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L'UOMO E IL BAMBINO*



" L'uomo e il bambino "

ANNO 1929 periferia di Magnolia

- Maledizione Natsu! Razza di imbecille testa calda, per poco non ci facevi ammazzare! - Lo so ma non avevo previsto di rimanere a pranzo con Sting e Rogue così come non avevo previsto che ci saremmo ubriacati – Che ti aspettavi, quando hai accettato il loro invito dovevi immaginare che sarebbe finita così! - I cugini Sting Eucliffe e Rogue Cheney si occupavano di rifornire al settore tranviario e agli armatori tutto quello che riguardava gli allestimenti interni delle navi passeggeri e dei treni. E non appena avevano iniziato a collaborare con Natsu Dragneel e Gray Fullbuster era nata già da subito un'intesa che poi era sfociata in amicizia e che ora li portava ad incontrarsi spesso anche al di fuori dell'ambiente lavorativo. Sting il più scapestrato dei due, aveva uno spirito libertino e festaiolo al contrario di Rogue che invece era più posato e tranquillo, non per niente tra i due era quello sposato felicemente con Minerva Holland, figlia del sindaco della della fiorente cittadina portuale - Cazzo Gray! Ho detto a Lucy che andavo con te dal barbiere si preoccuperà a morte se non ci vede tornare, che facciamo adesso? - E che ne so io. Siamo sperduti in mezzo al nulla assoluto, campagna del cazzo! - Sbottò furioso Gray scalciando una pietra - Dovevamo andarci per forza ad Hargeon vero? - Certo che si! - Rispose Natsu - Lucy desiderava tanto quella culla che aveva visto sulla rivista... com'è che si chiamava??? Ah! " Lieti eventi " volevo farle una sorpresa e fargliela trovare nella cameretta alla nascita del bambino - Bella mossa idiota! - Lo riprese il corvino - Dovevi per forza ridurti all'ultimo momento? - Non volevo che la vedesse prima – Si giustificò il rosato - E poi il dottore ha detto che è questione di giorni, mica che partorirà in questo preciso istante, quindi dobbiamo solo trovare un modo per tornare a casa! - E' una parola – Si guardò nuovamente attorno Gray sbuffando.

POV'S GRAY

Io e Natsu avevamo affittato un furgone per andare a prendere quella fottuta culla all'ultima moda ordinata da Lucy. Il servizio consegne però le aveva dato quindici giorni di attesa così il genio aveva deciso di andare a prenderla di persona e io più genio di lui non solo gli ero andato dietro, ma lo avevo anche fatto guidare per il tragitto di ritorno - Facciamo a turno sono molto meno ciucco di te! – Aveva detto. Ma poi aveva iniziato a correre come un pazzo furioso su quella cazzo di strada piena di buche con il magnifico risultato che il furgone prendendo una grosso fosso aveva bucato entrambe le ruote e per poco non ci eravamo schiantati contro un albero. Fortunatamente a parte qualche ammaccatura eravamo pressoché illesi se non fosse per il fatto che quella stramaledetta mulattiera era praticamente deserta e che ora dovevamo farci un bel po di strada a piedi. Ma perché gli avevo permesso di guidare, dovevo immaginare che sarebbe andata a finire male.

Mi sfilai rabbiosamente la giacca e la gettai sul sedile. il cielo era coperto ma il sole al di sopra delle nubi le riscaldava creando una cappa di soffocante umidità - E' la freccia per Magnolia quella – Dissi indicando il cartello stradale posizionato in mezzo ad un bivio - Forza avviamoci sembra anche si stia avvicinando un temporale – Magnolia era un piccola cittadina che distava a circa un'ora di macchina da dove abitavamo noi - Una volta arrivati in paese, potrai chiamare Lucy da un centralino e potremo far venire un carro-attrezzi a recuperare il furgone. Intanto noi ce ne torniamo a Onibus con il treno - Non se ne parla! Non ci salgo più su quell'aggeggio infernale, l'ultima volta sono stato male da cani – Incrociò le braccia mettendo il broncio come un bambino di cinque anni - Se è per questo, neanche la macchina ti fa bene! - Si, ma con la macchina è diverso, almeno posso fare delle soste per prendere un po' d'aria e poi quando guido mi distraggo - Me ne sono accorto grazie! - Sibilai - Maledizione a me che ti seguo sempre nelle tue stronzate - Volevo fare presto, sto per avere un figlio-cazzo! - Allargò le braccia - Peccato che tu ci stia pensando solo adesso! - Sospirai rassegnato - Sai Gray... questo deve essere proprio il punto in cui è successo l'incidente – Disse ad un tratto bloccandosi in mezzo alla strada – Stento ancora a crederci, chissà che è successo veramente - Subito il mio sguardo guizzò verso l'enorme specchio d'acqua che stavamo costeggiando, dove solo una settimana prima, tramite segnalazione di un pescatore era stata recuperata l'auto privata dei Lore. La notizia, data la notorietà del personaggio a Crocus, aveva fatto abbastanza scalpore visto che al suo interno erano stati ritrovati i documenti e gli effetti personali della giovane madame Lore e di suo figlio di appena sei anni, di cui la suocera e nonna del bambino ne aveva esposto denuncia di scomparsa alle autorità circa un mese e mezzo prima. Scomparsa avvenuta misteriosamente subito dopo la morte di suo figlio Rufus e di cui noi eravamo già stati informati tramite i nostri vecchi compagni che ci avevano anche detto di come la vecchia signora Lore fosse arrivata addirittura ad accusare pubblicamente la nuora tramite stampa di adulterio e del rapimento di suo nipote – Pensi anche tu come hanno ipotizzato i giornali che siano morti? - Domandò il rosato sovrappensiero – Non lo so e non mi importa! - Risposi fingendo disinteresse – Andiamo Gray quando hai saputo la notizia sei stato intrattabile per giorni. Ti costa davvero così tanto ammettere dispiacere per la morte di Juvia Porla, quando invece sappiamo entrambi che non sei mai riuscito a togliertela completamente dalla testa – Madame Lore!!! - Specificai con rabbia Per me Juvia Porla era già morta sei anni fa! - Se però a suo tempo l'avresti obbligata a sposarti a quest'ora saresti tu ad avere un figlio e non quel damerino defunto di Rufus Lore e magari lei sarebbe ancora viva coglione! Adesso basta! - Mi incazzai sul serio – Ma lo sai che hai proprio il tatto di una scimmia, ti ricordo che ho sepolto mia moglie e mio figlio da appena tre mesi! - Già scusa! - Ebbe almeno la decenza di mostrarsi dispiaciuto senza però abbandonare il suo cipiglio di rimprovero – Tanto non l'hai mai amata Ultear, non ci hai mai neanche provato – Aggiunse poi facendomi definitivamente saltare i nervi.

Ultear era la classica rampolla di buona famiglia orfana di madre e perciò coccolata e straviziata da un padre che fin da bambina per rimediare alle sue continue assenze le aveva permesso ogni cosa. Ci eravamo conosciuti ad una festa organizzata per il varo di una nave dei cantieri Milkovic e quando lei aveva puntato il dito nella mia direzione il caro papino pur di accontentare l'ennesimo capriccio della sua adorata principessa aveva acconsentito senza batter ciglio al nostro matrimonio e io di conseguenza da semplice operaio mi ero ritrovato a diventare uno dei soci primari della grande industria navale guidata da mio suocero, trascinando Natsu con me e con tutte le buone intenzioni di far funzionare quell'unione. Infondo lei era bella e desiderabile e tralasciando i suoi improvvisi cambi di umore dovuti al suo carattere volubile sapeva anche essere se voleva una buona compagna. Ma purtroppo già dopo il primo anno di matrimonio le cose avevano iniziato a naufragare. Ultear era rimasta in cinta, ma la gravidanza non era arrivata neanche al secondo mese che aveva abortito spontaneamente e così era successo altre due volte tanto che i dottori ci avevano sconsigliato di riprovarci ancora. Da li in poi aveva cominciato a perdere interesse per me e iniziato a frequentare vecchie conoscenze a cui si aggregava sempre più spesso per partecipare a ricevimenti, feste e serate a teatro, mentre io che all'inizio mi ero gettato anima e corpo nel lavoro anche solo per sostituire la sua mancanza, poi avevo finito anch'io per cercare inevitabilmente nuovi interessi - Si che ci ho provato invece stupido coglione testa di cazzo!!! - Ci avevo provato sul serio, ma non era servito a nulla e quando Ultear mi aveva informato di quella sua nuova e inaspettata gravidanza non le avevo fatto domande pur sapevo di essere stato attento durante i nostri ormai sempre più rari rapporti intimi. Ma lei voleva quel bambino a tutti i costi, era sicura che questa volta sarebbe andata bene e che quella nascita avrebbe rinsaldato il nostro rapporto. Ma dopo aver passato quasi l'intera gestazione relegata in un letto, al momento del parto c'erano state delle complicazioni che l'avevano portata alla morte per emorragia, mentre il gracile esserino appena nato non era riuscito a sopravviverle nemmeno tre giorni prima di raggiungerla – Ti avviso Natsu, se stai cercando di farmi incazzare ci sei riuscito alla grande. Non ho bisogno che tu mi faccia la paternale! - A si? E che mi dici allora delle scappatelle che hai avuto con le amiche che Sting ti presentava di tanto in tanto? Per non parlare poi di quel raro esemplare di troia proveniente da Malva che ti sei messo in casa solo qualche settimana dopo la morte di tua moglie – Non significa niente per me è solo una distrazione momentanea – Mi giustificai – Potevi cercartene una migliore di distrazione allora! Cazzo Gray quella donna è poco più di una prostituta a pagamento – Arricciò il naso con disgusto - Luce la trova tremendamente volgare e a me invece sta letteralmente sui coglioni. E' solo una stronza infida... Briaaar! Ma che cazzo di nome è? Una volta avevi gusti decisamente migliori fattelo dire ghiacciolo – Ricordavo benissimo la faccia che aveva fatto Lucy quando le avevo presentato Briar, non mi aveva cacciato fuori soltanto per l'amicizia che da sempre ci legava, ma avevo intuito perfettamente il suo sdegno ogni volta che i suoi occhi si erano posati sulla mia nuova e fin troppo vistosa amante - Non mi interessa il suo pedigree - Risposi facendo un sorrisetto di scherno - Basta solo che sia brava a letto – Fa come credi, ma ti avviso non osare mai più portarmela in casa è chiaro! Sei stato chiarissimo e da oggi in poi cercherò di darvi meno fastidio possibile! Riguardo alle amiche di Sting invece, sai benissimo che neanche Ultear era una santa! - Soffiai sprezzante - Non sono neanche tanto sicuro che il figlio che aspettava fosse davvero mio! - Questo non giustifica come ti stai comportando adesso brutto stronzo!!! - Scattò a quel punto – Non ti riconosco più Gray, io e Lucy siamo seriamente preoccupati per te. Stai trascurando il lavoro e senza neanche rendertene conto ti stai allontanando sempre di più da noi. Se hai un problema parliamone cazzo sono qui per questo! Accoppiati con una donna di malaffare, incasinarti il cervello con l'oppio e bere smodatamente fino a farti esplodere il fegato non ti servirà a risolverlo, tanto valeva che rimanevi al servizio di Makarov se la tua intenzione era quella crepare giovane – Sbuffò frustrato - Per questo ti ho chiesto di accompagnarmi e per questo ho accettato l'invito di Sting e Rogue. Volevo passare un po' di tempo con te perché io al contrario tuo ci tengo ancora alla nostra amicizia stupido ghiacciolo! – Mi osservò con sguardo serio, mentre io abbassavo vigliaccamente gli occhi incapace di obbiettare in alcun modo a quella che era indubbiamente la verità. Anche io non lo riconoscevo più. Natsu era maturato tantissimo in quegli anni diventando un uomo sicuramente migliore di me. E poiché mi conosceva ormai da una vita, aveva capito perfettamente quello che stavo cercando di fare. La realtà è che non avevo più stimolo per niente che non fosse puramente autolesionistico e più volte specialmente negli ultimi mesi mi ero sentito infastidito, quasi geloso di quel loro legame perfetto quando invece la mia vita sembrava essere costellata solo da enormi fallimenti. A volte avevo come l'impressione di essere maledetto e perciò alla fine ero arrivato alla conclusione che non me ne fotteva più di un cazzo e che allontanarli sarebbe stata la scelta migliore per evitare di danneggiare con la mia condotta indegna anche la loro vita.

Senza proferire parola ricominciai a camminare e lui dopo aver sospirato mi seguì – Sai Lucy vuole che sia tu il padrino del bambino, ci terrebbe tantissimo – Disse in tono neutro - Ci penserò! Tu intanto ringraziala da parte mia quando la rivedrai – Poi restammo in silenzio fino a che non mettemmo piede in paese. Una volta giunti in centro non fu difficile trovare un'autorimessa che subito mandò un mezzo a trainare il furgone – Quanto ci vorrà più o meno – Chiese Natsu al padrone dell'officina – Almeno un paio di ore buone mister, sempre se non ci sono danni al motore – Rispose l'uomo con una scrollata di spalle – D'accordo allora, noi andiamo a farci un giro – Disse a quel punto il rosato – Hey Nat! – Mi ricordai all'improvviso di una cosa - Non era forse a Magnolia che viveva Erza Scarlett? - Erza Scarlett? - Mi fece il verso - Quella Erza Scarlett! - Si-si proprio lei, perché non lo chiediamo direttamente al meccanico? - Hey tu! - Si affrettò a domandare Natsu – Conosci per caso una certa Erza Scarlett? - Erza Scarlett Mmmh!? - Oh merda sembrava stessimo facendo uno stupido gioco di parole - Capelli rossi faccia intimidatoria – Aggiunse il rosato imitando una espressione corrucciata – Oh si ora ho capito parlate della signora Fernandez allora – Fernandez? – Dicemmo in coro – Si, si è sposata. Lei e suo marito sono davvero delle persone eccezionali – Gli brillarono gli occhi mentre ne parlava - Hanno aperto un istituto di accoglienza per orfani proprio sulla riva est del lago non lontano da qui, andate dritti per di là – Fece segno con la mano – Poi arrivati in fondo alla strada girate a destra e sarete arrivati. L'istituto si chiama Fairy-Tail, lo riconoscerete subito e mi raccomando salutateli da parte mia! - Io e Natsu a quel punto ci guardammo in faccia increduli. Lo aveva fatto davvero cazzo. Il suo più grande sogno era sempre stato quello di aprire una scuola dove accogliere tutti i bambini disagiati come lo eravamo stati noi e a quanto pare ci era riuscita. Poi Natsu all'improvviso esclamò - E chi diavolo sarebbe il povero bastardo che ha avuto il coraggio di sposarsela??? - A quel punto lo afferrai per il collo della giacca e lo trascinai via da li ringraziando l'uomo per l'informazione – Possibile che devi sempre farti riconoscere! - Ridacchiai scuotendo la testa – Che ho detto di male! - Si liberò dalla mia presa aggiustandosi i risvolti – Non so tu, ma io non ho propriamente un bel ricordo di lei. Se ci andava bene si divertiva a pestarci a giorni alterni, se solo ci ripenso mi fanno ancora male le orecchie! - Si hai ragione, era terribile! - Scoppiai a ridere di cuore per la prima volta da un sacco di tempo.

Erza era una bambina un po' più grande di me e Natsu, con un carattere forte e difficile ed era anche incredibilmente manesca. Come tutti noi era stata scaricata al Fairy-House in tenera età. Era un tipo solitario e rispondeva sempre male alla direttrice che prontamente la puniva senza tra l'altro ricavarci un ragno dal buco. Con lei per quieto vivere avevamo instaurato una specie di rapporto di amicizia-rispetto poiché ogni volta che noi due litigavamo anche solo per delle fesserie ci prendeva per le orecchie e ci ammazzava di botte finché non facevamo pace.

Aveva quasi dodici anni quando se la portarono via. Venne miracolosamente adottata da due anziani signori che venivano da Magnolia, cosa abbastanza rara dato che il Fairy-House veniva visto da tutti come un ricettacolo di piccoli delinquenti in boccio, fatta eccezione appunto per le femmine, loro erano le uniche prese in considerazione dalla gente senza figli. Per un periodo ci eravamo anche scambiati delle lettere e lei ci aveva mandato il suo indirizzo pregandoci di andare a trovarla un giorno... ma poi... io e Natsu avevamo preso strade diverse dimenticandoci quasi di quella fiera ragazzina dalla fulgida chioma rossa.

Come aveva detto il meccanico, facemmo davvero poca strada prima di scorgere un bizzarro edificio a tre piani dipinto a colori vivaci, dove sulla facciata spiccava una statua in legno che rappresentava una fata in procinto di spiccare il volo e di fianco ad essa su una tabella campeggiava la scritta Fairy-Tail – Ci siamo Nat, l'abbiamo trovato – Sorrisi al rosato sentendomi stranamente eccitato. All'interno il locale era molto grande. I piani superiori dovevano essere adibiti ai dormitori, mentre il piano terra era occupato totalmente da uno spazioso ambiente aperto, pieno di tavoli e panche disposti simmetricamente dove sedevano per lo più bambini e ragazzini dai quattro anni in su. Al centro c'era un percorso dritto, coperto da una passatoia rossa che divideva in due ali la grande sala e terminava di fronte a ad una pedana rialzata. Di lato a destra invece spiccava un lungo bancone dove servivano da bere e da mangiare e dove sopra di esso in quel momento era seduta a gambe incrociate una bella donna castana vestita in modo alquanto succinto e dall'aspetto quasi zingaresco. Era intenta a scolarsi un boccale di birra mentre osservava pensierosa dei tarocchi posizionati sul piano di legno - Salve bellezza - Sfoderai il mio miglior sorriso avvicinandomi - Non è che potresti dirci dove trovare Erza - La donna a quel punto mi lanciò uno sguardo abbastanza annoiato, poi all'improvviso i suoi occhi viola si illuminarono e sul suo viso si aprì un sorrisino malizioso - Ma guarda un po' che sorpresa! Finalmente un uomo come si deve, anzi due - Scostò la testa di lato per guardare Natsu alle mie spalle - Venite-venite accomodatevi e bevete qualcosa con me – Fece battere sonoramente il palmo della mano sul bancone - Erza dovrebbe arrivare a breve, ma dove vi teneva nascosti voi due di solito qui porta solo stupidi mocciosi urlanti – Magari un'altra volta – Rifiutai la sua offerta - Adesso andiamo un po' di fretta, volevamo solo salutare Erza – Mi affrettai a dirle - Già volete abbandonarmi maleducati che non siete altro? – Aggrottò le sopracciglia contrariata - Almeno lasciate che prima vi predica la sorte, sono brava sapete! - Ammiccò facendo l'occhiolino. Poi senza aspettare il nostro assenso raccolse le carte e con un abile movimento della mano, le mischiò e le riposizionò sul banco fermandosi ad osservandole con espressione concentrataTsk allora? - Sbuffò scettico Natsu guardandola con sufficienza – Auguri bel fragolino! - Esordì ghignando - Il sangue del tuo sangue è già venuto alla luce, partorito dalla tua Luce stessa – Lo osservò divertita vedendolo sbiancare all'improvviso – Ma non preoccuparti, molto presto stringerai tra le braccia il frutto del tuo amore – Fece una piccola pausa - Così come il tuo amico a breve riabbraccerà il suo – Commentò poi misteriosamente - Ma fammi il piacere! - Sbottò Natsu riprendendo colore - Le tue sono solo un mucchio di stronzate dettate dall'alcool Gray non c'è l'ha un figlio! - Scattò in piedi nervoso - Non mi credete vero? - Lo interruppe a quel punto - Ma vi avviso che raramente sbaglio! - Scoppiò definitivamente a ridere l'affascinante zingara portandosi nuovamente il boccale alle labbra. Poi dopo aver dato una lunga sorsata il suo sguardo magnetico si posò nuovamente su di me mettendomi a disagio Per rubare la purezza del mare azzurro avresti ucciso un tempo. E ora per il blu dei tuoi stessi occhi e per il bianco della gelosia odierai quell'azzurro. Ma senza di esso ti avviso continuerai a vivere senza vivere e ad amare senza amareE' pazza! - Sbottò Natsu a quel punto - Questa dannata donna è completamente pazza! Andiamocene alla svelta ha iniziato anche a piovere maledizione! – Bestemmiò guardando le prime gocce d'acqua picchiettare contro i vetri delle ampie finestre. Annuendo mi alzai e lo seguii. Natsu aveva ragione quella tizia probabilmente era solo una truffatrice. Ma intanto quelle sue parole sibilline mi avevano messo uno strano senso di fastidio addosso - Toh! E' appena arrivata Erza! - La sentimmo esclamare alle nostre spalle.

Era difficile non riconoscere Erza, che grazie alla sua splendida chioma rossa era inconfondibile. Non era cambiata molto da allora, da bella bambina si era trasformata in una donna stupenda e a quanto pareva anche il carattere era rimasto lo stesso – Cana! - Si rivolse alla castana con tono di rimprovero dopo aver riposto l'ombrello in un grosso vaso di fianco all'ingresso - Chi sono questi due? - Ci indicò con un cenno della testa - E che ne so io! – Rispose scrollando le spalle l'altra - Credevo li conoscessi, hanno chiesto di te – Per un lungo istante il suo penetrante sguardo color cioccolato ci sondò da capo a piedi, osservandoci come se fossimo poco più di due insetti fastidiosi da schiacciare sotto al tacco dello stivale. Poi i suoi occhi si soffermarono sui capelli di Natsu e la luce della consapevolezza le accese le pupille, ci aveva riconosciuti - Che il diavolo vi si porti all'inferno!!! - Sbottò raggiungendoci in poche eleganti falcate - Siete Natsu e Gray! - Ci tirò entrambi tra le sue braccia circondandoci in una stretta spaccaossa - Brutti imbecilli c'è ne avete messo di tempo per venirmi a trovare! - Tutta la tensione evaporò all'istante e Erza ci fece accomodare ad un tavolo. Parlammo di tutto e di niente ridendo dei ricordi passati, sembrava quasi che il tempo fosse tornato indietro a quando eravamo piccoli. Poi le spiegammo la situazione che ci aveva portati li casualmente, chiedendole se avesse un telefono, ma purtroppo ci spiegò che le linee erano state danneggiate due mesi prima da un violento nubifragio e che ancora non erano riuscite a ripristinarle del tutto – Dovreste andare all'ufficio postale, l'unico telefono funzionante è quello - Ci informò – Anzi se aspettate tra poco dovrebbe rientrare mio marito con la macchina. Vi farò accompagnare da lui Si offrì gentilmenteMa allora è proprio vero che ti sei sposata? Buttò li a caso Natsu guardandola quasi schifato – Certo! Perché che c'è di strano? – Rispose lei assottigliando minacciosamente lo sguardo - Ho anche due figli se è per questo! - Aggiunse. Fortunatamente qualcuno venne ad interromperci prima che Natsu desse fiato alla bocca, poiché dalla faccia che aveva fatto prevedevo guai in arrivo - Mamma sei tornata! - Come richiamata dal commento di Erza si era avvicinata a noi una bella bimba con dei lunghi e lisci capelli turchini - Ciao tesoro come hai passato la giornata? - Gli scompigliò teneramente la chioma la rossa - Male! – Rispose la bambina mettendo un'adorabile broncio - Quei due stupidi di *Shimon e Snow dicono che non posso giocare con loro perché sono una femmina. Li picchierei volentieri se solo fossi forte come te – Esclamò con rabbia facendo scontrare il suo piccolo pugno contro il palmo dell'altra mano - Oggi hanno fatto un dispetto al vecchio Wakabe. Mentre dormiva sulla sedia gli hanno legato i piedi con lo spago e quando il poveretto si è alzato e caduto con la faccia a terra – Si infervorò sempre di più - Dovevi vederli poi come se la ridevano, li odio quei due cretini! - Ah si!... E dove sono adesso? - Chiese la rossa con in un tono che metteva i brividi mentre si alzava in piedi - Saranno andati al boschetto o in riva al lago a fare qualche altra stupidata pensoIncrociò le braccia sul petto sbuffando sonoramente - Ora ci penso io! - Kinana per favore porta un ombrello con te a valli a recuperare, di a mio figlio che lo voglio immediatamente qui! - Si signora direttrice! – Obbedì una ragazza appena sbucata fuori da dietro al bancone. Probabilmente dalla cucina visto il profumino che stava impregnando l'ambiente. Ma non fu necessario andarli a chiamare, poiché proprio in quel momento la grande porta a due battenti dell'ingresso si spalancò e due bambini entrarono di corsa ridendo come matti e scrollandosi i capelli bagnati come due cuccioli di cane – Shimon! Snow! - Tuonò Erza portandosi le mani sui fianchi – Qui da me! - Puntò il dito indice a terra proprio di fronte a lei con voce imperiosa. I due ragazzini a quel punto smisero immediatamente di ridere e dopo essersi lanciati uno sguardo preoccupato si avvicinarono lentamente a testa bassa trascinando i piedi sulle assi del pavimento. Uno dei due, quello più grande era la copia sputata di Erza mentre l'altro più piccolo di almeno un paio di anni era un moretto dalla spiccata carnagione chiara – Si mamma? - Domandò mestamente il fulvo mentre di sottecchi lanciava un'occhiataccia alla sorellina che lo stava osservando con aria gongolante - Che cosa avete fatto al vecchio Wakabe??? - Tuonò nuovamente la scarlatta facendoli sussultare - Ma mamma era solo uno scherzo innocuo, non volevamo fare niente di male! - Mi hai delusa profondamente Shimon, dovresti dare il buon esempio a Snow e non coinvolgerlo nelle tue marachelle! - Io... mi-mi dispiace, n-noi volevamo solo giocare! - Mormorò a quel punto suo figlio stringendosi nelle spalle - Shimon ha ragione invece, non abbiamo fatto niente di male – Si intromise il piccoletto difendendo a spada tratta l'amico - Era solo per farlo smettere, russava così forte da far tremare le travi del soffitto. Se ha sonno perché non se ne va a letto! – Sta zitto tu, nessuno ti ha interrogato! – Lo freddò Erza con uno sguardo omicida - Piccoli stronzetti! Se vi becco di nuovo a fare una cosa del genere, vi darò tante di quelle legnate sul culo che non potrete sedervi per una settimana è chiaro!!! - Quei due marmocchi erano davvero in guai grossi. Ridacchiai girandomi a guardare Natsu che stava facendo lo stesso - Hey freddo! - Commentò poi quasi leggendomi nel pensiero - Non ti ricordano vagamente noi due quando avevamo la loro età? - Già! – Concordai con lui - Il piccoletto poi... ma hai visto come ti somiglia, vedervi vicini salta all'occhio sai – Corrugò le sopracciglia continuando a scrutare il bambino – Guarda i suoi occhi, hanno quasi lo stesso colore del tuo, perché non provi a chiedergli se ricorda ancora il nome di sua madre, forse scoprirai di averla conosciuta – Ghignò a quel punto lanciandomi un'occhiata maliziosa.

Incuriosito dai commenti di Natsu mi soffermai anch'io a studiarlo meglio. Effettivamente mi ricordava stranamente me stesso alla sua età e istintivamente iniziai a fare dei calcoli mentali su quanti anni potesse avere su per giù quel moccioso e a che periodo poteva risalire la sua nascita, realizzando che molto probabilmente quando era stato concepito io mi trovavo ancora a Crocus. All'improvviso mi sentii un'idiota totale per essermi fatto influenzare così dalle parole di Natsu. Infondo era solo un bimbetto moro che un po' gli somigliava tutto qua.

- Perchè non chiedi ad Erza di fartelo adottare – Propose ad un tratto il solito genio - Infondo potrebbe davvero essere figlio tuo – Ma piantala Natsu non... – Senza farmi finire di parlare si alzò e si avvicinò al bambino in questione – Erza! - Si rivolse poi alla rossa – Non sembra anche a te che questo ragazzino sia sputato Gray quando aveva la sua età? - Beh si... in verità è una cosa che avevo notato anch'io ma ti assicuro che è solo una coincidenza – Si affrettò a smontare tutte le ipotesi di Natsu che però non si arrese e si rivolse direttamente al piccolo stringendogli il mento tra le dita per fargli alzare il viso - Hey mocciosetto ti piacerebbe essere adottato e avere una famiglia vera? - Gli propose ghignando – Non toccarmi! – Scattò all'improvviso il bambino liberandosi con uno strattone secco che sorprese il rosato, mentre una luce simile al panico attraversava il suo sguardo – Non sono un orfano, io c'è l'ho una madre hai capito stupida testa rosa! - Gridò arrabbiato rivolto a Natsu – Snow! - Lo riprese repentinamente Erza irrigidendosi all'improvviso – Certo hai ragione – Commentò poi con più calma - Tutti avete avuto una madre che continua vegliare su di voi anche dall'alto dei cieli – Sorrise forzatamente guardandolo intensamente negli occhi. Che diavolo stava succedendo, Erza sembrava fin troppo tesa e l'occhiata che aveva dato al ragazzino mi era parsa più un silenzioso avvertimento che non una vera e propria ammonizione – Erza non voglio essere adottato – Mormorò subito dopo il piccolo aggrottando le sopracciglia – Non preoccuparti non succederà. Ora va in camera tua e restaci. Tu e Shimon siete in punizione – Si signora! - Abbassò rispettosamente il capo senza riuscire però a mascherare un moto di stizza che manifestò stringendo i pugni. E' fu a quel punto che notai il ciondolo che faceva capolino dalla manica della sua camicia.

Con uno scatto fulmineo balzai in piedi e in un attimo feci il giro del tavolo e lo raggiunsi – Chi te l'ha dato questo? - Gli domandai quasi ringhiando afferrandolo poco gentilmente per il polso. Ma il bambino spaventato a morte da quel mio scatto improvviso non proferì parola, si limitava soltanto a guardarmi con gli occhi sbarrati dalla paura. E Cristo santo, osservandolo da così vicino l'impressione di trovarmi di fronte a una mia copia in miniatura era ancora più sconcertante – Gray lascialo immediatamente! - Mi minacciò Erza a quel punto. Me la trovai addosso all'improvviso con la mano artigliata a sua volta il mio di polso – Dimmi la verità che siete venuti a fare qui? - Sputò furiosa come non l'avevo mai vista prima - Davvero è stato un caso, o vi ci hanno mandato? - Insinuò inspiegabilmente con voce mortalmente seria – Che stai dicendo? - Provai a capirci qualcosa, ma proprio in quel momento per l'ennesima volta l'ingresso dell'istituto venne spalancato con inaudita violenza mandando quasi in frantumi i vetri colorati che decoravano la doppia porta e come una furia una donna irruppe all'interno della sala correndo nella mia direzione. Completamente zuppa di pioggia, la pelle pallida come la neve in contrasto ad una massa di capelli scuri imprigionati in una lunga treccia gocciolante che le ricadeva floscia sulla spalla, mentre alcune ciocche sfuggite all'acconciatura le si erano appiccicate al viso magro e sfilato acceso da due occhi incredibilmente grandi dal colore del mare profondo, occhi indimenticabili. Quando fu abbastanza vicina si bloccò di colpo fissandomi incredula, come in presenza di un fantasma e il suo sguardo scivolò per qualche attimo sul bambino che ancora tenevo per il braccio. Poi senza preavviso si accasciò a terra priva di sensi.

§ La tana di Lestoargento §

Salveee!!! Allora spero che il capitolo vi sia piaciuto. So di aver spinto certe situazioni al limite del credibile, ma vorrei farvi presente che comunque questa è una storia incentrata sull'ineluttabilità del destino e di come esso si diletti a creare trame contorte che finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. Ed ecco che finalmente proprio grazie alla sorte bricconcella, i nostri cari ragazzoni hanno fatto la loro ricomparsa, ritrovandosi a dover affrontare un pasticcio dopo l'altro. Il furgone scassato, l'imminente acquazzone, le profezie di Cana, la furia rossa di Erza e per finire l'incontro con questo piccolo mocciosetto di nome Snow, che tanto assomiglia a Gray. E si! Vi lascio così. Rimandando al prossimo appuntamento le dovute spiegazioni e con il mistero ( per modo di dire ) della donna apparsa nel finale.

* Ho voluto usare il nome Shimon per il figlio di Erza, perché ho amato davvero il suo personaggio nella storia originale di Mashima e ho creduto giusto omaggiarlo, anche perché è uno dei pochi che il Sensei ha deciso di far morire sul serio. Trovo che la sua storia e quella di sua sorella Kagura sia tra le più tristi dell'intera saga.

In più mi sono appena resa conto di non aver ancora svelato chi sia il salvatore misterioso, ma penso che a questo punto si sia capito e comunque vi assicuro che lo incontreremo nel prossimo capitolo. Non ho altro da aggiungere se non un augurio di cuore alla nostra nazionale FORZA AZZURRI!!!


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