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Diciassettesima canzone.

Un mese e mezzo al concorso musicale.

Tsukishima si rese conto, ascoltandoli suonare, che la loro musica era simile ai suoni che fanno i gatti in calore di notte e che, probabilmente, due mesi non sarebbero stati sufficienti a renderli una band decente.

Sbuffando ordinò cinque minuti di pausa per tutti e andò a prendere la sua borraccia per dare un po' di sollievo alla sua gola in fiamme.

Bevendo puntò gli occhi su Tadashi che stava rileggendo per l'ennesima volta tutti i fogli che lui riteneva cartastraccia ma che per il moro "avevano del potenziale".

Yamaguchi si morse il labbro inferiore così forte che il sapore di ferro andò a baciargli le papille gustative ma continuò imperterrito con la sua lettura.

Sei il diavolo a cui darei l'anima solo per sapere che ti sarei vicino.

"Vorrei essere Kuroo in questo momento".

Il viso ora gli stava andando a fuoco e gli occhi gli bruciavano, una sensazione che gli era familiare negli ultimi tempi.
Gli veniva da vomitare e la testa gli girava. Stava uno schifo.

Kei vide la faccia buffa del suo migliore amico e si avvicinò proprio mentre il moro tirava sù con il naso e si strofinava gli occhi con il dorso della mano.

"Non sembra stare bene" pensò sedendosi al suo fianco.

Decise di attuare il suo piano 'conoscere meglio Yamaguchi' iniziando con lo studiare il suo viso.

"Non ci avevo mai fatto caso ma ha le zampe di gallina attorno agli occhi" dopo circa quattro secondi si diede del cafone e del buzzurro ma continuò lo stesso a fissare le rughette sul viso di Yamaguchi.
Erano stupende. Gli facevano pensare a tutte le volte che Tadashi gli aveva sorriso e a tutti i sorrisi del moro che si era perso.
Quando era piccolo sorrideva in maniera più spontanea però, ora c'erano delle ombre ad oscurargli il viso.

Yamaguchi si accorse di essere fissato e avvampò ancora di più.
"Oddio perché mi guarda? Ho qualcosa in faccia?" tutto ad un tratto si sentì iper consapevole di sé stesso e di tutti i difetti che caratterizzavano la sua persona e volle sprofondare.
Iniziò a muoversi e ad aggiustarsi per far notare il meno possibile le gambe troppo secche e gli occhi troppo piccoli e le mani troppo scheletriche e oddio tanto valeva mettersi un lenzuolo e fingere Halloween fosse arrivato in anticipo.

"Una, due, tre, quattro..." Kei intanto contava incurante le lentiggini di Yamaguchi. Perdeva il conto dopo essere arrivato a dieci perché non ricordava quali avesse contato e quali no ma ricominciava ogni volta senza sosta. Lo faceva anche quando era piccolo si ricordò. Ad un tratto però si fermò:
<<Yamaguchi, sei sicuro di stare bene? Hai il viso rossissimo>>

Ecco, la sentiva, la fredda mano della morte sulla sua spalla. Sudando freddo staccò gli occhi lucidi dal foglio e, nel sollevarli per guardare Tsukki in faccia, si sentì girare la testa.

<<Certo!>> disse con un'energia che non aveva e se ne pentì subito.

Kei lasciò perdere e tornò a contare le lentiggini mentre Yamaguchi cercava di mettere di nuovo a fuoco le parole sul foglio.

Tsukishima continuò a prendere mentalmente appunti sul viso di Tadashi e, automaticamente, a compararlo a quello di Kuroo.
Yamaguchi non aveva forse la pelle liscia e candida di Kuroo ma agli occhi di Kei questo era solo un punto a suo favore.

"Sembra un girasole... Sì! Ecco! So finalmente come iniziare quella dannatissima canzone" mettendo un post-it in alto a destra nella lavagna del suo cervello passò alle mani di Tadashi. Erano bianche e tremolanti.

"Ok questo non è normale" ma non ebbe il tempo di parlare che Hinata colpì i piatti della batteria con le bacchette e il silezio si trasformò in musica.

Tsukishima si alzò senza mai distogliere lo sguardo da Tadashi.

"Oddio, ti prego, smettila di guardarmi" con il cuore che batteva per uscirgli dal petto e la gola stretta in una morsa Yamaguchi si sentì chiamare.

<<Yamaguchi-kun, puoi venire un secondo qui?>> Yachi-san gli fece cenno di raggiungerla al tavolo con sopra tutti gli spartiti.

<<Arrivo subito!>> togliendosi il plico di fogli spiegazzati da sopra le cosce si alzò di scatto e il mondo finì a rovescio nell'arco di un secondo.

L'equilibrio gli mancò e lui ricadde come un sacco di patate sul divano, la testa che vorticava in una spirale infinita.

Kei gli corse subito davanti e iniziò a tastargli il viso per cercare di capire quanto fosse caldo.

<<Yamaguchi, Yamaguchi!>>

<<Sto... sto bene>> disse a fatica tra i respiri corti.

<<E io sono Lady Gaga, >> girandosi verso Hinata continuò dicendo: <<vai a chiamare l'infermiera>> poi diretto a Tobio <<bicchiere d'acqua>>

<<Dico davvero... sto sto sto bene>> ora i denti sbattevano l'uno contro l'altro per il freddo.

Kei si alzò per prendere la sua giacca e gliela mise addosso, poi fece lo stesso con le giacche di tutti gli altri. Sedendosi vicino a Yamaguchi iniziò a sfregare velocemente le sue mani sulla schiena e le braccia del moro.

Tadashi si appoggiò contro la spalla di Kei mentre Tsukishima cercava ora di scaldargli le mani alitandoci sopra.

Quando Tobio arrivò con il bicchiere d'acqua Kei aiutò Tadashi a bere e poi gli pulì la bocca.

Poco dopo Shoyo li raggiunse, seguito dall'infermiera che in seguito ad una breve ispezione appurò che era una semplice influenza. Consegnandogli una bustina che lo avrebbe aiutato a far passare la febbre il tempo di tornare a casa gli ordinò di rimanere a riposo almeno un paio di giorni e poi tornò nel suo ufficio.

<<Ok per oggi abbiamo finito>> disse Tsukki mentre girava la polvere della bustina dentro a ciò che restava del bicchiere d'acqua con un cucchiaino: <<bevi, poi ti accompagno a casa>>

<<Cosa? No, no, no. Posso benissimo tornare a casa da solo>>

<<Non se ne parla, bevi>>

<<Ma il concorso è tra meno di due mesi e->>

<<Ti riporterò a casa, che ti piaccia oppure no>>

Deglutendo a fatica Yamaguchi bevve ciò che Kei gli stava porgendo e mentre tutti riordinavano fece per alzarsi ma ancora una volta le sue gambe lo tradirono.

Tsukishima lo prese sotto braccio e lo aiutò a sedersi di nuovo. Allacciandogli meglio il giacchetto del moro gli sistemò addosso anche il suo poi.

<<Tsukki davvero posso->>

<<Zitto, Yamaguchi>> inginocchiandosi di fronte a lui gli fece segno di salire sulla sua schiena e Tadashi, suo malgrado, lo fece.

Salutando tutti imboccarono l'uscita e si diressero verso casa di Yamaguchi.

<<Tutto bene? >>

Tadashi non avrebbe davvero saputo cosa rispondere, certo, si sentiva morire ma diavolo, si sentiva proprio morire.

Il profumo del sapone di Tsukki nelle narici semi tappate e il suo calore sul petto.

"Dio, se ci sei, prendimi con te se vuoi, morirei felice"

Facendo un piccolo cenno con la testa appoggiò il naso sulla nuca di Kei e inspirò profondamente, sprofondando in un sonno leggero.

"Lo sapevo che non stava bene, me ne sono accorto in cinque minuti, se avessi prestato più attenzione avrei potuto farlo andare a casa per pranzo"

Sistemandosi meglio Yamaguchi sulla schiena continuò a camminare, erano ormai a metà strada.

"Sto sbagliando. Di nuovo. Gesù sto sbagliando di nuovo ma come posso essere così superficiale?" girò l'angolo "Dico che voglio conoscerlo meglio e scoprire più cose su di lui e l'unica cosa che non faccio è la più ovvia: parlare con lui"

Il peso di Yamaguchi sulla sua schiena irradiava un tepore gradevole per tutto il suo corpo.

"Mi ricorda quella volta che si fece male alla caviglia e dovetti riportarlo a casa a cavalluccio" sorrise a sé stesso ed ebbe un pensiero strano, che lo rese triste, una tristezza che non aveva provato neanche quando Kuroo lo aveva scaricato "Mi manca quella sensazione".

Arrivarono fino a casa di Yamaguchi e senza mai svegliarlo o posarlo a terra prese le chiavi dalla borsa e aprì.
Dopo essere salito al piano di sopra gli tolse le giacche e lo posizionò sotto le coperte, rimboccandogliele.
Tadashi dormiva beato.

"Cosa faccio? Me ne vado? E se avesse bisogno di me? E se si sentisse male di nuovo e fosse da solo? Dove sono le medicine? Dovrei lasciargliele vicino al letto..."

Dopo aver preso tutto ciò che di utile aveva trovato in casa si sedette vicino al letto di Tadashi. Cacciando un quaderno iniziò a studiare una materia a caso. Senza successo. Così senza successo che dopo quaranta minuti ancora non aveva capito se il quaderno era di geometria o di letteratura.

Mentre lo riponeva nella borsa sentì Tadashi muoversi e si avvicinò.

<<Acqua... Acqua>> parlava come un assetato nel deserto, la gola che bruciava da quanto era secca.

Kei lo aiutò ad alzarsi e gli diede il bicchiere. <<Hai fame?>>

Tadashi scosse la testa come a dire no e subito se ne pentì.
Ripiombando sul cuscino chiuse gli occhi, non aveva il coraggio di guardare Tsukki negli occhi, e parlò a fatica: <<Non devi rimanere qui, non voglio essere un disturbo e->>

<<Non sarei qui se fosse così>>

Rimasero in silenzio così a lungo che Kei avrebbe pensato Tadashi si fosse addormentato se non fosse stato per il modo in cui si muovevano le palpebre.

Forse Kei non conosceva più bene Tadashi come una volta ma una cosa la sapeva: il suo migliore amico pensava sempre troppo fino ad arrivare a distorcere le cose e andare in paranoia.

<<Mi dispiace>> iniziò Tsukishima

Tadashi sbattè le palpebre:<<Per cosa? >>

<<Non sono stato il migliore degli amici ultimamente. Beh. Neanche all'altezza di un amico decente. O di un conoscente. O di uno sconosciuto cordiale>>

Yamaguchi non disse nulla, interrogandosi su come Kei fosse arrivato a quella conclusione. Gli avvenimenti delle ultime settimane gridavano così forte da fargli venire il mal di testa.

"Si sente in colpa. Oppure..." gli tornò alla mente quando si era presentato a casa sua nel cuore della notte per piangere per Kuroo "... In debito"

<<Se lo fai perché ti senti in debito per quella volta ti prego non farlo>> riuscì a dire a malapena.

Yamaguchi si aspettava che dicesse che non era per quello che lo stava facendo. Che era perché gli importava davvero di lui. E lui gli avrebbe anche creduto, disperato di riceve delle attenzioni da Tsukki com'era. Ma non successe.

<<Ho deciso che non ti mentirò mai più. Sì, lo sto facendo un po' anche per quello. Ma sopra ogni altra cosa lo sto facendo perché siamo amici...anche se negli ultimi tempi non è sembrato così. Non sono una persona migliore di come ero ieri ma voglio provarci. Voglio provarci perché mi manca il mio migliore amico>>

Tadashi rimase senza parole. Non se lo aspettava. Non se lo aspettava davvero. Non sapeva cosa dire e Kei parlò per lui.

<<Non è giusto parlarne così, non ti reggi neanche in piedi. Quando ti sarai rimesso ne riparleremo>> si alzò e Tadashi pensò che stesse per andarsene.

Invece prese la sedia e la mise vicino al suo letto, depositandocisi sopra.

<<I miei torneranno presto, puoi andare se vuoi>>

<<Lo so>> incrociò le braccia sul petto e appoggiò la testa sulla parete.

<<Non devi restare>>

<<Lo so>>

Avrebbe voluto dire altro ma c'era una tale pace nella stanza. I suoi occhi erano così pesanti. La sua testa così gonfia.

<<Ti ricordi i pigiama party quando eravamo piccoli?>> chiese Tadashi, ad un soffio dal sonno.

Kei capì cosa volesse dire, per la prima volta dopo tantissimo tempo, lo capì di nuovo come se avessero lo stesso flusso di pensieri.

<<Mancano anche a me>> rispose ad una frase che Tadashi non aveva detto

Yamaguchi si addormentò sereno per la prima volta dopo anni.

<<Quando ti sveglierai sarò qui>>Kei prese le sue cuffie ma non le infilò e, cullato dai respiri regolari di Tadashi, si addormentò anche lui.

*Spazio pazzoidi in libertà (vigilata) *
Cos'è? Un uccello? Un ufo? Un aereo? NO! È SVILUPPO E CRESCITA DEI PERSONAGGI.
I N C R E D I B I L E.
CI ABBIAMO MESSO TRE ANNI MA CE L'ABBIAMO FATTA.

Questo capitolo è più lungo del normale quindi fatevelo bastare per un po' va.

Nel mentre sto anche progettando quella storiella con personaggi miei di cui vi avevo parlato e ne approfitto per farvi vedere una delle protagoniste.

E lei, signore e signori e tutto ciò che c'è in mezzo o al di fuori, è Europa! L'ho fatta in un momento di follia e credo il suo potere sia abbastanza evidente. È un po' una sociopatica se non si fosse capito ma vabbe.
Ditemi se vi piace e ricordatevi di seguirmi su instagram (isagolde) perché sì wow pubblico novità anche su questa storia lì. 


E se pensate che avrò giorni fissi in cui pubblicare siete poveri folli.

Inoltre preparatevi perché per tutto il mese di novembre non ci saranno aggiornamenti.

Addio addio amici addio.

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