scovare nei suoi occhi ora sfuggenti, il motivo di un tale repentino cambiamento, ma nulla, nessuna emozione trapelò da quello sguardo spento. A quel punto mi feci semplicemente da parte lasciandola passare, mentre ancora una volta, il mio stupido orgoglio, mi rendeva incapace di proferire parola alcuna.

Intanto, Lucy ricomponendosi, si accostò a lei, appoggiandole gentilmente una mano sul braccio, ma proprio in quell'istante il campanello della porta d'ingresso suonò, annunciando l'arrivo del vecchio. Gajeel senza dire niente andò ad accoglierli e un minuto dopo Makarov accompagnato dall'ormai inseparabile Loky, fece il suo ingresso in casa mia e dopo vari convenevoli fatti con il dovuto rispetto al nostro capo clan, ci apprestammo ad accomodarci tutti in sala da pranzo.

Loky da buon marpione qual era, non perse tempo e subito prese le distanze dal vecchio per dedicarsi a salutare da vero gentiluomo le ragazze. Dapprima si avvicinò a Levy, ma una furente occhiataccia di Gajeel bastò a farlo desistere immediatamente, poi decise di rivolgere la sua attenzione su Lucy – Mia cara, come sempre la tua splendida figura è capace da sola di illuminare l'ambiente circostante, rendendo vano ogni tentativo da parte della flebile luce artificiale di rivaleggiare con il tuo abbagliante fulgore! - Lucy molto cortesemente ricambiò il suo saluto, con le guance leggermente imporporate di rosso.

Una delle tante cose in cui quel bastardo eccelleva, era appunto lusingare le donne con la sua parlantina sciolta, ma non appena fece la mossa di afferrare la mano della bionda per lasciarvi sopra un bacio, Nat afferrò Lucy per la vita e se la strinse contro - Se non la pianti con queste stronzate ti giuro che l'unica luce che vedrai nelle prossime ore sarà quella della sala operatoria, stalle alla larga capito? – Gli sibilò contro, tenendo basso il tono di voce in modo da non urtare Makarov, che intanto venne fatto accomodare a capo tavola da un cameriere, mentre io con un moto di stizza mi preparavo ad assistere al prossimo obbiettivo del rampante avvocato, che prima di prendere posto al lato opposto rispetto a quello del vecchio, si affrettò a spostare la sedia di Juvia, facendole segno di sedersi – Prego mia signora! - L'apostrofò galante – Scusate l'ardire ma ora finalmente capisco del perché vostro padre si è premurato di tenervi nascosta per così tanto tempo, sicuramente temeva che qualcuno vi rapisse e con ragione oserei aggiungere – Sorrise affascinante, riuscendo questa volta nel suo intento di portare l'esile mano della ragazza alle sue labbra, mentre come era successo per Lucy, le sue guance si coloravano di un tenue rosa e i suoi occhi azzurri si abbassavano sulle loro mani unite, lanciando di tanto in tanto qualche fugace occhiata imbarazzata da sotto le ciglia a quel coglione di Loky, che intanto non si decideva a scollarsi da lei.

A Lui e al vecchio erano stati assegnati i posti che si trovavano ai rispettivi capotavola, mentre le coppie, come dettato dall'etichetta, erano posizionate una di fronte all'altra e quindi di conseguenza, avevo Juvia seduta d'avanti a me e quella scena, mi stava facendo letteralmente ribollire dentro dalla rabbia. Ero geloso di lei, realizzai all'improvviso, geloso che i suoi sguardi gentili e involontariamente provocanti, non fossero diretti a me. E stavo morendo dalla voglia matta di fare il giro della tavola, per prendere quello stronzo di Loky a calci nel culo, ma l'atteggiamento ostile di Juvia nei miei confronti, mi scoraggiava da ogni proposito.

-Visto che a questo punto, le presentazioni sono state fatte – Scattai nervoso verso l'uomo seduto alla mia sinistra - E tutti sappiamo del perché siamo qui! Potremmo passare subito al dunque, o saremo costretti ancora per molto a sorbirci lo spassoso teatrino messo su dal vostro braccio destro Mister Makarov – Lo apostrofai scortesemente, sbattendomene altamente se i miei modi lo avrebbero offeso.

Ne avevo già le scatole piene di quella inutile farsa.

Incrociando le braccia sul petto, e appoggiandomi all'indietro contro lo schienale, lanciai un'occhiataccia a Loky, che per tutta risposta mi ricambiò con un sorrisetto divertito e si decise finalmente a prendere posto, non senza rinunciare a punzecchiarmi un'ultima volta – Andiamo Gray, non essere avido, stasera avrai tutto il tempo per godertela – Sghignazzò prima di rivolgersi nuovamente a Juvia – Vi prego mia cara di perdonare l'infelice commento, che di certo avrà ferito le vostre graziose orecchie, ma capirete che a volte noi uomini tendiamo ad essere fin troppo competitivi in presenza di una bella donna.

Se Loki cercava semplicemente di farmi incazzare, ci stava riuscendo alla grande e mentre mi apprestavo a risponderlo per le rime, Juvia scelse proprio quel momento per aprire finalmente la bocca – Non serve che vi scusiate mister...? - Inclinò graziosamente il capo verso di lui, con fare interrogativo - *Regulus... Loki Regulus per servirvi – Si presentò lui sorridendole sornione – Juvia vi ringrazia mister Regulus, ma vi assicura che non c'è bisogno che vi preoccupiate di usare un linguaggio non proprio corretto in sua presenza, il padre di Juvia, non ostante i suoi innumerevoli difetti, era un uomo... diciamo di... larghe vedute per certi versi e non si curava più di tanto di offendere le mie graziose orecchie come invece vi siete premurato voi – Sorrise a sua volta.

Ora basta, ero stufo marcio del loro flirtare insensato e non mi importava se Loki lo stesse facendo con il viscido intento di ammorbidirla nei confronti del vecchio, quel suo atteggiamento mi infastidiva e basta e a quel punto non riuscivo più a trattenere la mia irritazione – Se davvero tuo padre era di così larghe vedute, come affermi tu – Sbottai, sentendomi in pieno diritto di darle del tu – Come mai voleva obbligarti a sposare un vecchio bavoso solo per soddisfare le sue infime brame di potere e senza peraltro tenere conto del tuo parere? – I suoi occhi si ridussero a due fessure, mentre inalberandosi portava il suo sguardo ora furioso su di me – Juvia non ha mai affermato di essere stata obbligata al matrimonio con August e davvero non capisce che cosa ve lo abbia fatto pensare mister Gray! – Affermò falsamente amabile – Vi prego-vi prego, ora non mettetevi a litigare per colpa mia – Si intromise nuovamente Loki ridacchiando - Il mio era solo un tentativo di far apparire meno brutale quest'inusuale proposta di matrimonio, siccome a mio avviso siete già stata costretta a subire abbastanza angherie, per via dei vostri natali - Sorrise serafico all'indirizzo di Juvia.

Che bastardo falso e pretenzioso, pensai furioso. Parlava proprio lui che stava tentando per conto del vecchio, di appropriarsi illegalmente tramite me, del patrimonio che quella carogna di Josè aveva lasciato a sua figlia - Basta così Loki e dacci un taglio anche tu! – Ci zittì entrambi Makarov – Penso che la signorina Porla, sappia perfettamente quale sia il motivo della nostra presenza qui stasera, non è così Gray? – Mi lanciò un'occhiata eloquente – Saresti così gentile da ricordarcelo? - Ma certo! - Risposi freddamente – La signorina Porla, sa perfettamente che voi Mister Makarov, impietosito della condizione in cui versa attualmente la sua persona, per colpe non sue, ritenete d'obbligo che io vi porga rimedio, in quanto complice di queste sue sventure tramite un matrimonio riparatore, come risarcimento al torto che le è stato fatto. Promettendo di assumermi spontaneamente l'onere di non farle mancare nulla, specialmente ora che è rimasta praticamente senza nessun sostentamento, ne finanziario ne tanto meno affettivo – Masticai quell'ultima menzogna tra i denti, nauseato mi resi presto conto, dal fatto di non averle potuto dire tutta la verità sull'effettiva necessità di quell'unione.

- Come ha potuto ascoltare dalla bocca del mio fidato uomo, Miss Porla, il suo benessere mi sta molto a cuore... prego Loki – Fece cenno al suo legale, che subito si apprestò a tirare fuori dalla sua inseparabile borsa portadocumenti, il nostro contratto di matrimonio, che poi piazzò gentilmente d'avanti a Juvia porgendole una penna stilografica – Deve solo mettere una firma qui... e tutti i suoi problemi saranno risolti in un baleno – Quel suo modo di fare, era uno dei motivi per cui Loki veniva spesso definito da tutti noi, l'avvocato del diavolo... Poiché, suo era il compito di procurare anime a Makarov.

POV'S JUVIA

Quella sera Gray era bellissimo. E se quando la prima volta che l'avevo incontrato ero stata folgorata dall'aura da cattivo ragazzo che emanava, ora con i capelli pettinati, il viso perfettamente rasato e lo smoking scuro a fatica ero riuscita a tenere lo sguardo lontano dalla sua figura affascinante, ma mi ero imposta di farlo comunque, non potevo permettermi esitazioni non dovevo assolutamente guardarlo negli occhi, se lo avessi fatto, sapevo con certezza che mi ci sarei smarrita dentro e che a quel punto, tutta la mia determinazione sarebbe venuta meno.

Lessi attentamente, già preparata a quello che c'era scritto su quel contratto, ma non per questo meno oltraggiata, per essere stata ancora una volta trattata come un mero oggetto da baratto.

Ma... se solo pensai per un attimo, come una volta aveva detto Hilda, fossi stata meno figlia di Josè e più figlia di mia madre se solo avessi avuto un carattere meno fiero... se solo fossi stata meno giovane e... meno innamorata di lui, se solo mi fossi accontentata di dividerlo con qualcun'altra, le lettere scure e ordinate vergate su quel foglio sarebbero davvero potute diventare la risposta a tutti i miei problemi.

Invece no... ero quella che ero... fiera, giovane, gelosa alla follia e... pazzamente innamorata di lui, ma non ostante quell'insano sentimento mi stesse quasi spaccando a metà, non potevo permettere più a nessuno di trattarmi in quel modo così meschinamente offensivo.

Con molta calma sollevai i documenti dal tavolo e lentamente, molto lentamente li strappai davanti ai loro occhi, prima in due parti poi in quattro, assicurandomi così, la completa attenzione da parte di tutti, affinché non si perdessero nemmeno una virgola di quello che stavo per dire, mentre il mio sguardo era bloccato su Makarov, che lo sosteneva con finta noncuranza, le mani incrociate sotto il mento e un sopracciglio inarcato.

- Juvia si scusa per questa sua azione, ma allo stesso tempo si sente offesa per non essere stata consultata a riguardo! - Ah mia cara, ti assicuro che non è stato chiesto il parere di nessuno in merito! - Mi rispose il vecchio boss con un sorrisetto accondiscendente – Perdonatela di nuovo Mister Makarov... forse lei è un po' tarda e non riesce a capire certi meccanismi – Mi finsi confusa - Ma se Juvia... come voi avete affermato, è la parte lesa, questo allora le fa pensare di poter tranquillamente rifiutare l'offerta che così gentilmente le è stata fatta da mister Gray... non è forse così? – Gli sorrisi falsamente, per fargli intendere che non me la bevevo - In parole povere quindi, rifiuti la mia proposta??? - Si intromise a quel punto Gray quasi ringhiando – Si! - Risposi con la consapevolezza, che da quel momento in poi, non sarei più potuta tornare indietro – Juvia la rifiuta, lei non potrebbe mai e poi mai legarsi ad un uomo che ha mostrato così poco rispetto nei suoi confronti, soltanto per essere risarcita... la sola prospettiva la disgusta! - Tsk! Stanotte però non sembravi pensarla così! - Sbuffò con amarezza.

Sentii la faccia andare letteralmente a fuoco, mentre avvertivo lo sguardo stupito di tutti i presenti su di me. Quello era stato senz'altro un colpo basso da parte sua, ma se era una schermaglia verbale quella che voleva, io di certo non mi sarei tirata indietro.

E fu proprio l'umiliazione per quella sua ultima affermazione a darmi il coraggio di guardarlo negli occhi – Ebbene si! - Alzai il mento sfidandolo - Juvia deve ammettere che siete riuscito a sollecitare i suoi ormoni in maniera impeccabile, ma non siatene tanto orgoglioso, qualsiasi altro uomo di bell'aspetto avrebbe potuto farle provare alle stesse condizioni, quello che le avete fatto provare voi – Affermai facendo scivolare intenzionalmente il mio sguardo su Loki, che subito si lasciò scappare un sorrisetto tra l'ammirato e il divertito – Davvero pensavate di essere così irresistibile? E che Juvia avesse pensato solo a voi, da quel maledettissimo giorno in cui ha avuto la disgrazia di incontrarvi? – Ma bene! - Sbottò furioso - Se questa è la tua ultima parola, la mia presenza qui è diventa chiaramente superflua... con permesso Mister Makarov – Scattò in piedi deciso ad andarsene – Per piacere Gray – Lo bloccò Loki, alzando una mano, nel tentativo di salvare in qualche modo la situazione, richiamandomi in causa – Vi invito a Riflettere miss Porla, sono certo che Gray comprenderà il vostro sdegno, sicuramente dovuto al modo poco cortese con cui vi è stata fatta la proposta – Ma Gray per tutta risposta lo freddò con uno sguardo glaciale – No Loki! Gray non comprende un cazzo! E visto che, a quanto pare non sono di suo gradimento, perché adesso non metti al corrente " miss Porla " di ciò che succederà... giacché devi sapere che questa storia ha anche un suo lato comico – Ghignò beffardo rivolgendosi nuovamente a me - Siediti Gray - Intervenne a quel punto Makarov – Va pure avanti Loki – Comandò subito dopo.

- Hum! Hum!- Si schiarì la voce l'avvocato prima di continuare - Dato che la nostra prima scelta è stata scartata, a questo punto miss Porla, lei potrà decidere liberamente se accettare di unirsi al signor Dragneel oppure al signor Redfox, non ha alcun rilievo, su quale dei due cadrà la vostra preferenza, l'importante e che l'accordo venga siglato! – Il mio istinto a quella nuova prospettiva, si mise immediatamente in allerta... che cosa voleva veramente da me Makarov? - Che cosaaa??? - Scattò all'improvviso Lucy balzando dalla sedia, facendomi sussultare – Che significa tutto questo? - Si rivolse subito dopo a Natsu – Lucy ascolta sta calma! - Cercò di rabbonirla il rosato afferrandole il polso, ma la bionda ormai sembrava un vulcano in procinto di eruttare – Toglimi le mani di dosso stronzo! - Esplose in fine colpendo Natsu con un sonoro mal rovescio – Con il vostro permesso mister Makarov!!! - Sbottò indignata, prima di lasciare la sala a testa alta.

Gli sguardi di Natsu e Gajeel a quel punto, esprimevano la stessa rabbia repressa di quello di Gray, che per tutto il tempo era rimasto zitto con le braccia incrociate e lo sguardo infuocato rivolto verso un punto imprecisato della parete alle mie spalle e nella stanza era calato un improvviso silenzio, carico di tensione, che venne però prontamente dissipato dalla voce di Makarov - Con il senno di poi, mi sento di affermare, che invitare anche le vostre signore, sia stato un madornale sbaglio da parte mia, purtroppo spesso tendo a dimenticare quanto le donne possano diventare molto poco ragionevoli in date situazioni, ma di certo capirete che non mi aspettavo tali risvolti.

A quelle parole anche Levy, dopo avermi rivolto uno sguardo dispiaciuto e aver freddato il resto dei presenti con un'occhiataccia furente, si alzò dal suo posto e andò probabilmente a raggiungere Lucy, sbattendosi la porta alle spalle, senza neanche curarsi di congedarsi adeguatamente .

- Bene! - Affermò a quel punto Makarov – Ora che sono rimasti solo i diretti interessati, miss Porla, direi che è arrivato il momento di finirla con i giochetti, e di mettere ben in chiaro la situazione, voi stasera non uscirete da questa stanza, se prima non avrete preso una decisione! – Il suo tono improvvisamente, aveva abbandonato la tolleranza di poco prima, ed ora si era fatto basso e intimidatorio - Juvia è dispiaciuta di deluderla nuovamente, ma lei non sposerà nessuno dei presenti qui stasera... lei si rifiuta! - Declinai nuovamente la sua offerta, sostenendo il suo cipiglio - Temo di non essermi spiegato abbastanza bene con voi, quindi adesso cercherò di farvelo capire con poche, semplici parole... o fate quello che ho ordinato, o vi costringerò a farlo! - Questa volta il suo tono era diventato chiaramente minaccioso e definitivo, peccato per lui, che abituata a ben altri duelli verbali con mio padre, non mi toccò più di tanto, ora volevo solo scoprire, dove sarebbe andato a parare – Credete davvero di riuscire a impressionarla con le vostre sottili minacce o forse vi siete semplicemente dimenticato, con chi ha avuto a che fare lei negli ultimi diciannove anni? Juvia Mister Makarov, non è la stupida che tutti voi crediate che sia... e ora, come avete appena detto poco fa, finiamola con i giochetti e decidetevi a confessarle una volta per tutte... la vera ragione che vi spinge a volerla maritare a tutti i costi con uno dei vostri? - Lo stuzzicai - Cos'è che vi spaventa tanto in una semplice ragazzetta indifesa? E per favore piantatela con questa assurdità del risarcimento, perché ormai non ci crede più nessuno, avete avuto la possibilità di mettere a tacere Juvia per sempre e non l'avete fatto, anzi vi siete gentilmente prodigato affinché lei potesse avere una "sistemazione adeguata" – Lo sbeffeggiai quasi – E tutto questo... non ostante l'odio viscerale che da sempre portate verso la sua famiglia e specialmente verso suo padre, che si è macchiato del più vile degli omicidi privandovi di un figlio... Perché allora, è lecito domandarsi, non ricambiare doppiamente l'offesa subita, uccidendola e facendo si, che in questo modo nessuno possa più usufruire del nome Porla, per mettervi di nuovo i bastoni tra le ruote? – ORA BASTA, TUTTI FUORI MENO LOKI!!! - Comandò sbattendo le mani sul tavolo.

- A quanto pare ho sbagliato a valutarvi miss Porla – Parlò quando Natsu, Gajeel e Gray furono usciti - Al contrario di vostro padre, che invece era perfettamente consapevole del fatto che sua figlia fosse tutt'altro che stupida... dato che... ha fatto di voi la sua unica erede e capostipite del clan Porla! - Eccola finalmente la verità, chiusi gli occhi e lasciai uscire il fiato, ed ecco il vero motivo di quel matrimonio... Giuda! Non potei far altro che pensare di lui e a come per poco non era riuscito nel suo intento, altro che risarcimento, da perfetto cagnolino ammaestrato, tutto quello che gli interessava era la sua eredità, per poterla donare in seguito, al suo padrone, realizzai amareggiata - Non posso eliminarvi, o lo avrei già fatto – Continuò intanto Makarov - Una delle clausole del testamento me lo impedisce, dato che, la vostra scomparsa, porterebbe tutti i traffici di quel figlio di puttana di vostro padre in mano alla corona e vi assicuro miss Porla, che non ho nessuna intenzione di far si che ciò accada... ne tanto meno permetterò che voi ve ne andiate liberamente in giro a fomentare altre rivolte da parte dei simpatizzanti di Josè... e sono tutt'ora deciso a costringervi al matrimonio con la forza, perciò prima che questo succeda, da pari a pari, vi darò un'ultima possibilità, chiedendovi un semplice accordo tra capi... affiliatevi alla mia cerchia, sposate chi vi pare, uno qualsiasi degli innumerevoli uomini appartenenti al clan Makarov, anche Loki se vi fa piacere – Al che, il diretto interessato sbiancò - E io lascerò nelle vostre mani, una parte dell'amministrazione degli affari che avremo in comune.

Si come no, già immaginavo il ruolo marginale e palliativo a cui mi avrebbe relegata, pensai amaramente, in un modo o nell'altro, sarei comunque dovuta sottostare ai suoi ordini, così come era sempre stato con mio padre, per di più, rendendomene complice.

- E quali garanzie avrà Juvia, che dopo l'ipotetico matrimonio, manterrete la parola data? - Oh andiamo miss Porla, che domande... naturalmente avrete come garanzia, la mia parola di uomo d'onore... un patto e un patto! - No Mister Makarov, tutto quello che vi chiede Juvia e di essere lasciata in pace e che tutti voi dimentichiate la sua esistenza! – Mi dispiace mia cara, ma capirete che a questo punto, ci troviamo in una situazione di stallo, quello che voi chiedete, è impossibile! – Aspettate Mister Makarov – Si intromise Loki – In verità... un modo ci sarebbe Quale? - Domandammo all'unisono – Miss Porla, dovrebbe donare tutto a voi e poi ripudiare il nome di suo padre, certo sarà un processo abbastanza lungo, ma come sapete ho molti agganci e conosco da vicino il procuratore a capo degli uffici della magistratura, non mi sarà difficile farle ottenere un altro cognome, basta solo, che lei miss Porla sia disposta a permettere, che ciò avvenga – Le sue parole rimasero sospese nell'aria, mentre io riflettevo su quella nuova possibilità, che di certo mi avrebbe ridato la libertà, ma allo stesso tempo mi avrebbe ridotta alla totale indigenza, ma se quello era il prezzo da pagare, per riavere indietro la mia vita, lo avrei pagato - Va bene fatelo... Juvia è d'accordo, infondo... quel nome non le ha portato altro che sventura! - Risposi infine con decisione – Bene allora, il nostro accordo è sancito e ognuno di noi avrà quello che vuole! - Si allungò Makarov tendendomi la mano destra, che io, dopo avervi gettato uno sguardo gelido, rifiutai di stringere, davvero pensava, che avessi scordato, che il mandante dello stupro era lui.

- Vi avviso solo, Miss Porla, che per un po' di tempo, non dovrete lasciare Crocus, poiché sarà necessario, fino a quando tutte le pratiche burocratiche non saranno chiuse, che Makarov vi tenga ancora per qualche tempo "sotto la sua ala protettrice" - E sia! - Risposi seccamente Perfetto!!! - Esclamò a quel punto il vecchio boss, notevolmente soddisfatto – Ora che tutto è risolto miss Porla, direi che possiamo finalmente consumare questa cena... sarebbe un vero peccato se andasse sprecata! - Non me ne vogliate se rifiuto mister Makarov, ma Juvia ora vorrebbe ritirasi, certamente la comprenderete, se lei in questo momento, non ha il vostro stesso appetito – Mi alzai dal mio posto – Aspettate! - Mi fermò Makarov – Loki... lascia a miss Porla, un piccolo dono d'amicizia da parte mia, affinché possa almeno pagarsi un affitto dignitoso Non osate! - Sputai fuori sprezzante – Lei non vuole mai più avere niente a che fare, ne con voi, ne con i vostri simili e ne tanto meno con i vostri soldi... quelli... dateli pure al vostro uomo se ci tenete tanto e inoltre riferitegli, che Juvia li lascia a lui, come "risarcimento" per l'ospitalità che le ha offerto... così come tutti gli averi dei Porla, sono stati regalati a voi, per liberarla per sempre, dalla vostra sgradita persona... e ora se volete scusarla! – Mi congedai da loro reclinando lievemente il capo.

POV'S GRAY

Lasciata la sala da pranzo, individuammo subito Lucy e Levy sedute sulle scale, entrambe con delle espressioni deluse dipinte sui volti, mentre chiacchieravano sommessamente tra di loro, poi non appena sentirono la porta chiudersi, i loro occhi saettarono rabbiosi e accusatori su di noi.

- Io e Lucy, vi stavamo per l'appunto aspettando – Ci informò sagacemente la turchina - Per comunicarvi cari i nostri baldi uomini, che qualunque sia stato l'esito di quella specie di pagliacciata svoltasi in quella stanza, abbiamo deciso di comune accordo di mandare tutti e tre indiscriminatamente a fare in culo! - Si alzarono in piedi incrociando le braccia – Si può sapere come vi è venuto in mente di prendere un simile accordo con Makarov? - In verità non avevamo pensato all'eventualità di un suo rifiuto – Si difese Natsu debolmente – Dando per scontato, che Juvia avrebbe accettato la proposta di Gray, che secondo noi, era la cosa più sensata da fareLa prossima volta, evita semplicemente di pensare Natsu – Gli si rivolse Lucy indispettita – Allora?... Chi sarà il fortunato? - Ci sbeffeggiò subito dopo – Ancora non si sa, Juvia ha respinto anche noi! Ora Makarov ha chiesto di rimanere da solo con lei - Che cosa le succederà adesso? – Chiese Levy con espressione preoccupata – E chi lo sa! - Si intromise Gajeel - Una cosa è certa però, il palo più grosso se l'è beccato senz'altro il ghiacciolo Ghi! Ghi! Ghi!... Il grande Gray cadono tutte ai miei piedi Fullbuster è stato scaricato praticamente ad un passo dall'altare e questo, è sicuramente da immortalare negli annali! - Ma ti pare il caso, maledetto buzzurro di metterti a fare ironia in un momento come questo? - Lo sgridò la sua ragazza – Lascialo pure parlare – Risposi indifferente - Tanto per me è solo di una seccatura in meno... e non me ne fotte un cazzo se mi ha respinto, l'importante è che adesso ho la coscienza pulita e non le devo più un bel niente di niente – Sbuffai infastidito, infilandomi le mani in tasca e accomodandomi a mia volta sulle scale.

***

Passarono all'incirca dieci o quindici minuti, nei quali tutti noi, in religioso silenzio, aspettammo pazientemente di avere qualche notizia, su quello che sarebbe accaduto adesso.

Dopodiché, la porta della sala da pranzo, si aprì nuovamente e Juvia ne uscì a passo svelto, ignorando tutti, all'infuori di Lucy e Levy, che le andarono incontro.

Allora Juvia? - Le chiesero impazienti – E' tutto a posto – Rispose lei torcendosi nervosamente le mani tra loro e tenendo lo sguardo basso – In che senso? - Le chiese Levy – Nel senso che adesso Juvia è libera di andarsene! - Esattamente!!! – Ci informò pomposamente Loki facendo capolino dalla stanza – Mister Makarov e miss Porla, sono riusciti a raggiungere un vantaggioso accordo, che eviterà a tutti e tre di percorrere con una corda legata metaforicamente intorno al vostro collo, la navata di una chiesa e ora il nostro capo, non vede l'ora di festeggiare assieme a voi, approfittando dell'occasione, anche per salutarvi come si deve.

- Mister Regulus – Lo apostrofò Lucy interrompendolo – Permetta prima a uno dei ragazzi di accompagnarci, si è fatto molto tardi e siamo davvero molto stanche, quindi se non le dispiace, vorremmo tornare a casa! – Incluse automaticamente anche Juvia, appoggiandole una mano sulla schiena - La preghiamo di scusarci con Mister Makarov, se non ce la sentiamo di unirci a lui, sono certa che capirà – Ma certamente mia cara – Andrò io! – Si offrì Gajeel, sicuramente vedendo in quell'opportunità, un modo per svignarsela – Voi iniziate pure senza di me, più tardi tornerò a prendere Natsu – Andiamo Juvia! - Si rivolse nuovamente a lei la bionda – S-si certo Lucy – Esitò – Prima però... Juvia dovrebbe salire a prendere le sue cose – Fa in fretta allora, ti aspettiamo qui! - Con la coda dell'occhio, la osservai mentre con passo cauto veniva nella mia direzione e quando si apprestò a salire di sopra, un impulso insensato mi portò a scattare in piedi a sbarrarle la strada – Non dovresti prima chiedere il permesso " Miss Porla " – Insinuai con arroganza, guardandola dall'alto in basso – D'altronde sei ancora in casa mia, nel caso lo avessi scordato! – Come un inaspettato pugno allo stomaco, il suo profumo mi assalì i sensi, più invitante del peccato stesso e più dolce del miele, le mie mani inconsapevolmente si sollevarono di qualche centimetro, vogliose di toccarla, dovetti stringerle a pugno per trattenermi dal farlo e lei probabilmente percepì quel cambiamento, poiché le sue spalle ebbero un lieve sussulto, ma non una parola, uscì da quelle labbra tenute ostinatamente serrate – Gray per l'amor del cielo piantala! - Mi arrivò alle orecchie la voce contrariata di Lucy.

Poi il suo viso si sollevò verso il mio e suoi incredibili occhi azzurri, per qualche secondo si incastrarono nei miei, colmi di qualcosa simile al rimpianto.

Bruscamente distolsi lo sguardo e mi scostai leggermente, lasciando che lei mi superasse, naturalmente stando bene attenta a mantenersi il più lontano possibile da me - Tsk! - Sbuffai sarcastico – Che c'è, hai paura che ti trattenga? - Le sussurrai a portata d' orecchio - Non temere, per quanto mi riguarda, puoi fare quello che cavolo ti pare, non sei più un mio problema ormai! - Poi raggiunsi, senza più voltarmi, Loki e Makarov in sala da pranzo.

POV'S NATSU

Disgustato, allontanai il calice di vino ancora mezzo pieno che avevo d'avanti e mi volsi verso il mio amico che semi sdraiato sulla sedia, con le gambe incrociate sul tavolo e lo stelo sottile di un bicchiere tra le dita, fissava con occhi vacui il lampadario appeso al soffitto.

Quel maledetto infame di Gajeel, alla fine non era più tornato e da quando Makarov e Loki se ne erano andati, all'incirca un'ora prima, non avevamo fatto altro che bere, bere e bere.

Conclusione della storia... io ero ubriaco perso e Gray... beh! Lui stava messo senz'altro peggio di me.

In un altra occasione, non avrei avuto niente da ridire su quella sua condizione, innumerevoli volte sia per fare baldoria o soltanto per noia, ci eravamo ritrovati allegramente pieni come botti, ma ora era diverso, Gray da sbronzo era sempre stato molto più loquace che da sobrio, adesso invece continuava testardamente a non voler rispondere alle mie domande e ad ingurgitare alcol, neanche ne andasse della sua stessa vita... non ci voleva un genio per capire che stava male per qualcosa, ma cosa esattamente?

- Non ti capisco proprio... non era quello che volevi? – Biascicai scuotendo la testa, per quella che era la terza o forse la quarta volta. Ma niente... era come se io, non ci fossi nemmeno in quella stanza.

Sapevo per esperienza quanto potesse diventare cocciuto e orgoglioso quello stupido ghiacciolo... ma possibile, che in quell'occasione, il suo prezioso ego, fosse stato così tanto irrimediabilmente ferito da quel rifiuto, da non poterlo sopportare... oppure... c'era dell'altro?

- E' per lei non è vero... di la verità, iniziava a piacerti? – Attesi invano una sua risposta, mentre invece si limitò a lanciarmi una fugace occhiata e a svuotare nuovamente il bicchiere – AAAH!!! Adesso mi hai rotto le palle ghiacciolo! Non ne vuoi parlare???... E va bene, non parlare, non mene frega un cazzo se non mi parli, tanto io parlo lo stesso! E sai che ti dico? Se è così, dovresti obbligarla a sposarti... avanti, fallo che aspetti? Ti aiuto io... chiama un prete adesso, vi sposerà subito e se si rifiuta, gli punto una pistola alla tempia e lo costringo! - Abbattei un pugno sul tavolo facendo capovolgere i bicchieri usati, ancora appoggiati sulla tovaglia.

- Lo avrei fatto sai Natsu... fino a qualche ora fa, sarei stato disposto a farlo davvero – Finalmente si degnò di rispondermi e con una voce talmente bassa e tetra che sembrava uscita direttamente dall'oltretomba – Ma ora no... no, l'hai sentita anche tu vero?... Non mi vuole! - E facendomi prendere un colpo scaraventò all'improvviso il bicchiere contro al muro – Dannazione!!! Con Loki sembrava uno zuccherino, mentre contro di me ha sputato solo veleno e piuttosto avrebbe sposato quel vegliardo di August senza battere ciglio, ma non me, non con me! - Fece un'amara risata - E adesso che te l'ho detto, prendimi pure per il culo come ha fatto Gajeel! - Gray!... Sei un idiota... anzi un coglione... se ci tenevi così tanto a lei... perché diamine hai fatto quella sparata, stasera durante la cena... hai praticamente sputtanato a tutti che te la sei portata a letto, insinuando tra l'altro, che le è anche piaciuto... cazzo Gray l'hai offesa, che avevi in testa, che fine ha fatto il < Non mi piace mettere, i miei affari privati in piazza > - Onestamente Natsu.... ero arrabbiato e volevo ferirla, così, come lei poco prima aveva fatto con me, ma... tu credi davvero, che la mia sgarbatezza, abbia inciso così tanto sulla sua decisione finale? - Mi lanciò un altro sguardo storto - Stronzate!!! - Sbottò poi con rabbia – E che farai adesso... davvero la lascerai andare via così? - Gli domandai a bruciapelo - Perché non cerchi parlarle, sarà stata ospitata sicuramente da Levy, se non addirittura da Lucy stessa e adesso potrebbe trovarsi a casa mia... va da lei, provaci, che ti costa! - No Natsu no... sarebbe del tutto inutile, mi odia, non mi perdonerà mai per quello che le ho fatto – Sbuffò - Te lo dico io cosa è successo, aveva già premeditato tutto, si è voluta vendicare, nell'unico modo che gli è stato possibile, facendomi illudere che per lei contavo qualcosa e invece no, non è così! - Brutto stronzo, allora tu l'ami!!! - Realizzai sbalordito, dando voce ai miei pensieri, mentre lui serrava le labbra e voltava la faccia dall'altra parte – E non ti azzardare a negarlo, sarei pronto a scommettere 10.000 Jewels che è così e se proprio lo vuoi sapere, ne scommetterei altri diecimila sul fatto che anche lei prova qualcosa per te, fidati, ho visto come ti guardava, anche un cieco se ne sarebbe accorto! - Se anche fosse così, non farebbe nessuna differenza e forse per quanto mi riguarda, vinceresti i tuoi 10.000 Jewels, ma perderesti comunque gli altri, non capisci che la sua era tutta finzione, se mi avesse voluto... almeno un po' come dici tu, non avrebbe rifiutato un matrimonio che per lei poteva essere solo vantaggioso, in cambio di che cosa? Di un bel niente di niente! Al diavolo!!! Ecco dove se ne deve andare! Non me ne importa più niente, voglio solo dimenticare tutta questa fottuta storia al più presto – Si allungò per recuperare la bottiglia e uno dei bicchieri che a caso stavano rovesciati sul tavolo – E vuoi sapere un'altra cosa amico mio? Ho appena scoperto che l'amore non mi piace... succhia l'anima e rende deboli, non voglio mai più sentirlo nominare! Strapperò il suo ricordo dalla mia testa, e lo chiuderò in posto dove nessuno potrà più trovarlo! - Gray sei ubriaco! - Si! E conto di rimanerci per un bel pezzo! - Poi con mano incredibilmente ferma, prese un altro bicchiere dal mucchio piazzandolo di fianco a quello di poco prima e li riempì entrambi fino all'orlo, facendo trasbordare il liquido rosso rubino sulla tovaglia candida – Tieni Nat – Me ne allungò uno - Brinda con me alla nuova vita che ci attende! - Rassegnato all'evidenza, sogghignai, scossi nuovamente la testa e feci scontrare il mio bicchiere con il suo, scolandomelo poi tutto d'un fiato.

Quella sarebbe stata davvero una lunga nottata e l'indomani mi sarebbe toccato anche prendere il treno... già avevo la nausea al solo pensiero, ma in quel momento non mi importava, Gray aveva bisogno della spalla di un amico adesso, lui raramente aveva rinunciato a lottare per qualcosa e se questa volta lo aveva fatto, doveva per forza di cose, avere le sue buone ragioni e non stava a me cambiare le cose, anche se... in fondo in fondo, sentivo che una parte della colpa, di quello che era accaduto era anche mia e me ne dispiaceva.

POV'S LUCY

- Ecco fatto Juvia, per stasera potrai dormire qui e comunque dubito che stanotte Natsu si farà vivo, li conosco troppo bene quei due, avranno bevuto talmente tanto che non mi stupirei se domani mattina mi toccherà andare a prelevarli a casa di Gray con una barella... tremo alla sola idea di quello che mi faranno passare durante il viaggio in treno, specialmente Natsu che soffre di chinetosi! - Sospirai guardandola.

Era mezz'ora che continuavo a cianciare, per cercare di instaurare un qualche tipo di conversazione con lei, ma tutto quello che ne avevo ricavato, erano stati solo degli impercettibili cenni del capo.

- Che cosa ti è successo? - Andai direttamente al punto, stufa di fare giri di parole- Oggi pomeriggio, sembrava quasi ti fossi decisa, invece poi – Lasciai di proposito la frese in sospeso - Ti va di parlarne? - ... - Di nuovo scosse la testa senza emettere alcun suono – Uff! Ok mi arrendo! – Sbuffai esasperata - Non voglio forzarti, ma spero solo che quello che è successo, non intacchi l'amicizia che da poco si è creata tra di noi e mi farebbe molto piacere, se tu continuassi a farmi avere tue notizie tramite Levy – Mi posizionai alle sue spalle, per iniziare a disfare l'acconciatura che con tanta fatica io e l'azzurrina avevamo realizzato – Appena ci saremo sistemati, le manderò il mio indirizzo, così potrà scrivermi e mi farebbe molto piacere, se lo facessi anche tu! - Feci una pausa per andare a prendere la spazzola in bagno – Juvia? - Mi fermai a metà strada, poiché mi ero appena resa conto di una cosa – Che cosa farai adesso? - Mi voltai preoccupata a guardarla - Certo Levy, per il tempo che sarai costretta a rimanere a Crocus, ti darà sicuramente una mano... lei e Gajeel, hanno deciso di restare ancora per qualche mese, in modo da mettere a posto le cose con la vendita del locale, ma poi, cosa farai dopo... c'è l'hai qualcuno da cui andare, u-un parente, un'amica? - Quasi si fosse appena risvegliata da una fantasia a occhi aperti, si girò a fissarmi con le sopracciglia aggrottate, poi la sua bocca si aprì e si richiuse un paio di volte, come se non sapesse da che parte iniziare per darmi una risposta, il suo respiro all'improvviso si fece ansante, mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime e senza sapere ne come ne quando, me la ritrovai singhiozzante tra le braccia, con il viso sepolto nel mio petto e le esili spalle scosse dai forti singulti - Hei! - Tentai di consolarla accarezzandole i capelli.

Povera ragazza pensai con commozione, probabilmente gli avvenimenti di quella sera, dovevano averla fatta giungere ad un punto di rottura, facendo si che in quel momento, tutto lo stress e il dolore accumulato in quei giorni così tanto difficili per lei, sfociassero in quello sfogo liberatorio.

Senza contare che grazie alla boccaccia insolitamente larga di Gray, mi ero fatta un'idea abbastanza chiara di quello che era successo tra loro due la notte scorsa e davvero in un primo momento ne ero rimasta sconvolta.

Juvia non era assolutamente da biasimare, se non ne aveva fatto parola con me e con Levy. Probabilmente conoscendoci da poco, doveva essersi sentita a disagio, in ogni caso non potevo credere che Gray l'avesse di nuovo forzata, non lo avrebbe mai fatto, ma di sicuro quello che era avvenuto dopo, doveva essere per forza di cose colpa sua.

- Va meglio adesso? – Le chiesi apprensiva, quando i singhiozzi diminuirono fino a sparire - S-si – Si asciugò gli occhi umidi, prima di guardarmi – E' che lei, fino a che Lucy non gliel'ha fatto notare, non aveva minimamente pensato alle conseguenze delle sue azioni e al fatto che d'ora in avanti, dovrà contare solamente sulle proprie forze per tirare avanti e quando se ne è resa conto, si è sentita come schiacciata da tale realizzazione – Beh! Sfiderei chiunque a non esserlo nella tua situazione, ma non devi angustiarti per questo, troveremo una soluzione vedrai! - Adesso, avevo solo una gran voglia di andare da Gray e prenderlo a sberle per quel casino - Non hai mai lavorato... vero? - Le chiesi invece - No, Juvia non l'ha mai fatto, non ne ha mai avuto bisogno... però al collegio, le hanno insegnato molte cose! - Tipo? - Domandai dubbiosa inarcando un sopracciglio, essendo anch'io appartenuta all'alta borghesia, sapevo cosa più o meno insegnavano in quei posti – Beh!... lei sa fare dei ricami molto elaborati, sa come si dirige una casa, come si organizzano i pasti, come si apparecchia una tavola secondo l'etichetta e inoltre le hanno insegnato come cucinare piatti elaborati, qual è il modo giusto di intrattenere un'ospite importante e... e... altre cose così! – La sua voce infatti, andò via via scemando, facendomi capire, quanto la dicesse lunga la mia espressione in quel momento, sull'inutilità di tali capacità – Tutta roba da ricchi insomma! – Commentai abbattuta, sbattendomi una mano in faccia – Oh accidenti... ci deve pur essere qualcosa che potresti fare – Sussurrai sovrappensiero, mordendomi un'unghia – Un momento... ci sono!!! - Schioccai le dita, complimentandomi mentalmente con me stessa - Domani mattina ci toccherà uscire presto, il viaggio in treno, è previsto per le undici, quindi avremo tutto il tempo, ascoltami Juvia, prenderemo un taxi e ti porterò a conoscere le sorelle di Elfman, sono sicura che a loro potrebbe fare più che comodo una come te! - Esclamai entusiasta, battendo le mani e riuscendo a guadagnarmi perfino da lei, un lieve sorriso.

Ero più che soddisfatta della soluzione appena trovata e anche Juvia adesso, appariva visibilmente più sollevata, ma ancora una volta non riuscii a trattenere la mia curiosità tutta femminile.

- E' colpa sua vero? - Le chiesi a bruciapelo – Ti ha... convinta in qualche modo? - Cercai di carpirle cautamente qualche dettaglio in più – Oh!... No! – Arrossì vistosamente scuotendo il capo, quando si rese conto a cosa mi riferivo – Scusami Juvia, davvero non vorrei sembrarti invadente e di certo non è mia intenzione giudicarti, ma mi piacerebbe davvero sapere il perché, di una tale decisione da parte tua?- In verità è abbastanza facile da spiegare, Gray non l'ha costretta se è di quello che Lucy ha paura, Juvia si è lasciata semplicemente andare, a dei sentimenti del tutto nuovi per lei – Sussurrò sospirando stancamente – Gray si è scusato più volte con Juvia e a lei è sembrato sincero, ha anche ammesso di desiderarla a livello fisico, ma è comunque stato fin troppo chiaro sul fatto che l'avrebbe sposata solo per rimediare al torto che le aveva fatto e inizialmente Juvia si era anche convinta ad accettarlo, ma poi... lei oggi pomeriggio, lo ha visto assieme alla sua amante, in atteggiamento molto intimo, mentre si scambiavano forse l'ultimo bacio prima di dirsi addio – Si certo, ma Angel c'era comunque già prima che arrivassi tu e sinceramente, non penso che Gray ci tenga più di tanto, sicuramente le sarà affezionato, ma credo che finisca li! - Lucy non può saperlo, ma Gray, aveva promesso che se Juvia avesse accettato di sposarlo, le sarebbe stato fedele e invece ha tradito già da subito la sua fiducia, fiducia tra l'altro mal riposta, dato che poi è venuta fuori la verità, quando Makarov ha informato Juvia sulla reale utilità di quell'unioneSu questo hai ragione, è stata davvero una bastardata da parte sua Le ha mentito e questo le fa solo pensare che sia stato disonesto anche sul fatto che fosse sinceramente pentito, l'ha ingannata doppiamente e Juvia non può accettarlo, non dopo tutto quello che c'è stato tra loro – Nuove lacrime iniziarono a sgorgare dai suoi occhi - So che ora Lucy penserà che Juvia sia stata una pazza a rifiutarlo, qualunque altra donna nella sua stessa condizione, avrebbe accettato la sua proposta senza pensarci due volte, specialmente se fatta da colui che l'ha disonorata, ma Juvia no... lei non potrebbe mai continuare a sopportare le sue bugie, la sua infedeltà e la sua arroganza... ci sarebbe riuscita con qualsiasi altro uomo, fingendosi indifferente magari, perché di loro infondo non le sarebbe importato nulla, ma non Gray... non con Gray, con lui non riuscirebbe mai a mentire e a fingere di non desiderare qualcosa in più, Lucy capisce quello che Juvia cerca di dirle? - Mi fissò con quei grandi occhi luminosi e rivelatori, che da soli esprimevano ben più di mille inutili parole - Ti sei innamorata di lui, non ostante tutto... e questo che intendi? - Si... purtroppo e così! – Ammise mestamente tirando su col naso – Ma allo stesso tempo, lei non può perdonarloTi capisco, nemmeno io riuscirei a farlo, se Natsu mi avesse fatto una cosa del genere! - Concordai giustamente con lei - Hai preso la tua decisione e io non posso che accettarla, ma ricorda che in me troverai sempre una spalla amica su cui piangere, anche se saremo lontane - La abbracciai di slancio – Qualunque cosa succeda, sarai sempre la benvenuta, nel caso avessi bisogno di me – Juvia ti ringrazia infinitamente, le tue parole sono un vero toccasana per il suo attuale stato emotivo – Mi ricambiò stringendomi a sua volta – Ora però dobbiamo assolutamente riposare Le sorrisi - Domani ci attende una dura giornata, sei una ragazza forte Juvia e vedrai che con il tempo, le cose si aggiusteranno.

POV'S GRAY

Le mie palpebre si sollevarono brevemente, per poi richiudersi di scatto - Ah cristo! Che palle – Mi lamentai schermando con una mano gli occhi feriti a morte dalla forte luce del mattino.

Subito dopo, un selvaggio attacco di nausea, per poco non mi fece vomitare sul posto e a fatica mi sollevai dalla poltrona del mio studio, senza peraltro ricordare come diavolo dalla sala da pranzo fossimo arrivati li, con la testa che pulsava dolorosamente e con la vescica che mi implorava di essere svuotata assieme al contenuto del mio stomaco – Vado al bagno, vuoi venire con me? – Biascicai all'indirizzo di Natsu che giaceva semi svenuto sul divanetto di pelle addossato alla parete, ma che comunque riuscì a sollevare il medio e a formulare a stento un decifrabile – Già fatto bastardo, ma non è detto che non debba ritornarci! - Seguito da un forte gemito e un altrettanto conato di vomito che lo fece scattare in piedi per precedermi.

Trascinandomi attraverso la stanza e appoggiandomi a qualsiasi cosa potesse darmi un sostegno, lo raggiunsi, dovendomi per giunta accontentare del lavandino, visto che del Water se nera già appropriato lui.

- Che cazzo Gray! Non stavo così male da quando avevo quattordici anni – Sbottò poco dopo passandosi il dorso della mano sulla bocca – A chi lo dici ! - Ridacchiai, per poi fare una smorfia di dolore, quando il semplice utilizzo dei muscoli facciali mi provocò come un rimbombo di campane nel cervello e una seconda ondata mi faceva di nuovo piegare in due sul lavello – Per lo meno, adesso sono sicuro che non avrò niente da riversare sui sedili del treno – Cercò di ironizzare il rosato lasciandosi scivolare seduto a terra – Credo di aver rigettato perfino le budella - Ghignò appoggiando la testa all'indietro contro le mattonelle – Che ore sono ghiacciolo? - Mi domandò fissandomi con un solo occhio aperto - Le nove e mezza circa – Lo informai dopo aver decifrato a fatica i numeri all'apparenza sfuocati sul mio orologio da polso - Lucy questa volta mi ucciderà! - Piagnucolò cercando di rialzarsi a fatica dal pavimento – Non riuscirò mai a tornare a casa in tempo, farò una doccia veloce qui e dovrai prestarmi qualcosa tu da mettere, non possiamo viaggiare in questo stato, senza contare che puzziamo come due distillerie – Affermò indicando e annusando il tessuto stropicciato di quello che fino a ieri, era stato un'elegante abito da sera – Hai ragione! – Concordai osservando critico la mia camicia bianca sbottonata e macchiata di vino - Ci conviene darci una mossa allora.

Raggiunto l'atrio, ci ritrovammo d'avanti a un mezzo macello, c'erano tre o quattro operai della ditta di trasporti, intenti a caricare scatoloni su un furgone parcheggiato appena fuori la porta di casa mia – Ma chi cazzo li ha fatti entrare? - Domandai al rosato, che dopo averci ragionato un po' su, ricordò vagamente di essere stato lui a farlo, circa alle sette di quella stessa mattina.

Ed ecco spiegato del perché ci trovavamo nello studio, molto probabilmente, avevamo deciso di trasferirci li, per non essere disturbati dal rumore.

Tre quarti d'ora dopo, scendemmo entrambi da basso, lavati, decentemente vestiti e imbottiti di *aspirina, al resto ci avrebbero pensato i comodi sedili della prima classe, dove avevo intenzione di farmi una proverbiale dormita – Va meglio? - Mi chiese ad un tratto Natsu, guardandomi in modo strano – Se parli della tribù indigena che fino a poco fa suonava i tamburi nel mio cervello si... direi di sì, va molto meglio! Lo sai a cosa mi riferivo idiota – Alzò gli occhi al soffitto – Non preoccuparti, sopravviverò! - Sbuffai con noncuranza mentre lo strombazzare del clacson di un taxi, ci avvisava dell'arrivo di Lucy – Andiamo va! - Si grattò la testa, mentre usciva all'aperto.

- Signor Fullbuster! - Mi richiamò una voce dalle scale – Abbiamo quasi finito qui! - Mi venne incontro uno degli operai reggendo qualcosa tra le mani – Ho trovato questi sul pavimento di una delle camere da letto e ho pensato che qualcuno poteva averli dimenticati – Senza degnarmi di dargli una risposta, osservai pensieroso le cose che mi stava mostrando, cercando di decidere se disfarmene oppure no – Grazie! - Risposi infine sospirando – Mettili pure in una delle scatole – Gli allungai una generosa mancia – E mi raccomando... fa in modo che arrivino a destinazione.

§ La tana di Lestoargento §

Mi scuso con chi legge questa storia, del terribile ritardo con cui ho pubblicato e spero di non avervi annoiato, poiché devo confidarvi che all'inizio, temendo che risultasse troppo pesante da leggere, avevo pensato di dividerlo in due capitoli, ma l'idea non mi soddisfaceva più di tanto, dato che si trattava di una parte decisiva della narrazione e quindi difficile da scindere, senza perderne la continuità.

Con questo infatti si conclude la prima parte del racconto e ci terrei ad informarvi anche, che i prossimi due capitoli saranno abbastanza particolari, poiché saranno caratterizzati da un salto di tempo e serviranno a fare da ponte con la seconda parte della storia, inoltre da qui in poi, faranno la loro comparsa, tanti altri personaggi del mondo di Fairy-Tail, certo non potrò inserirli tutti, perché sono davvero tantissimi, ma spero che chi è arrivato fin qui, continui a seguirmi.

P.S. Mi sento una merdina per aver trasformato Makarov in un uomo avido e senza scrupoli.

*Mi serviva un cognome per Loki, che essendo uno spirito stellare ne è sprovvisto, perciò ho deciso di usare il nome della sua magia.

*Nel caso qualcuno se lo fosse domandato, l'aspirina era già in commercio alla fine del 1800 .


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