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Quindi... Non devo aver pietà di nessuno?
Questa volta quella vecchia tartaruga mi ha lasciata andare, ma credo che non succederà una prossima volta. Però mi dispiacerebbe troppo e i sensi di colpa arriverebbero.
Ti ricordo che prima battiamo il loro nemico e poi possiamo andarcene.
Sì ma...
Niente ma.
Potresti uccidere un dolce e piccolo coniglietto innocente?
Uff, no...
Quindi zitta.
Sono fuori dalla gigantesca quercia. Vorrei visitare la zona marina dato che a volte le "oche" dicevano che è una zona bellissima.
Spero che non dicano solo sciocchezze.
Passo per il mercato dei mammiferi e osservo per la seconda volta, la quantità di animali che comprano vegetali e frutti che serve a loro per il letargo.
Mi immagino una famiglia di conigli che mangia un pranzo di cibi alle carote. Risotto alle carote, carote bollite e torta alle carote.
Ma hey, i conigli non possono cucinare.
Sono arrivata.
Allora quelle tartarughe hanno ragione in fondo.
È un grandissimo lago, molto abitato e limpido, pieno di strutture e case per pesci.
-È... è... è bellissima-
-Già-
Mi giro velocemente.
-Che ci fai te qui? Mi hai fatto prendere un colpo.-
Dico mettendomi una mano sul petto e guardando il pettirosso.
-Oh niente. Ti stavo seguendo da un po'-
-Non credere di farmi paura signor Stalker-
-Che peccato, non sono riuscito nel mio intento-
-Ma da quando sei così "simpatico"?-
Dico con una faccia confusa-divertita.
-Io sono sempre simpatico-
-Come scusa?-
Mi è andata di traverso la saliva.
-Hai sentito bene-
-Okay, tu mi preoccupi. Adesso però andiamo-
-Prima devi mangiare un'alga.
Ti fa respirare sotto l'acqua e potrai nuotare più facilmente.-
-Ovviamente dovremo fare un lungo viaggio per prendere queste alghe, giusto?-
-No, girati a destra e vedrai una bancarella che da le alghe gratis-
Mi ferma prima di poter parlare.
-Le alghe le coltiviamo, non le compriamo-.
-Mh... Okay...-
Vado dalla bancarella e prendo due alghe.
-Tieni-
Dico porgendo al pettirosso l'alga.
-Ce l'ho già-
Sospiro e mi metto l'alga in tasca, potrebbe sempre servirmi, o rimarrà per sempre nella tasca dei miei pantaloni.
Sicuramente quando laverò i miei pantaloni, la noterò e la metterò da qualche parte. Forse in una borsa. Non lo so.
Mangio l'alga ed entro nel lago con il pettirosso. Vado in profondità e intanto tengo il respiro, ma alla fine mi lascio e "respiro" l'acqua.
Il piccolo volatile si muove come nulla fosse, mentre io muovo le braccia goffamente cercando di non affondare subito.
Non sono abituata a nuotare.
Non lo faccio da tanto tempo.
Mi sembra un po' strano che io non ricordo come si nuota.
Mi abituo e dopo un po' arriviamo alla città.
-È fantastica-
-Per te lo è tutto-
-Scusami, non è colpa mia se mi impressiono così facilmente.
E poi vedi ogni giorno cose così belle. Io no.-
Diceva di essere sempre simpatico; secondo me si è confuso con perfettino.
La città è piena di pesci e strutture in pietra. Case, locali e zone pubbliche.
Entro nuotando e tra un po' mi faccio investire da un piccolo branco di pesciolini. Alcuni pesci sono alle bancherelle di un mercato che comprano del cibo, altri sono al parco a farsi una passeggiata e altri stanno a casa.
-Ci sei stato molte volte qua?-
-Solo per fare delle commissioni-
-Quali commissioni?-
-Dovevo chiedere ad alcuni pesci delle cose-
-Quali cose?-
-Affari miei.-
Alcuni pesci sono grigi, tristi.
Mi avvicino a uno e gli chiedo:
-Perché sei così triste?-
Non mi risponde.
Mi ignora e continua a nuotare per i fatti suoi.
Provo con altri ma mi ignorano.
È inutile.
Vado in un parco e mi siedo sulla prima panchina che trovo.
Non c'è il pettirosso con me.
Dov'è? Non si può mai stare tranquilla. Che palle.
Mi alzo subito e me ne vado da lì. Devo trovarlo. Mai un giorno tranquilla.
Inizio a urlare il soprannome del pettirosso, ovvero "signor Stalker", ma non ricevo risposta. Inizio a preoccuparmi.
Dopo aver controllato due volte la città, noto una piccola via buia. Come quelle viuzze nei film in cui ci sono spacci di droghe o altri atti illegali.
Tremo per il freddo.
Certo.
Zitta.
🐟Mi infiltro nella via, e inizio a sentire delle urla.
Mi nascondo dentro un bidone della spazzatura, non si sa mai.
Potrei farmi scoprire.
-Adesso non fate più i gradassi,eh?-
Ma guarda un po'. Senza di loro non siete nulla. Non so neanche perché voi siate ancora qui. Dovreste andarvene. Ah, già non si può perché lei è una pacifista inutile.
Non la sopporto più.
Perché continuo a lavorare per lei?-
Cosa?
Silenzio tombale.
Sbircio fuori dal bidone.
È lui. Il pettirosso.
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