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Ottava canzone.

Kuroo.

Kuroo era in grado di infiammare Tsukki con un solo tocco.

Era in grado di farlo scottare anche solo toccandolo con una mano.

Kuroo lo toccava e Tsukki si accendeva.

Tsukki lo toccava e Kuroo si faceva toccare.

Era una cosa reciproca sotto il punto di vista fisico ma squilibrata sotto il punto di vista sentimentale.

Anche se riusciva a fare quelle cose con Kuroo, lui rimaneva sempre una canzone triste.

Non riusciva ad attribuire nessuna altro tipo di canzone al moro se non una che lo portasse sull'orlo delle lacrime.

Dopo l'ennesimo sessantanove, Tsukki prese a rivestirsi.

Kuroo gli si avvicinò con una sigaretta in mano e gli toccò il fianco nudo.

<<Perché non lo facciamo di nuovo?>> domandò con tono malizioso.

Tsukki sentì la parte toccata dal gatto ribollire.

Kuroo gli leccò il collo, baciandolo contemporaneamente,  mentre Tsukishima rimaneva immobile.

Tetsuroo vide un leggero rossore dipingere le guance del biondo e si fermò, allontanandosi.

<<Perché ti sei fermato?>> gli chiese con occhi lucidi e il viso rosso.

Kuroo si pietrificò, dovevano darci un taglio.

<<Io...ho deciso che domani mi dichiarerò a Kenma>> disse titubante.

Tsukki scoppiò in una risata divertita:<<Certo, come tutte le altre volte. In questi giorni lo ripeti spesso>>

Si abbottonò la camicia e prese la borsa:<<A domani>>

Kuroo si accese la sigaretta e una chiamata di Kenma gli fece squillare il telefono.

Kei tornò a casa e si mise a dormire, domani sarebbe stata una giornata come un'altra.

Si sbagliava.

Per prima cosa, notò Tsukki, Yamaguchi non era al suo fianco quel giorno mentre andavano a scuola.

Anzi, non c'era proprio a scuola.

Vedere il suo banco vuoto lo aveva lasciato del tutto indifferente ma doveva comunque controllare le condizioni dell'amico.

Chiamò al suo cellulare ma non ottenne risposta.

Provò al telefono di casa ma niente pure lì.

Iniziò a preoccuparsi.

Dopo le lezioni c'era il club e lì trovò la seconda cosa strana della giornata.

Kageyama e Hinata non stavano litigando.

Anzi, andavano d'amore e d'accordo.

Arrivò anche Yachi e Kei scelse la solita canzone triste da cantare.

Quella che gli ricordava di più Kuroo.

Lui lo illudeva di essere speciale per poi buttarlo via.

Lui lo prendeva in giro ricordandogli che era il budino il suo vero amore.

Lo infiammava e poi lo spegneva nell'arco di un minuto.

Gli faceva così male Kuroo.

Ma fare a meno di lui sarebbe stato più doloroso.

Continuò a cantare, fissando il posto di solito occupato da Yamaguchi.

Era vuoto, come lui in quel momento.

Mentre tutti i suoi sentimenti sgorgavano impetuosi, Tsukki si sentiva vuoto.

Finirono le prove e Kei afferrò il suo telefono: richiamò Yamaguchi e poi a casa del moro, niente.

Una chiamata a Kuroo ma lo stesso silenzio di Yamaguchi gli schiacciò il cuore.

Fece per tornare a casa ma si fermò all'incrocio che lo avrebbe portato o a casa di Yamaguchi o da Kuroo.

Da chi doveva andare?

Non aveva sentito il suo "migliore amico" tutto il giorno, non aveva risposto alle telefonate e neanche ai messaggi.

Doveva andare da lui...ma la voglia di vedere Kuroo era troppa.

Imboccò la strada che lo avrebbe portato da lui mandando ancora un messaggio a Tadashi.

Che ti è successo?

Aspettò molti minuti ma finalmente arrivò la prima risposta della giornata.

Scusa Tsukki.
Se hai bisogno io ci sono.

Era un invito ad andare da lui quello?

Non è quello che ti ho chiesto.

Continuò a camminare verso Tetsuroo, aspettando una risposta da Tadashi.

Nulla.

Niente di niente.

Forse aveva scelto la strada sbagliata.

Varcò la porta e la musica ad alto volume minacciò di fargli venire il mal di testa.

Kuroo era sul palco, splendeva.

Suonando la chitarra si accostò al microfono, facendo venire voglia a Tsukishima di piangere.

La sua voce.

La sua voce gli faceva sempre salire le lacrime agli occhi.

Solo la voglia di piangere riusciva a sentire mentre Kuroo cantava.

Lo spettacolo dei Cats finì e Kei seguì il gatto in camerino.

Kuroo lo fissò con un sorriso mozzafiato.

Quella era la terza cosa strana della giornata.

Tsukki prese a spogliarsi, pensando che quel sorriso fosse merito suo, ma Kuroo lo fermò.

<<Tsukki>> lo chiamò, e il suo nome in quel momento, pronunciato da quelle labbra, gli parve il più bello che avesse mai sentito:<<Devo dirti una cosa>>

Tadashi fissò a lungo la risposta di Tsukki.

Controllò l'orologio: a quell'ora si trovava con il tizio dei Cats di solito.

Spense il telefono e si rimise sotto le coperte.

Aveva passato così tutto il giorno, rotolandosi nel letto e andando al bagno.

Non aveva mangiato e non aveva degnato i suoi di risposte alle domande: "Stai bene?", "Che ti è successo?".

Era rimasto semplicemente lì, fissando il vuoto, con le lacrime che scendevano e il cuore ridotto come uno specchio rotto.

Mille piccoli pezzi sparpagliati ovunque e non abbastanza scotch o colla per rimetterli insieme.

Dlin dlon

Sentì qualcuno suonare al cancello e lo ignorò.

Suonò di nuovo ma Tadashi si coprì le orecchie ricominciando a piangere.

Una terza volta, in contemporanea con un messaggio.

Aprimi, sono io.

Tadashi si buttò giù dal letto e corse per le scale, inciampando e finendo faccia a terra.

Con le lacrime che scendevano e il sangue che colava dal naso andò ad aprire il cancello e subito dopo spalancò la porta.

Tsukki era lì, in piedi, che lo fissava con occhi tristi.

Yamaguchi non riuscì a resistere e lo abbracciò di slancio.

<<Non posso spiegarti ma...mi lasceresti entrare?>>

Rispose all'abbraccio e Tadashi lo trascinò dentro.

Non doveva spiegare.

Lui sapeva già tutto, o almeno aveva immaginato tutto.

E ,se la sua ipotesi era giusta, bhe, allora erano in due ad avere il cuore spezzato in quel momento.

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