15; Piani segreti
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Alle parole di Taeyong, Lee Pil Mo sgranò di colpo gli occhi, ripercorrendo mentalmente ogni singola verifica da lui corretta e riconsegnata quella stessa mattinata, quando si rese intelligentemente conto del vero significato di ciò che aveva appena sentito, e rispose al suo alunno per le rime.
«Ah, è così terribilmente sorprendente quanto certe situazioni siano ridicole anche solo a pensarle» sospirò infine, scrutando intensamente negli occhi un Taeyong alquanto confuso da quella sua constatazione. «Già... perchè tu, Lee Taeyong, non hai mai preso più di 6 in un mio compito. E ora, di punto in bianco, in una classe che ha avuto a malapena la media del 4, tu te ne esci con un compito immacolato in cui hai preso 10 e lode. Strano, vero?» affermò acido, scrutandolo dall'alto al basso, e mascherando brillantemente la curiosità di vedere la sua reazione.
«Che cosa?! Crede che sia stato io?!» reagì Taeyong, sgranando gli occhi.
«Perché no?» ribattè Pil Mo, sollevando il mento, anche se nel suo intimo non ne era del tutto convinto.
«Mi perquisisca pure, se vuole. Ma non credo che lei pensi che io sia così stupido da mettermi con la schiena al muro da solo. E comunque, io l'ho avvertita, per ogni evenienza» lo provocò a sua volta Taeyong, con un sorrisetto malefico in volto, per poi allontanarsi verso il corridoio da cui era venuto.
Pil Mo diede un paio di colpi di tosse, scuotendo la testa... quando gli riaffiorò alla mente l'innocente e puerile figura di Oh Ji An, l'unica altra ragazza che oltre a Taeyong aveva preso un voto più che eccellente, pur non essendo mai stata un talento così promettente in scienze in tutti gli anni di superiori che aveva finora frequentato.
Fu allora che il prof, con la testa che gli frullava incessantemente, venne pervaso da mille dubbi, dubbi che non avrebbero potuto essere verificati se non di persona.
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«Svuota lo zaino» ordinò Pil Mo con voce autoritaria, comparso improvvisamente davanti ad una Ji An che stava tranquillamente chiacchierando con gli amici agli armadietti.
La ragazza si voltò verso il prof, confusa.
«Come, scusi?» chiese poi, sollevando un sopracciglio.
«Ho detto: svuota-il-tuo-zaino» ripetè il prof, scandendo parola per parola, con un'espressione alquanto truce.
Ji An lo guardò perplessa, e Yuta ed Eun Chan non erano da meno.
«Non tergiversare, aprilo subito» la incitò Pil Mo, avvicinandosi minacciosamente di un passo.
Ji An allora, tanto confusa quanto preoccupata che fosse successo qualcosa di cui non era al corrente, fece come le era stato detto, aprendo lo zaino, ribaltandolo sul ripiano del proprio armadietto e facendoci cadere sopra parecchi libri.
Pil Mo si avventò su di essi senza neanche avvisare, cominciando a sfogliarli e scuoterli rapidamente, mentre Ji An sembrava sempre più sconvolta.
«Prof... è successo qualcosa?» azzardò, mentre con lo sguardo cercava aiuto in Yuta ed Eun Chan, schierati uno alla sua destra e l'altra alla sua sinistra.
«Aish! Apri l'armadietto!» le esclamò in risposta Pil Mo, schizzato, con una vena che gli pulsava visibilmente in fronte.
Ancora una volta Ji An eseguì sommessamente i suoi ordini, più confusa che mai, e...
Non l'avesse mai fatto.
«Che cos'è questo?» chiese Pil Mo, piegandosi a raccogliere un mucchietto di fogli grappettati caduti a terra subito dopo che l'armadietto era stato aperto.
Ji An strabuzzò gli occhi, restando immobile dov'era.
«Non l'ho mai visto prima, prof» cercò poi di dire con tutta tranquillità, anche se stava già temendo il peggio.
«Ah, no? Ma guarda un po', a me sembra proprio la mia copia originale del compito in classe...» ribattè Pil Mo, stirandola per bene con le mani e dandogli un'occhiata severo, per poi posare i suoi occhi minacciosi sulla povera Ji An.
«C-che cosa?» balbettò la ragazza, non potendo credere ai suoi occhi.
Di certo non era stata lei a rubare a Pil Mo una cosa del genere, né era sicura di aver mai visto dei fogli simili in vita sua.
«Ecco perché hai ottenuto il punteggio massimo!» esclamò ad un tratto Pil Mo, scuotendole davanti alla faccia i fogli che teneva in mano con aria fortemente irritata.
«Ma io non ne so niente, prof! Qualcuno deve averlo messo qui dentro apposta!» tentò di discolparsi Ji An, riuscendo ad immaginare subito di chi poteva trattarsi.
«Congratulazioni, studentessa Oh. Sei anche una bugiarda, oltre a essere una truffatrice!» la apostrofò allora Pil Mo, guardandola di sbieco, dopodichè, con un dito, le indicò il suo ufficio, dove i due avrebbero potuto chiarire la questione che, a Ji An, risultava invece già più che cristallina.
Ma purtroppo non aveva prove per incastrare l'artefice della sua rovina, il cui sguardo, in lontanaza, brillava con uno strano baluginio, mentre si sfregava le mani soddisfatto.
Ce l'aveva fatta.
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«E così l'hai incastrata, eh?!»
Yuta inveì contro Taeyong, dopo averlo seguito mentre si recava in bagno, non appena Ji An si fu vaporizzata a seguito di Pil Mo.
«Che cazzo dici?» lo accolse benignamente Taeyong, passandosi noncurante una mano fra i capelli mentre si contemplava allo specchio.
«Hai rubato l'originale dell'esame e l'hai messo nel suo armadietto!» sputò Yuta, spazientito.
«Caspita, hai una fantasia davvero incredibile, caro il mio amichetto di Ji An di cui non ricordo il nome! Peccato che non la usi mai per il tuo... guardaroba» ribattè Taeyong, scostando finalmente lo sguardo dallo specchio e squadrando Yuta sprezzante dalla testa ai piedi.
Quest'ultimo a quel punto perse definitivamente la pazienza, tanto da prendere Taeyong per il colletto della camicia e minacciarlo a morte, con uno sguardo più che assassino.
«Tu adesso vai dal prof e gli confessi tutto.» gli ordinò, anche se Taeyong non parve reagire a quella minaccia come Yuta aveva sperato. Anzi, l'omino bianco si limitò a guardarlo con quei suoi occhi ipnotici e gli indirizzò un sorrisetto beffardo, anche se Yuta non si mosse di lì, continuando a tenerlo attentamente sotto tiro. «Gli dici tutto... del fatto che sei un genio e il resto!» specificò poi, accorgendosi che Taeyong non mostrava il minimo segno di volersi arrendere.
Quando Yuta stava per perdere definitivamente ogni speranza di vendetta, dal momento che non se la sentiva proprio di venire alle mani con un tipo del genere (per di più in bagno, senza nessun testimone), una domanda di Taeyong lo colse di sorpresa.
«Tsk... è la mummia che ti ha messo in testa queste idee assurde?» gli sussurrò, facendolo rabbrividire.
Yuta allentò la presa, tanto confuso quanto stupito.
«Devi avere un bisogno disperato di amici per stare sempre e costantemente ai suoi ordini! Perché non ti fai un po' i cazzi tuoi?» lo insultò poi l'omino bianco, essendo ovviamente consapevole che tutto ciò che gli stava dicendo era in realtà valido per nessun altro che se stesso, dato che era arrivato a schiavizzare addirittura il povero Jaehyun, il quale si trovava ancora in infermeria a fingersi malato da chissà quanto tempo.
Yuta in tutto ciò rimase di stucco, incapace di reagire lucidamente. E, quando finalmente capì che non poteva far altro che dargli un bello schiaffone in faccia, ritornò in sé e si accorse che Taeyong era già sparito nel nulla.
"Mh... l'ha passata liscia, per ora. Ma sono sicuro che prima o poi avrà quello che gli spetta. In fondo, la vendetta è un piatto che va servito freddo." pensò il giapponese, mentre si dirigeva anch'egli fuori dai bagni, consapevolissimo che sarebbe arrivato in ritardo alla lezione di storia e si sarebbe beccato una delle tante strigliate di quell'odioso del prof Joji.
Ma in fondo non gli importava poi più di tanto, dal momento che l'unica cosa che gli stava a cuore il quel frangente era l'incolumità di Ji An.
"Chissà come se la starà passando ora nell'ufficio di Pil Mo a sorbirsi una delle sue ramanzine interminabili..." la compianse Yuta, sospirando affranto.
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«Non sei nemmeno stata tanto furba! Se vuoi proprio imbrogliare, fai almeno in modo di non prendere addirittura il massimo!» esordì Pil Mo, girando in piedi intorno alla sua cattedra, di modo che non gli sfuggisse nessuna delle mosse di Ji An, che invece era seduta sulla sedia di fronte al tavolo, battendo nervosamente i piedi a terra.
«Ma io non ho imbrogliato! Non lo farei mai!» esclamò in propria difesa, non avendo altre prove da fornirgli se non la sua più completa sincerità.
Ma poteva immaginare che Pil Mo non le avrebbe creduto... in fondo, era sempre stato così diffidente con i suoi alunni, per cui non ci sarebbe stato motivo di credere di passarla liscia così facilmente.
"Lee Taeyong... tra tre settimane puoi giurare che ti strozzo." era tutto ciò che riusciva a pensare la ragazza quando rivolgeva la sua mente a quel malefico omino bianco, che sicuramente adesso se la stava passando molto meglio di lei, con un 10 e lode ottenuto apparentemente senza imbrogli e dopo aver incastrato la sua rivale tanto odiata.
«Oh, certo... e allora come lo spieghi questo?» la provocò Pil Mo, sventolandole davanti alla faccia la sua verifica svolta perfettamente, senza nemmeno il minimo errore.
Ji An sospirò, pensando però che forse il momento che aspettava di trovare per parlare di quella cosa con Pil Mo era finalmente arrivato.
Doveva solo farsi abbastanza coraggio e tirare fuori l'argomento con naturalezza, di modo da non farla sembrare una cosa troppo irreale.
«È proprio quello di cui avevo intenzione di parlarle, uno di questi giorni» fu tutto ciò che disse la ragazza a Pil Mo, confondendolo ancor di più.
«Che stai cercando di dirmi?» chiese allora il prof, sollevando un sopracciglio.
Fu allora che Ji An si alzò in piedi, e, sperando di non doversi mai più ripetere, gli sussurrò qualcosa che gli fece gelare il sangue nelle vene.
«Mi succede qualcosa, capisce? Qualcosa di strano! Ho come dei flash, e all'improvviso so cose sbalorditive sulla scienza!»
«Oh Ji An, adesso non farneticare.» la avvertì Pil Mo, fissandola severo.
«Lo so che sembra assurdo, ma è la verità!»
Ji An sospirò. Avrebbe dovuto dirgli tutto chiaro e tondo, altrimenti Pil Mo non avrebbe mai afferrato il concetto. Così ridusse il volume della voce ancora di più e chiuse gli occhi, dopodichè gli confidò tutta la verità e nient'altro che la verità.
«Sono una specie di genio!»
Ji An si maledì mille volte per averglielo detto, ma ormai quel che era fatto era fatto... e ora restava soltanto da sentire ciò che poteva pensare Pil Mo a proposito.
«Eh?! Un genio? Tu?!» le fece l'eco il prof, puntandole un dito contro. Evidentemente non le credeva, anzi, si stava sentendo parecchio preso in giro, viste le circostanze.
«Se me ne dà l'occasione glielo proverò.» affermò Ji An convinta, intenta a non demordere per quello per cui si stava battendo con tanta enfasi.
Pil Mo scosse la testa, bofonchiando qualcosa fra le risate.
«Ah, cara Oh Ji An... Se tu fossi veramente così intelligente come dici di essere, capiresti di trovarti in una fossa, e non scaveresti ancora di più» osservò, mettendosi le mani sui fianchi.
"No... così non ci siamo. Devo farglielo capire in maniera concreta." pensò Ji An, stringendo i pugni fino a far diventare le nocche bianche, nel tentativo di placare il suo nervosismo accumulatosi nell'arco di tutti quei giorni.
«Mi metta alla prova, mi faccia una domanda! Sì, mi creda! Mi chieda una qualunque formula matematica o scientifica, qualcosa di complicatissimo, e io saprò risolvergliela in pochi secondi!» cercò infine di rassicurarlo Ji An, ottenendo purtroppo l'effetto contrario.
Già, perché a quel punto Pil Mo era veramente giunto al limite della sua pazienza, tanto da arrivare a liberarsi di Ji An in una maniera piuttosto inaspettata e alquanto acida, autoconvincendosi che stesse avendo a che fare con una pazza fuori di testa.
«Oh Ji An. Hai avuto la tua occasione, e l'hai sprecata... per questo ti meriti un 2. Ah, e lavorerai in cortile per il resto della giornata» sentenziò, per poi lasciare la stanza borbottando qualcosa su quanto il mondo giovanile odierno fosse caduto in basso, e altre baggianate sui giovani, pensieri comuni a tutti gli adulti.
Ji An si picchiettò ripetutamente la fronte, non potendo che ritenersi sfortunata... ma, essendo stata sicuramente tutta colpa di Taeyong, era sicura che prima o poi, in un modo o nell'altro, avrebbe trovato la vendetta perfetta.
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Mentre era occupata a pulire il giardino dalle innumerevoli foglie sparse tutte attorno in giro, la mente di Ji An stava ribollendo di pensieri negativi nei confronti di quel lurido bastardo dell'omino bianco.
Gli avrebbe volentieri conficcato quell'aggeggio per pulire le foglie - che sembrava tanto un forcone - dritto dritto nello stomaco, se solo avesse potuto.
Ma, allo stesso tempo, non poteva non pensare anche a Pil Mo, e di quanta poca fiducia avesse avuto quest'ultimo nelle sue parole... perché, se solo il prof le avesse creduto, lei avrebbe avuto certamente un'arma in più per smascherare Taeyong, e far capire a Pil Mo che avrebbe dovuto aiutarli a guarire queste loro menti malate diventate da un giorno all'altro super sviluppate.
«Devo pensare a qualcosa, qualcosa che nessuno potrà negare... nemmeno Taeyong.» farfugliò, mentre, con l'unico braccio buono che si trovava puliva energicamente uno dei tanti marciapiedi pieno di foglie e terriccio.
Quando finalmente le lezioni terminarono, ebbe il piacere di conversare e sfogarsi un po' con Yuta, Eun Chan e Johnny, anche se, come al solito, si curò di non specificare certi particolari compromettenti.
Mentre si avviavano verso il parcheggio, Ji An scorse in lontananza Taeyong e Jaehyun che si stavano avviando a passo svelto chissà dove...
"Oh, vedo che Jaehyun si sta comportando da bravo scagnozzo." pensò, con un grugnito, mentre Yuta le offriva un passaggio a casa con la sua moto.
«Grazie, ma... credo che per oggi tornerò a casa a piedi. Sai, un po' di movimento ogni tanto fa bene alla salute» si giustificò, trovando la prima scusa che le venne in mente, per poi salutarli e avviarsi sulla strada di casa.
Prima di varcare il cancello della scuola, però, neanche a volerlo, le capitò nuovamente sott'occhio l'annuncio in bacheca dei provini del musical che si sarebbero tenuti l'indomani, a cui non avrebbe potuto partecipare per via del suo braccio fuori uso, e questo non contribuì affatto a migliorare il suo umore già a terra.
Per di più si era voluta prendere un'altra pausa di riflessione, per pensare da sola ad una soluzione, declinando pure un passaggio in moto da parte di Yuta, ma tutto ciò forse non l'avrebbe pienamente aiutata a trovare l'ispirazione per un nuovo e folgorante flash mentale.
Tuttavia, mentre camminava sola soletta sul marciapiede in direzione di casa, aspettando che il semaforo diventasse verde per poter attraversare la strada, un cartellone pubblicitario a cui prima non aveva mai fatto caso catturò inaspettatamente la sua attenzione.
Vi erano pubblicizzati dei braccialetti spessi e fosforescenti, all'ultima moda fra i giovani del momento, ma che lei onestamente aveva sempre odiato, come odiava in generale ogni accessorio superfluo che le appesantiva le braccia, a maggior ragione che ora aveva pure il gesso.
Abbassò i tristi occhu sul suo braccio invalido, ed un attimo dopo lo rialzò di nuovo per contemplare quel cartellone.
Vi era raffigurato un braccio fotografato, pieno di braccialetti, su cui Ji An aguzzò particolarmente lo sguardo.
Qualche secondo dopo, sentì di nuovo quella sensazione ormai più che familiare pervaderle il cervello: pesantezza mentale, il vuoto, ed infine... il flash.
Nel frattempo, il semaforo per attraversare la strada era diventato verde, ma Ji An non ci badò più di tanto.
"Ma certo... non posso aggiustarmi il braccio come se fosse nuovo, ma posso pur sempre... sostituirlo! È deciso: parteciperò ai provini e dimostrerò a Pil Mo che sono davvero un genio." riflettè, guardandosi nuovamente il braccio ingessato e non riuscendo a non trattenere un sorrisetto soddisfatto.
Taeyong aveva sì compiuto il suo misfatto, ma Ji An nel frattempo stava già architettando qualcosa per riparare al casino che aveva fatto, e per entrare una volta per tutte nelle grazie di Pil Mo.
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