Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Nona canzone.

Tsukishima Kei, diciassette anni, quasi diciotto, con il cuore spezzato da: un'ora, dodici minuti e ventisette secondi.

Yamaguchi Tadashi, diciassette anni, quasi diciotto, con il cuore spezzato dal giorno prima.

Kei strinse forte il corpo del migliore amico mentre una lacrima solitaria solcava il suo viso.

Tadashi, con il sangue che scendeva dal naso e continuando a piangere, spinse dentro il biondo.

Finirono a terra, Tsukki sopra il moro e il più piccolo che gli artigliava il cappotto.

Kei non voleva dare spiegazioni e Tadashi non gliele avrebbe chieste.

Tsukki aveva ancora le scarpe.

Avrebbe dovuto spogliarsi, togliere tutto, magari salire insieme in camera del moro e mettere a terra il futon per dormire, farsi prestare un pigiama, sciacquarsi la faccia e togliersi da sopra il suo migliore amico.

Non fece niente di tutto questo.

Stringendo più forte il corpo dell'altro, prese a piangere copiosamente e a singhiozzare.

Non voleva mostrarsi debole, non voleva versare lacrime, ma Dio se faceva male.

<<Tsukki!>> lo chiamò Kuroo con un sorriso a trentadue denti: <<C'è una cosa che devo dirti!>>

<<Sentiamo>> disse buttandosi sul divano.

<<Mi sono dichiarato a Kenma>> iniziò Kuroo.

Il cuore di Tsukki si fermò:<< È mi ha detto di sì!>> strillò al settimo cielo.

Kei smise di respirare, annullò tutte le sue funzioni biologiche e tese le orecchie.

<<Quindi...>> cominciò Tetsuroo:<<...non dovrai mai più venire qui. Non ci vedremo più>>

<<No>> gli uscì spontaneo, senza che lui potesse fare niente per frenare la lingua.

<<No?>>

<<Mi hai usato per tutto questo tempo e ora...ora mi butti via così>> balzò in piedi sbraitando.

<<Voglio rendere felice Kenma. Voglio essergli fedele e amarlo come meglio mi sarà possibile fare.
E per farlo non...tu...non devi esserci>> concluse serio.

Kei buttò le braccia ai lati del corpo:<< Quindi...finisce così? Vuoi buttare via quello che c'era tra di noi?>>

<<Non c'è mai stato niente tra di noi>>

Kei chiuse gli occhi a quelle parole mentre le lacrime premevano per uscire.

Tetsuroo aveva ragione: tra loro non c'era mai stato niente se non un amore a senso unico.

Un amore non ricambiato.

Quello di Tsukki.

Kei aveva raccolto la sua roba ed era scappato via non degnandolo di uno sguardo.

Era a pezzi, distrutto, dove poteva andare?

Tutti i suoni, gli odori, le sensazioni erano sparite.

Solo un sordo dolore a schiacciargli il petto.

A casa sua avrebbero fatto troppe domande.

Dove andare?

"Yamaguchi" si era risposto da solo imboccando la strada per andare a casa dell'amico.

E ora si trovava proprio tra le sue braccia mentre piangeva quelle lacrime che si portava dietro dalla prima volta che aveva realizzato quanto Kuroo gli piacesse.

Faceva male.

Davvero male.

Si era illuso, per un solo inebriante attimo, di avere una speranza con il gatto.

E lui gli aveva ricordato la crudele verità: non sarebbe mai stato speciale per lui.

Sarebbe sempre stato sotto Kenma.

Sarebbe sempre stato inferiore a Kenma.

Strinse con forza il corpo di Tadashi e strofinò il naso contro il suo collo.

Non era il profumo di Kuroo quello.

<<Kuroo>> piagnucolò tra un singhiozzo e l'altro.

Tadashi rispose alla stretta sentendo i battiti del suo cuore fermarsi.

Sentì quel nome e arrivò ad una conclusione.

Lo allontanò un pochino per vedere le sue lacrime scendere e bagnare gli occhiali.

Gli occhi lucidi e il naso che colava, Tadashi gli asciugò il viso e gli lasciò un bacio sulla fronte.

<<Non piangere Tsukki>> doveva essere forte. Per entrambi.

Tsukki.
Tsukki.
Tsukki.

Proprio come lo chiamava Kuroo.

Le lacrime uscirono ancora, sempre di più, e lui si morse il labbro inferiore, tramente.

Gli occhi spalancati attraverso gli occhiali e le guance rosse.

<<Buaaahh>> scoppiò in un pianto disperato tra le braccia del suo migliore amico.

Deglutì posando la fronte contro la spalla del moro e reggendosi sui gomiti.

Tadashi mise una mano tra i suoi capelli.

Kei rimase così, con il moro che passava una mano tra i suoi capelli.

Nausea, giramenti di testa, le gambe molli, i polmoni che non riuscivano a raccogliere abbastanza aria.

Si sentiva soffocare.

Le stesse identiche cose che provava Tadashi.

Kei si sentiva male.

Voleva trovarsi tra le braccia di Kuroo, non in quelle di Tadashi.

Voleva il profumo del gatto, non del suo migliore amico.

Desiderava le labbra e il tocco di Tetsuroo, non di Yamaguchi.

Aveva bisogno di distrarsi, di pensare ad altro, ma tutto ciò che sentì fu il tocco di Kuroo.

Alzò il viso e fissò Tadashi negli occhi, vedendoci quelli di Tetsuroo.

Il viso del moro si sostituì con quello del gatto.

Kuroo.
Gli occhi di Kuroo.
Le mani di Kuroo.
Le braccia di Kuroo.

<<Kuroo>> sussurrò fiondandosi sulle labbra di Tadashi.

Yamaguchi rimase sbigottito da quel contatto e Kei ne approfittò per usare la lingua.

Gli sfregò il ginocchio contro il membro coperto dai pantaloni e Yamaguchi si irriggidì.

Continuò a baciarlo mentre Tadashi rimaneva immobile e poi si staccò.

<<Kuroo...Kuroo...Kuroo>> ripeteva come un mantra contro le labbra del moro.

<<Dammi una possibilità>> singhiozzò tra le lacrime:<<Sigh...lasciati...sigh...
amare da me>>

Poi riprese a piangere stringendosi al petto del più piccolo.

Sperava quello fosse un brutto sogno, pregava perché quello fosse solo un incubo.

Ma non lo era; le parole di Kuroo, che ancora gli rimbombavano nella testa, erano reali; le sue lacrime anche lo erano, la stretta del suo migliore amico pure; il dolore era vivo, pulsava dentro di lui, gli faceva bruciare gli occhi e la gola e lo faceva rimanere a terra come uno straccio ormai logoro, usato, e quindi inutile.

Pianse; non sarebbe più andato da Kuroo tutte le sere. Non lo avrebbe più baciato tutte le sere. Non lo avrebbe più toccato tutte le sere.

Avrebbe cantato solo canzoni tristi ripensando al gatto che invece ne cantava di energiche sul palco.

E in quel momento aveva voglia di cantare, solo che la voce proprio non voleva saperne di uscire.

Yamaguchi lo lasciò fare, studiando il soffitto e passando una mano tra i suoi capelli.

Lo sentì muovere più volte le braccia e cercare di...parlare? No. Non di parlare. Di cantare forse?

Sì, era più probabile. Lo sentì provare e fallire miseramente. La sua voce era come bloccata, come se fosse d'un tratto diventato muto.

E allora Yamaguchi lo fece. Fece ciò che Tsukki non poteva fare.

Iniziò a cantare sottovoce, sussurrando nell'orecchio del moro parole dolci di una canzone né triste né felice.

"Se non potrai cantare allora lo farò al posto tuo" pensò "Se non potrai camminare allora ti prenderò in braccio anche se sarà difficile" Continuò a pensare mentre cantava "Se sarai triste allora dividerò con te la mia felicità" una lacrima scese "Se avrai il cuore spezzato a metà allora prenderò scotch e colla e lo riparerò"

Continuò quella melodia fino a che non sentì il battito cardiaco dell'amico rallentare, segno che si stava addormentando.

Rimase lì, sul pavimento, con sopra il biondo che ancora indossava il cappotto.

Lo abbracciò ancora, più forte, come se, allentando la presa, lui sarebbe potuto scivolare via in preda alla disperazione.

E vedendo le lacrime posate sulle sue ciglia capì: no, non lo avrebbe mai amato come amava Kuroo.

Ma andava bene, fintanto che il suo amore non diventava un problema per il biondo, un motivo di abbandono ecco.

No, non lo avrebbe perso; forse non lo avrebbe amato alla luce del sole...ma non importava.

Avrebbe cantato per lui se ce ne fosse stato bisogno.

E avrebbe fatto una bella ramanzina alla persona che lo aveva ridotto in quello stato se mai lo avesse incontrato.

Perché se doveva paragonarsi a qualcuno della situazione in cui si trovava Kei, beh allora...sarebbe stato Tsukki.

**Spazio pazzoidi in libertà (vigilata)**
Bho...sclerate (?)
O forse no (?)
Non po so ._.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro