Diciannovesima canzone.
Un mese e una settimana al concorso musicale.
Nei sei giri che la terra aveva fatto su sé stessa in cui Tadashi era rimasto a casa a causa della febbre, Tsukishima gli aveva fatto visita ogni singolo giorno.
Il primo e il secondo era rimasto in silenzio facendo i compiti per non disturbare il riposo del moro.
Il terzo avevano guardato insieme "Le follie dell'imperatore" recitando a memoria le battute di Yzma e Kronk.
Il quarto si erano dedicati ai giochi da tavolo e Kei aveva perso clamorosamente ogni partita. Tadashi lo aveva accusato di averlo fatto apposta ma Tsukishima aveva risposto semplicemente sorridendo.
Il quinto giorno misero in scena "La città incantata" utilizzando tutti i pupazzi di Tadashi (e Kei ne portò un paio suoi da casa).
Il sesto chiacchierarono così tanto che a Tadashi tornò il mal di gola e Tsukishima si sentì terribilmente in colpa.
Era strano tornare amici, come se ad un certo punto avessero smesso di esserlo e ora se ne fossero ricordati.
Era strano soprattutto ricordarsi quanto potessero rendersi felici a vicenda senza neanche impegnarsi.
Tadashi si sentiva scoppiare di gioia ogni secondo che passava in compagnia di Tsukki.
Ma era diverso dai sentimenti delle scorse settimane: l'ombra di Kuroo ora era sparita.
Tsukishima sembrava più leggero, più libero, come se il fantasma che lo aveva oppresso fino a quel momento avesse finalmente trovato la pace.
E Tsukki la pensava allo stesso modo.
Aveva passato gli ultimi sei giorni a giocare con le ciocche dei capelli di Tadashi e a punzecchiare le guance piene del suo amico.
<<Si stanno allungando>> disse rigirandosi un fascio di capelli tra le dita mentre Tadashi copiava gli appunti di Tsukki.
<<Davvero? Non me ne ero accorto>> "copiare gli appunti copiare gli appunti copiare gli ah-" Tadashi avvampò mentre le dita di Tsukki gli sfioravano la nuca.
Quando Kei faceva così Tadashi si illudeva che il suo amore potesse essere ricambiato e uno strano calore al basso ventre prendeva possesso di tutto il suo corpo.
Si sarebbe alzato e sarebbe corso in bagno dicendo che doveva assolutamente fare pipì se uno scarabocchio non avesse attirato la sua attenzione.
<<Cos'è? >> chiese indicandolo a Kei.
Lui sbiancò e gli strappò il quaderno dalle mani poi, balbettando e arrossendo, si precipitò verso la porta.
<<A domani!>> gridò volando giù per le scale.
Tadashi rimase lì immobile come se una secchiata di ghiaccio gli fosse appena stata versata sopra la testa.
<<Lo sapevo che non poteva durare...>> "Di sicuro erano scarabocchi su Kuroo"
Sentendo il fantasma di quel gatto alitargli di nuovo sul collo si buttò sotto le coperte e chiuse gli occhi.
"Devi smetterla di illuderti"
*
**
Quando Kei tornò a casa aprì il quaderno alla pagina con lo scarabocchio e lo rilesse fino a farsi bruciare gli occhi.
Dita morbide, per essere baciate
Avrebbe potuto dire la verità, avrebbe dovuto dire la verità.
Ma la verità era che neanche lui si sarebbe creduto e non poteva rischiare di allontanare di nuovo Tadashi.
Non poteva perché Yamaguchi lo faceva sentire bene.
Fino a quel momento era stato come una radio che non prende e grazie a Yamaguchi era finalmente sulla frequenza giusta. Non poteva rischiare di perderlo di nuovo.
Ed era sicuro che sarebbe successo se avesse continuato a comportarsi così.
Afferrando il telefono scrisse un breve messaggio a Yamaguchi e lo inviò. Gli avrebbe detto la verità.
Anche se poteva sembrare una bugia. Anche se avrebbe potuto fare schifo a Tadashi.
A passo spedito andò verso la scrivania e aprì il cassetto dove tempo prima aveva iniziato a buttare tutti i fogli che parlavano di Kuroo.
Li prese tutti, dal primo all'ultimo, e li buttò nel cestino.
Nel farlo ne strappò un paio.
Sentendo la carta che si distruggeva e accartocciava sorrise.
Il cassetto era vuoto.
Dopo mesi, era finalmente vuoto.
Sorridendo afferrò il telefono e rispose a Yamaguchi.
Hai da fare domani?
Cosa vorresti fare?
***
Il settimo giorno uscirono insieme.
Tadashi acconsentì riluttante alla proposta di Tsukki.
Fino al giorno prima avrebbe giurato che il suo amore per Kuroo fosse finito e che lui stesse cercando di migliorare...ma dopo quello che era successo con il quaderno non ne era più tanto sicuro.
Quel senso di inadeguatezza e oppressione che lo aveva perseguitato per così tanto tempo era tornato più forte di prima e non sembrava volerlo lasciar andare.
La notte prima a causa di tutte le sue ansie e le sue paranoie non aveva dormito quasi per niente e ora sentiva di essere ad un passo dal vomitare.
Forse aveva avuto una ricaduta.
Forse era meglio tornare a casa.
Forse era meglio evitare Tsukki fino a che anche l'ultima briciola di amore che provava per lui non si fosse dissolto.
Ma poi vide arrivare Tsukki e lo vide sorridergli, un sorriso solo per lui, e ogni parte del suo corpo prese fuoco.
<<Ciao Tsukki->>
<<Voglio scusarmi per ieri>> Kei lo interruppe e il viso di Tadashi si trasformò in una maschera di confusione e stupore.
<<È stato rude il modo in cui mi sono comportato, non dovevo strapparti di mano il quaderno e fuggire così, senza neanche darti spiegazioni>>
<<Va... Va tutto bene Tsukki, capisco che i tuoi sentimenti per quella persona non siano ancora spariti, anzi, che a quanto pare siano forti come prima, e che tu li voglia tenere per te e...>> sentiva di star straparlando, di non sapere dove volesse andare a parare e di stare per scappare.
<<Era su di te>>
<<Come? >>
<<Quella scritta era su di te>> iniziò aggiustandosi gli occhiali in modo impacciato:<<Non so se tu sia riuscito a leggerlo ma sono i miei appunti per la tua canzone e vorrei che, sì insomma, fosse una sorpresa>> la punta delle sue orecchie era rossa mentre Tadashi si sentiva scoppiare il petto a quelle parole.
<<Ti stai impegnando così tanto...solo per me?>> chiese incredulo.
<<Avrei dovuto iniziare a farlo tanto tempo fa>>
Rimasero fermi uno di fronte all'altro, nessuno dei due aveva la forza o il coraggio di sollevare gli occhi dal terreno.
Il cuore di Kei stava facendo questa strana cosa dove invece di un canto rabbioso andava al ritmo di una sinfonia dolcissima e la cosa, in tutta onestà, non gli dispiacque.
Tadashi stava morendo. Letteralmente. Stava ascendendo ad un nuovo piano astrale.
<<Hai fame?>>
<<Da morire>> rispose il moro senza fiato.
Entrarono nel primo family restaurant che trovarono e si misero in fila per ordinare.
Erano come in una bolla. Un piccolo spazio fatto di unicorni e stelle filanti e arcobaleni che apparteneva solo a loro. Sorridevano come due idioti tanto erano felici.
Poi, quando Tsukishima riconobbe la persona in fila davanti a loro, la bolla scoppiò.
*Spazio pazzoidi in libertà (vigilata) *
Hello, it's me, etc etc completate voi.
Salve personcine carine, spero questo capitolo vi sia piaciuto.
Il prossimo arriverà... Il 17 tipo? O il 18.
Insomma in quei giorni.
Perché? Ma perché in quel periodo inizierò a pubblicare un'altra storia!🥺🥺🥺
Sul mio account di instagram ho messo un paio di indizi per dare un'idea di ciò di cui parlerà.
Speriamo di vederci anche lì e buon appetito/giorno /notte/ pomeriggio.
Graziepregociaopaceamoreesessogay.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro