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Custode di un sogno

Da bambini, spesso accade, di sognare a occhi aperti. Immaginiamo ciò che vorremmo essere o fare in futuro e diventiamo custodi di sogni. Crediamo, speriamo e viviamo per essi. Ciò nonostante accade, ogni tanto, di smarrirli lungo la strada. Li dimentichiamo. Tutto quello che ci faceva sentire vivi, talmente vivi da sentire il cuore esplodere "letteralmente" dalla gioia, cancellato. Un tocco di spugna su una macchia. Questo era l'errore che stavo per compiere io, ma sono felice di non averlo fatto!

Non credo manchi ancora molto. Dovrebbe essere qui nei dintorni. Dio!Sento scorrere l'adrenalina addosso! Il solo pensiero di essere arrivata così vicina alla meta mi fa sentire viva. È un traguardo che attendevo da tanto tempo. Nonostante le difficoltà, le lacrime, il sudore, ora sono qui. Mio padre ne sarebbe stato felice... La malattia lo ha portato così lontano da me e da se stesso.Quando la mente viene annientata tutto il resto scompare e rimane il maledettissimo "buio". Quel buio e vuoto che traspare dai suoi occhi. Ormai spenti. Ha lavorato a questo progetto una intera vita insieme alla mamma. La compagna perfetta! Un'unica anima. In tutti i miei viaggi non ho mai conosciuto una coppia come loro. Vivevano l'uno per l'altra. Sostenendosi senza mai arrendersi.

"Chi si ferma è perduto"

Il motto tipico di mio padre. Lo ripeteva spesso. A volte troppo spesso. Tuttavia, a distanza di tempo, mi manca non sentirlo. Porto sempre con me il suo diario e dopo questo viaggio ho deciso che lo pubblicherò raccontando le straordinarie avventure che abbiamo vissuto insieme. Non dimenticherò mai come é nato il mio amore per la ricerca sul campo, proprio durante uno di quei viaggi di esplorazione in questo luogo: le grotte di Škocjan. E con oggi terminerò l'ultimo percorso della mappa che ha tracciato mio padre.

Flashback

<< Lilyan! Attenta a non sporgerti. Potresti cadere. A causa del fiume sotterraneo le pareti sono diventate più scivolose e a rischio di frana>> disse mio padre badando di non causare troppo suono all'interno della grotta.
<< Dobbiamo muoverci >> ribadì mia madre.

Ancora non capisco come riescano a mantenere la stessa euforia dopo tutte le grotte che abbiamo visitato. Non mi sembra ci sia qualcosa di diverso. Un fossato viscido, gelido e buio nel terreno. Woow! Che spettacolo... Ma d'altronde è il loro campo: la speleologia. In classe ancora mi domandano di cosa si tratta?!? In effetti forse solo io la conosco. Ne sono quasi sempre tutti affascinati eppure io non ci vedo nulla di particolarmente sorprendente! Tuttavia non nego che osservare i miei genitori così felici mi procura serenità. Questa è l'unica e sola ragione principale per la quale li seguo in questa follia!

<< Tom stai riprendendo tutto?>> Bisbigliò entusiasta la mamma vicino l'orecchio di mio padre
<< Ovvio! >> rispose mio padre poi continuò: << mi meraviglio che tu continua a ricordarmelo dopo tutti questi anni>>
<< Conoscendoti avresti potuto dimenticartelo come quella volta!>> rispose con tono divertito mia madre
<< Non posso crederci?! Per quanto tempo vorrai rinfacciarmelo!!!>> ribatté mio padre
<< all'infinito>> rispose mia madre, dandogli un bacio.

Lo sguardo di mio padre era unico. Si perdeva spesso mentre osservava la mamma. In effetti lei sapeva bene come attirare la sua attenzione! Spesso racconta di come si sono conosciuti e di come si è innamorato della sua "luce". Non sapevo bene cosa intendesse dire, ma ora guardandoli ne comprendo un po di più le parole. Mia madre è una donna meravigliosamente bella! Luminosa come il sole. Allegra, semplice con una spiccata intelligenza. Intuitiva ed impulsiva, ha dato del filo da torcere a mio padre. Fin quando non é ceduta tra le sue braccia. Nel vero senso della parola. Mentre cercava di passare da una sporgenza ad un altra è piombata tra le braccia di mio padre ed è scoccata la scintilla! Mio padre a differenza sua si può definire l'opposto. Tranquillo, riflessivo un matematico senza eccezione. La sua sicurezza ti fa sentire profondamente protetta da tutto e tutti. È difficile che qualcuno possa avvicinarsi a me e alla mamma senza aver incrociato lo sguardo di mio padre. Alla fine sono felice di avere due genitori come loro!

<< Tom! Tom! Sicuramente è li la fonte principale del braccio destro di Seourt. Guarda come le acque vengono incanalate. Se solo sapessimo dove sfociano potremmo in qualche modo studiarne il percorso e deviarle verso la bocca del Wuyr. Li la terra sta morendo e in più la grotta li vicino riprenderebbe vita! Immagina esplorarla cosa significherebbe per la nostra ricerca!>> disse la mamma in preda all'euforia
<< Già! Sarebbe la punta di diamante per il progetto. Nonostante ciò arrivare fin li sarà una impresa ardua e il passaggio tra una gola e l'altra è molto piccolo. Per poter fare tutto ciò bisognerebbe portare le corde fino quella sporgenza rocciosa laggiù passando da li. Ma per noi è impossibile>> rispose mio padre, alzandosi il cappuccio della tuta sulla testa.

Non pensavo sarei arrivata a dirlo ma non mi sembra ci siano altre soluzioni.

<< potrei farlo io! >> dissi, avvicinandomi ai miei genitori.

Mi osservavano ancora incerti ed in silenzio, cercando di capire se stessi scherzando o meno.

<< Lilyan apprezzo il tuo desiderio di volerci aiutare ma...>> mia madre si voltó verso mio padre aspettando un suo intervento
<< Potrebbe funzionare>> rispose mio padre con tono deciso e fermo
<< ma Tom, hai visto dove si trova quella sporgenza?! Potrebbe essere pericoloso. Non sappiamo se li la roccia è a rischio di frana oppure no>> disse la mamma
<< Mel! Tranquilla. Lilyan c'è la può fare inoltre ha avuto gli insegnanti migliori>> girò lo sguardo verso di me e mi fece cenno di andare.

Potevo sentire lo sguardo perforatore di mia madre addosso. Un brivido scese lungo la schiena. Avevo con me tutta l'attrezzatura che mi serviva per l'impresa. Una impresa che non avrei mai detto di dover affrontare!! Certo in passato avevo collaborato in qualcosina tra una escursione ed un'altra. Ma non di questo peso. Con passo incerto, giunsi infine di fronte lo sbocco di cui parlava mio padre. Mi abbassai e cercai di vedere oltre. Era tutto buio e freddo. La tuta proteggeva dalle basse temperature ma non poteva di certo proteggermi il viso dal vento gelido che fuoriusciva proprio dalla fessura in cui mi sarei dovuta inoltrare io. Agganciai bene la corda lungo il busto, accesi la torcia sul petto e iniziai a strisciare a terra. Non sentivo e non riuscivo a vedere ancora nulla. Potevo ascoltare solo il suono del vento che sbatteva alla roccia e sul mio viso. Il battito accelerato del mio cuore si faceva sempre più spazio nel silenzio. Finalmente sopraggiunse una piccola luce e potei vedere oltre. Ero finalmente fuori. Non sentivo più il naso ma almeno ero libera. Feci un cenno con la mano verso i miei genitori per rassicurarli poi spostai lo sguardo verso la mia ultima meta. Raccolsi intorno a me un 4 o 5 pezzi di roccia e le scagliai lungo il percorso che dovevo intraprendere per valutare il terreno. Fin qui tutto bene. Il cuore non smetteva di battere. Improvvisamente sentii salirmi un calore inspiegabile. Decisi di muovermi con cautela e raggiunsi la famigerata sporgenza. Ero brava nei nodi così brava che era difficile scioglierli. Piantai i rampini nella viscida roccia. Passai la corda tutto intorno e dopo averla fissata bene la lanciai in direzione dei miei genitori. Dopo esserci riuscita sentii che qualcosa era cambiato. Una scarica di adrenalina mi salì per tutto il corpo dalla punta dei piedi fino all ultimo capello sulla testa. Da allora questa sarebbe stata la mia vita!

Fine flashback


<< Lilyan ci siamo! Questa è l'ultima corda>> disse Ruan lanciandomi la fune.
<< ottimo!>> risposi afferrandola al primo colpo e poi continuai: <<ricordatevi bene questo giorno. Tra qualche minuto scopriremo finalmente l'ultima foce.  Abbiamo studiato a lungo i vari percorsi e ora dopo questa impresa saremo in grado di tracciare l intero percorso di queste grotte e saremo i primi a farlo! Una seconda troupe mi aspetta fuori alla bocca del Wyur per filmare tutto! In bocca al lupo!>>
<< crepi!>> risposero in gruppo

Chiusi gli occhi. Feci un respiro profondo e iniziai a scendere giù lungo la grotta del Gykï. Era incredibile. Nonostante mi ricoprisse l'oscurità più fitta mai vista potevo osservare delle piccole scintille di luce. Sembrava come se dall'alto mi stessero lanciando brillantini, questo se fosse una bambina a vederlo. L'effetto era creato dai deboli raggi di luce filtrati dalla parete superiore della grotta che battevano lungo le pareti della gola marmorea. Subito sentì il suono dell'acqua. Potevo anche vederlo. Sentivo il cuore uscire dal petto per la gioia. Ripensai ai miei genitori. Dopodiché gettai il drone nella foce e strisciai verso l'uscita! Mi sentivo libera. Intorno potevo osservare gli arbusti ricoperti ancora un po di neve. In cielo era di un azzurro cosi limpido da spezzare il fiato. Poi sopraggiunse una voce dal basso:

<< C'è l'hai fatta! Il drone a breve arriverà alla fonte madre. Ottimo lavoro tesoro mio>>
Il sorriso di mia madre batteva senza dubbio il panorama!

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