Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

•79•

Yeosang
22 aprile 2021
Mentre camminavo per il cortile del campus presi il telefono e guardai se ci fossero nuovi post e tweet. Infatti trovai per primo quello di Yunho e Mingi e tutto ad un tratto mi sentii in imbarazzo. Si stavano frequentando e io ero rimasto in camera con loro a fargli da candela? Fortunatamente Yunho doveva studiare o altrimenti si sarebbero benissimo potute creare situazioni...beh, appunto, imbarazzanti. Anzi, a pensarci meglio, erano stati anche loro carini nel non far pesare sul fatto che stessi facendo da terzo incomodo durante uno dei loro "appuntamenti". Dovevo ammettere che però sono davvero carini insieme.
Subito dopo entrai su twitter e il primo tweet che mi apparve fu quello di Seonghwa. Spalancai gli occhi nel leggerlo e subito dopo commentai. Che cosa gli era successo per dire una cosa del genere? Ero sensibile nel leggere quel tipo di cose dal momento che quando ero entrato in quel mio periodo fatto di pura depressione anche io spesso ci pensavo, a togliermi la vita. Non avevo nessuno, quale motivo c'era per andare avanti? Nonostante tutto però sono riuscito a superarlo, e leggere una cosa del genere da parte di Seonghwa mi fece gelare il sangue. Perciò entrai subito nell'app di messaggistica per mandargli un messaggio.

Ovviamente non mi rispose perciò decisi di pensare a dove potesse essere. Da quel che sapevo non era alla confraternita dato che ero sicuro che ci fossero Wooyoung e Christina, dal momento che lei era anche passata a salutarmi prima di andare da lui. L'unico posto che conoscevo dove poteva essere era da Hongjoong. Perciò mi incamminai verso il dormitorio del mio amico, nella speranza che lo avrei trovato lí. Non sapevo a cosa sarei andato incontro ma l'importante per me era trovarlo prima che fosse troppo tardi.
Feci le scale il più velocemente possibile e aumentai il passo quando fui in corridoio per arrivare prima nella loro camera. Bussai alla porta in maniera forte, per farmi sentire ma anche per scaricare un po' della preoccupazione che avevo. Ad aprirmi, per mia fortuna, fu proprio il ragazzo che stavo cercando. Stava indossando soltanto dei pantaloni dal momento che era scalzo e senza maglietta. Arrossii spontaneamente ma poi mi ripresi quando vidi le sue guance rigate dalle lacrime.
«Seonghwa che...»ma non mi lasciò finire perchè mi circondò la vita con le braccia e mi tirò a sè abbracciandomi stretto a lui. Abbassò la testa sulla mia spalla e ci poggiò sopra la fronte prima di iniziare a piangere disperato. Io chiusi la porta con il piede e gli misi le mani sul collo, accarezzandoglielo delicatamente e spingendolo poi verso una delle sedie dei due ragazzi che vivevano lí dentro. Lui ci si sedette sopra e io rimasi in mezzo alle sue gambe mentre il suo viso mi stava bagnando un punto della mia maglietta sul petto ma io non me ne curai più di tanto. Gli portai una mano tra i capelli e gliela passai tra le ciocche lentamente per cercare di farlo calmare. Sembrò funzionare dato che dopo alcuni minuti smise di lamentarsi e rimase solo a singhiozzare ogni tanto.
«Che è successo?»gli sussurrai io avvicinando la bocca alla sua testa per farmi sentire meglio. Lui rimase in silenzio e tirò su col naso stringendo poi la stoffa della mia maglia in un punto, allargandomela e tirandomela anche giù di poco, facendolo ritrovare direttamente davanti al mio petto.
«Devo soffiarmi il naso.»annunciò e io cercai con gli occhi un fazzoletto sulla scrivania. Glielo passai e lui mi ringraziò con un'occhiata per poi soffiarsi il naso e accartocciando il fazzoletto. Gli misi le mani sulle spalle nude guardandolo dall'alto e poi gli presi il viso per costringerlo a guardarmi.
«Mi dici che è successo?»in realtà non sapevo perchè volessi cosí tanto saperlo. Non ci conoscevamo benissimo ma mi sentivo quasi in dovere di aiutarlo, come se qualcuno mi spingesse a rimanere con lui e a consolarlo. Forse mi sentivo solo in debito con lui perchè si era proposto ad aiutarmi per farmi smettere di fumare.
«Io e Hongjoong ci siamo lasciati.»annunciò soltanto e io sentii il cuore bloccarsi. Si erano lasciati? Ma erano la coppia più felice che io abbia mai visto! Nemmeno i miei genitori erano cosí affiatati come loro!
Aspettai comunque che continuasse a parlare non volendolo forzare, anche perchè come già detto non eravamo in grande confidenza.
«Abbiamo fatto l'amore, o meglio, sesso. E io l'ho trattato male.»aggiunse e io spalancai gli occhi. In realtà credevo che Hongjoong avesse già perso la verginità con lui ma a quanto pare mi sbagliavo.
Poi lui riniziò a piangere perciò gli presi la testa fra le braccia e me la portai sulla pancia lasciando che si sfogasse ancora.

Mingi
22 aprile 2021
Dopo aver finito di mangiare ci scattammo quella foto e Yunho la postò su instagram. Il fatto che avesse una foto anche con me ora mi metteva le farfalle nello stomaco e mi faceva sorridere allo stesso tempo.
Raccolsi i cartoni della pizza dalla scrivania dove avevamo mangiato e li spezzai e accartocciai per poi prendere un sacco nero della spazzatura e buttarceli dentro. Yunho nel frattempo aveva pulito la scrivania dal momento che mentre mangiavamo mi era caduta della coca cola sopra e per poco non bruciavo il mio computer.
«Non pensavo fossi cosí maldestro.»mi disse dopo aver smesso finalmente di ridere e fare battute sul mio modo di muovermi quando ero a tavola.
«Solitamente non lo sono in realtà.»mi giustificai e mi andai a mettere sdraiati sul mio letto e portando le braccia dietro la nuca per tenermi la testa.
«E allora cosa c'è che non va in te?»mi chiese lui mettendosi poi seduto sul materasso di fronte a me, piegando una gamba e mettendola stretta a sè, poggiandoci un braccio sopra.
«Non lo so, la tua presenza mi distrae.»scherzai io prendendogli le braccia e tirandolo a me. Lui, non aspettandosi un azione del genere, mi cadde addosso e scoppiammo a ridere. Nessuno dei due si spostò comunque e lui tenne il mento poggiato sul mio petto mentre le mir mani giacevano ancora sui suoi polsi.
«Non mi freghi con queste battute, ci sono già passato.»affermò mettendo poi la guancia sulla mia maglietta e io per un attimo ebbi paura che si accorgesse di come il mio cuore avesse aumentato i suoi battiti.
«Che vuoi dire che ci sei già passato?»gli chiesi io sinceramente curioso. Lui non rispose ed ero convinto che non l'avrebbe fatto, perciò gli presi il mento e glielo appoggiai di nuovo sul petto per poi carezzargli il viso e i capelli con una mano. Non gli feci la domanda una seconda volta dal momento che sapevo bene che lui aveva capito che stavo ancora aspettando la risposta.
«Ho avuto altri ragazzi prima di entrare qui, partiamo da questo.»iniziò a spiegare tirandosi su e mettendo le braccia incrociate su di me per poi sistemarsi in maniera da stare comodo lui ma da non far male a me.
«I miei genitori sono stati quei tipi che mi hanno cresciuto fin da piccolo con un principio fondamentale: quello di essere libero. Mi hanno insegnato che l'amore di presenta in forme diverse e, essendo che mia madre era sempre a casa perchè casalinga capitava che a volte mi raccontava le storie delle principesse però in maniera diversa: magari mi diceva che i protagonisti erano due donne o due uomini.»iniziò a dire e quando si fermò io annuii soltanto. Era chiaro che fossimo cresciuti in due concetti diversi di vita.
«Poi è arrivata l'adolescenza, i quindici anni e la prima cotta. Ovviamente insieme a tutto questo anche i primi ormoni. E cosí sono finito per mettermi insieme ad un ragazzo. Io ero piccolo, non sapevo nemmeno che si potesse andare oltre i baci. Ma lui sembrava voler sempre di più, mi toccava, cercava di distogliere la mia attenzione e di farmi concentrare solo su di lui. È durata qualche anno, fino a quando, grazie sia ai miei genitori che ad Hongjoong, ho capito che fosse solo una relazione tossica e che non ne sarebbe venuto fuori nulla di buono.»sapevo che non aveva finito, perciò lo lasciai continuare.
«Da quel momento ho iniziato più o meno a fregarmene dei miei sentimenti, andando con chi volevo dato che ormai la verginità l'avevo persa. Sono sempre stato il tipo da una storiella di un mese, nemmeno troppo seria, e non ho mai avuto problemi a relazionarmi. Fino ad ora, in realtà.»disse e sorrise. Io ricambiai il sorriso e gli carezzai dolcemente i capelli anche se in quel momento avevo proprio voglia di allungare il collo e baciarlo.
«Che problema avresti ora?»gli chiesi con un leggero ghigno disegnato sulla bocca. Sapevo che l'avrei messo in imbarazzo e infatti fu cosí dal momento che era diventato improvvisamente tutto rosso.
«Nulla è che...non dovrei nemmeno dirtelo. Ma quando sono con te mi sento sempre a meno, come se non fossi abbastanza.»confessò e girò la testa per non guardarmi. Io sospirai, alzandomi per mettermi a sedere e di conseguenza ci trovammo l'uno davanti l'altro.
«Non dirlo nemmeno per scherzo. Tu sei perfetto e hai avuto comunque una vita normale in contrario alla mia.»dissi con una smorfia e lui se ne accorse subito.
«Che vuoi dire?»mi chiese allora non essendosi fatto sfuggire quell "in contrario alla mia".
«Nulla. È che i tuoi genitori sono stati abbastanza presenti a quanto vedo. I miei non hanno fatto lo stesso dal momento che mio padre è dentro per spaccio e mia madre lavora dalla mattina alla sera per fare degli straordinari.»non mi piaceva particolarmente parlare della mia vita privata, solo Wooyoung e Seonghwa ne erano a conoscenza, ma per quel ragazzo avrei fatto di tutto per farlo stare meglio.
«Oh...»sapevo che non aveva parole e perciò era di nuovo in imbarazzo. Gli presi allora le mani tra le mie e me le portai alle labbra, lasciando dei piccoli baci sul suo dorso e avevo ogni volta un mal di pancia strano quando vedevo i brividi apparirgli sulla pelle liscia.
«D'estate sto con i miei nonni e d'inverno...beh, ho vinto una borsa di studio grazie a Dio.»finii di riassumere la mia intera vita e già sapevo che lui mi aveva inquadrato per bene. Dal momento ero il classico ragazzo che proveniva da una situazione difficile: un tossico.
«Sai che facciamo ora? Ti faccio smettere di fumare.»annunciò quasi leggendomi nel pensiero per poi alzarsi e iniziare a sbattere i cassetti del comodino. Io anche mi misi in piedi e gli afferrai i polsi per fermarlo.
«Frena frena frena. Devi farlo nel modo giusto, e devi darmi tempo.»mi raccomandai portandogli poi una mano a toccargli i capelli e a portarglieli dietro l'orecchio. Lui sospirò soltanto e poi, dopo averci pensato per qualche secondo, annuí soltanto.

👇🏻Spazio autrice!👇🏻
Gli Yungi sono sempre più vicini e, penso gia ci siate arrivati, presto sboccerà una nuova coppia, attenti a voi!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro