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Yeosang
4 marzo 2021
Ero in biblioteca da quasi tutto il pomeriggio ormai e devo dire che quel giorno mi trovai stranamente rilassato. Avevo fatto pace con Christina e la mia cotta per Wooyoung era quasi del tutto svanita; nulla poteva ferirmi al momento e stavo talmente bene che riuscivo ad imparare più capitoli del solito.

Non persi tempo infatti ad immortalare quel momento: era molto tempo che infatti non mi sentivo più cosí e il fatto che fossi riuscito a superare il tutto mi faceva sentire piú forte di quello che pensassi di essere.
Quella sensazione durò fino a quando non intravidi una persona che conoscevo bene entrare in biblioteca. Gli sorrisi e lo salutai con un cenno della mano, invitandolo a venire a sedersi con me, ma lui non ricambiò nulla di quello che avevo fatto, mettendosi poi davanti a me sulla sedia.
«Devo dirti una cosa.»mi disse soltanto e io sentii il mio cuore saltare un battito. Quelle parole non erano mai un buon segno e probabilmente stavano per distruggere definitivamente la poca forza che avevo riconquistato.
«Dimmi tutto Sani.»gli risposi per poi chiudere il libro e appoggiare i gomiti sul tavolo. Lui fece un sospiro profondo e alzò lo sguardo su di me, continuando a non dire nulla.
«Promettimi che non smetterai di volermi bene.»aggiunse poi e io smisi involontariamente di respirare. Che cosa poteva aver fatto di cosí grave da poter solo pensare che sarei stato in grado di rompere la mia amicizia.
«Cosa è successo?»chiesi poi volendo andare dritto al punto. Più si prolungava con quelle parole e piu io diventavo ansioso e facilmente irritabile.
«Volevo dirtelo, davvero volevo. Ma poi la situazione è andata sempre peggiorando e non volevo farti stare ancora più male.»ignorò completamente quella domanda e a sentire quelle parole non potei non iniziare ad innervosirmi.
«Dirmi che cosa?»ribattei ancora una volta prima che lui si mettesse le mani davanti al viso e pronunciasse quelle fatidiche parole.
«Ho scopato con Wooyoung.»buttò fuori poi, alzando anche leggermente la voce e fui certo che i ragazzi accanto a noi avessero sentito quelle parole.
La frase mi colpí in pieno e sentii come se mi passò sopra un camion. Prima mia sorella, ora uno dei miei migliori amici. A che gioco stava giocando?
«Quando?»riuscii a mormorare tenendo lo sguardo basso e stringendo il bordo del tavolo tra le dita per non spaccare qualcosa.
«Qualche giorno dopo la tua casuale "rivelazione".»mi spiegó e io non potei fare a meno di pensare a come San era stato in grado di omettermi quella verità cosí a lungo.
«Mi hai mentito per tutto questo tempo.»affermai poi dando fiato ai miei pensieri. Lui d'altro canto allungò la mano verso di me e andò a posarla sul mio polso che prontamente allontanai dalla sua presa come se mi avesse appena scottato.
«Mi dispiace, te lo giuro. Non volevo farti stare peggio.»cercò ancora di giustificarsi per l'ennesima volta.
«Lo stai facendo ora, cazzo!»esclamai subito dopo e fui cerco che ormai metà biblioteca ci stesse fissando. La mia voce fu talmente alta che la bibliotecaria dovette azzittirmi con uno "shh" accompagnato dal gesto col dito. Le lanciai un'occhiataccia ma poi cercai di calmarmi, non volendo fare una figuraccia proprio in quel posto.
«Come credi che mi senta, mh? A sapere che uno dei miei amici ha fatto sesso con il ragazzo che mi piace che prontamente mi ha dato il palo e si è messo con mia sorella?!»continuai subito dopo abbassando però il tono della mia voce.
«Lo so Yeosang, ti ho detto che mi dispiace. Se avessi saputo quello che sarebbe successo dopo...»cercò di dire ma io non riuscii a tenere a freno la lingua.
«Cosa? Non ci saresti andato? Non credo che tu sia il tipo dato che ho visto che non ci hai pensato due volte anche a scopare con Seonghwa che era appena stato con Yunho! Sei senza ritegno.»probabilmente dissi quelle parole solo perchè fui preso dalla rabbia o era ovvio che non l'avrei mai dette.
San rimase in silenzio una volta che finii di parlare e notai subito i suoi occhi diventare lucidi all'improvviso. In un'altra occasione gli avrei chiesto scusa ma non riuscivo a parlare nemmeno per dire una parola, e a quanto mi sembrava neanche lui riusciva.
Rimanemmo in silenzio per quelli che sembrarono secoli, guardandoci negli occhi: i miei pieni di ira e i suoi colmi di tristezza e disperazione.

Mingi
4 marzo 2021
Appena ricevetti quella telefonata non potei fare a meno di sbrigarmi ed uscire dalla camera di Yunho. La voce di Frannie attraverso il telefono non prometteva nulla di buono e, per quanto volessi passare del tempo con quel ragazzo, mi sentii in dovere di uscire e raggiungerla a casa sua.
Mi affrettai per raggiungere il parcheggio il prima possibile prima di ricordarmi che non avevo la macchina: avevamo fatto un cambio coi ragazzi e non potevo nemmeno andare a chiederla ad uno di loro dato che erano entrambi con i loro fidanzatini.
Sbuffai e mi diressi a passo svelto verso la stazione. Era molto tempo che non prendevo un treno, da quando avevo iniziato l'università in realtà, ma quel giorno fui costretto a riprendere una delle mie vecchie abitudini.
Feci il primo biglietto che trovai e subito dopo mi sedetti su una panchina fino a quando non arrivò il treno che stavo aspettando con ansia. Il tragitto lo passai cercando di ignorare il cattivo presentimento che fosse successo davvero qualcosa di grave o che Matthew le avesse dato fastidio per l'ennesima volta. Al pensiero di quel ragazzo strinsi il pugno nella mia mano e fui grato alla donna che annunciò l'arrivo nella stazione della città di Frannie. Le avevo chiesto di mandarmi la posizione cosicchè avrei potuto trovarla senza problemi dato che non ero mai stato in quel luogo. Non persi tempo a guardarmi intorno e ad ammirare il paesaggio troppo preso dal cercare le vie e le strade giuste.
«Sei giunto a destinazione.»mi informò la voce elettronica dopo venti minuti circa che camminavo quando mi trovai di fronte ad una piccola casa, una di quelle bifamiliari che costavano tantissimo.
Andai immediatamente a bussare alla porta e subito dopo suonai il citofono: non avrei mai voluto che qualcuno che non fosse Frannie venisse ad aprirmi, soprattutto suo padre. Cosa avrebbe potuto pensare? Ciò che ogni padre penserebbe. Che sono il fidanzato della figlia.
«Hey?»sentii una voce dietro di me e mi irrigidii completamente sul posto. Nonostante lo avessi sentito parlare poco o niente, riconobbi quel tono insolente con cui si riferiva a tutti. Mi voltai e notai subito Matthew, quello sgorbio, attraversare il vialetto per venire vicino a me in una maniera che probabilmente, secondo lui almeno, avrebbe dovuto intimidirmi.
«Che vuoi?»mi riferii a lui in maniera piuttosto scontrosa, voltandomi poi verso di lui per guardarlo meglio in faccia. Ci credo che lo aveva lasciato.
«No tu che vuoi. Questa è casa di Frannie.»mi fece notare lui indicando subito dopo l'abitazione alle mie spalle e io aggrottai le sopracciglia.
«Lo so, è per questo che sono qui.»gli risposi ghignando, solo per farlo innervosire. Nonostante la mia testa stesse aspettando l'arrivo della mia migliore amica, non volevo perdere l'occasione di provocarlo un po': dopo tutto quello che aveva fatto a lei, quello era il minimo.
«Se la fa con te ora, quella puttana?»mi domandò subito dopo e appena finí di parlare anche sul suo viso si venne a formare un sorrisetto. Non durò molto peró quell'espressione, dal momento che il mio pugno scattò involontario e andò a colpirlo direttamente sotto la mandibola. Lui indietreggiò di qualche passo e poi sputò nel prato dopo essersi piegato su sè stesso, solo per rivolgermi uno sguardo divertito l'attimo dopo.
«È cosí, quindi? Si muove bene vero? È grazie a me.»continuò e anche questa volta mi avvicinai minaccioso verso di lui che però rispose prontamente con un pugno sul mio zigomo.
Anche io feci un piccolo passo indietro, colto alla sprovvista, ma poi ridacchiai.
«Ti aspettavi che rimanesse insieme a te? Picchi come una femminuccia, non immagino quindi come scopi.»e questa volta un altro pugno partí dalla sua parte e si scontrò col mio labbro. Inevitabilmente però io gli tirai un calcio negli stinchi che lo atterrò a terra e non persi tempo a sganciare un altro calcio nella sua pancia. Proprio quando stavo per abbassarmi su di lui e strangolarlo con le mie stesse mani, sentii una mano posarsi sulla mia spalla e tirarmi via dal ragazzo.
«CHE CAZZO STATE FACENDO?!»urlò Frannie scuotendomi e lanciando delle occhiate feroci prima a me e poi a lui.
«Non é ovvio?»le chiesi ironico mentre quell'altro, ancora rannicchiato su sè stesso, iniziava a tossire sonoramente.
Lei sbuffò e si chinò verso di lui, prendendolo per il bavero della maglia che stava indossando e strattonandolo per metterlo in piedi e poi spingerlo. Lui barcollò per un attimo e poi si voltò verso di noi due e ci lanciò un'occhiataccia prima di iniziare a zoppicare via dalla nostra vista.
Mi voltai allora verso la mia migliore amica, che continuava a fissarlo mentre se ne andava, e lei poi mi rivolse uno sguardo che chiedeva soltanto "aiuto".
«Devo raccontarti una cosa.»mormorò soltanto e io annuii, più preoccupato di prima.

👇🏻Spazio autrice!👇🏻
VI LASCIO UN PO' DI SUSPENSE TRA SAN E YEOSANG SCUSATEEE. E Mingi si, sei bellissimo anche cosí, smettila di blessarmi grz

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