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Frannie
18 ottobre 2020
Quando mi svegliai quella mattina lo feci a causa di un movimento nel mio letto. Aprii gli occhi lentamente per abituarmi alla luce della stanza e poi mi voltai su un fianco. Non mi sarei mai aspettata però di trovarmi davanti ad una schiena nuda. Spalle larghe, vita piccola e scapole visibili.
«Ma che cazz?!»esclamai alzandomi e mettendomi seduta sul letto. Il ragazzo accanto a me mosse la testa e la voltò verso la mia voce e poi si rimise a dormire. Ci vollero tre secondi prima che si rendesse conto che aveva dormito con una ragazza. Infatti mi riguardò spaesato e anche lui si mise a sedere di scatto fissandomi.
«Che ci fai in camera mia?»mi domandò di scatto e io lo guardai a bocca aperta. Stavo per ribattere che era lui ad essere nella mia stanza ma poi, guardandomi attorno, mi resi conto che stavo sbagliando.
«Io non ricordo, sei Frannie, giusto?»aggiunse quando capí che non avrei risposto e in quel momento tutti i ricordi riaffiorarono.
Io che andavo da Mingi e facevo un tiro della sua canna per poi sedirmi sulle sue gambe. Io che lo stuzzicavo e lui che mi trascinava in camera sua. Noi due nudi che facevamo sesso.
Di punto in bianco alzai il lenzuolo e mi resi conto che dopo aver finito non avevamo nemmeno avuto il tempo di rivestirci perchè ci eravamo addormentati.
«Porca puttana. Abbiamo scopato, non è cosí?»mi domandò poi e io mi portai le mani tra i capelli annuendo.
«Dimentichiamo tutto. È stato un errore venire da te, ieri sera.»gli dissi muovendo le gambe per uscire dal letto ma poi capii che i vestiti erano caduti sicuramente ai piedi del letto.
«Io non direi che è stato un errore. Ci siamo divertiti, no?»disse poi ghignando quando notò che cercavo i vestiti e che non volevo muovermi per non far scivolare la coperta. Si chinò e afferrò qualcosa, per poi guardarle e mostrarmele.
«Cerchi per caso queste?»mi chiese tenendo in mano le mie mutandine nere. Arrossii prepotentemente ma non per imbarazzo quanto per rabbia.
Mi allungai per prenderle ma lui spostò il braccio. Lo guardai e lui mi rispose con un'occhiata di sfida e perciò riprovai a prenderle ma lui le mise ancora più in alto.
«Ridammele.»ringhiai tra i denti e lui scosse la testa con un sorriso innocente. Decisi di stare al suo gioco: se io dovevo "soffrire", anche lui doveva.
Mi tolsi la coperta di dosso e subito i suoi occhi corsero sul mio corpo ma comunque non fece abbassare il braccio. Mi aveva già vista nuda, tanto valeva sfruttare questa condizione.
Mi spostai e mi misi a cavalcioni sulle sue gambe ancora coperte dal lenzuolo sentendo perfettamente come tutto il suo corpo fosse "sveglio".
«Che vuoi fare, tesoro?»mi chiese allungando poi un braccio intorno alla mia schiena e io di conseguenza mi spinsi più sopra di lui.
«Alza bandiera mattutino, mh?»lo schernii e lui ridacchiò allungando il viso verso il mio. Io mi scansai ma lui non demorse e mi posò le labbra sul collo. A quel punto capii perfettamente che non avrebbe resistito ancora a lungo, perciò feci un movimento di bacino e lui grugnò.
«Smettila di muoverti.»ordinò ma non lo ascoltai minimamente e ripetei il gesto. Stavo cercando di riprendere ciò che era mio ma non potevo negare che stessi iniziando a pensare di fare un secondo round anche io, anzi, probabilmente sarei finita di nuovo nel letto a farlo con lui se non avesse avvicinato la mano verso di me quanto bastava perchè io riafferrassi le mutandine.
«Grazie.»dissi quando le ebbi di nuovo in mano e cercai di allontanarmi da lui. Mingi non fu dello stesso parere tanto che posò entrambe le mani sui miei fianchi e li strinse abbastanza forte da non farmi alzare.
«Dove te ne vai, non mi dai nemmeno un bacio?»mi chiese e io scossi la testa divertita.
«Pensavo che fossi io la più piccola dei due, ma a quanto pare mi sbagliavo.»dissi e a quel punto lui mise su un broncio e mi lasciò scendere dal letto. Mi misi immediatamente gli slip e poi andai ad abbassarmi per prendere gli altri vestiti. Mi voltai dandogli le spalle e indossai tutto sotto ai suoi occhi, non volendo uscire mezza nuda e andare a cercare il bagno dell'abitazione.
«Bene, grazie per la nottata.»gli dissi avvicinandomi a lui per lasciargli un bacio sulla guancia per poi girarmi e andare verso la porta e uscire dalla stanza.

Christina
18 ottobre 2020
Quella mattina mi svegliai in un letto che non era mio. La sera prima avevo impiegato un po' più di tempo del solito ad addormentarmi dato che facevo difficoltà in un letto che non era mio, nonostante la stanchezza.
Mi voltai tra le coperte e vidi nel letto accanto Yeosang sdraiato a pancia in su con gli occhi aperti.
«Buongiorno.»mugolai stropicciandomi il viso con le mani per poi mettermi a sedere. Lui mi guardò ed imitò il mio gesto prima di darmi anche lui il buongiorno. Controllai l'orario e mi resi conto che erano le 11 di mattina passate. La sera prima avevamo fatto tardi e a causa del letto diverso e del nervoso ero rimasta sveglia per almeno un'altra ora.
«A che ora devono riportarti a casa?»mi domandò e io mi grattai la testa.
«Non lo so, ora mando un messaggio quella testa di cazzo e appena finisce di prepararsi puoi chiamare i tuoi amici.»risposi prendendo il telefono che avevo lasciato a caricare sul comodino la sera prima per poi mandarle un messaggio.

Posai di nuovo il cellulare e poi mi alzai. Mi ero addormentata con i vestiti della sera precedente e non avevo un cambio, perciò sarei rimasta con quelli a dosso dato che fortunatamente non avevo sudato o sporcato nulla alla festa.
Yeosang sapeva che io e Frannie, teoricamente, avremmo dormito qui quella notte, perciò aveva lasciato due spazzolini con un tubetto di dentifricio sul comodino. Andai al bagno di quel piano e mi sciacquai il viso, togliendo definitivamente i residui del trucco della sera prima, e poi mi lavai i denti.
Quando uscii dal bagno non persi tempo e andai diretta verso l'uscita dell'abitazione dove trovai anche Frannie appoggiata al muro.
«Ti sei divertita stanotte?»le domandai retorica senza nemmeno salutarla e lei voltò la testa di scatto lasciando perdere qualsiasi cosa stava facendo.
«Perchè, hai sentito me e Mingi?»mi ribattè lei con altrettanta ironia e io alzai gli occhi al cielo, anche se sapevo che ero stata fortunata a non averli sentiti per davvero.
«Smettila di dire cazzate. Ci hai scopato sul serio?»chiesi poi iniziando a sentire il sangue ribollire nelle vene. Non avevo fatto tutta quella pagliacciata per farla passare da quel tossico di Matthew a quel deficiente che si era trovato mio fratello come compagno di stanza.
«Beh, si. Che male c'è? Era da tanto che nessuno mi toccava e almeno stanotte qualcuno mi ha fatto sentire bella. Non vivevo questa sensazione da mesi ormai.»mi spiegò con un'alzata di spalle e guardando distrattamente poi l'orologio.
«Beh certo, diamola al primo che passa. Tanto ormai la dignità ce l'hai sotto i piedi, giusto?»le dissi prendendola in giro e capii dal suo sguardo che questa volta fu lei ad incazzarsi.
«Mi spieghi qual è il tuo problema? Non sei mia madre o mio padre o tanto meno mia zia, perciò cosa vuoi? Sei la mia migliore amica, si presuppone che tu non mi debba vietare il divertimento ma dovresti aiutarmi ad ottenerlo.»aggiunse e io, sentendo quelle parole, mi sentii quasi in colpa. Non ero una buona amica forse?
«Un'amica ti aiuta ad essere felice, una migliore amica ti aiuta a capire cosa è meglio per te. E quel tale, Mingi, è solo l'ennesimo caso umano che trovi.»le dissi iniziando a gesticolare e ciò significava solo che stavo iniziando ad innervosirmi.
«Un'amica dovrebbe anche appoggiarti in qualsiasi decisione si prenda. Ma non ricordo nemmeno quando è stata l'ultima volta che tu mi abbia appoggiato.»rispose a tono lei e io dovetti starmi ferma dal non allungare un po' le braccia per stringerle le mani intorno alla gola e strozzarla.
«Io ti appoggio la maggior parte delle volte. Quando non lo faccio è perchè fai puttanate. Non è colpa mia se la maggior parte delle cose che fai sono stronzate!»esclamai spazientendomi. Lei si azzittí e non rispose probabilmente perché si sentí ferita.
Non sapevo che altro dire ma se avessi detto altro avrei peggiorato la situazione perciò anche io me ne stetti zitta finchè un'altra voce si aggiunse.
«Siete pronte?»era stato Yeosang a parlare, appena uscito dalla confraternita col telefono in mano e vestito con altri abiti, segno che era passato in camera da Mingi. Non volevo chiedergli se quello aveva commentato perchè ne avevo appena discusso con Frannie ma mi promisi che appena sarei arrivata a casa lo avrei chiamato soltanto per sentire se avesse novità riguardo quella situazione.

👇🏻Spazio autrice!👇🏻
Non è un granchè, lo so, ma vi dovrà andare bene upsi.🤭Anyway sono un po giu di morale per il dpcm ma penso come tutti noi uff. Alla prossima!

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