4.The aerialist
31 marzo 2019 ore 17.41, Seul
La folla si era radunata intorno ad un carro verde e giallo. Seguito a breve distanza da carri più lenti, alcuni con cupole tondeggianti, pieni di persone e di animali. I carri adesso girano in tondo e le donne tengono i bambini attaccati a sé per evitare che si avvicinino alle ruote. In cima a quello centrale c'è un uomo vestito di colori sgargianti. Dall'accento direi che è indonesiano. Indossa un cappello che sembra stare su per miracolo. Il ventre tondo aderisce alla giacca di velluto viola, minacciando di far saltare i bottoni del panciotto. La voce è stupefacente, capace di rimbombare e raggiungere la cospicua folla che si è radunata, il timbro è profondo come nato dallo stomaco.
«Signori e signore, oggi siete fortunati! Tra poco avrete l'occasione di assistere ad uno spettacolo memorabile. Direttamente dalla fredda Russia, ecco a voi la più grande contorsionista del mondo!» Una ragazza minuta con una cascata di capelli rossi si arrampica sul tetto di un carro, avvolge entrambe le gambe dietro la testa e si piega in avanti per reggersi su una mano sola.
«Dal cuore dell'Andalusia, maestra della antica arte della cartomanzia, ecco a voi Madama Esmeralda!» Dalla folla si alza un mormorio, mentre una donna curva con uno scialle di seta esce da un carro tendendo la mano nodosa.
La voce dell'uomo è come un fiume in piena «Uno spettacolo unico signori e signore. Quando vi ricapiterà di vedere un uomo capace di sollevare un cavallo con un braccio solo? Quando incontrerete di nuovo una ragazza capace di imitare con il corpo un nodo da marinaio, o una veggente che sa cosa Dio ha in serbo per voi?»
All'unisono una piccola delegazione di artisti rientra nel tendone rosso e bianco che sorge intorno alla valle, guidando la folla all'interno. Io e James prendiamo posto rapidamente in ultima fila, sugli spalti più alti che abbracciano l'arena circolare. Stupefatta mi accorgo che sono gremiti di persone.
Lo stesso uomo di prima, il presentatore, dopo aver atteso il silenzio della folla, si rivolge agli spettatori. «Benvenuti alla quarantasettesima edizione del Cirque Eloize!» Il buio che poco prima aveva dominato la scena, interrotto solo da un fascio di luce sul presentatore, cede il posto ad un fascio di luci colorate che accoglie trapezisti, acrobati, contorsionisti, pagliacci e animali esotici. Il numero d'apertura è un' anticipazione di tutto quello che sarebbe avvenuto da lì a poco, in un caleidoscopio di colori che si intrecciano a ritmo di musica.
Il primo turno è quello degli acrobati che si esibiscono sulla scena con dei complicati numeri a cavallo di bianchi stalloni e zebre meravigliose. Poi la scena cambia per lasciare il posto al numero dei trapezisti, seguito dal domatore di leoni, dove due leonesse si esibiscono in una serie di acrobazie perfettamente sincronizzate, come se fossero un solo animale. Le danzatrici del ventre, dopo una esibizione tutta lustrini e veli svolazzanti, sono scacciate malamente dall'arrivo dei pagliacci. Il numero dei clown calca molto su un umorismo tragicomico, fatto di morti ridicolmente assurde e battute pungenti.
Ogni numero è introdotto da una breve presentazione di quello che ormai ritengo il direttore del circo.
«E' l'emblema dell'uomo che ha imparato a sfidare le leggi della natura. E vi confesso, signori miei» abbassa leggermente il tono di voce come se stesso confidando un segreto «che guardandolo credo che l'uomo sia destinato a volare, tale è la sua bravura».
La scena si illumina nuovamente e dalla cima del tendone vengono calati due candidi tessuti aerei. Un ragazzo vestito completamente di blu esce dall'oscurità, il fascio di luce che lo investe illumina i lustrini che ricoprono il costume, disegnando figure complicate. I capelli neri e liscissimi ricadono lunghi sulla fronte, nascondendo i due occhi a mandorla che risplendono di una luce divertita. E' lui.
«Lee Min-ho, vent'anni è un artista circense sudcoreano. L'ho visto scassinare una cassaforte con tre livelli di sicurezza, in meno di un minuto».
«Frena. Lo conosci?»
«Sì, l'ho conosciuto poco dopo l'inizio della nostra latitanza, ero a Bangkok. Avrai sentito del furto dell'anno scorso, in un deposito di Tokyo erano custoditi alcuni capolavori letterari rarissimi, tra i quali un'edizione del XII secolo di uno dei più importanti libri della letteratura orientale: "L' Arte della Guerra"».
«Se non erro una squadra di dieci unità, si sono calati dal lucernario con delle funi d'acciaio per superare i laser. Lui era nella squadra?»
«Eccellente memoria, se non fosse per un piccolo seppur non trascurabile dettaglio. C'era solo lui».
Le prime note si diffondono nell' aria, mentre il ragazzo avvolge l'estremità di uno dei tessuti intorno al braccio, lasciando ricadere libero il secondo. I suoi piedi si staccano da terra ed in men che non si dica, disegna figure eleganti a mezz'aria. I suoi movimenti sono fluidi, come se stesse danzando. La platea, come un solo uomo trattiene il respiro quando, dopo essersi arrampicato fino a poter toccare la parte più alta del tendone, si lascia andare improvvisamente mentre un assolo di archi raggiunge note sempre più alte. I tessuti bianchi gli si avvolgono intorno e nella caduta disegnano delle spire, quando sembra sul punto di schiantarsi avvolge più strettamente la presa delle gambe sui tessuti, si ferma con la sua testa a pochi centimetri dal suolo e la musica con lui. Il numero è talmente piacevole, che sembra durare troppo poco. Potendo sarei rimasta lì a guardarlo per ore.
Dopo essersi dondolato come su di un' altalena improvvisata si slancia in avanti e atterra con una doppia capriola a mezz'aria senza il minimo rumore. Ci deve essere un momento, nella libertà della caduta, di puro piacere. Lo vedo dai suoi occhi, che brillano come se non desiderasse essere da nessun altra parte se non lì, sospeso tra cielo e terra. Porta le mani in alto e accoglie gli applausi del pubblico. La folla è in visibilio. Ci vogliono almeno dieci minuti prima che cali il silenzio, dopodiché saluta in tutte le direzioni prima di ritirarsi dietro le quinte.
Con un rapido cenno James mi indica di andare, usciamo rapidi dal tendone mentre il presentatore annuncia l'esibizione della contorsionista dai capelli rossi. Al limitare del piccolo boschetto, che abbraccia la radura al centro della quale sorge il tendone, sono collocate le roulotte che ospitano gli artisti. Ventidue in totale, più due piccoli tendoni di forma rettangolare che ospitavano dell'attrezzatura necessaria per le esibizioni. Sono ben poche le luci accese ma James si dirige con sicurezza verso una delle roulotte, anonima come le altre. Attendo un passo dietro di lui mentre James bussa timidamente, la porta si apre rivelando Min-ho che con un sorriso ci invita ad entrare, come se fossimo amici di vecchia data.
Beh nel caso di James a quanto pare è proprio così.
A giudicare dal modo in cui lo sta abbracciando almeno.
«Jam, è così bello rivederti» dice in un inglese un po' incerto, sento James rispondergli con una nota divertita nella voce. L'interno è un tripudio di colori caldi, un divano ad angolo giallo canarino con i cuscini di un tenue arancione, il piccolo angolo cottura totalmente bianco, così come il tavolino adiacente ad esso. L'unica porta presente, oltre a quella d'entrata, conduce probabilmente ai servizi ed è di un color salmone che mi fa storcere il naso «Lei è Emily, ti ho parlato di lei» mi sento richiamare da Jam.
Spero che il mio coreano non sia troppo arrugginito.
«안녕, 나는 Emily이야, 만나서 반가워 ! » (Ciao mi chiamo Emily è un piacere conoscerti)
«안녕, 나는이민호야한국어하세요?» (Ciao, sono Lee Min-ho. Parli coreano?)
«내가 원하는만큼 좋지 않다» (Non bene quanto vorrei)
Con un colpetto di tosse James, attira la nostra attenzione «Mi rendereste partecipi?» Chiede con espressione confusa. «Non mi avevi detto che la tua fidanzata parlava coreano, Jam» dice Min-ho con un sorriso smagliante «Non stiamo insieme» rispondiamo all'unisono, le nostre espressioni devono essere esilaranti a giudicare dalla sua faccia. Si sta visibilmente mordendo il labbro per non ridere. «E' tutto pronto per la partenza?» chiede Jam.
N.d.A
Mi scuso innanzitutto per la poca attività di questo periodo, ma da luglio aggiornerò con più costanza (siano lodate le vacanze).
Naturalmente, in questo piccolo angolino che mi sono ritagliata, ci tengo a ringraziarvi. Grazie ai lettori silenziosi, a chi ha votato la storia e un grazie speciale per i commenti a @MrsBane99 e @PersaSuEea. Grazie a tutti voi per aver deciso di concedermi il vostro tempo prezioso, ve ne sono grata🖤🖤🖤
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