Capitolo 5
"Ma ti sembro un sacco di patate??" domando con tono alto
"Shhh, non urlare ti ho detto"
"Non mi faccio dare ordini da un imbecille" continuo
"Seh seh ok, hai ancora altri insulti in serbo per me?"
"Ho perfino perso il conto"
Rispondo
Mi rendo conto del fatto che abbiamo appena superato la nostra aula
"Dove stai andando?!" chiedo
"Sapessi" lo sento ridere sotto i baffi.
"Almeno mi metti giù?" mi lamento
"Vuoi dire che sei scomoda?"
In realtà neanche tanto.
"Si, lo sono" mento
"ok"
Ma?
Non fa nulla?
Non ho ancora toccato terra..
È scemo forte eh.
Mi porta fuori, che se ci scoprono passiamo automaticamente a miglior vita.
"Se non mi metti giù entro due secondi, ti tiro un pugno in testa"
"Wow, tu si che sai minacciare bambolina"
Gli tiro il meritato pugno e infatti è costretto a mettermi giù.
Siamo in cortile, perché mi ha portata qui, questa è la vera domanda.
"Perché mi hai portata fuori? Se ti scoprono sei morto"
"Come se te ne fregasse qualcosa" guarda in giro
"Hai ragione, infatti non me ne frega nulla, né di te né di nessuno ormai "
Sono arrabbiata e triste allo stesso tempo.
Purtroppo non riesco a mascherare questa emozione, infatti vedo la sua immagine sfocata.
"Piangi anche?"
"Sei spregevole! Odioso! Coglio.." non faccio in tempo che la sua mano mi tappa la bocca
"Shh, ho detto" ripete
Tra noi la distanza si accorcia, solo la sua mano ci divide.
Posso notare il colore dei suoi occhi, la loro forma e la loro intensità.
Lentamente, toglie la mano, ma continua a guardarmi in silenzio.
Sto iniziando ad avere caldo..
E come se non bastasse fa una cosa che gli ho notato fare spesso
"Infondo, sei una bambolina bella"
Sento di arrossire, si si, sto diventando un pomodoro.
Dall'imbarazzo, mi giro e me ne vado.
Rientro in bagno, prendo lo zaino ed esco dirigendomi verso l'infermeria.
"Oh cara, sei tornata, come ti senti? Meglio?" chiede la stessa donna di ieri
"No, vorrei chiedere il permesso di poter uscire" chiedo con le lacrime che mi rigano il volto.
Non ci pensa due volte e mi scrive il permesso, una volta preso esco.
La porta d'uscita si apre prima che io la possa toccare ed è lui.
Mi guarda e sorride.
Non riesco a reggere lo sguardo quindi cerco di evitarlo, anche se la scena di poco fa è ormai impressa nella mia mente.
~
Arrivo a casa e come prima cosa: mi butto a peso morto sul divano.
Ripenso a prima, a ciò che è successo, e mi inizio a risentire male.
Finisco per addormentarmi, e al mio risveglio trovo Nam di fronte a me.
È e mi guarda quasi per rimproverarmi.
"Perché sei andata via così?"
Chiede semi calmo
"Non stavo bene" rispondo
"Ah si? E avvisare non potevi??
Ti ho cercata per tutta la scuola fino a che vengo a sapere da Taehyung che te n'eri andata!"
Appena sento quel nome, mi viene quasi da vomitare, ma rispondo comunque cercando di nascondere questa sensazione
"Scusa Nam" rispondo
Mi guarda, prima sbuffa poi mi invita ad abbracciarlo.
Ovviamente mi butto addosso a lui e incomincia un pianto soffocato, che non controllo
"Ei ei" dice Nam prendendo il mio viso tra le mani
"Che è successo?" domanda preoccupato
"Niente, sto bene" dico singhiozzando, ma calmando il pianto allo stesso tempo
"Eeeh si, lo sai che non riesci a mentire, parla"
Detto proprio sinceramente...
Non voglio dire la verità, non voglio che poi Nam lo prenda a botte.
Deve restare nel suo schifo.
"Nam non posso" rispondo guardandolo dritto negli occhi
Mi guarda e dice sussurrando un 'va bene' prima di riabbracciarmi.
"Stasera vengono i ragazzi, è un problema?" chiede
"Vado a dormire da Lucas, quindi no"
"Ok... Aiko resta,ti prego" mi implora
"No Nam,non ce la faccio dopo sta mattina, non riesco a guardare negli occhi Jungkook, ne tanto meno gli altri ragazzi"
"Voglio che parliate appunto, non potrai ignorarlo per sempre, e vorrei che lui si renda conto di quanto sei fantastica ora che lo sa"
Mi fa il labbruccio.
Purtroppo annuisco, anche se non vorrei.
Lo faccio perché Nam ha ragione, non potrò ignorarlo e nascondermi per sempre.
È già sera, i ragazzi arrivano e pure il mio imbarazzo con loro.
Entrano dalla porta salutando Namjoon e poi anche me, tutti tranne quello stronzo.
Ci sediamo sul divano e i ragazzi parlano del più e del meno, ridono, scherzano, ma io non sono affatto in vena e c'è chi lo nota. Jungkook.
Si alza e sembra andare verso le scale, lo guardo un attimo e lo vedo farmi segno di seguirlo.
Merda.
I ragazzi sono troppo distratti in questo momento, quindi non notano nulla.
Mi alzo e mi avvio a seguirlo.
Sale e nella prima stanza che trova (la mia) si siede sul letto facendomi segno di accomodarmi accanto a lui.
Il mio imbarazzo è troppo giuro.
Troppo.
Mi siedo guardandomi le ginocchia, ma poi sento la sua mano afferrarmi il mento e porre il mio sguardo nella sua direzione.
Ci troviamo a guardarci negli occhi, e ovviamente io il suo sguardo non lo riesco proprio a reggere in questo momento.
"È vero?" mi chiede
Capisco a cosa si riferisce e annuisco piano perché la mia voce in questo momento è assente.
"Ok, e ti sei sentita male per questo oggi?" chiede ancora
Annuisco per la seconda volta.
Sorride (un sorriso che mi scioglie) e conclude dicendo.
"Ti va di frequentarci un po' più spesso?"
Aspetta, cosa?!
O Santo Dio.
Lo ha detto, o sogno?
No no, è un fottuto sogno.
Lo è punto.
"Allora?"
Mi risveglia
Ancora incapace di parlare, annuisco come un giocattolo per la terza volta consecutiva.
"Ottimo, vieni qui" aggiunge aprendo le braccia e io, senza pensarci due volte, mi avvicino e ricambio l'abbraccio.
Scendiamo di sotto, e il mio umore è decisamente cambiato.
Sorrido.
Vedo Taehyung guardarci scendere le scale assieme.
Lo ignoro e torno a sedermi.
Accanto a Jungkook ovviamente.
S/A
Perdonate il ritardo, ma in questi giorni mi è stato impossibile aggiornare
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro