•86•
Frannie
18 maggio 2021
Come tutte le altre mattine quel giorno mi ero svegliata col piede storto. Non avevo dormito tutta la notte, rimasta col pensiero a quei pochi attimi che avevo passato con Hongjoong solo un paio di settimane prima e non riuscivo a smettere di farlo. Ricordo bene come il cuore aveva rischiato di uscirmi dal petto e mi ero iniziata a chiedere se fosse per il fatto che fossi stata a pochissimo dall'esser derubata o se era stata proprio la sua presenza a farmi sentire in quel modo.
Non mi capitava da molto, troppo. Le farfalle nello stomaco quando lo vedevo, quella voglia di prendere il treno e andare all'università anche solo per vederlo, la paura di essere troppo poco per lui.
Purtroppo per me, più ci pensavo e più la situazione peggiorava. Il fatto era che quando lo avevo conosciuto avevo creduto per un attimo che potessi avere qualcosa con lui, che potesse aiutarmi ad uscire da tutti i miei problemi: gli occhi che mi aveva rivolto quando mi aveva raccontato di sua madre erano lo specchio di me stessa e sapevo che solo lui sarebbe riuscito a capirmi. E di conseguenza, solo io avrei potuto capire lui a 360 gradi.
Avevo creduto che saremmo potuti essere in grado di aiutarci a vicenda. Ma invece no.
Lui era gay. Non potevo piacergli, non avevo alcuna speranza. E ciò mi faceva stare ancora peggio.
Il non poterlo avere era come se il karma mi stesse parlando e mi stesse dicendo che non avrei avuto la fortuna di abbandonare il mio passato.
Mi alzai dal letto e mi vestii in fretta come facevo solitamente solo per poi andarmi a sedere sul divano e guardando il cellulare, aspettando la notifica di Chris che mi diceva che stava arrivando.
Infatti, appena mi scrisse che era davanti casa mia, mi alzai e facendo il meno rumore possibile (dal momento che mia zia aveva avuto la notte) uscii di casa, riuchiudendomi poi il portone alle spalle sempre silenziosamente.
Entrai subito nella macchinetta della mia migliore amica e lei si sporse a lasciarmi un bacio sulla guancia a cui io risposi con un'espressione schifata: era evidente quanto odiassi il contatto fisico di qualsiasi tipo e lei amava darmi fastidio proprio in quel modo.
«Buongiorno raggio di sole!»esclamò nel momento in cui mi allacciai la cinta e lei partí, dal momento che non l'avevo nemmeno salutata.
«Buongiorno.»risposi soltanto e accesi il cellulare e misi la fotocamera per vedere che faccia avessi da momento che non mi ero guardata nemmeno allo specchio quella mattina.
«Che hai?»mi chiese lei subito ed io sbuffai. Odiavo parlare di me stessa, da sempre, lo facevo solo con le persone con cui sentivo un legame, e lei era una di queste. Ma il fatto che fosse in grado di leggermi con cosí tanta facilità mi metteva una sorta di imbarazzo.
«Nulla.»mormorai poggiando poi la testa al vetro del finestrino e guardando fuori cercando di ignorarla il più possibile anche se praticamente non potevo farlo dal momento che eravamo sedute vicinissime.
«Perchè ti ostini a mentirmi?»mi domandó allora. Infatti era capitato più di una volta che mi chiedesse cosa avevo e io non le rispondevo ma alla fine finivamo per litigare e poi semplicemente le confessavo la verità.
«E tu perchè mi rompi il cazzo?»dissi acidamente cercando il telefono dalla tasca del pantalone e entrando su twitter giusto per vedere qualche novità.
«Quando capirai che non devi affrontare tutto da sola e che io sono al tuo fianco?»stavamo facendo una conversazione fatta di domande che in quel momento stavano risuonando semplicemente come frecciatine che si rifacevano ad avvenimenti del passato.
«E tu quando capirai che io sto meglio da sola?»dissi retoricamente e proprio qualche attimo dopo lei fermò la mini-car e io scesi subito per levarmela di torno (anche se eravamo compagne di banco).
Mi incamminai verso scuola, anche se ero di 10 minuti in anticipi e, una volta arrivata davanti al portone, poggiai la schiena con lo zaino al muro e ci attaccai un piede, per poi riprendere il telefono e abbassare lo sguardo sullo schermo, su cui appariva ancora la mia home di twitter.
Rimasi sull'applicazione, scorrendo e guardando profili di quà e di là fino a quando non sentii il suono della campanella: lo odiavo da quando avevo messo piede in una scuola na in quel momento lo adorai, dato che significava avere una scusa per ignorare Chris.
Christina
18 maggio 2021
Al suono della ricreazione chiusi libro e quaderno e li riposi subito nello zaino solo per sbrigarmi a prendere la merenda prima che qualche altro compagno di classe ci infilasse le mani per prendermela. Presi la mia barretta energetica e, quando mi voltai per chiedere a Frannie se volesse un pezzo la ritrovai sul banco con la testa tra le braccia. Scossi la testa e alzai gli occhi al cielo per poi avvicinare una mano alla sua spalla e riscuoterla.
«Fra?»la richiamai e dopo almeno mezzo minuto riuscii a farle sollevare la testa dal banco per guardarmi con gli occhi semichiusi.
«Mmh, che vuoi?»mi chiese e sapevo che usò quel tono acido solo per infastidirmi, dato che io avevo dato fastidio a lei svegliandola.
«Alzati, andiamo a farci una passeggiata in corridoio.»ordinai e mi misi in piedi continuando a fissarla. Lei mi guardò dal basso prima di sbuffare e, con fatica, alzarsi dal posto e seguirmi fuori la classe. Lasciai che lei si poggiasse ad un muro e io mi misi davanti a lei. Allungò la mano verso la mia per prendermi la barretta e poi le diede un mozzico piccolo prima di attaccare anche la testa alla parete dietro.
«Hai dormito stanotte?»le chiesi anche se conoscevo già la risposta. Anche se si comportava come se non gliene importasse nulla della scuola sapevo che ci teneva e che non avrebbe mai permesso a sè stessa di addormentarsi in classe.
«Certo che ho dormito.»mi disse lei abbassando gli occhi. Io alzai lo sguardo in alto e cambiai espressione, indurendomi.
«Dimmi la verità.»la spronai fissando ogni sua azione, dal tremolio delle mani al movimento nervoso dei piedi.
«Che palle Chris. No, non ho dormito. Sei contenta ora?»mi rispose e si scostò dal muro facendo per entrare in classe ma io la fermai in principio, bloccandola stavolta davanti a me.
«Che ti succede? Sono giorni che sei nervosa e ora che ho capito che è perchè non dormi voglio sapere il motivo per cui non lo fai.»aggiunsi. Sapevo che non aveva notato le mie occhiate durante le lezioni ma io avevo notato i suoi comportamenti e per quanto fosse lunatica e bipolare, era troppo strana.
«Non mi va di parlarne.»annunciò a testa bassa e io in quel momento mi rilassai.
«È per Matthew o tua madre?»le chiesi abbassando il tono di voce, non volendo che qualcuno dei nostri compagni ci sentisse.
Lei, con mia sorpresa, scosse la testa e continuò a guardarsi i piedi. Io sgranai gli occhi perchè fin da quando la conoscevo erano sempre stati quelli i motivi per cui era giù di morale, al massimo poteva esserlo per la scuola.
«E allora perchè?»le chiesi ancora una volta e aspettai che lei parlasse.
«Credo che mi piaccia un ragazzo.»rispose e sentii il sangue gelarsi nelle mie vene. L'ultima volta non era andata affatto bene perciò avevo il terrore che potesse sbagliare ancora una volta.
«Mingi?»provai a dire anche se ero quasi sicura che lui non fosse dal momento che ormai erano circa migliori amici e Frannie non si era mai fatta problemi ad aiutarlo quando aveva delle domande sul come comportarsi con Yunho.
Infatti scosse di nuovo la testa e io continuai a tormentarmi di domande.
Un momento. E se fosse Wooyoung? Forse era per questo che non voleva dirmelo?
«Hongjoong.»sussurrò a voce quasi praticamente non udibile a orecchio nudo, ma fui in grado di leggerle il labbiale. Quasi non mi strozzai con la mia stessa saliva nel conoscere quel dettaglio.
«Seria?»le chiesi e lei annuí alzando finalmente gli occhi nei miei. Notai delle lacrime al loro interno e non potei fare a meno di avvicinarmi ed abbracciarla stretta a me.
«Perchè non me l'hai detto subito?»la "rimproverai" e sentii un suo singhiozzo silenzioso contro la mia spalla: capii che non era un "credo che mi piaccia" come aveva appena detto ma che ormai era proprio sotto dei treni per lui.
«Perchè lui è g-gay e sarebbe stato umiliante.»pronunciò e io la strinsi più forte a me. In quel momento pensai a quando Wooyoung mi aveva lasciato per San (o almeno da come sostenevo) e mi sentii ancora più simile a lei.
«Non lo è affatto, ci sono passata anche io, ricordi?»la rassicurai e lei annuí lentamente contro di me.
Notando come lei si stava comportando notai che io non avevo mai provato nulla di lontanamente simile per il mio ex-ragazzo e mi chiesi se fosse stato lui il problema della nostra rottura o fossi stata proprio io.
Il suono della campanella ci fece staccare, lei si asciugò le lacrime e io le diedi un bacio sulla fronte, per poi rientrare in classe senza dire nemmeno una parola. Quella sera fui io a non dormire, troppo presa dai miei pensieri.
👇🏻Spazio autrice!👇🏻
Beh che dire, ora che anche Frannie l'ha ammesso dovrete sopportare ancora poco per leggere qualcosa🥲
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro