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Hongjoong
1 settembre 2020
Sono sempre stato un bravo ragazzo, fin da piccolo, ma la mia pazienza spesso vacilla, soprattutto quando si parla di questo tipo di cose.
«Che significa che devo stare dietro?»domandai al mio migliore amico Yunho, indicando il posto del passeggero in questione.
Yunho ed io eravamo migliori amici da non ricordo nemmeno io quando. Probabilmente anche nelle pance delle nostre mamme già avevamo capito che saremmo stati amici per la pelle.
«Joong senti non fare tante storie dai, ora arrivano gli altri, inizia a sederti.»disse lui e in poco tempo nel vialetto di casa mia comparve un'altra macchina da cui ne uscirono San e Yeosang.
«Andiamo?»chiese San abbassando soltanto il finestrino e sorridendoci mentre Yeosang accanto a lui ci salutava con la mano.
«Se Hongjoong la smette di fare il bambino magari.»rispose Yunho alzando gli occhi al cielo. Era cosí fastidioso. O forse ero io ad essere fastidioso? No lui lo era, fine del discorso.
«Cosa ha fatto stavolta?»domandò Yeosang portandosi già la mano sulla fronte in segno di disperazione, scostando i capelli biondi.
«Non vuole sedersi dietro. Lo sai che il mio amico soffre il mal di macchina e deve stare davanti!»ribattè lui quello che ripeteva da ormai venti minuti.
«Ma non sono un bambino!»mi impuntai e devo ammettere che iniziavo a comportarmi proprio come un bambino. Ok, potevo stare dietro, ma almeno il tempo di andare a prenderlo potevo stare davanti, no?
«Facciamo cosí, Jongho lo porto io e Yeosang viene con voi e si mette dietro, tanto si addormenterà sicuro. Cosí voi due potrete socializzare anche un po'!»disse San indicando prima me e poi quello che aveva accanto. Sicuramente lo aveva detto perchè solitamente io passavo sempre la maggior parte del tempo con Yunho.
«E va bene, vieni Sangie!»aggiunse poi il mio migliore amico, aprendo lo sportello della macchina.
«Non chiamarmi Sangie!»disse entrando all'interno dell'auto.
«Pianifichiamo tutto. Jongho è a qualche kilometro da qui perchè ieri sera ha avuto una partita importante e era troppo stanco per tornare a casa, aveva paura di addormentarsi in treno. Perciò faremo cosí, ora voi andate a fare colazione mentre io lo vado a prendere all'hotel dove dorme ora. Poi ci dirigiamo verso l'università, ok?»San descrisse in pochi passaggi quello che voleva che noi facessimo e tutti quanti annuimmo.
«Dove ci incontriamo poi?»chiese il mio amico al mio fianco, portandosi una mano tra i capelli scuri.
«Becchiamoci direttamente al parcheggio dell'università, cosí potremo far fare a Jongho un tour del posto. Questa sarà anche l'occasione per conoscerlo, Joong! Non sei felice?»disse San sorridendomi fintamente. Tutti e tre sanno perfettamente che non amo parlare di me ad altre persone. Sono abbastanza timido con gli amici dei miei amici, non so perchè, ma ho sempre avuto il timore che magari non sarei stato all'altezza degli altri.
«Come una Pasqua.»lo presi in giro io, facendogli poi il dito medio con il sorriso più falso del mondo.
«Va bene ragazzi, se non arrivo entro un'ora chiamate l'ambulanza. Non la polizia, sapete che ho dei precedenti.»annunciò San accendendo il motore e mettendosi la cintura.
«Sai che una multa per essersi messo al posto dei disabili non è considerabile come precedente vero?»chiese Yeosang guardandolo con un'occhiata curiosa.
«Soprattuto se sei disabile.»dissi poi coprendo ciò che avevo detto con un finto colpo di tosse, che fece scoppiare a ridere gli altri due.
«Simpatico.»disse e stavolta fu lui a dedicarmi un dito medio, prima di uscire dalla strada di casa mia.
Lo guardammo per qualche secondo prima di iniziare a parlare del nostro futuro. Non mancava molto e saremmo tornati alla quotidianità dell'università. Per me era il terzo anno, dato che ero più grande, mentre per loro era il secondo. Solo per Jongho, che ancora non conoscevo se non di nome, era il primo anno. Immagino la sua ansia in quel momento.
Tutti noi avevamo preso facoltà diverse: Yunho aveva seguito le orme di sua madre prendendo l'indirizzo farmaceutico. Inizialmente aveva tentato medicina ma non era stato ammesso. Probabilmente è stato meglio cosí dato che una volta ha quasi vomitato vedendo un immagine dal libro di Yeosang di un polmone morto: quest'ultimo infatti aveva preso medicina. Yeosang è quel tipo di persona che lo vedi a fare il bibliotecario, qualcuno che magari è stato rappresentante degli studenti al liceo, un perfettino maniaco dell'ordine insomma. E nonostante ciò aveva comunque il tempo da dedicare ai suoi hobby.
«Andiamo a fare colazione?»chiese Yunho interrompendo i miei pensieri, e io e Yeosang annuimmo.
Mise in moto la macchina e partimmo.
Ma partire per dove?
Yunho
1 settembre 2020
«Posso sapere, di grazia, dove stiamo andando?»domandò Hongjoong ad un certo punto mentre guidavo. Non era scontato di suo?
«Al bar da Carlo, no?»chiese Yeosang e sia io che il ragazzo dai capelli bianchi storcemmo il muso. Io e Joong eravamo d'accordo almeno su questo.
«Non stiamo andando al Gazebo?»
«Io sto andando al bar vicino scuola.»
Ritiro tutto quello che ho detto. Non eravamo d'accordo su un bel niente.
Una situazione cosí si era già presentata, qualche anno fa quando lui doveva scegliere la facoltà da prendere all'università. Io fin da piccolo sapevo di voler aiutare le persone e di volerle curare. Certo medicina era la mia prima scelta, ma il libro di Yeosang mi aveva fatto cambiare idea. Hongjoong era sempre stato bravo in biologia e chimica, spesso gli chiedevo aiuto se avevo qualche verifica o lui mi passava i suoi appunti. Mi aveva colpito infatti, quando mi disse di voler studiare lettere.
Vabbè, come dargli torto alla fine? Era un secchione e poteva permettersi di prendere una qualsiasi facoltà. A lui piaceva fare un po' tutto e spesso ti faceva sentire "inferiore". Non lo faceva di proposito, ma solo a stargli accanto e a sapere in quante cose lui fosse abile ti veniva da sotterrarti.
Inferiore certo, ma non più basso. I nostri 12/13 centimetri di differenza si sentivano eccome.
«Va bene, dove vogliamo andare quindi?»chiese poi Yeosang appoggiando i gomiti ai nostri sedili davanti e avvicinandosi a noi.
«Mettiti la cinta.»ordinò poi Hongjoong al mio fianco. Avevo quasi dimenticato quanto fosse responsabile quel ragazzo.
«Sei una palla al piede Hyung.»sussurrò l'altro facendo però ciò che il maggiore aveva chiesto pur rimanendo sul sedile centrale.
«Ah quindi sarei grasso?»non posso credere a quello che le mie orecchie stanno ascoltando.
«Hai il ciclo o cosa stamattina?»ecco, ora andava a finire come al solito, a litigare.
Hongjoong era sempre stato un ragazzo tranquillo e buono ma aveva sempre avuto quella punta di acidità in sè che spesso lo rendeva quel che non era: insopportabile agli occhi di tutti.
«La volete piantare voi due? Hyung datti una calmata o ti arriva un pugno, ora possiamo decidere dove diavolo vogliamo andare a mangiare? Inizio ad avere fame.»dissi sbattendo una mano sul volante per attirare la loro attenzione.
Accanto a me Hongjoong sbuffò ma non rispose, sapeva bene che si comportava in maniera infantile e sapeva anche che sarei stato in grado di tirargli un pugno.
«Andiamo al bar accanto alla scuola, è buona lí la roba e poi non è lontano dall'autostrada.»aggiunse poi Yeosang, trovandosi d'accordo con la mia idea e io annuii non aspettando la risposta dell'altro.
Avevo conosciuto Yeosang a scuola, all'ultimo anno la sua classe era stata smistata e lui era finito nella mia. Avevamo stretto amicizia fin da subito e ben presto lui ha iniziato ad aiutarmi a scuola dato che avevo alcuni problemi in alcune materie. Hongjoong era troppo preso con gli esami del primo anno di università e non poteva aiutarmi e perciò quando Yeosang si era offerto di darmi una mano avevo accettato. Grazie a lui ho anche scoperto la mia passione per la medicina e tutto ciò che riguarda il corpo umano, farmaci e salvare vite.
È stata dura far incontrare il mio migliore amico con il mio nuovo compagno di studi, soprattutto perchè il primo inizialmente era geloso dato che credeva di potermi perdere. Purtroppo Hongjoong è sempre stato insicuro, probabilmente per il suo passato, e io sono stato l'unico a rimanergli sempre accanto. Perciò aveva temuto mi sarei allontanato ma io, d'altro canto, ho fatto tutto il contrario e ho reso Yeosang parte della nostra amicizia. Ci era voluto un po' a far abituare il più piccolo all'acidità dell'altro e viceversa, ma alla fine, per fortuna, sono diventati quasi inseparabili.
«Siamo arrivati.»disse Hongjoong leggendomi nel pensiero mentre parcheggiavo nel posto più vicino.
«Scendete e andate a cercare un tavolo. Io intanto chiamo mia madre per dirle che è tutto ok.»dissi loro. Entrambi uscirono dalla macchina e si diressero verso la porta di vetro del piccolo bar lasciandomi finire il parcheggio e poi parlare con mia madre che non ero riuscito a salutare quella mattina dato che ero uscito prima del previsto.
👇🏻Spazio autrice👇🏻
Ciaooo! Come state?
Sono consapevole del fatto che questo capitolo è un po' noioso, ma i primi saranno così, dato che presenteranno tutti i personaggi! Rimanete ancora un po'!
Alla prossima!
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