Chapter 5; Risveglio traumatico
«Ji An-ah! Che succede?!» esclamò Seulgi, dopo essersi precipitata nella terrazza adiacente a quella di prima e aver adocchiato una Oh Ji An preoccupata più che mai.
«Vieni, guarda qua! Jing e Baekhyun non si reggono più in piedi dall'alcool, ma adesso hanno cominciato a dare i numeri pure Chanyeol e Ha Rin! Aiutami, o qui finisce male!» le spiegò Ji An, alludendo alle quattro persone stravaccate su una panca della terrazza, ormai mezze addormentate.
Cioè, Baekhyun e Jing dormivano veramente, col serio rischio di perdere l'equilibrio e di cadere da un momento all'altro, mentre Chanyeol e Ha Rin stavano letteralmente delirando, biascicando cose al limite dell'incredibile. Erano proprio andati.
«Porca zozza. E in tutto ciò lo scimunito dov'è finito?!» si innervosì Seulgi, guardandosi intorno.
«Che ti importa adesso?! Portami dell'acqua, presto!» ribattè Ji An, facendole un rapido gesto con la mano.
«Ricevuto!»
Seulgi corse lungo tutta la sala principale, in cerca di una brocca d'acqua che avrebbe potuto far riprendere un tantino i quattro scapestrati. Tuttavia, correndo veloce senza guardare bene dove mettesse i piedi, finì per andare addosso all'ultima persona che avrebbe immaginato di incontrare in quel posto.
«Ahia! Guarda dove metti i piedi!» esclamò il tizio, irritato.
«Oh cielo, mi scus-... Jongsuk?!» si scusò in primo luogo Seulgi, sgranando poi gli occhi alla vista del giovane. Era vestito anche lui con lo smoking e una maschera nera - tanto per cambiare -, ma Seulgi lo aveva riconosciuto subito dalla voce.
«Seulgi-yah, sei tu! Qual buon vento!» la salutò lui con la mano, per poi darle due pacche amichevoli sulla spalla, intento a continuare a parlarle.
«Scusami ancora, ma sono un po' di fretta!» dovette interromperlo lei, superandolo e continuando a correre verso il tavolo del buffet.
Jongsuk restò a bocca aperta, seguendola con lo sguardo, fino a che non fu sparita in mezzo alla confusione.
Compiuta la sua ardua missione, Seulgi sganciò la brocca piena d'acqua a Ji An, la quale non fece altro che provare a far bere i ragazzi da lì. Rivelandosi più che impossibile, alla fine optò per fargli un bel bagno con quell'acqua gelida, versandogliela in faccia uno ad uno.
L'unico a riprendere semi-coscienza fu Chanyeol, il quale si guardò intorno confuso e si mise a tremare come una foglia.
«Yah, ma sei impazzita?! Così si prenderanno un malanno!» Seulgi rimproverò Ji An, che adesso era passata alle maniere forti, aggiungendo all'acqua anche degli schiaffi alle guance degli altri tre.
«Ma quale malanno! Ormai è caldo, dai, non corrono nessun rischio» ribattè Ji An, scuotendo Jing per le spalle.
«Aish... svegliatevi, vi prego! Altrimenti non possiamo più tornare a casa, se dobbiamo trascinarvi come sacchi di patate fino alla macchina!» si mise pure Seulgi a dare dei colpetti a Baekhyun e Ha Rin, mentre Chanyeol aveva rincominciato a parlottare dicendo cose senza senso.
Dopo dieci minuti buoni passati a disperarsi, Seulgi dovette uscirsene con l'unica soluzione possibile.
«Bene, direi che... vista la situazione, conviene pernottare qui» affermò, con una faccia disperata, dopo essersi alzata finalmente in piedi.
«Già... anche secondo me» annuì Ji An, abbassando lo sguardo.
«E domani lo scimunito si attacca al tram, anche se non arriviamo puntuali» continuò Seulgi, iniziando ad innervosirsi da sola.
«Infatti, e poi è lui che è voluto venire qui a tutti i costi, quindi ha poco da lamentarsi!» concordò Ji An, alzandosi anche lei.
«Allora vado a prenotare delle camere. Tu avvisa lo scimunito che pernottiamo qui, e che se proprio vuole tornare ad Anyang entro domani mattina, allora dovrà prendere la metropolitana»
«Brava, compare! Così mi piaci!» Ji An si espresse in un gridolino di apprezzamento, appena prima che Seulgi sparisse nuovamente all'interno della sala, intenta a cercare la reception.
Mentre Ji An aspettava ansiosa il ritorno dell'amica, sentì una voce familiare richiamarla da dietro.
«Ji An-ah? Sei tu?»
La diretta interessata si voltò di centottanta gradi, per poi restare di stucco alla vista del suo principe, che si era momentaneamente sollevato la maschera per farsi riconoscere.
«Lee... Lee J-Jongsuk-ssi?» balbettò Ji An, al limite della sorpresa.
«Già, proprio io! Ti ho vista girare prima per la sala... Come butta?» annuì Jongsuk, con un sorriso che la fece sciogliere in un brodo di giuggiole.
«Ehm... un po' malino, come vedi» mormorò Ji An, indicandogli i quattro amici ubriachi poco distanti.
«Oh... caspiterina, che sbronza di gruppo» commentò Jongsuk, portandosi le mani ai fianchi.
Ji An, super imbarazzata, non sapeva proprio cos'altro aggiungere. Menomale che ci pensò Jongsuk, offrendosi disponibile per eventuale necessità.
«Se avete bisogno di un accompagnatore, posso sempre darvi un passaggio»
«N-no, non preoccuparti... ci sta pensando Seulgi, è andata a prenotare delle camere qui per stanotte» si affrettò a rispondere Ji An, tenendo sempre la testa bassa.
«Ah... capisco»
Trascorsero alcuni secondi in completo silenzio, in cui si sentiva solo il rimbombare della musica all'interno della sala principale, quando Ji An - con una buona dose di coraggio - si azzardò a riprendere il discorso.
«T-tu invece come stai? È da un po' che non ti vedo in giro» gli chiese, alludendo al fatto che nell'ultima settimana non si era mai fatto vivo al bar.
«Mh... non c'è male dai, solo che la palestra dove lavoro è un po' in crisi, quindi... sai com'è, adesso vogliono ridurmi l'orario di lavoro, quindi sto cercando un altro impiego utile» le spiegò Jongsuk.
«Oh cielo...» fu tutto ciò che riuscì a dirgli Ji An, preoccupata per lui. Parlando di impiego, però, avrebbe potuto anche azzardarsi a proporgli di venire a lavorare al Bogum Bar, ma... no, con Hyungsik come nuovo capo adesso sarebbe stato del tutto inutile.
«Ma ora ditemi un po' di voi, come va al Bogum Bar? E come sta Jay?»
Ji An sussultò. Già, era ovvio che le avrebbe di nuovo chiesto di Jay Min, tanto per cambiare.
Difatti sembrava che, per Jongsuk, Ji An non esistesse... anzi, la ragazza era prettamente convinta che Jongsuk si recasse al loro bar/ristorante soltanto per poter vedere Jay Min, la quale puntualmente gli sputava sul piatto.
No, non nel vero senso della parola, ma si sa: Jay Min non era mai stata una ragazza gentile e coccolosa, e questo lo dimostrava il fatto che sfogasse in continuazione la sua ira su Yijeong, il quale puntualmente le obbediva come un cagnolino.
E di questo Ji An era più che soddisfatta, dal momento che aveva sempre adorato Jongsuk da quando aveva cominciato a frequentare il Bogum Bar & Restaurant. Peccato che però lui chiedesse sempre in continuazione notizie solo di Jay Min, e di nessun'altra.
Indi per cui Ji An non si poteva che ingelosire di tutto ciò, anche se a Jay Min non importava un benemerito cavolo di tutte le attenzioni che Jongsuk le rivolgeva.
Ma questa fu proprio la goccia che fece traboccare il vaso, riuscendo a far dire a Ji An la prima vera grossa bugia di tutta la sua vita.
«Jay Min... sta bene, sì, da quando ha trovato finalmente un ragazzo»
A quelle parole Jongsuk non potè far altro che sgranare gli occhi, deluso e affranto allo stesso tempo. Il suo cuore si era appena spezzato con un sonoro crack.
«Un... un ragazzo, hai detto?» volle rassicurarsi, sperando di aver sentito male.
Ji An annuì con convinzione, ma si pentì immediatamente dopo di aver incasinato ancora di più la situazione. Già, perché ora come avrebbe fatto a far reggere a lungo la sua bugia? E chi sarebbe stato suo complice?
Ma Jongsuk non le diede il tempo di continuare a riflettere, che, preso dallo sconforto, si asciugò una lacrima e le domandò: «Quindi... lei davvero non mi ama?»
«Jongsuk-ssi, mi dispiace... mi dispiace tanto» mormorò Ji An, non riuscendo a reggere il suo sguardo da cucciolo indifeso, e sentendo che adesso anche il proprio cuore stava andando lentamente in pezzi per la cazzata che aveva appena fatto.
***
«Due camere da tre, per favore» esordì Seulgi, rivolgendosi al primo receptionist libero, ovvero un uomo sulla cinquantina con degli enormi occhiali tondi.
«Mi dispiace, signorina, ma al momento le camere da tre non sono disponibili» le rispose l'uomo, scuotendo la testa.
«Allora... una da quattro e una da due?» azzardò Seulgi, speranzosa.
«Un attimo solo che controllo» disse il receptionist, digitando qualcosa al pc davanti a lui, che gli illuminava la faccia come un fantasma. A dir poco inquietante.
Mentre aspettava, Seulgi fece girovagare lo sguardo tutt'intorno, notando una ragazza pressappoco della sua stessa età, che stava parlando al receptionist proprio affianco a lei. Aveva un'aria parecchio esuberante, anzi... Seulgi avrebbe giurato che somigliasse quasi ad un Hyungsik al femminile, se solo avesse avuto anche lei quel suo sorrisetto odioso.
«Per questa sera abbiamo soltanto una camera da due, o alcune singole, mi dispiace»
Seulgi riflettè.
"Le camere singole meglio di no, ma se prenotassi quella da due, chi di loro ci starebbe? Per fortuna so dove abitano Jing e Ha Rin, o comunque male che vada posso ospitarle nel mio monolocale per una notte, ma Baekhyun e Chanyeol... Sì, è decisamente meglio che ci stiano loro, che sono anche pesanti, e non riusciremmo a trascinarli a peso morto fino alla macchina di Ji An. E comunque domani mattina potrebbero pur sempre tornare ad Anyang in metropolitana."
«Allora... va bene, me la dia pure» confermò poi al receptionist, dopo quell'attimo di riflessione.
Effettuato il pagamento, Seulgi tornò presso la terrazza fra spintoni e gomitate, ma, quando vi arrivò, un Jongsuk disperato le corse incontro, per poi superarla e rientrare in sala senza nemmeno salutare.
«Ji An-ah? Che è successo?» chiese Seulgi all'amica, avvicinandosi.
«N-niente... niente di importante. È... è allergico al polline, tutto qui» mentì Ji An, ancora sconvolta da prima.
«Okay... comunque c'era solo una camera da due, quindi ho pensato che ci potremmo lasciare Baek e il suo amico, che dici?» propose Seulgi.
«Sì, ma avremo bisogno di qualcuno di forte che li porti di sopra» asserì Ji An, pensando di andare subito a chiedere rinforzi.
***
«Argh! Su, ci siamo quasi... oissà! Avanti, Kyungil-ssi, puoi farcela!» un membro dello staff dell'hotel, tenendo sulle spalle Baekhyun, incitò il suo collega a muoversi.
Il corridoio di quel piano era lunghissimo, e la fine sembrava non arrivare più.
«Yah, Jaeho, sai quanto cazzarola pesa? Non è mica Mister Magrezza!» ribattè il secondo, molto più alto del primo, e per questo incaricato di portare sulle spalle Chanyeol, che era peggio del colosso di Rodi.
«Parla quello!» ruggì Jaeho, nervoso, mentre stava morendo di fatica.
«Aish! Faccio questo lavoro solo per fare il facchino? Che cosa umiliante! Mi fa venir voglia di cambiar lavoro!» sputò invece Kyungil, aggiustandosi sulle spalle un Chanyeol che stava per cadere del tutto e che, dalla faccia ormai stravolta dall'alcool, non sembrava molto raccomandabile. Anzi, forse gli avrebbe vomitato sulle scarpe se Kyungil non si fosse mosso a portarlo in camera.
***
Hyungsik quel mattino si svegliò molto più tardi del solito, senza rendersene conto, perché a quanto pare la sveglia non aveva suonato.
«Yaawn, che stanchezza!» biascicò, allargando le braccia con una smorfia, per poi sfregarsi gli occhi.
"Che strano, però... questo letto sembra essere diventato all'improvviso più morbido." pensò, mentre si alzava seduto.
Ma, quando aprì gli occhi a dovere e scorse una presenza sconosciuta avvolta nelle coperte alla sua destra, trasalì e cacciò un urlo di terrore.
«AAAAAAAAHHH! CHI VA LÀ?» puntò il dito contro a quel fagotto strano, volgendo poi lo sguardo tutt'intorno e rendendosi conto che effettivamente quella non era affatto la sua adorata camera. Anzi, aveva tutta l'aria di essere una stanza d'hotel.
«Hsmdkfnrnf..» farfugliò la strana cosa sotto alle coperte, rigirandosi in modo assai inquietante.
Hyungsik allora scese dal letto di scatto, impaurito, e scoprì di ritrovarsi con solo i boxer addosso.
"Ma che diamine?! Questa cosa inizia a farsi strana. Molto, molto strana." pensò, avvicinandosi alla prima arma utile che aveva adocchiato, ovvero una lampada abat-jour situata sulla scrivania di fronte al letto.
La staccò dalla presa con un rumore secco e, dopo essersi avvicinato di nuovo al letto, a lato della cosa, le puntò la lampada contro, tuonando minacciosamente una sola ma intimidatoria parola.
«MOSTRATI!»
Tuttavia, la cosa non si degnava di muoversi. Anzi, sembrava proprio ronfare beatamente, fagocitata dalle coperte, senza dare particolari segni di vitalità.
«Mostrati, se non vuoi ricevere un colpo basso!» continuò Hyungsik, cominciando a cercare con gli occhi il cellulare per chiamare aiuto, nel caso in cui ne avesse avuto bisogno.
Ma fortunatamente la sagoma si liberò pian piano delle coperte, mostrandosi mano a mano in tutto il suo splendore.
«Chi sei tu?!» urlò nuovamente Hyungsik, facendo un passo indietro e restando quasi ipnotizzato dalla figura che si ritrovò davanti.
«Oh... ben svegliato, caro» disse la giovane con voce soave, ammiccando in sua direzione.
«Caro?! Per la barba di Merlino...» ribattè Hyungsik, guardando prima se stesso e poi la ragazza, che - da quanto poteva vedere di ciò che sbucava dalle coperte - aveva addosso soltanto un reggiseno. Ed era dannatamente bella, caspita se era bella; ancor più bella di certe modelle famose che si vedevano in tv.
«Sai, non avrei mai creduto di finire qui con uno come te» disse ad un tratto la giovane, uscendo finalmente dal letto e mostrando in tutto il suo splendore il corpo da sballo coperto soltanto da reggiseno e mutande, rigorosamente neri e di pizzo.
Hyungsik sgranò gli occhi, momentaneamente confuso, per poi alternare lo sguardo fra sé e quella ragazza, e cominciare a collegare man mano le cose.
«T-tu... io... noi...?» mormorò impercettibilmente, intrecciandosi le mani, mentre si guardava intorno confuso, ma allo stesso tempo terribilmente eccentrico.
La ragazza gli sorrise, un sorriso che lo stese, rivelando i denti bianchi perfetti, e facendo risaltare ancor di più quei suoi occhi così grandi e bellissimi.
«Sì» annuì poi con convinzione, restando ferma ad aspettare una sua reazione.
Hyungsik parve più spiazzato che mai, tanto che continuò ad evitare per un po' il contatto visivo con la ragazza, mentre la sua mente già vagava sulla via del non ritorno.
«Perdirindina... veramente noi...? Tu ed io... insomma, noi...? Non ci posso credere...» mormorò poi, sembrando inizialmente sconvolto, anche se in realtà stava cominciando a pensare a tutt'altro.
«Oh sì, credici, bello» riconfermò YooA, dandogli le spalle mentre incominciava a rivestirsi.
Ora la mente di Hyungsik era tutto un pullulare di domande a cui avrebbe voluto una risposta immediata ma, a rigor di logica, avrebbe dovuto rivolgergliene una alla volta, di modo da non sembrare troppo un maniaco ossessionato da lei o chissà cosa.
«Oh... wow. Ma... sono stato bravo, vero?» le chiese la prima cosa che gli passò per la testa, assumendo un'espressione maliziosa e facendole l'occhiolino, mentre la giovane si rigirava e lo osservava senza mostrare alcuna emozione.
«Diciamo... nì. Insomma, potevi fare di meglio» fece spallucce, indifferente.
«Ma... come è successo? Su, racconta!» la incitò lui.
«Ehm... scusami, ma adesso devo proprio andare a lavoro! Ah, ecco il mio numero. Chiamami~» squittì la ragazza, liquidando velocemente la faccenda, per poi raccogliere tutte le sue cose e volare via dalla stanza come un angelo aggraziato.
«Wow... solo... wow» fu il commento di Hyungsik su tutto ciò. Non ci poteva ancora credere.
Si grattò la testa, dirigendosi confuso in bagno, fino a che non accadde qualcosa che lo fece ritornare il solito Hyungsik brontolone di sempre.
«Auch!» gemette infatti, dopo aver sbattuto l'alluce del piede contro il mobiletto del bagno, ancora su di giri per aver avuto a che fare con quella misteriosa e bellissima ragazza.
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Piccola preview del prossimo capitolo!
«Cosa... cosa è successo ieri sera?»
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"Prima mi dice di venire qui a parlare e poi non si fa vivo? Che cazzarola gli passa per la testa?!"
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«Sono arrivati ad aiutarmi solo dopo dieci minuti di sofferenza, altrimenti sarei morto assiderato direttamente!»
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«Dovrei licenziarti, lo sai?»
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«Ji An-ah, ascolta, ho bisogno di un grosso favore»
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