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AD UN PASSO DAL PARADISO*


*Attenzioni contenuti non adatti ai minori


" Ad un passo dal paradiso "

POV'S JUVIA

Sembrava essere passata una vita, da quando solo quella mattina, mi ero svegliata nel mio letto. Poi era scoppiato il caos, ed ero stata travolta dagli avvenimenti, in un modo talmente repentino, da restarne completamente spaesata e ora mi sentivo esattamente, come una barca senza timone, lasciata in balìa delle correnti, mentalmente esausta, affamata e con un disperato bisogno di conforto, conforto che incredibilmente, in quel momento, volevo che fosse lui a darmi.

Quando lo avevo visto andare via, lasciando intenzionalmente accostata la porta della camera, non ostante il suo sguardo fosse ancora acceso dal desiderio insoddisfatto, avevo provato un'assurda e improvvisa felicità.

Mi stava davvero lasciando in pace, libera di decidere a mio piacimento... dimostrando, così, che anche se mi voleva, questa volta non mi avrebbe fatto nessun tipo di pressione.

Le parole che aveva pronunciato poco prima, continuavano a vorticare nella mia testa, facendomi battere il cuore all'impazzata -" Non ti sfiorerò neanche con un dito, a meno che, non sia tu a chiedermelo "..." Avrai tutta la libertà che vuoi "..." O sarai mia, o di nessun altro " - Il modo in cui le aveva dette, il tono di voce che aveva usato... era stato, quanto di più vicino ad una dichiarazione, avessi mai ricevuto in vita mia.

Ero una stupida, ad illudermi così, lo sapevo bene, era solo il mio corpo che voleva... ma... con il tempo forse, le cose avrebbero potuto cambiare... diceva di essere pentito ed io incredibilmente, ero disposta credergli, perché... che Dio mi sia testimone, non avevo mai provato prima d'allora, un così violento, istintivo desiderio di abbandonarmi nelle mani di qualcuno, come con Gray.

Non sapevo se fosse amore, non lo avevo mai conosciuto prima, non sapevo neppure se il giorno dopo a mente più serena e riposata, l'avrei pensata allo stesso modo. Ma se davvero, era quello il sentimento che stava sbocciando nel mio petto, allora volevo assaporarlo fino in fondo, senza dover più nulla a nessuno, se non a me stessa.

Così, presa la mia decisione e agendo di impulso, gli ero corsa dietro, desiderando ardentemente, che restasse con me... era quello che il mio cuore mi chiedeva urlando, mentre a piedi scalzi e coperta solo da quella leggera sottoveste stropicciata, percorrevo quasi volando il corridoio.

Volevo che restasse con me e volevo essere stretta di nuovo dalle sue braccia forti, volevo essere accarezzata e baciata fino a sentirmi stordita, fino a dimenticare il mio nome e volevo... volevo... Oh Dio! Dovevo essere completamente pazza... e parte di quella follia, era dovuta sicuramente, ai geni malati di cui Josè mi aveva fatto dono mettendomi al mondo, ma in quel momento, non avrebbe potuto importarmene di meno - Juvia non vuole più, che Gray se ne vada! - Sussurrai quando lo ebbi raggiunto, soffocando le mie parole contro la pelle liscia e tesa della sua schiena solida e sentendolo irrigidirsi per la sorpresa.

Delicatamente districò le mie mani dalla sua vita, voltandosi lentamente, fino a fronteggiarmi – J-Juvia vuole passare la notte con Gray! - Mormorai, prima di sprofondare la mia faccia accaldata nei suoi pettorali, per nascondere il mio imbarazzo, con la paura, che guardandolo negli occhi, tutto il coraggio da me racimolato, si sarebbe sciolto come neve al sole.

POV'S GRAY

Ero rimasto completamente basito, per non dire totalmente a corto di parole, mentre fissavo la sua testolina azzurra, premuta contro il mio petto. Quell'imprevedibile ragazza era riuscita di nuovo a prendermi in contropiede, facendo semplicemente, quello che già altre, prima di lei, avevano fatto.

Mi concedeva il suo corpo... ma... in un modo talmente schietto e innocente, da suscitare in me, la bruciante sensazione, di chi stesse per ricevere un dono infinitamente prezioso, ma che io invece, per ovvie ragioni, sentivo di non meritare appieno.

Ormai era inutile mentire a me stesso, ero perfettamente cosciente che sarebbe bastato un no nulla, perché quella creatura dall'aspetto quasi etereo, mi facesse impazzire e non me ne fregava un cazzo, che fosse stato un maledetto bastardo a generarla... lei per me, stava diventando un qualcosa di infinitamente speciale.

- Ti voglio ora! - Pronunciai d'impulso, riconoscendo a stento il suono profondo della mia stessa voce, mentre con la mano, andavo ad accarezzarle il contorno del viso, attardandomi con le dita, sulla pelle morbida e pulsante della gola; per poi tuffarmi tra quella rigogliosa massa di onde turchine, fino a raggiungere la sua nuca, dove esercitando una lieve pressione, la obbligai a guardarmi negli occhi, senza riuscire a trattenere un moto di soddisfazione, quando lei dopo averli alzati, li riabbassò intimidita, lasciandosi sfuggire, da quelle invitanti labbra dischiuse, un piccolo delizioso suono, così tanto simile alle fusa di un gattino, accompagnando spontaneamente, quella mia sensuale carezza, con un movimento aggraziato del capo.

- Sei così dolce! - Le sussurrai piano, chinandomi a baciarle la fronte – Talmente dolce da far male – E senza più aspettare, la sollevai tra le braccia, per dirigermi di nuovo verso la sua stanza.

POV'S JUVIA

Senza protestare mi lasciai sollevare e trasportare in camera, con la testa abbandonata languidamente contro la sua spalla muscolosa e gioendo internamente, per la delicatezza con cui mi adagiò nuovamente al suolo, attirandomi subito dopo, tra le sue braccia forti, per stringermi con tenero ardore.

Era tutto così diverso da quella prima volta, eppure così stranamente uguale. Con un sospiro beato, mi abbandonai contro di lui, tremando, al contatto con il suo torace nudo e decidendo istintivamente di osare, facendo scorrere timidamente le dita sul rilievo dei suoi addominali delineati, per saggiarne la consistenza.

Sotto il mio tocco inesperto e curioso, i suoi muscoli si contrassero e dalle sue labbra sfuggì un suono basso e roco, che mi fece ritirare di scatto la mano e alzare il viso per studiare la sua espressione, nel caso in cui avessi appena fatto qualcosa di sbagliato.

Ma il suo sorriso accondiscendente, mi diede sicurezza e allo stesso tempo mi spronò a continuare l'esplorazione di quel magnifico corpo mascolino, così duro, in netto contrasto con la mia pelle morbida. E mentre il mio viso si protendeva verso il suo e le mie mani, risalivano lungo quelle spalle possenti, per andare ad aggrapparsi al suo collo, si chinò per venirmi incontro, regalandomi il più tenero dei baci e chiedendo con dolce insistenza alle mie labbra di aprirsi per lui.

Timidamente lo assecondai, cercando allo stesso tempo, di imitare i suoi movimenti e quando, con la punta della lingua, mi azzardai audacemente a sfiorare la sua, un secondo suono, simile a quello di prima, si perse nella sua gola.

A quel punto la sua stretta divenne più salda e approfondendo il bacio, diede inizio ad una sensuale danza, che mi lasciò ansante e senza fiato.

Poi guardandomi intensamente negli occhi, si scostò quel tanto che bastava, ad allentare i nastri dello scollo e per far scivolare abilmente, le spalline della camiciola lungo le mie braccia, fino a farla cadere ammucchiata ai miei piedi.

Immediatamente, le sue dita, scivolarono sicure e leggere verso il mio seno e quando il suo palmo ne sfiorò una delle punte, subito per riflesso il capezzolo si indurì, facendo scaturire dalle mie labbra, un involontario gemito di approvazione.

Istintivamente le mie braccia andarono ad incrociarsi sul mio petto esposto, ma lui deciso, mi afferrò i polsi per scostarle – No, non farlo... sei troppo bella per nasconderti ai miei occhi – Poi sollevandomi di nuovo, mi adagiò gentilmente sul letto, mentre io con il lenzuolo cercavo ancora una volta di coprirmi dai suoi occhi predatori, distogliendo a disagio lo sguardo quando si slacciò i calzoni, per farli scivolare giù assieme agli indumenti intimi e cercando di ignorare il moto d'ansia che mi assalì, rendendomi ancora più nervosa e agitata – Ti ho già detto di non coprirti, sei stupenda... dovresti essere fiera di mostrarti al tuo uomo! - Mi riprese nuovamente, mentre il materasso, si inclinava al suo peso aggiuntivo - S-si ma... G-Gray non è ancora l'uomo di Juvia! - Balbettai in imbarazzo, tenendo ostinatamente gli occhi puntati su qualsiasi cosa non fosse il suo corpo nudo - Oh si che lo sono invece! - Sussurrò ammaliante al mio orecchio – Nessun altro, ne prima, ne dopo di me, ti ha mai toccata in questo modo, non è forse così, mia dolce fata? – Disse facendo risalire una mano lungo la coscia e arrestandosi sulla rotondità del mio fianco - E questo fa di te una mia esclusiva proprietà! - Ridacchiò, afferrando il mio mento, con l'altra mano per costringermi a incrociare nuovamente il suo sguardo.

- Fidati di me, non aver paura... giuro sulla mia vita, che non ti farò mai più del male e se vuoi che mi fermi, chiedimelo in qualsiasi momento... e io lo farò! - Lo avrebbe fatto, ormai ne ero più che sicura e se anche l'emozione nella sua voce, fosse stata una finzione, i suoi occhi... quelli no, non potevano mentire.

Sporgendomi verso di lui, annuii brevemente con la testa – Va bene!... Juvia si fiderà di Gray - Sussurrai ad un palmo dalle sue labbra, prima di farle nuovamente combaciare in un timido, esitante approccio, e lasciando la presa sul lenzuolo, portai la mia mano, ad accarezzare la sua mascella ruvida, facendomi guidare nuovamente dall'istinto e da quel pazzo desiderio di abbandonarmi a lui, che di nuovo stava prendendo il sopravvento su tutte le mie paure.

Spingendomi dolcemente sul materasso, ricominciò a baciarmi con rinnovato ardore, mentre le sue mani tornavano a scorrere sul mio corpo fremente.

Lo lasciai fare... mi lasciai toccare in ogni punto, cercando goffamente di fare lo stesso con lui, mi lasciai baciare e accarezzare, restituendo ogni bacio e ogni carezza con egual premura, sentendo il mio cuore gonfiarsi di gioia, ad ogni nuova sensazionale scoperta.

Se quello era l'amore... era di certo la cosa più bella e pura che avessi mai provato e quando si apprestò a farmi sua definitivamente, esitai, per poi in seguito, sorridere a quegli sciocchi timori e compiacendomi quasi, nel rendermi conto, che quel primo brutto ricordo, sarebbe rimasto per sempre relegato in quell'angusta stanzetta, dei bassifondi di Crocus.

Dapprima entrò piano, solo con la punta e io istintivamente, mi irrigidii come una statua, in attesa di provare quella stessa, straziante stilettata di dolore, avvertita la prima volta, ma le sue parole rassicuranti, sussurrate al mio orecchio, insieme ai suoi baci languidi, ebbero un effetto calmante sui miei nervi tesi e fidandomi ancora una volta, delle sue parole, gli permisi pian piano di farsi strada all'interno del mio corpo, grata della premura che stava usando, non ostante le vene del suo collo e i muscoli delle sue braccia, fossero gonfi e contratti, nel tentativo di trattenersi dall'urgenza di possedermi subito, fino a quando non arrivai a provare la strana, ma per nulla spiacevole sensazione, di sentirmi finalmente completa, come se, da quel fatidico giorno che ci aveva fatti incontrare, al mio essere donna, fosse stato sottratto qualcosa, che ormai ero più che sicura, solo lui e nessun altro, avrebbe potuto restituirmi.

- Maledizione è bellissimo! – Ringhiò tutto d'un ratto digrignando i denti – Se solo non fossi così... dannatamente stretta! - Ansimò roco contro la mia spalla.

Non so perché, ma a quelle parole mi venne da ridacchiare, senza immaginare che le vibrazioni di quella risata, si stessero trasmettendo anche a lui – Smettila subito per favore!!! – Mi implorò con la voce sempre più roca con un gemito quasi animalesco, mentre quella prima strana sensazione di invasione, pian piano si dissipava in me, sostituita da un crescente moto di smania, che lasciò filtrare nella mia testa, soltanto il piacere puro, facendomi desiderare di più e portando i miei fianchi a strusciarsi naturalmente contro i suoi, mentre le mie gambe, si intrecciavano alle sue.

A quel silenzioso segnale, si tirò brevemente indietro, fin quasi ad uscire completamente da me, poi guardandomi intensamente negli occhi, lentamente, rientrò di nuovo, fino in fondo, ripetendo quel movimento un paio di volte, prima abbandonarsi definitivamente alla passione, aumentando la velocità delle spinte, fino ad affondare ritmicamente in me, sempre con maggiore urgenza.

In quegli attimi di perdizione, lo chiamai più volte, gemendo forte il suo nome e attaccandomi alla sua schiena come ad un'ancora di salvezza, implorandolo per avere quel qualcosa, a cui con ignoranza, non sapevo neanche dare un nome, come se si trattasse di un bisogno vitale, che piano piano si stava facendo strada nel mio basso ventre e nel mio cervello, ormai offuscato dal piacere, ritrovandomi mio malgrado, a mormorare cose assurde, che lui senza indugio ricambiò e quando credetti di non riuscire più a sopportare il dolce tormento, che faceva contorcere il mio corpo in preda alla sconosciuta urgenza dell'appagamento, finalmente qualcosa si liberò dal profondo del mio animo, facendo si, che raggiungessi finalmente l'estasi, sentendomi unica, tra le sue braccia, e solo, e soltanto allora, anche lui, si lasciò andare, vibrando di piacere sopra di me, mentre il suo seme caldo si mischiava al mio, grazie alle ultime violente contrazioni del mio stesso orgasmo, che si concluse, quando con un ultimo sussulto, accompagnato da un profondo suono gutturale, crollò su di me, affondando la faccia tra i miei capelli.

- Juvia non... credeva che...- Sussurrai uscendo da quel languido abbandono e lasciando la frase a metà, incapace di trovare parole adatte, per descrivere quello che avevo appena provato e stupendomi al tempo stesso di volerlo rendere partecipe.

Lui rise piano, mi lasciò un ultimo bacio tra i capelli e mi liberò dal suo peso, stendendosi al mio fianco, con il gomito piantato nel cuscino e la testa appoggiata sul palmo della mano – Sai? - Mi chiese di punto in bianco – C'è una curiosità che vorrei tu mi chiarissi... perché quel giorno al mercato sei scappata dalla tua scorta? - Lo guardai esitante prima di parlare – Juvia si è allontanata per fare un dispetto a suo padre, lei si sentiva offesa dalle condizioni che August aveva imposto per sposarla – Risposi distogliendo lo sguardo, non c'era alcun bisogno di informarlo, che quella non era stata la prima volta che ci aveva provato, già una settimana prima, quando August si era recato ad Oak-Toun per conoscerla, lei la notte, mentre tutti gozzovigliavano festeggiando il fidanzamento, si era fatta aiutare da un giovane fornaio, infatuato di lei a scappare dalla sua stanza e dal castello, avevano passato la notte fuori e dormito in un capanno di caccia, non era successo niente tra di loro, se non qualche innocuo bacetto di ringraziamento e il giorno dopo, erano stati riacciuffati. Ma era stato proprio dietro a quella mia azione, che August aveva richiesto quell'assurda verifica, mio padre era furioso e mi disse che non lo si poteva biasimare, se dopo quella bravata volesse accertarsi della mia integrità.

- Juvia vorrebbe non averlo mai fatto – Mormorai sovrappensiero ripensando alla brutta fine che sicuramente quel ragazzo aveva fatto grazie alla mia sconsideratezza e non ostante avessi cercato di intercedere, per non farlo punire da mio padre.

Quello che mi era successo dopo, era stata come una sorta di giustizia divina, dove il Karma era sicuramente intervenuto per punire quella mia stessa avventatezza - Ti ho già spiegato una volta, che non avrebbe fatto nessuna differenza e pensavo che ormai fossimo d'accordo, sul cercare di mettere una pietra sopra a quello che è successo - Puntualizzò irritato, con lo sguardo ferito – Ma se tu continui a ricordarmelo ogni cinque minuti, non ci sarà mai serenità tra di noi - Juvia infatti, non si stava riferendo a quello – Mi corressi - E a cosa allora? - Niente di importante! - Risposi liquidando la questine e sperando che non facesse altre domande - In ogni caso, quell'idiota del tuo promesso sposo, aveva scelto un modo davvero stupido per stabilire la tua onestàNaturalmente Gray al posto di August se ne sarebbe accertato di persona – Sibilai acida colpendolo sul petto, incapace ancora una volta di trattenere come diceva lui, la mia linguaccia impertinente – Si! - Indurì lo sguardo - E lo avrei fatto nel modo tradizionale – Si avvicinò rapido al mio viso – Se tu fossi stata la mia promessa sposa, non ti avrei mai permesso di allontanarti da me, sarei stato io stesso a domarti e ad insegnarti come essere una buona moglie ubbidiente e compiacente... ma non ostante alcune lacune, devo ammettere che Impari in fretta – Disse ritornando allegro, mentre scostava dal mio viso una ciocca ribelle, che sistemò con cura dietro l'orecchio, soffermandosi con le dita sulla mia guancia - E questo mi fa pensare che la prossima volta e tutte quelle a venire, sarà sempre meglio! - Che cosa voleva dire? Che forse, paragonata alle sue amanti, non lo avevo soddisfatto appieno? - Se Gray non è contento delle prestazioni di Juvia, potrebbe sempre richiamare con un fischio una delle sue concubine, per istruirla su come compiacerlo! - Sbottai furibonda gonfiando le guance indignata, senza rendermi conto di essermi appena data la zappa sui piedi – Perché mai, incaricare qualcun altro, quando posso farlo personalmente?- Sghignazzò infatti, lasciandosi ricadere supino e trascinandomisi addosso – Sarà un vero piacere, tenere sessioni extra con te, anzi... perché non iniziare già da subito! - Con un gesto di stizza, spinsi lontano i miei capelli, che come un manto, avevano ricoperto sia il mio viso, che il petto di Gray - J-Juvia n-non intendeva quello! – Biascicai mentre la mia faccia andava nuovamente a fuoco – Ah no? E cosa allora? - Ghignò inarcando sfacciatamente un sopracciglio scuro - Sei la mia donna adesso e presto diventerai mia moglie, quindi niente ci vieta di intrattenerci a vicenda ogni qual volta ne abbiamo voglia! - Arrossendo ancora di più, tentai di allontanarlo mentre cercava di rubarmi l'ennesimo bacio a tradimento – Juvia ha detto di no! Lei sta solo cercando di dire una cosa a Gray! - Parla pure... hai tutta la mia attenzione – Sorrise furbescamente, mentre le sue mani scivolavano sul mio fondoschiena, afferrando forte le natiche per premermi verso il suo inguine, dove un'ingombrante erezione, stava di nuovo spingendo contro il mio ventre.

Bloccandogli i polsi e prendendo il coraggio a quattro mani, decisi di confessargli quello che mi era appena passato per la testa – J-Juvia prima di accettare la proposta di Gray, vorrebbe chiarire alcuni punti - ... - Quali? - Si bloccò dallo strusciarsi contro di me, sforzandosi di mantenere un tono di voce serio - Prima, Gray, ha elencato quello che Juvia potrà fare e quello che non potrà fare e... lei, a tal proposito, ha delle richieste da fare a sua volta! - Uh-uh! - Annuì esortandomi a continuare - V-visto che Juvia è la nuova amante di Gray e che presto si sposeranno, lei da oggi in poi, esige da parte sua la più assoluta e totale fedeltà, poiché Juvia non è disposta a dividere Gray, con nessun'altra donna! - Sputai fuori tutto di un fiato, lasciando poi uscire il respiro.

Il suo bellissimo viso da canaglia, assunse un'aria dapprima costernata, poi un'improvvisa e piacevole risata scaturì dal profondo della sua gola – Gray trova che quello che Juvia ha detto sia divertente? - Mi inalberai, raddrizzando la schiena e puntandogli le mani sul petto - Beh!... No... hum! - Si schiarì la voce - Certo, si può fare, ma... tutto dipenderà da quanto sarai brava, nel tenermi occupato... e questo ci riporta al punto di partenza – I suoi occhi a quel punto, brillarono di cupidigia e con un'agile torsione del busto, mi riportò a giacere sotto di lui - Ci sono un sacco di cose, che devi ancora imparare su quello che mi piace fare tra le lenzuola e per le quali non vedo l'ora di istruirti a dovere! - Sorrise, piegando maliziosamente le labbra in un ghigno peccaminoso, prima di assaltare nuovamente la mia bocca, ansioso come non mai, di mettere in pratica i suoi insegnamenti.

***

Toc! Toc!... - Juvia??? - Un bussare gentile, seguito dalla menzione del mio nome, superò la cortina mentale creata dal sonno, riportandomi bruscamente alla realtà – Juvia sei sveglia?... Sono Lucy, posso entrare ? - TOC! TOC! TOC!

Risuonarono altri colpi dati alla porta, questa volta più insistenti. Di scattò mi tirai a sedere sul letto, guardandomi il corpo - Oh cielo! J-Juvia è completamente nuda! - Farfugliai e catapultandomi praticamente sul pavimento, mi affrettai ad indossare la vestaglia a maniche lunghe, che mi era stata lasciata la sera prima, legandola stretta, per poi correre ad aprire.

- L-Lucy è la benvenuta! - Balbettai in imbarazzo, guardandola attraversare la stanza, mentre sprazzi di ciò che era successo quella notte, si proiettavano vividi nella mia testa, facendomi avvampare.

Soltanto il giorno prima, la ragazza, mi aveva pregata di dare una chance al suo amico Gray... e io, che all'inizio, mi ero fatta anche mantenere, avevo finito per fare ben oltre... se solo la bionda, avesse saputo quello che gli avevo concesso, di sicuro mi avrebbe giudicata una poco di buono.

- Brutta pigrona!!! - Trillò allegramente, mentre con un sorriso smagliante impresso sul bel viso, tirava le tende per far entrare la luce del sole - Ma lo sai che ore sono?... Le undici!!! - Quella mattina, indossava un delizioso completo rosa confetto, i capelli lisci e del colore del grano maturo, erano acconciati in una crocchia fatta ad arte, all'apparenza disordinata, proprio per dare un'impressione di naturalezza, che lasciava cadere ai lati del suo viso, due ciocche sbarazzine, che ne incorniciavano l'ovale perfetto, rendendola semplicemente bellissima, mentre io al suo confronto mi sentivo sciatta e fuori luogo .

- Avanti indossa questi, non abbiamo molto tempo! - Continuò pratica, allungandomi dei vestiti, prelevati dalla capiente borsa, che si era portata dietro – I ragazzi sono già usciti, Natsu mi ha trascinata qui stamattina presto, dicendomi che c'erano un sacco di cose da fare prima della partenza e visto che la tua colazione è saltata e che la giornata è stupenda, pranzeremo insieme a Levy, magari all'aperto, in qualche delizioso ristorantino e poi nel pomeriggio daremo assalto a tutti i negozi del corso di Crocus.

- M-ma Lucy! - Balbettai imbarazzata - J-Juvia è desolata, m-ma purtroppo non ha soldi con se, tutte le sue cose sono andate perse nell'incendio di ieri! - La bionda, che come una trottola continuava a spostarsi indaffarata per la stanza, si bloccò per lanciarmi un'occhiataccia di rimprovero – Spero che tu stia scherzando!!! I soldi me li sono già fatti sborsare da Gray, infondo è il minimo che possa fare per risarcirti - Juvia non vuole essere risarcita!!! - Scattai offesa – N-non sono i suoi soldi che lei vuole! - Abbassai la testa avvampando, nel rendermi conto della stupida ammissione che avevo appena fatto.

Lucy a quel punto, inarcando con stupore le sopracciglia sottili, mi squadrò dalla testa ai piedi, poi sembrando soddisfatta, del suo esame, addolcì il tono di voceScusami... la mia è stata un'infelice scelta di parole, non era quello che intendevo dire, su! Ora va a lavarti, ti aiuterò con i capelli, così facciamo prima Si offrì sorridendo spontaneamente, trascinandomi verso il bagno.

***

I tavolini del ristorante messi all'aperto, erano stati posizionati strategicamente, su di un terrazzino, che dava una suggestiva vista, sull'enorme parco pubblico di Crocus, mentre subito dietro di esso, in linea d'aria, si poteva ammirare l'esterno della mastodontica arena dei giochi, con le sue possenti mura scolpite con i magnifici fregi e le titaniche quattro statue, posizionate su altrettanti bastioni, rinforzati da gigantesche catene, che ne aiutavano la stabilità, contribuendo a dare, un'aura di impressionante maestosità a tutta la struttura, posizionata centralmente e proprio all'apice di una collina naturale, in modo da sovrastare l'intera città.

Quell'uscita, fu davvero un toccasana per me, che dopo i giorni passati a starmene rinchiusa prima in una camera e poi in un altra, mi diede modo di rilassarmi e godermi la bella giornata, purtroppo però, il momento non durò a lungo, Lucy e Levy si stavano dimostrando davvero un'ottima compagnia, entrambe simpatiche e spigliate, ma la, dove la prima, brillava per discrezione, evitando di creare imbarazzo, ponendo domande inopportune, lo stesso non si poteva dire della seconda, che non solo aveva un acuto spirito di osservazione, ma in più, non aveva peli sulla lingua e quando il cameriere si allontanò con le nostre ordinazioni, iniziò quasi subito a bombardarmi di quesiti a volte parecchio indiscreti.

Allora Juvia... come hai passato la notte? - Mi chiese quasi subito con aria parecchio interessataSpero che Gray si sia comportato da gentiluomo con te? - Oh... si, lui... è stato molto ospitaleRisposi evasiva ingoiando a vuoto e evitando di guardarla negli occhi, mentre afferravo un grissino dal cestino e iniziavo a sgranocchiarlo con più foga del dovutoCerto che per te, deve essere stato davvero un colpo, dover accettare di sposarlo, visto quello che è successo tra di voi... no dico, dovrai passare il resto della tua vita con lui... devi essere parecchio turbata da tutta questa storia... anche se... - Ad un tratto si interruppe stringendo gli occhi Sinceramente, mi sarei aspettata un altro tipo di reazione da parte tua, dovresti che ne so... odiarlo a morte per quello che ti ha fatto... invece, mi dai l'impressione di aver accettato la cosa abbastanza tranquillamente... un po troppo tranquillamente forse, in fondo è strano che tu te ne stia seduta qui con noi, buona buona, senza pensare minimamente di tentare la fuga, ma quello che mi meraviglia più tra voi due... è Gray, sei sotto la sua responsabilità, ma nonostante questo, ti ha lasciata venire con noi, come se avesse la certezza di averti già in pugno – Mimò il gesto chiudendo l'esile mano - Sinceramente, non l'ho mai visto comportarsi in questo modo così irresponsabile, avete per caso raggiunto una specie di accordo voi due o cosa? - Prima che potessi formulare una risposta adeguata, la bionda per fortuna si intromise nel discorso - Andiamo Levy, piantala di farle il terzo grado – La ammonì – E poi non è vero che siamo da sole, c'è Elfman con noiCapirai! - Ironizzò Levy – Ma se ci calcola a malapena! Se fosse stato mandato a sorvegliare Juvia, si sarebbe seduto con noi, invece di starsene beatamente per conto suo seduto ad un altro tavolo ad ingozzarsi!... Sapete come la vedo io? – Continuò, ignorando bellamente l'altra – Odio il fatto che noi ragazze, non ostante facciamo parte dello stesso gruppo, il più delle volte veniamo lasciate all'oscuro dei fatti riguardanti il clan, perché ci tengo a precisare, che io e Lucy, fino a ieri, non sapevamo assolutamente nulla di quello che Makarov aveva intenzione di fare, sennò ti giuro che avremmo piantato un casino e voglio che tu sappia che in noi troverai sempre delle alleate sincere, qualsiasi cosa succeda! - Mi appoggiò con enfasi la mano sul braccio, per rafforzare quelle parole - E anche se Gray, è stato costretto dalle circostanze, ad obbedire ad un ordine, resta comunque colpevole di averti fatto un enorme torto, per il quale, non ci sono scusanti che reggano, ed è giusto che ora se ne assuma la piena responsabilità e ne paghi lo conseguenze! Anzi se fossi in te, cercherei un modo per fargliela scontare con gli interessi! - Concluse agguerrita più che mai – J-Juvia ti ringrazia per il consiglio Levy – Balbettai un po intimorita da tanta sagacia da parte di quella che all'apparenza sembrava una ragazza così dolce e innocua - Ma la vuoi piantare! Lo sai che sei proprio una sobillatrice di masse! - La pizzicò leggermente sul braccio la bionda per farla desistere dal continuare – Non vedi che è già confusa per conto suo, in questo momento, ha solo bisogno di un po di tempo per accettare la cosa - Guarda che le mie, erano solo semplici constatazioni e poi di tempo non ne ha, ti rendi conto che stasera, dopo la cena con Makarov, loro due dovranno recarsi nella chiesetta che si trova a due isolati da casa di Gray, dove sono già stati presi accordi con il parroco, per unirli in matrimonio!... Io ancora stento a crederci! - Si portò una piccola mano sulla fronte con un gesto teatrale - Gray che si sposa prima di tutti noi! Non l'avrei mai ritenuto possibile! - Che cosaaa??? Il matrimonio verrà celebrato stasera stessa? - Urlò la bionda in preda al panico, strozzandosi quasi con il cibo che aveva ingerito, mentre io restavo con la bocca aperta e la forchetta sospesa a mezz'aria – E-e tu come lo hai scoperto? - Tossì, agitando le dita davanti al volto congestionato per farsi aria - Oh andiamo Lucy... dovresti saperlo che gli uomini a letto tendono a diventare dei gran chiacchieroni, basta solo saper sollecitare il giusto tasto, l'ho letto in un libro, sul comportamento maschile in ambito di relazioni sentimentali – Esistono sul serio dei libri del genere? - Certo che si, ma comunque è strano che Nat non te l'abbia accennato – Sorrise all'amica, che di riflesso sollevò gli occhi al cielo – Lo sai che quando si tratta di Gray, tende ad essere fin troppo abbottonato, tra di loro c'è sempre stato quella sorta di rapporto speciale, che solo loro due condividono, possono scannarsi l'un l'altro, ma guai se qualcuno si intromette nelle loro cose – Sospirò rassegnata – Però... - Continuò esitante – Mi viene da pensare, che alla fine, in tutto questo si possa trovare anche un lato positivo, un po' come è successo a me con Natsu – Si rivolse a me sorridendo dolcemente – Infondo... avresti finito per lo sposare e di conseguenza dover sottostare alle indesiderate attenzioni di un vecchio bavoso, che di certo non amavi, soltanto per obbedire ad un ordine impartitoti da tuo padre... con Gray... beh!... Invece sarà tutta un'altra storia - Si strinse nelle spalle quasi a scusarsi di quello che aveva appena detto - E non è detto, che da cosa non nasca cosa... il destino alle volte gioca davvero dei brutti scherzi e può darsi che il vostro incontro, fosse una cosa già destinata a succedere – Oh! Caspiterina Lucy, a volte mi fai proprio incazzare! Non riesci proprio ad essere obbiettiva? Quello che è successo a te e a Nat, è un qualcosa che capita una volta su un milione, siamo realiste, Gray la sta sposando soltanto perché costretto a farlo e io continuo ad essere dell'idea, che meriterebbe di essere ripagato da Juvia con la stessa moneta! - Stai dicendo che dovrebbe rifiutarlo? - Beh... no... ma non trovo accettabile, che Juvia debba essere obbligata. Quello che tu hai detto prima, sulla differenza tra Augus e Gray è giustissimo, ma è la stessa cosa, che paragonare una catena arrugginita con una d'oro, si tratta comunque di una costrizione - Quella conversazione stava decisamente sfociando troppo nel personale, le costatazioni di Levy, erano perfettamente pertinenti e mi trovavo d'accordo con lei su parecchie cose, ma d'altro canto, le parole di Lucy, mi avevano dato in egual modo da pensare e sperare in qualcosa in più, era vero che si trattava di un unione forzata, ma dopo la notte trascorsa con Gray, mi sentivo ancora più confusa, io desideravo davvero stare con lui, ma allo stesso tempo, avevo paura che quel sentimento appena sbocciato, sarebbe stato destinato a rimanere tale, cioè a senso unico e il fatto che da li a poco mi sarei dovuta legare per sempre a lui, mi stava gettando letteralmente nel panico.

Mantenendo un atteggiamento indifferente e cercando allo stesso tempo di arrivare ad una qualche conclusione, mi limitai a portare distrattamente un boccone di delizioso tortino salato di verdure alla bocca, senza tra l'altro apprezzarne a pieno il sapore, quando la voce di Lucy mi riportò bruscamente alla realtà facendomi sussultare – Basta perdere tempo in chiacchiere! - Esclamò ad alta voce - Finiamo alla svelta di mangiare, e diamoci una mossa, altrimenti non riusciremo mai a trovare un vestito decente per stasera.

Alla fine girammo parecchi negozi, spendendo di conseguenza, una bella cifra e anche se mi sentivo un po' a disagio ad aver usato i soldi di Gray, riuscimmo finalmente a ritornare a casa sua, con tre abiti da giorno, un soprabito, un paio di cappelli, due paia di scarpe, una decina di capi di intimo e qualche accessorio per i capelli e in più, un bel vestito da sera, che a detta di Lucy, sarebbe potuto andare bene sia per la cena, che per la funzione religiosa che si sarebbe svolta subito dopo.

Appena varcata la soglia, la porta dello studio di Gray si spalancò e ad accoglierci venne un Natsu abbastanza incavolato e anche parecchio infastidito – Ma si può sapere che cazzo di fine avevate fatto??? - Ci assalì verbalmente venendoci incontro - Voi donne come al solito siete capaci di creare solo problemi, diamine Luce, per un attimo io e Gray abbiamo temuto che vi fosse successo qualcosa, siete state fuori tutto lo stramaledettissimo pomeriggio e tra meno di due ore Makarov sarà qui! Non essere assurdo – Cinguettò in tono falsamente gioviale la bionda, baciandolo a tradimento sulla bocca e bloccando così le sue lamentele praticamente sul nascere, poi pizzicandolo malignamente su un braccio gli si rivolse minacciosa agitando l'indice davanti ai suoi occhi – Non è facile sai, "amore mio"... trovare qualcosa di adatto con così poco preavviso e a proposito di questo... io e te dopo, dobbiamo fare un discorsetto! - Al che il rosato ebbe un lieve tic al sopracciglio e la osservò un tantino preoccupato, prima di riprendere a parlare - Juvia deve andare subito da Gray! Ha delle cose importanti da comunicarle, tra poco arriverà anche Gajeel, io e lui dobbiamo fare da testimoni, quindi spicciamoci e andiamo a prepararci – Lucy bloccandosi in mezzo all'ingresso, si mise le mani sui fianchi, sprizzando scintille dagli occhi - Di pure a Gray, che se ci tiene tanto, le sue comunicazioni importanti, può anche farle dopo, visto che per colpa sua, siamo praticamente con l'acqua alla gola!... Andiamo Juvia! - Gli rispose seccamente prima di afferrarmi il braccio, per dirigersi al piano di sopra, seguita a ruota da Levy, che a sua volta lanciò verso il ragazzo uno sguardo al vetriolo – Merda! - Sbottò ad alta voce quest'ultimo - Al diavolo la cocciutaggine delle donne! - Lo sentimmo imprecare subito dopo.

Arrivate al piano di sopra, Lucy iniziò subito a lanciare direttive a me e a Levy su cosa fare, mentre lei come una furia tirava fuori dalle borse dei negozi, tutto quello che le sarebbe stato utile – Levy! - Comandò perentoria – Inizia a scaldare il ferro arriccia capelli e tu Juvia spogliati, lavati e inizia ad indossare questi! – Mi ordinò, lanciandomi della raffinata biancheria intima bianca.

- S-si – Annuii completamente frastornata, affrettandomi ad obbedire e dopo solo un quarto d'ora, uscii dal bagno, per essere immediatamente afferrata brutalmente dalla bionda, che mi scaraventò praticamente di peso sul basso pouf, posizionato di fronte al tavolino da Toilette - Lucy... Juvia! - Ci richiamò la piccola turchina ad un tratto, con il dito puntato verso il piano del citato tavolino – Guardate qua... non ricordo che tra i nostri acquisti ci fossero anche questi! - Sul lucido ripiano di marmo, erano appoggiati due oggetti, che prima nella foga del momento, non avevamo assolutamente notato. Una scatola bianca abbastanza grande, dai disegni damascati e un minuscolo scrigno ricoperto di velluto rosso.

Lucy, con espressione abbastanza curiosa, fece scorrere brevemente lo sguardo da me agli oggetti, poi vedendo che io non accennavo a muovermi, scoperchiò dapprima il contenitore bianco, tirandone fuori, quello che a prima vista, aveva tutta l'aria di essere un vestito, ma non un vestito qualunque... era semplicemente bellissimo, di un azzurro chiarissimo quasi perlaceo, confezionato con una stoffa talmente sottile e impalpabile da sembrare quasi inconsistente, completamente tempestato da quelle che dovevano essere milioni di minuscole e luccicanti perline di cristallo, che provocarono nel movimento, un delicatissimo e soffuso fruscio.

- Porca puttana!!! - Esclamò a quel punto Lucy molto poco signorilmente – Questo è... questo è PERFETTO!!! - Urlò all'improvviso facendomi spaventare – Avanti Juvia provalo! – Continuò tutta eccitata, mentre Levy intanto aveva aperto la piccola scatolina rossa e ne stava osservando il contenuto con le sopracciglia sollevate dalla sorpresa, poi quasi con noncuranza, mi porse un bracciale d'oro bianco, dalla squisita manifattura, lavorato a sottilissime maglie, che formavano una rete, dove all'interno erano incastonate, tante bellissime pietre azzurre a forma di goccia, ma stranamente lo sguardo della bluette, era rimasto a fissare l'interno del contenitore, che dopo un po, inclinò verso la bionda, lanciandole uno sguardo serio.

Lucy dopo averlo osservato brevemente, si rivolse verso di me, regalandomi un sorriso carico di sincera gioia, poi con le dita prelevò qualcosa dalla scatolina e me lo appoggiò sul palmo della mano.

Era un ciondolo, per la verità neanche tanto appariscente, come invece lo erano state le altre due cose, e sembrava essere anche abbastanza datato, visto i vari graffi che presentava sulla sua superficie grezza, ma dalle espressioni delle due ragazze, intuii che doveva trattarsi di un oggetto in qualche modo, molto significativo per loro.

Ancora una volta, mi ritrovai ad osservare, la curiosa sagoma di quello strano simbolo, che avevo già notato tatuato sui membri a me conosciuti del loro clan, una specie di fatina con la coda, in procinto di spiccare il volo, il materiale di cui era fatto, sembrava lapislazzuli, una pietra opaca dal colore blu notte, attraversata da tante piccole venature che andavano dal grigio al nero.

- C-che cos'è? - Non potei esimermi dal chiedere con curiosità – Beh! - Esitò di nuovo Levy, scambiando un'alta occhiata con Lucy, che annuì, prima di avvicinarsi a me e scoprire il collo, da dove estrasse una sottile catenina, con un pendente quasi in tutto e per tutto, fatta eccezione per il colore, uguale a quello che stringevo io in mano, per il suo infatti, doveva essere stato usato il granato, che gli conferiva una tonalità rosso fuoco.

Automaticamente, Levy piegò il ginocchio e sollevò la gamba, per mostrare una catenella, dove l'ennesimo manufatto, questa volta di colore nero, spiccava sulla pelle chiara della sua caviglia sottile – Onice nera! - Affermò fiera sorridendomi a sua volta.

- Accidenti Levy, sembra proprio che Gray, sia intenzionato a scusarsi come si deve! – Ridacchiarono complici le due, mentre a me non rimaneva che restarmene a fissarle sempre più confusa – Certo, poteva almeno darglielo di persona, invece che piazzarlo in quella scatola senza nessuna spiegazione – Replicò l'azzurrina, mentre io avevo sempre di più l'impressione di essere diventata solo una semplice spettatrice silenziosa – Andiamo Levy, non pretendere troppo, è già un miracolo se dopo tutto questo, non si sia scatenato un nuovo diluvio universale – Continuarono a sghignazzare senza ritegno – Se a Lucy e a Levy non dispiace – Mi intromisi scocciata da quel loro confabulare misterioso – Vorrebbe anche lei capirci qualcosa? - Oh scusaci cara, hai ragione! - Mi diede finalmente retta la bionda – Ma non credo spetti a noi darti delle delucidazioni... dovresti chiederlo direttamente a lui, magari appena sei pronta – Mi strizzò maliziosamente l'occhio.

Dando un'ultima occhiata a quell'insolito gingillo, lo riadagiai nella scatola e mi alzai per andarlo a mettere al sicuro nella tasca del soprabito, ripromettendomi quanto prima, di recarmi da un orafo, per farlo sistemare su una catenina, se non addirittura sul bracciale che Gray stesso aveva scelto per me, poi con un sospiro nervoso, mi voltai verso le due ragazze preparandomi a ripartire con l'estenuante tortura della vestizione.

***

Ingoiando a vuoto l'ennesimo groppo che mi si era formato in gola, mi guardai allo specchio, mentre con dita tremanti aggiustavo un'inesistente capello fuori posto.

Dovevo ammetterlo, Lucy e Levy erano state formidabili, i miei capelli, lucidi come la seta, erano stati intrecciati assieme a dei fili di perline trasparenti, che richiamavano quelle sul vestito e acconciati in un'elaborata crocchia bassa, mentre il mio viso era incorniciato da morbide onde turchine.

I miei occhi apparivano lucidi dall'emozione e sulle guance era presente una sfumatura rosa, che aveva poco a che vedere con il leggero trucco con cui la bionda aveva tentato, senza esagerare, di mascherare con la cipria, i lividi ormai in via di guarigione.

Per un'intera ora, mi ero lasciata manipolare dalle loro instancabili mani, senza emettere nessuna protesta e indossato senza lamentele, le cose che lui mi aveva regalato, solamente perché volevo che capisse che non solo lo perdonavo, ma che ero disposta a mettere la mia vita nelle sue mani, lo desideravo... e forse lo amavo, certo... mi sentivo anche terribilmente insicura, ma sapevo che in qualche modo anche lui mi voleva e che... forse un giorno, come aveva detto Lucy, mi avrebbe un po' amata, volevo sinceramente, che le cose tra noi potessero in qualche modo funzionare ed era mia intenzione dirglielo personalmente.


In quel momento nella casa, regnava il silenzio più assoluto... le ragazze, mi avevano lasciata, con la promessa che presto sarebbero state di ritorno assieme a Natsu e a Gajeel, mancava poco ormai, per l'arrivo di Makarov e tra non molto avrei dovuto affrontare una drastica svolta, che avrebbe cambiato per sempre il mio futuro e quella sarebbe stata l'occasione perfetta, se non la sola che avei avuto, di parlare con Gray a quattrocchi, prima che tutto si compisse.

Con un ultimo sguardo deciso alla mia immagine riflessa, mi incamminai al piano di sotto e giunta davanti alla porta del suo studio, dove sapevo che Gray stava sistemando le ultime scartoffie prima della partenza, mi bloccai con la consapevolezza che di li a poco, sarei potuta essere di nuovo tra le sue braccia e portandomi una mano al petto, ispirai e espirai per tentare di regolarizzare il mio battito cardiaco.

Per un po' rimasi a fissare gli intagli del legno, prima di alzare esitante il pugno per bussare, accorgendomi solo all'ultimo momento, che la porta era leggermente socchiusa e che dall'interno della stanza, giungevano due voci ovattate di cui una sicuramente femminile... Gray non era da solo.

Per un attimo accarezzai l'idea di fare dietro front, ma una morbosa quanto inopportuna curiosità, mi spinse d'istinto, ad accostare il viso verso quello spiraglio invitante, alla stregua di una serva impicciona,

Di sicuro era prevista una punizione divina, per chi spiava e la mia fu quella di vedere l'uomo che di li a poco sarebbe diventato mio marito, con un sorriso triste stampato sulle belle labbra attraenti, osservare il viso di quella donna chiamata Angel, che con altrettanto trasporto se ne stava beatamente inginocchiata tra le sue gambe e lo guardava con languida malinconia mentre lui gli carezzava con dolce abbandono una guancia.

Soltanto la sera prima, quando lei aveva definito quella donna una sgualdrina, le era sembrato che un lampo di fastidio avesse attraversato gli occhi di Gray e non aveva dato peso al sarcasmo nelle sue parole, quando aveva affermato che lei non li avrebbe seguiti, rendendosi invece conto, che mai e poi mai, si sarebbe immaginata che tra i due ci fosse qualcosa in più del semplice sesso, ma i loro sguardi e i loro gesti in quel momento, provavano decisamente il contrario.

Lei ora gli stava sussurrando qualche altra cosa, mentre lui annuiva mestamente con la testa, poi all'improvviso la vidi sollevarsi sulle braccia per portare il suo viso verso quello di Gray, probabilmente per baciarlo un'ultima volta.

Di scatto mi tirai indietro, fino ad appoggiarmi con schiena contro il muro... non era cosi che si trattava un'amante... non era in quel modo, che un uomo guardava chi per lui non contava niente.

A quel punto mi staccai dal muro e con passi veloci, ripercorsi al contrario la strada fino alla mia stanza. "Che stupida!" Mi ripetevo intanto "Che incredibile ridicola idiota ero stata" Come avevo potuto solo sperare di riuscire a trasformare un volgare desiderio fisico in amore? Infondo me l'aveva chiarito... stava solo obbedendo ad un ordine, per lui sarei solo stata un corpo da cui trarre piacere e nient'altro.

Raggiunta la mia stanza, rimasi per un tempo indefinito appoggiata contro la porta con lo sguardo basso e il cuore a pezzi, tremando come una foglia, poi pian piano mi decisi ad alzare gli occhi, per incollarli allo specchio, dove l'immagine di quella me, con il volto stanco e rassegnato, faceva bella mostra di se fissandomi di rimando... no... pensai, quella non ero io, ma solo il riflesso di quello che per poco tempo mi ero illusa di poter diventare, d'altronde, era ampiamente risaputo, che raramente la realtà si allinea con i nostri desideri.

Ma forse... non era ancora troppo tardi per rinsavire, Levy aveva ragione, era terribilmente ingiusto obbligare qualcuno contro la sua volontà.

Con improvvisa calma iniziai a spogliarmi, abbandonando con gesti misurati, sia l'abito che il bracciale sul pavimento, per indossare nuovamente i vestiti che Lucy mi aveva prestato quella mattina, avevo passato diciannove anni a sopportare di essere la figlia indesiderata di Jose Porla, non avrei passato il resto della mia vita ad essere la moglie indesiderata di Gray Fullbuster... quello no... non l'avrei sopportato.


§ La tana di Lestoargento §

Salve a tutti!!! Tranquilli sono ancora viva, e vorrei scusarmi con chi legge le mie storie per l'attesa, purtroppo ho avuto un problema abbastanza serio, che mi ha impedito di dedicarmi spensieratamente alla mia passione nello scrivere, ma per farmi perdonare, ho deciso di pubblicare un capitolo bello lungo e che spero apprezzerete e a proposito di questo, aspetto con ansia di sapere che cosa ne pensate.


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