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Frannie
12 gennaio 2021
Subito dopo aver finito le lezioni mi recai immediatamente fuori l'aula. Non volevo parlare con nessuno quel giorno e tantomeno volevo incontrare Chris. Avevamo trascorso le vacanze lontane l'una dall'altra e non ci eravamo nemmeno fatte gli auguri per le feste.
Mi fiondai immediatamente nella stazione per cercare di prendere il primo treno e di non perderlo e riuscii ad entrare prima che questo partisse.
Mi sedetti in uno dei vagoni più vuoti perchè quel giorno volevo riposarmi un po' prima di giungere alla mia destinazione.

Quando arrivai alla stazione vicina il campus mi promisi che sarei passata anche a trovare Mingi, dato che era un po' che non lo vedevo.
Quel giorno non avevo intenzione nè di andare a trovare lui nè Yeosang infatti: volevo vedere Hongjoong. Non sapevo cosa avesse di tanto speciale quel ragazzo, però mi attirava molto e non ne capivo il motivo.
Scesi dal vagone e iniziai ad incamminarmi verso la loro università. Non sapevo bene quale fosse la loro camera in realtà, infatti passai prima per la segreteria per vedere in quale stanza fossero. Una volta appreso mi diressi subito in quel numero di camera e bussai alla porta, con l'ansia che mi mangiava da dentro.
Quando spalancò la porta sicuramente si aspettava che ci fosse qualcun'altro alla porta perchè spalancò gli occhi e poi corrucciò la fronte.
«Hey.»dissi alzando leggermente la mano come cenno di saluto e facendo un sorriso tirato.
«Ciao.»rispose lui a sua volta e rimasi a guardarlo per qualche secondo, cosa che fece anche lui.
«Vuoi entrare?»mi chiese lui spostandosi dalla porta per farmi varcare la soglia e io annuii ringraziandolo silenziosamente. Mi guardai attorno nella camera e vidi subito i due letti a castello e, sotto ad uno dei due, c'era un comodino cosparso di abiti. Lo vidi precipitarsi da quella parte e prendere i vestiti per poi poggiarli malamente sulla sedia.
«Scusa il casino, non mi aspettavo visite.»disse portandosi la mano dietro la nuca e grattandosela.
«Scusami tu, avrei dovuto probabilmente avvisarti ma non ho nessun tuo contatto.»risposi io sorridendo e portando le mani davanti al mio corpo per poi stringerle.
«Come mai sei qui?»mi chiese poi guardandomi e invitandomi a sedere sulla sedia che probabilmente apparteneva a Yunho mentre lui si appoggiava con la schiena al suo comodino.
«Non lo so, ti stavo pensando e mi era sembrato carino passare a trovarti. Ho fatto male?»gli chiesi poi allarmandomi subito dopo.
«No figurati, anzi, mi fa piacere che tu sia qui. Con me.»mi rispose facendo un sorriso e notai le sue guance arrossire leggermente. Mi guardai ancora un po' attorno e notai un profumo sulla sua scrivania e iniziai a pensare.
«Dovevi uscire? Ti sto togliendo del tempo?»gli domandai poi alzandomi dalla sedia e andando incontro alla porta. Lui si spostò velocemente e mi afferrò il polso con una mano per fermarmi.
«No, tranquilla. Cioè si, devo uscire ma mi fa piacere che tu sia qui. Hai sicuro più esperienze di me in appuntamenti.»annunciò mentre io mi voltavo verso di lui.
Aveva un appuntamento. Figura di merda.
«Oh, un appuntamento quindi.»gli feci notare e lui sembrò arrossire ancora di più.
«Già, con Seonghwa. Non so se lo conosci.»
Merda. È gay.
«Oh si si, so chi è. Sono contenta allora.»annunciai col sorriso più falso che potevo fare.
«Io sono piuttosto nervoso in realtà.»confessò lui andandosi poi a sedere sul letto del suo compagno di stanza. Lo trovai carino nel vederlo cosí ansioso per una cosa abbastanza naturale perciò lo raggiunsi sul letto e mi sedetti accanto a lui mantenendo comunque una certa distanza.
«È normale esserlo, anche io lo ero col mio ragazzo.»cercai di tranquillizzarlo ripensando a come ero stata le prime volte che uscivo con Matthew.
«E poi che è successo? Con il ragazzo, dico. A quanto ho capito non andate più molto d'accordo, ecco.»mi domandò lui e io sospirai nel sentire quella richiesta. Lo guardai negli occhi e ci vidi solo sincera curiosità mista a della preoccupazione. Decisi che mi sarei lasciata andare con lui, anche perchè non avevo nulla da perdere.
«Non è finita bene, diciamo cosí. Ero già su una cattiva strada di mio e quando l'ho incontrato mi sono come ancorata a lui. Non ho mai pensato alle conseguenze quando ero con lui e ho iniziato a fumare un po' di tutto.»iniziai a dire e poi mi fermai. Lui mi annuí come a farmi capire di continuare.
«Poi per il nostro anniversario siamo partiti per Amsterdam con un'altra coppia del nostro gruppo di amici. Lei era la sua migliore amica e io mi ci trovavo bene e non ero affatto gelosa.»tentai di fargli capire la situazione e fino a quel punto lui sembrò capire.
«Una sera però andai a prendere delle calamite sai, come ricordo. E quando sono tornata in camera ho visto lui seduto sul divanetto con la ragazza sulle sue gambe mentre tirava una striscia di cocaina sul tavolino. Io ho dato di matto, ho cacciato la nostra amica ma probabilmente sarebbe stato meglio di no.»mi fermai un attimo cercando di fermare le lacrime pronte ad uscire. Hongjoong se ne accorse perchè mi mise una mano sulla spalla e io sentii dei brividi lungo il corpo.
«Sono rimasta sola con lui. Era fatto, andato letteralmente e ha iniziato a dire cose insensate tipo che io fossi una puttana e che la davo a tutti. Poi mi ha preso per i capelli e mi ha tirata su di lui. Mi ha tirato uno schiaffo e mi ha costretta a finire la striscia di cocaina che c'era sul tavolo. Io inizialmente mi sono opposta ma poi mi ha preso la testa e mi ha sbattuto con la faccia sul tavolo. Ho iniziato a perdere sangue dal naso e non si fermava più. Sono svenuta e quando mi risvegliai lui non c'era più.»un piccolo singhiozzo uscí dalle mie labbra e a quel punto Hongjoong mi portò tutto il braccio intorno alle spalle per stringermi.
«Il ragazzo della sua amica è entrato nella stanza e mi ha trovata in quello stato, perciò mi ha subito portata al pronto soccorso e hanno dovuto riaggiustarmi il naso che quel bastardo mi aveva rotto. Poi niente, tornati in Italia l'ho mandato a quel paese ma per colpa sua ora il mio naso è storto.»finii di raccontare e mi asciugai una lacrima fastidiosa.
Subito dopo si spalancò la porta.

Christina
12 gennaio 2021
Quando vidi Frannie scattare sull'attenti al sentire il suono della campanella capii che c'era qualcosa che non andava in lei. La vidi uscire dall'aula il più velocemente possibile e io iniziai a mettere in ordine le mie cose per raggiungerla e parlarle. Le corsi praticamente dietro prima di vederla sparire dopo aver svoltato ad un angolo del marciapiede. Conoscevo bene la strada che stava facendo: era quella che portava alla stazione. Sbuffai e mi voltai diretta verso il parcheggio.
Quell'anno per Natale i miei genitori avevano esaudito il mio più grande desiderio: mi avevano regalato una macchinetta. Non era niente di speciale all fine, però l'ho amata già dal secondo in cui l'ho vista.
La vidi in lontananza e mi viene quasi spontaneo sorridere anche se con una punta di tristezza. Se fossi riuscita a fare pace con Frannie quel giorno probabilmente l'avrei riportata a casa in macchinetta. Avremmo potuto realizzare il nostro sogno di ascoltare canzoni al massimo volume con i finestrini chiusi e cantarle a squarciagola.
La aprii con la chiave ed entrai per poi metterla in moto e iniziare a guidare. Avevo preso la patente quell'estate ma i miei genitori mi avevano detto che non avevano potuto regalarmi una macchinetta dato che stavano mettendo alcuni soldi da parte per la macchina di Yeosang. A quanto pare peró erano riusciti a farmela avere mentre mio fratello si era dovuto accontentare di un semplice completo smocking per le serate eleganti dato che non ne possedeva nemmeno uno.
Non potevo entrare in autostrada con la macchinetta perciò ero costretta ad attraversare alcune stradine delle città che attraversavano il terreno tra il mio paese e il campus.
Quando giunsi davanti al cancello e ai parcheggi dell'università di mio fratello feci manovra per fermarmi e poi scesi dalla macchina per andare diretta verso la confraternita. Probabilmente infatti si trovava proprio lí dato che le uniche due persone che conosceva meglio erano proprio Yeosang e Mingi ed entrambi vivevano lí. Appena arrivata davanti al portone suonai il campanello e, come al solito, qualcuno mi aprí e mi permise di andare sulle scale per arrivare al piano della camera di mio fratello.
Bussai alla porta senza ottenere alcuna risposta.
«Yeosang? Mingi?»chiamai ad alta voce riprendendo a bussare più violentemente. Nessuno dei due rispose nemmeno quando li chiamai per la seconda e nenmeno per la terza volta. A quel punto sbuffai e presi il telefono in mano con l'intento di mandare un messaggio al più grande.

Nemmeno lui sapeva nulla riguardo la mia migliore amica. Spensi il telefono e provai a pensare a dove potesse essere andata e mi venne spontaneo pensare alla sua quasi nuova cotta per Hongjoong, uno dei migliori amici di mio fratello.
Tornai indietro sui miei passi e mi diressi verso la segreteria dove iniziai a cercare dove fosse la camera di questo Hongjoong e, una volta esserne venuta a conoscenza, mi diressi direttamente verso quel dormitorio.
Stavolta non bussai nemmeno, notando che non fosse chiusa del tutto, la spalancai semplicemente. Mi sorpresi nel trovare Frannie e Hongjoong seduti su uno dei due letti a castello l'uno accanto all'altra: lui col braccio intorno alle sue spalle e lei con le lacrime che le correvano per le guance.
«Chris?»mormorò la mora vedendomi e raddrizzando la schiena una volta accortasi della mia presenza. Si alzò dal letto solo per mettersi davanti a me e fronteggiarmi.
«Che diavolo ci fai qui? Cone facevi a sapere che...»ma non la lasciai nemmeno finire di parlare dato che le corsi incontro e l'abbracciai.  Erano ormai settimane che non lo facevo e mi era mancata dannatamente tanto.
«Mi dispiace per quello che ho detto. Mi manchi.»le dissi tra i capelli portandole poi una mano dietro la nuca e avvicinandola a me mentre dei singhiozzi le uscivano dalla bocca e andavano contro il mio petto.
«Anche tu.»sussurrò alzando un po' la testa per darmi un'occhiata che non colsi in pieno.
«Mi dispiace davvero tanto per le cose che ti ho detto. Non sei una puttana, non pensare che perchè pensavo ti scopassi tuo fratello allora lo sei.»le spiegai andando nel panico ad ogni parola che pronunciavo. Mi staccai da lei e le misi due mani sulle guance per asciugarle alcune lacrime dispettose.
«Lo so Chris. Lo so.»mormorò e allora poi tornò ad abbracciarmi stringendo forse il mio corpo contro il suo e riscaldandomi ogni cellula del mio corpo.
Non ci fu nemmeno il bisogno che una delle due continuasse a dire altro. Ci bastavano quelle poche parole a renderci nuovamente ok l'una con l'altra.

👇🏻Spazio autrice!👇🏻
Come state? Siamo quasi a metà storia e boh, nonostante abbia poche letture mi fa un sacco piacere vedere come aumentino anche se di poco! Beh, non ho altro da dire, al prossimo capitolo!

Comunque sono stata taggata da XxTani05 in questa challenge perciò eccomi qua!

1. La_Purosangue
2. marroni
3. marroni
4. sono in quarto scientifico e vivo vicino roma ollè
5. rosso
6. ehm non so se devo mettere una città o un posto e nel dubbio dirò il mio letto
7. ne ho fin troppe non posso scegliere
8. coniglio
9. COME FACCIO A SCEGLIERE
10. vabbe sono ignava non so decidere scusate guys

odio taggare le persone perciò taggherò solo loro Yunho_sposo_di_Mingi Darkgirl_7373 _LiveInIllusion_ scusatemi💗

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