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NOTIZIA*


" Notizia "

Febbraio 1922 centro storico di Crocus .

POV'S JUVIA

- Charle ha visto? E' bastato aggiungere una fettina di limone e delle foglie di menta, per far assumere al piatto un aspetto molto più colorato e fresco, Juvia pensa che ora risulterà molto più gradito e non solo per il palato, ma anche per gli occhi, non crede anche lei? - Si ha ragione signorina Juvia – Sorrise la giovane cameriera alla maìtresse de salle inchinandosi lievemente prima di dirigersi in sala – Miky vorrebbe aggiustare quel papillon è completamente storto, oltre al servizio, anche l'aspetto deve essere impeccabile – Ma certo miss Juvia – Miss Lisanna... Miss Juviaaa!!! - Arrivò quasi di corsa uno dei camerieri, balbettando con il panico nella voce – A-all'entrata c-ci sono due signori che vorrebbero un tavolo e sono arcisicuro, che uno di loro è monsieur Lore, il proprietario della casa di moda più in vista qui a Crocus, non hanno prenotato, ed è tutto pieno!... Che faccio? – Subito un mormorio agitato iniziò a pervadere l'ambiente – Mantenete la calma! – Li invitò Lisanna - Non preoccuparti – Mi rivolsi con decisione al ragazzo - Juvia ha appena visto i clienti del cinque richiedere il conto, liquidali il più in fretta possibile e fai preparare il tavolo Jerome, ma con con molto garbo, senza offenderli, mi raccomando – Gli feci segno portando le mani aperte verso il basso ad indicargli di stare calmo - Intanto lei va ad accoglierli! - Agli ordini Miss! - Scattò il dipendente con solerzia.

Erano quasi due mesi, che lavoravo al ristorante di Myrajane e Lisanna Strauss, sorelle di Elfman, l'enorme energumeno albino che a suo tempo, aveva accompagnato me, Levy e Lucy, in giro per la capitale, il giorno in cui avrei dovuto sposare Gray...

... A proposito di Gray... avevo saputo da Levy, che lui e Natsu, erano entrati in società con un armatore che abitava ad Hargeon e che proveniva dalla zona più fredda a nord di Fiore, ora loro due si occupavano della costruzione e del varo di navi da crociera e avevo anche appreso accidentalmente, tramite la linguaccia biforcuta di Gajeel, che Gray si era fidanzato ufficialmente con la figlia del suddetto armatore, una certa Urrutia Milkovich e che da li a poco si sarebbero addirittura sposati.

Ora come ora, mentirei a me stessa nell'affermare che la notizia non mi aveva turbata, perfino Levy accortasi della mia inoccultabile espressione delusa, aveva aggiunto, per porre rimedio alla gaffe del suo ragazzo, che vista la velocità con cui era avvenuta la cosa, Gray molto probabilmente lo aveva fatto solo per convenienza, in modo da entrare nelle grazie del suocero, ma questo non cambiava le cose e anche se mi era ancora difficile non pensare a lui, arrivati a quel punto dovevo togliermelo definitivamente dalla testa, ormai Gray Fullbuster faceva parte del mio passato, un passato che non mi apparteneva più, da quando Loky solo alcuni giorni prima, mi aveva fatto firmare i documenti per il cambio volontario di cognome.

Tutto quello a cui dovevo pensare adesso, erano solo il mio presente e il mio futuro da donna libera e indipendente.

E a tal proposito, Myra e Liz mi stavano dando un'occasione unica, di testare la mia forza di volontà e il mio valore in ambito lavorativo.

Rimaste senza genitori in tenera età, assieme al fratello erano state mandate in orfanotrofio, fortunatamente però, loro due vennero quasi subito adottate da una coppia anziana, proprietari appunto del ristorante in questione, situato nella zona centrale di Crocus che dopo la loro morte era passato automaticamente nelle mani delle due sorelle, che con molto lavoro e creatività erano riuscite a trasformarlo in uno dei locali più in voga del momento, ma non ostante questo non avevano mai spezzato il loro legame con Elfie, come molto affettuosamente amavano chiamarlo.

Non mi sarebbe bastata una vita, per ringraziarle di tutto quello che avevano fatto e che continuavano a fare per me, appena Lucy mi aveva presentato loro, si erano immediatamente messe a disposizione, non solo per per fornirmi un impiego, ma in più mi avevano anche affittato una stanza, che si trovava nel retro del locale.

Per una come me, che non aveva mai mosso un dito in vita sua, se non per aprire un libro, studiare o ricamare, il lavoro all'inizio, era risultato davvero pesante, ma poi con il tempo, vi avevo preso dimestichezza e ora, anche se rimaneva comunque un lavoraccio, avevo scoperto che mi piaceva davvero farlo, ed ero più che felice di arrivare a fine serata talmente stanca da crollare sul materasso, almeno in quel modo non avrei avuto tempo per pensare ad altro.

- Buonasera signori! – Mi inchinai con grazia ai due nuovi clienti, cercando nel frattempo di mascherare il rossore che mi stava imporporando il viso.

Non avevo idea del perché, ma mi ero raffigurata monsieur Lore, come un uomo sulla quarantina, invece, rimasi di stucco trovandomi di fronte a un giovane trentenne e ad un bellissimo ragazzo, che a occhio e croce doveva avere soltanto un paio d'anni più di me.

Entrambi alti e elegantissimi, i loro abiti, quasi sicuramente dovevano provenire dalla rinomata casa di moda, vista la squisita manifattura che li distingueva e da come scivolavano sui loro fisici prestanti, alla stregua di una seconda pelle.

Il più anziano, se così si poteva definire, in controcorrente alla moda maschile del momento, aveva lunghi capelli di un bellissimo colore dell'oro e li portava legati con un vezzoso nastrino di seta nera, i suoi occhi verdi, simili a quelli di un felino, in quel momento, mi stavano sondando con malcelata freddezza, mentre l'altro, quello più giovane era di una bellezza quasi fanciullesca, i ciuffi di capelli albini tagliati corti e con maestria risaltavano su una pelle altrettanto chiara e del tutto priva di imperfezioni, la mascella era squadrata e perfettamente rasata, in netto contrasto invece, i suoi occhi erano scuri, misteriosi e morbidi come il velluto, i tratti del viso talmente signorili da farlo assomigliare a uno di quei principi tanto decantati nei romanzi d'amore, tutto in lui urlava fascino. Era talmente perfetto da sembrare quasi finto e... decisamente no... non li avevo mai visti prima di allora, ma Jerome aveva affermato che uno di loro era niente meno che monsieur Lore, conosciuto in tutta la capitale per le sue costosissime e esclusive creazioni di alta moda, anche lei ne aveva sentito parlare più di una volta e non sempre in termini bonari, giravano parecchie dicerie sul suo conto, le più probabilmente dovute all'invidia verso un personaggio di tale fama e successo, ma tutti concordavano sul fatto che era quasi d'obbligo per la nobiltà e per i ricconi di Crocus, avere almeno uno o due capi provenienti dalla sua prestigiosa boutique – Juvia vorrebbe avere i vostri nomi se naturalmente non vi è di impiccio – Nessun impiccio miss! - Sorrise affascinante l'albino sfoderando un sorriso smagliante, mentre l'altro si limitò a squadrarmi infastidito e offeso, facendomi così capire al volo chi dei due fosse monsieur Lore - Siamo i signori... Lore – Lo presentò infatti il suo compagno – E Vastia! – Indicò poi se stesso appoggiandosi una mano dalle dita perfettamente curate sul petto – Oh cielo!!! - Esclamai esibendomi in una perfetta quanto falsa reazione di sgomento – Juvia vi prega di giustificare la sua inqualificabile mancanza, vedete mister Lore, lei vive qui da poco e non aveva ancora avuto il piacere di vederla di persona, ma di certo ha sentito lodare il vostro illustre nome innumerevoli volte... ed è un onore averla qui stasera come nostro ospite! – Mi inchinai profondamente, sperando così, che sorvolasse sulla mia imperdonabile ignoranza – Va bene ragazza! Non importa! – Commentò seccamente, ma apparentemente soddisfatto, invitandomi con un cenno della mano ad alzarmi – Pensa piuttosto a procurarci un tavolo! – Ma certamente mister Lore - Sorrisi affabile - Benvenuti Alle Folie de Mirà! - Alzai un braccio per invitarli a seguirmi attraverso la sala - Al più presto Juvia vi farà avere un tavolo e vi sarebbe molto grata, se nel frattempo i signori le facessero la concessione di accomodarsi gentilmente su quel divanetto, lei intanto si premurerà di alleviare la vostra attesa, con un rinfresco, offerto dalla casa – Marye!!! - Richiamai la guardarobiera, che subito si affrettò a liberare mister Lore. dal soprabito e dal bastone da passeggio – Con permesso! - Mi inchinai nuovamente, prima di dirigermi nelle cucine non senza notare l'albino, che con fare cospiratorio chinò il capo per mormorare qualcosa nell'orecchio di monsieur Lore, che a sua volta mi lanciò uno sguardo attento, quasi mi stesse soppesando con gli occhi.

- Allora??? - Mi accolse Lisanna fremente dalla curiosità - E' davvero lui? - Si Juvia te lo conferma! – Siii!!! - Strinse i pugni in segno di vittoria – Ti rendi conto della pubblicità che questo porterà al nostro locale! - Urlò quasi fiondandosi a spiare dagli oblò della porta oscillante per accertarsi di persona delle mie parole – Oh Dio Juvia, ma hai visto chi c'è con lui! – Si... ma Juvia non sa chi sia – Scossi la testa – Quello è Lyon Vastia, il modello di punta della Maison Lore... tutti gli uomini si ispirano a lui sul come vestirsi – Mi tirò per la manica per farmi accostare a lei – Guarda Juvia, quasi tutte le donne presenti in sala, hanno già cominciato a sventagliarsi per la mancanza d'aria, sono certa che prima della chiusura si verificherà più di uno svenimento – Ridacchiò maliziosa – Beh! allora è bene che Juvia e Liz si diano una mossa, bisogna subito provvedere affinché rimangano talmente soddisfatti dal servizio, da voler ritornare di nuovo! – Sorrisi alla più piccola delle sorelle Strauss, con cui avevo instaurato un bellissimo rapporto di complicità, dovuto anche al fatto di essere coetanee – Ma Lisanna sa dovè Mira? - Le chiesi poi – Sta per salire sul palco, proprio in questo momento – Ricominciò a sghignazzare – Speriamo solo che non le prenda un colpo, notando il nuovo arrivato!

Le Folie de Mirà aveva anche un piano bar, dove in più occasioni Mira, faceva sfoggio della sua bellissima voce, incantando i commensali e proponendo loro un ampio campionario, che andava dalle canzoni classiche alle nuove melodie in voga il tutto accompagnato da un pianoforte e da una piccola orchestra, che all'occorrenza suonava struggenti lenti o melodie un po' più vivaci, che spingevano le coppie sposate o fidanzate a gettarsi inevitabilmente sulla piccola pista da ballo appena sotto al palco, per non parlare poi della versione molto più soft, della nuova danza attualmente in uso dall'altra parte dell'emisfero. Ovvero, il controverso Charleston, poiché a detta di molti, troppo sfrenato e volgare, per una società così perbenista, quale era la nostra.

Dopo lo sconquasso iniziale, da li in poi, la serata proseguì normalmente, ognuno era tornato al suo lavoro, monsieur Lore era stato fatto accomodare al il tavolo cinque e i camerieri come di consuetudine, entravano e uscivano delle cucine, affaccendati a servire i clienti, mentre io davo direttive su come presentare i piatti, intervenendo di tanto in tanto a dare una mano per la guarnizione di secondi, contorni e dessert, recandomi di tanto in tanto in sala, per informarmi se il servizio fosse stato soddisfacente, o per accompagnare nuovi clienti ai tavoli e salutare quelli che andavano via... insomma tutto nella regola, fino a quando Mira non mi afferrò per un braccio bloccandomi nel bel mezzo di un'ispezione ai vari tavoli, per trascinarmi nuovamente in cucina.

- Juvia molla tutto, è appena arrivato Don Velveno e a chiesto espressamente la tua presenza al suo tavolo, vuole conoscerti e questa volta non intende sentire scuse di alcun genere! – Mira ti prego no! Davvero, Juvia non se la sente! - Arricciai il naso contrariata - Andiamo! Lo sai che non posso rifiutare di nuovo... non temere, vedrai che andrà tutto bene - Cercò di rassicurarmi - E va bene! – Cedetti alla fine a malincuore.

Boss di vecchio stampo, Mister Velveno era il più longevo e anche il più pittoresco dei capo-zona agli ordini di Makarov e uno dei pochi che pretendeva di essere chiamato con l'appellativo di "Don".

Parlava in modo strano e aveva il brutto vizio di agitare le mani in aria e di accentare pesantemente ogni parola che pronunciava, ma suo era il controllo della parte più ricca di Crocus e suo quindi, era il compito di dare " protezione " ai locali situati nella zona centrale. Già una volta, aveva chiesto a Mira, che gli sarebbe piaciuto dare un' occhiata alla "picceredda di Oak-town " come mi aveva definita lui, ricevendo, in cambio delle scuse, sul fatto che in quel momento non mi sentissi bene.

- Don Velveno? - Mi presentai a lui chinando leggermente il capo – Juvia le porge i suoi rispetti! - Eccola quà finalmente a picceredda, Vieni-vieni – Spintonò bruscamente uno dei suoi uomini dalla sedia affianco alla sua – Siediti quà! Vicino a mè! – Batté con enfasi la mano callosa piena di anelli, sul cuscino della seduta – L-la scusi Don, ma stasera il locale è pieno e Juvia ha molto lavoro da fare – Lo informai con distacco.

A quel punto, vecchio boss si raddrizzò per squadrarmi con disappunto – Ma tù lo sài chi sono io vèro? - Parlò a voce alta facendo girare parecchie teste - Si! – Affermai spiandolo da sotto le ciglia – Allora visto che lo sai, se ti dico siediti ti devi sedere... hai capito??? - Annuendo con il capo, mi affrettai ad obbedire, accomodandomi sul bordo della sedia con la mani poste in grembo e la schiena dritta, i clienti ai tavoli intanto dopo una veloce occhiata, decisero che era meglio farsi gli affari loro e tornarono alle loro portate, come se nulla fosse – Ecco fatto! Ci voleva tanto, ti sei comportata da brava ragazza, portando rispetto, perciò non hai motivo di temermi o.k.? - Agitò una mano davanti ai miei occhi, poi come se io non esistessi iniziò a mangiare – Makarov me l'aveva detto che eri una picceredda con la puzza sotto al naso, tale e quale a quell'infame bastardo di tuo padre, ma io ho voluto accertarmene di persona – Sorrise tagliando una bella porzione di arrosto - Allora... ti piace lavorare qui? – Chiese dopo un po' masticando – Bella questa zona della città, non è così? Un po' meno forse per chi come te, non ha più i mezzi per godersela? - Ghignò con cattiveria - Juvia la ringrazia per il suo interessamento e si... lei si trova molto bene qui Don Velveno! - Risposi freddamente, trattenendomi a stento dal non fare commenti sagaci sull'ultima parte della frase.

Non c'era niente da fare, non ostante avessi cambiato nome, l'ombra di mio padre, continuava ad oscurare la mia vita e sarebbero dovuti passare anni anni forse, prima che la gente, si dimenticasse chi ero – Bene! Mi fa piacere sentirtelo dire e mo, te ne puoi pure tornare a lavorare, anzi aspetta – Infilò la mano destra nel risvolto della giacca per sfilare dalla tasca interna, una banconota – Ecco qua tieni, ti ci compri qualcosa! - Mi afferrò saldamente il polso per piazzarmela con decisione nel palmo.

Il mio primo istinto, fu quello di sbattergliela in faccia, ma la consapevolezza che così facendo avrei potuto danneggiare in qualche modo Mira, mi costrinse ad ingoiare l'orgoglio e a prendere i soldi – Juvia la ringrazia nuovamente Don Velveno e spera di rivederla presto! – Magari in una cassa da morto stronzo, pensai con rabbia, mentre gli voltavo le spalle, per dirigermi verso le cucine, intenzionata a buttare quanto prima quei Jewels nella spazzatura, ma la cruda verità era, che quei soldi alla fine mi avrebbero fatto più che comodo, una cifra così irrisoria, che fino tre, quattro mesi prima, avrei speso per un cappello, senza pensarci su due volte, ma che ora mi avrebbe potuto pagare l'affitto, per tre mesi. Lacrime di frustrazione iniziarono a salirmi agli occhi, appannandomi la vista, mentre nella mia gola si andava via via formando un groppo soffocante, dovuto forse all'umiliazione appena subita, qualcuno mi chiamò, forse uno dei camerieri, lo ignorai, ormai respiravo a fatica, la fronte si stava imperlando di sudore freddo e le orecchie avevano iniziato a fischiare, trasformando il brusio della sala, in un fastidioso rumore di fondo. Che cosa mi stava succedendo, mi chiesi andando nel panico, dovevo subito uscire di li, avevo bisogno di respirare aria fresca, ma prima che riuscissi a compiere altri due passi la vista si offuscò completamente e le gambe cedettero sotto il mio stesso peso.

- Hey! Signorina... mi sente? - Intorno a me, aleggiava un persistente odore di colonia maschile e qualcuno mi stava dando dei leggeri buffetti sulla guancia nel tentativo di farmi riprendere conoscenza.

Riaprendo gli occhi, mi resi conto di essere appoggiata con il viso contro la spalla di un uomo, che in quel momento mi stava sorreggendo con un braccio passato dietro la mia schiena, mentre il mio posteriore era a contatto con il freddo pavimento di marmo, la seconda cosa di cui mi resi conto invece, fu che ero circondata da un campanello di persone curiose, tra cui spiccavano per contrasto, le facce allarmate di Lisanna e Mira.

Fortunatamente, la sensazione di soffocamento avvertita poco prima, era scomparsa e il respiro era tornato normale, così come la mia vista.

- Vi sentite bene? - Si informò nuovamente la voce profonda dell'uomo che mi teneva tra le braccia – S-si, Juvia crede di stare bene adesso... la scusi per favore, lei è... davvero mortificata, non riesce a capire cosa le sia successo – Alitai imbarazzata, distogliendo lo sguardo da quello scuro e amichevole di mister Vastia – Non c'è bisogno di scusarti! - Mi sussurrò all'orecchio, mentre mi aiutava a rialzarmi - Juvia sei svenuta, ci hai fatto spaventare! - Disse la piccola Strauss, porgendomi un bicchiere d'acqua – Juvia deve aver avuto un capogiro – Mi giustificai, bevendo a piccoli sorsi, dato che stavo iniziando ad avere una fastidiosa sensazione di nausea – Hai mangiato qualcosa stasera vero? - Domandò a quel punto Mira preoccupata. Alla sola menzione del cibo, fu come se qualcuno mi avesse appena sferrato un pugno nello stomaco. All'improvviso, un fiotto acido mi risalì su per la gola e sotto lo sguardo stupito dei presenti, ebbi solo il tempo di biascicare qualche veloce scusa, prima di precipitarmi verso la doppia porta basculante delle cucine, con entrambe le mani premute sulla bocca.

- Juvia che ti succede? - Mi chiese Lisanna turbata, mentre con una mano mi sorreggeva i capelli e l'altra mi massaggiava con movimenti circolari e rassicuranti la schiena - Juvia non lo sa, Liz - Riuscii a formulare debolmente, prima che un altro conato mi costringesse a piegarmi nuovamente sul water - Lei deve aver preso un virus – Le risposi poco dopo, con appena un filo di voce a causa delle tonsille doloranti per lo sforzo – Vieni, ti aiuto ad andare in camera tua, Mira ha mandato Miky a chiamare il dottore - Non era necessario davvero... Juvia sta già meglio – Protestai allarmata - la sala è piena e loro dovrebbero tornare li! - Non dire idiozie Juvia, sei pallida come un cencio! - Mi sgridò senza ammettere obbiezioni - Stasera penserò io a sostituirti, tu cerca di riposare – Così dicendo, la piccola Strauss mi aiutò a stendermi sul mio letto, poi dopo essersi accertata che stessi meglio si congedò per ritornare a lavoro. Pochi minuti dopo, un lieve bussare alla porta della mia stanza, mi annunciò l'arrivo di Mira e del medico.

***

- Lo sapevo! L'ho immaginato appena ti ho vista scappare dalla sala trattenendo il vomito – Disse Mira torcendosi le mani mentre percorreva il pavimento della piccola stanza avanti e indietro – Juvia è così mortificata per tutto il fastidio che sta procurando, ma il fatto e che lei non se lo aspettava e al momento non sa che fare – Mormorai cercando di tenere a freno le lacrime che avevo iniziato a versare subito dopo aver appresa la notizia - Beh! Tanto per iniziare potresti informare il padre, è ingiusto che tu ti prenda tutta la responsabilità Ne abbiamo già parlato di questo, sta per sposarsi e comunque Juvia non crede che gli importerebbe più di tanto – Commentai stancamente - Allora a questo punto ti rimane solo una soluzione... l'aborto. E tu sai che è vietato dalla legge, quindi dovremo trovare chi lo pratica in sicurezza, per non correre il rischio di incappare in qualche ciarlatano che potrebbe rovinarti se non addirittura mettere la tua vita in pericolo e a tal riguardo, conosco la donna che farebbe al caso nostroTsk! - Sbuffai sarcasticamente - Juvia tira a indovinare, si tratta della vecchia Porlyusica, non è così? - Si, proprio lei – Oh Mira, quello che sta capitando a Juvia, sembra una crudele beffa del destino, tutto è iniziato proprio perché lei non voleva che le manacce rinsecchite di quella strega violassero il suo corpo e invece alla fine è proprio quello che le accadrà! - Mi dispiace Juvia, ma lei è la più affidabile E se Juvia lo tenesse? - Alzai di scatto la testa per guardarla negli occhi – Oh cara! - Con uno slancio leggiadro Mira venne a sedersi di fianco a me e mi prese le mani tra le sueDovresti saperlo che è impossibile... purtroppo la società in cui viviamo, renderebbe molto difficile una scelta del genere. Se tu fossi benestante, forse non ci sarebbero problemi, a parte le chiacchiere della gente, che non ti vedrebbe mai di buon occhio e che finirebbe per etichettarti immancabilmente come una poco di buono. Ma nel tuo caso sarebbe ancora più complicato, dovresti continuare a lavorare per mantenerlo e avresti bisogno di una casa più grande e di qualcuno che te lo guardi quando tu non ci sei... poi... sinceramente parlando, davvero vorresti crescere un figlio senza padre? Verrebbe bollato da tutti come bastardo, perfino dai suoi coetanei e tu sai quanto possono diventare inconsapevolmente perfidi a volte i bambini - Myra ha ragione – Chinai la testa sconfitta - Domani stesso, Juvia prenderà un appuntamento con quella vecchia megera - Non ti abbattere Juvia, è la cosa migliore da fare – Mi appoggiò comprensiva una mano sulla spalla – Non sarai sola, ci sarò io con te, adesso cerca di dormire, domani ci organizzeremo con calma, ora è meglio che io vada a dare una mano a Liz - Buonanotte Myra – La salutai abbozzando un sorriso incerto – Un momento! – La richiamai subito dopo – Juvia ti prega solo di non farne parola con nessuno, lei non vuole che la voce arrivi alle orecchie di Levy, lei e Lucy si tengono ancora in contatto - Lasciai la frase in sospeso, tanto Mira già aveva capito dove volevo andare a parare – Tranquilla – Rispose con un sorriso comprensivo – Non lo saprà nessuno, diremo che si è trattato di un virus o.k. e dopo che avrai abortito, tutto tornerà come prima – Si – Annuii con la testa, mentre si richiudeva la porta alle spalle.

Rimasta da sola, chiusi gli occhi nel tentativo di addormentarmi, ero terribilmente spaventata, ma allo stesso tempo provavo una strana sensazione - Le dispiace tanto! - Sussurrai al silenzio, portandomi timidamente le mani sul ventre ancora piatto – Se soltanto Juvia ne avesse la possibilità, davvero le sarebbe piaciuto tenerti... piccolino o piccolina che tu sia – Per molto tempo ancora continuai ad accarezzarmi dolcemente la pancia fino a che, esausta per le lacrime versate, non mi addormentai.

La mattina dopo mi sentivo stranamente rinata e come sempre scesi al locale per organizzare i menù da servire la sera, come da copione tutti i dipendenti fecero a turno per informarsi con malcelata curiosità sulla mia salute e io come concordato con Myra, rispondevo che si era trattato di un virus e che ora grazie alle medicine datemi dal dottore, stavo già molto meglio.

Passò una settimana, le nausee continuavano a farsi sentire, ma fortunatamente solo la mattina appena mi alzavo, avevo anche preso appuntamento con Porlyusica da lì a tre giorni, ed era quasi orario di chiusura, quando Myra mi fece segno dalla sala - Juvia, vieni! Qui ci sono mister Vastia e monsieur Lore... mi hanno chiesto se hai un attimo da dedicare loro?- Mi informò lanciando uno sguardo sospettoso ai due che mi aspettavano all'entrata del locale - Vogliono parlare con Juvia? - Le chiesi stupita - E di che cosa? - Non saprei... va a vedere, se ci sono problemi, basta che tu mi dia una voce, resterò nei paraggi d'accordo – D'accordo! - Concordai con lei, fermandomi davanti ad uno specchio, per togliere il grembiule e per dare una veloce sistemata ai capelli.

In verità mi sentivo stranamente turbata da quella richiesta, poiché era da tutta la sera che quei due le tenevano gli occhi puntati addosso... chissà che cosa volevano.

- Buonasera signorina Juvia – Mi accolse gioviale mister Vastia e prendendo la mia mano destra si inchinò e vi posò lievemente le labbra fredde sopra – Sono felice di trovarvi in splendida forma – Mi sorrise poi calorosamente raddrizzandosi - C'è un posto, in questo locale, dove io possa parlarvi faccia a faccia! - Si intromise bruscamente Monsieur Lore, guardandosi intorno con aria di sufficienza e non facendo nulla per mascherare ai miei occhi lo sguardo infastidito che lanciò subito dopo al suo compagno - Ho un'importante questione che vi riguarda da sottoporvi, possibilmente lontano da orecchie indiscrete – Al che mi allarmai irrigidendomi - Di che si tratta? - Lo interrogai freddamente - Non temete, non è nulla di male, voglio solo proporvi un vantaggioso accordo! - Mi informò con egual freddezza. Li squadrai nuovamente, con diffidenza, ma infine decisi di seguire l'istinto e di fidarmi dello sguardo rassicurante di mister Vastia, c'era qualcosa in quell'uomo che mi ispirava lealtà.

Facendo un cenno con la testa, li condussi infondo alla sala, dove c'erano i séparé per le giovani coppie e dove senza preamboli monsieur Lore venne subito al punto.

- Siete incinta vero? - Sputò diretto con noncuranza – E siete la figlia del defunto boss Josè Porla. Sapete... nutrivo una grande ammirazione per lui, ed ho avuto l'indiscusso onore di averlo come mio cliente in un paio di occasioni... forse voi mia cara non lo sapete, ma mio è stato il piacere di vendere ben due abiti da sposa destinati alla vostra persona, di cui uno e ancora tuttora in mio possesso, precisamente quello che vostro padre aveva commissionato per la vostra unione con August e del quale mi aveva già compensato la metà del prezzo pattuito... grande personaggio vostro padre – Ridacchiò con insolenza - So che siete rimasta sola... che siete ben educata e principalmente, che non siete sposata... e da quanto ho potuto appurare, nemmeno fidanzata, correggetemi se sbaglio? - Inclinò il capo lanciandomi uno sguardo di sfida accompagnato da un sorrisetto compiaciuto.

Presa alla sprovvista, non riuscii subito a mentire, ma mi tenni comunque sul vago - E se anche fosse, lei non vede come la cosa possa interessarla monsieur Lore! - Ignorando le mie parole, tirò fuori dalla giacca, una scatolina blu e la aprì con uno scatto, appoggiandola poi sul tavolino, al suo interno vi era uno splendido anello, con quello che sembrava avere tutta l'aria di essere un gigantesco diamante nel centro - Juvia non capisce – Scossi la testa confusa - Che cosa significa tutto questo? - Lo fissai incredula - Vedete Miss Porla vi credevo più sveglia, vostro padre di certo lo era, sapeva fiutare un buon affare anche stando al buio... è una vantaggiosa proposta di matrimonio quella che vi sto facendo – Ghignò con sarcasmo - Non ne ricaverete più niente da quel nome! – Sibilai a quel punto – Poiché lei ora è semplicemente, Juvia Loksar – Precisai trattenendomi dall'andarmene immediatamente – Tutto quello che volete! – Agitò la mano in aria con un gesto incurante facendo una smorfia spazientita – E comunque non è il vostro nome che mi interessa, quanto piuttosto il marmocchio o la marmocchia che vi portate in grembo!

***

Circa mezz'ora dopo, riaccompagnai mister Lore e mister Vastia all'uscita salutandoli cordialmente, Mira subito mi raggiunse e iniziò a subissarmi di domande – Allora?... Cosa volevano da te? - Beh! - Esitai tenendo le mani incrociate dietro la schiena e la testa bassa – Mister Lore ha proposto a Juvia di sposarlo – Che??? Ma se non ti conosce neanche! - Strabuzzò gli occhi soffocandosi quasi con la saliva – Gli avrai detto di no suppongo – Veramente Juvia... insomma lei... - Incassai ancora di più la testa nelle spalle - Juvia guardami dimmi che non hai accettato... dimmi che non l'hai fatto! - Invece si, lei lo ha fatto! - Affermai alzando il mento e mostrandole l'anello infilato all'anulare sinistro - Cristo sant, tu sei completamente pazza! Perché lo hai fatto! Juvia tu sei incinta di un altro uomo non puoi spos... e per il bambino e così, tu vuoi ingannarlo! - NO! - Rialzai di scatto la testa - Juvia non lo farebbe mai! – Gridai quasi offesa per le sue insinuazioni – Lui lo sa, sa che Juvia è incinta ed è proprio per quello che vuole sposarla! - In che senso? - Strinse gli occhi confusa l'albina – Mister Lore le ha raccontato di essere impossibilitato ad avere figli, non le ha spiegato il perché e Juvia per discrezione non ha voluto indagare più di tanto, però mi ha detto che la sua vecchia madre non lo sa e che ultimamente lo sta pressando affinché lui prenda moglie, la signora Lore poverina è molto in la con gli anni e anche molto malata e vorrebbe tanto vedere il suo unico figlio sistemato e un nipotino che porti avanti il nome della famiglia prima di passare a miglior vita – E lui ti sposerebbe solo per questo? - Domandò ora più tranquilla ma ancora poco convinta – Si! - E a te sembra normale accettare una proposta del genere da un perfetto estraneo? - Mira... Juvia lo sa che è un azzardo, ma lei lo vuole proprio questo bambino – Ammisi testardamente, portandomi di riflesso le mani al grembo quasi a proteggerlo – Lei ti prega solo di mantenere il segreto, poiché ha già deciso – La fissai seria, sfidandola con lo sguardo a controbattere - Beh! Cribbio... che Dio ti aiuti allora – Si arrese in fine sospirando.

§ La tana di Lestoargento §

Certo che Juvia ha proprio una bella testa di BIP!!! Secondo voi Monsieur Lore è affidabile? E se no, quale altro recondito motivo può averlo indotto a farle tale proposta? E mister Lyon, che parte ha in tutto questo?

Lascio a voi il piacere di provare a indovinarlo. Alla prossima allora!


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