Capitolo 21°
Remus (del presente) era sempre stato una persona riservata, per tutta ma vita non ha fatto altro che nascondersi. Nascondersi da se stesso, dal mondo intero, aveva paura della bestia dentro di sé, quella bestia troppo grande per un ragazzo, una bestia orribile e senza controllo. Per anni si era visto come un mostro, lontano da tutto e da tutti, solamente lui e la bestia.
Era un emarginato, e lo sarebbe sempre stato, o almeno era quello che credeva. Non poteva avere amici, era troppo pericoloso per averne, all'età di 5 anni capì la triste verità: Lui era diverso dagli altri, nessuno lo avrebbe accompagnato in quell'oscuro persorso che la vita aveva scelto per lui.
O almeno era quello che credeva, tutte quelle insicurezze sparirono dopo aver incontrato tre ragazzi dagli occhi gentili. Tre ragazzi che sarebbero divenuti i suoi migliori amici: James, Sirius e Peter. Fu con loro che imparò cos'era l'amicizia, fu con loro che creò i Malandrini. Bei tempi erano quelli, si ricordava spesso delle risate e dei pomeriggi passati con loro sul Lago Nero a non fare niente. Gli unici amici con cui aveva condiviso le lune piene a partire dal quinto anno in su.
Remus si ricorda di quando aveva una cotta per Sirius, e si ricorda anche quando scoprì che si era fidanzato con Marlene, aveva sofferto, sì, ma a consolarlo ci aveva pensato Mary. C'era sempre stata per lui, non gli aveva voltato mai le spalle, era sempre pronta a tendere la mano verso di lui per aiutarlo, fu così che finì per innamorarsi di lei. Passava le giornate a pensare al sorriso di quella ragazza, dio quanto l'amava, fu così che all'ultimo anno, proprio d'innanzi al lago nero le confessò i suoi sentimenti, scoprendo poi che erano ricambiati. Da lì in poi i giorni passavano veloci, i due si erano fidanzati e erano felici, tutto andava bene. La guerra all'esterno infuriava, ma lui non se ne rendeva conto, infondo tutti andava a gonfie vele.
Remus si chiese come fece a non accorgersi che in realtà le cose non andavano bene, non si accorse del fatto che Peter sembrava assente, non si accorse del fatto che Piton sembrava tramare qualcosa contro James. Semplicemente non ci fece caso, non fino a quando finirono la scuola, fuori dalle emura del castello la guerra infuriava, ogni giorno sui giornali le liste dei deceduti aumentavano. Quella era la realtà che lo aspettò una volta uscito dalla scuola, ma non si aspettava di venir colpito direttamente.
Non si aspettava che Mary morisse lasciandolo solo con una figlia, non si ricorda bene dei due mesi successivi, ma ricorda le lacrime versate sulla tomba della sua amata. Da lì in poi la vita divenne un incubo, la morte di Marlene fece isolare dal mondo Sirius, Peter, già da prima molto assente, sembrava sparito nel nulla, e poi c'erano Lily, James ed Harry, nascosti chissà dove dopo che Voldemort scoprì della predizione.
Ormai il gruppi di amici sembrava disfatto, l'ultima volta che incontró Sirius era stato quando lui si precipitò di corsa per parlargli, sembrava dovesse chiedergli un cosa importante, ma non lo fece mai, e Remus non gli chiese mai nulla. Fu lì che commise l'errore fatale, non chiedere, se magari avvese parlato con Sirius la notte del 31 ottobre James e Lily non avrebbero perso la vita, se magari avesse insistito di più con Sirius non sarebbe finito in prigione.
Per 13 anni continuò a pensare che Sirius avesse venduto i suoi migliori amici a Voldemort, che la loro amicizia fosse solo una bugia.
Quanto era stato stupido nel credere che fosse stato il Black ad uccidere Peter Minus, e non il contrario, perché Sirius era morto anche lui la notte di Halloween, il suo spirito era morto con suo fratello James, per quanto poteva sembrare vivo oramai era un corpo vuoto che viveva, fu per questo che forse, nonostante la tristezza del giorno in cui Sirius morì, era felice per lui perché ora era libero, senza esser più prigioniero nella sua stessa casa.
Remus nella sua vita ne aveva fatti di errori, ne era consapevole, ed è era stato per questo che si era promesso che avrebbe fatto tutto quello che il cuore diceva di fare, senza avere paura, si promise di vivere per ognuno dei suoi amici caduti.
Era quello che si era promesso, ma gli risultò talmente difficile quando si rese conto di essersi nuovamente innamorato.
Questa volta c'erano più contro che pro, il primo fattore era di sicuro la forte differenza di età fra i due, il secondo era che lui fosse un lupo mannaro, terzo aveva paura di tradire Mary e di fare un torto a Maddy. Fu così che cercò di allontanarsi da Ninfadora Tonks, ma non c'è la fece. Per la prima volta dopo anni aveva avuto paura, non sapeva che fare. Ma furono due eventi a dare la giusta spinta a Remus, la prima fu un sogno, una specie di visione dove vide Mary, si ricordava ancora ogni minimo dettaglio di quella specie di visione, si trovava su una collinetta, il cielo aveva un colore sereno, sul rosa tendente all'arancione. C'erano degli alberi con le foglie dai colori classici dell'autunno, sembrava un posto paridisiaco, ma a rendere davvero quel luogo meraviglioso era la presenza di Mary, la donna che aveva amato e che non aveva visto per almeno 15 anni. Parlarono molto, ma la parte clue del discorso fu quando Mary gli parlò di Ninfadora, Remus iniziò a chiederle scusa, ma lei lo fermò. Gli disse che lei ormai non c'era più, ma voleva vederlo felice, voleva vedere Remus, godersi la sua vita senza rimpianti.
Dopo quell'incontro Remus era ancora confuso, ma furono le parole di sua figlia Maddy, parole rassicuranti, parole semplici e dolci, che gli diedero la conferma di ciò che era giusto fare.
Fu allora che decise di buttare giù il muro di insucurezze avanti a lui, di buttarsi a capofitto.
Remus sorrise ripensando alla sua vita, era proprio grazie a tutto ciò che era successo nella sua esistenza che ora si trovava difronte a Ninfadora, inginocchiato davanti a lei
"Dora, so che stiamo insieme da poco, però c'è una cosa che ho imparato sai? Di seguire il mio cuore quindi Dora, nonostante le mie condizioni, vuoi sposarmi?"
"si, si che lo voglio!"
I due si baciarono, Remus non sapeva per quanto tempo durò il bacio, ma non gli importava, ora finalmente dopo anni si sentiva completo, ora dopo anni stava davvero bene. Poteva tornare a vivere, e forse questa volta tutto sarebbe andato bene, forse finalmente avrebbe avuto lieto fine, Remus ci contava, o almeno ci sperava.
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