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05; Inspiegabili mancamenti





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Dopo due o tre secondi di completo imbarazzo, durante i quali Jaehyun fissava insistentemente il suo interlocutore, i due ripresero a camminare, e Yuta si decise finalmente a parlare.

«Ecco, per quanto riguarda Taeyong, non è che potresti dirgli da parte mia...?» 

«Eeehhhh?! Non vorrai mica provarci anche con lui, spero!» reagì Jaehyun, scandalizzato più che mai, interrompendolo a metà frase.

"Questo è davvero troppo!" pensò Yuta, cercando di contenere il nervosismo.

«Okay, okay, okay, frena!» lo fermò poi, facendo sì che, rallentando il passo, si ritrovassero ad essere gli ultimi studenti della fila.

«Ho il sospetto che sia successo qualcosa di strano a Ji An e Taeyong ieri sera nel laboratorio. Quindi ho bisogno che tu chieda a Taeyong - visto che ci sei particolarmente in confidenza - qual è l'ultima cosa che si ricorda di aver fatto ieri sera, e se crede di essere stato lui a ripulire tutto il laboratorio. Io farò lo stesso con Ji An» parlò Yuta, come se si trattasse della cosa più importante del mondo.

«Beh, ma non è stato davvero così? Erano loro che dovevano pulire il laboratorio, no?» chiese Jaehyun, retoricamente.

«No, ti sbagli. Quando siamo entrati nel laboratorio, ieri, e anche quando abbiamo portato via Ji An e Taeyong, era ancora tutto sottosopra, non ti ricordi?» tentò di farlo ragionare Yuta, ma invano.

Già, perché nel frattempo erano già arrivati sulla soglia del laboratorio, e, mentre i compagni davanti a loro liberavano man mano l'entrata andando a prendere posto, Jaehyun non potè fare a meno di notare quanto effettivamente il laboratorio fosse molto più pulito di come lo avevano lasciato ieri sera. Anzi, era proprio cristallino.

«Ma come... come è possibile?» disse Jaehyun, incredulo.

«Beh, sai... Tanto olio di gomito... e lo spray Omino Bianco, ovviamente» sussurrò Yuta al suo fianco, fermo sulla soglia, coprendosi la bocca con un braccio per non essere sentito da nessuno, neanche gli stesse spifferando chissà quale segreto.

«Come hai detto?»

Jaehyun non ci capiva più niente. Beh, del resto non aveva tutti i torti.

«Tanto olio di gomito e basta, okay? Non fare altre domande. Su, ora va' a sederti con Taeyong e fa' quello che ti ho chiesto» lo liquidò Yuta, estraendo dalle tasche altre due banconote fresche fresche e passandole a Jaehyun, che stranamente scosse la testa con un sorrisetto e si allontanò, andandosi a sedere vicino a Taeyong in fondo.

Yuta invece andò ad accomodarsi nel tavolo affianco, vicino ai davanzali interni con gli acquari, e scoprì che Eun Chan seduta al centro e Ji An sulla sinistra stavano discutendo animatamente.

Johnny, non volendosi azzardare a sedersi affianco a quella chiacchierona di Eun Chan, gli aveva evidentemente voluto lasciare il posto libero, andandosi a sedere due file più avanti.

«Allora, che ti ha detto Johnny?» chiese Eun Chan all'amica, eccitata.

«Oh, niente di importante. Mi ha solo chiesto il numero, ma solamente per...» sminuì la faccenda Ji An, ma Eun Chan la interruppe.

«E tu questo lo chiami niente di importante? Ma compare, è semplicemente grandioso!» esclamò, al settimo cielo.

«Tu hai fatto cosa?» si intromise allora Yuta, sporgendosi verso Ji An e scostando indietro con un braccio Eun Chan situata nel mezzo fra i due, che lo guardò indignata.

«Ci siamo solo scambiati i numeri!» rispose Ji An con tono ovvio, chiedendosi perché mai a Yuta importasse tanto.

«Socia, ascoltami, è importante: appena usciamo di qui devo parlarti» affermò deciso quest'ultimo, cambiando discorso, come se fosse questione di vita o di morte.

«Va bene, va bene...» rispose lei, frettolosamente.

«Allora, laggiù in fondo, abbiamo finito con i pettegolezzi o volete anche un caffè?» li rimbeccò all'improvviso il prof, facendo calare il tanto desiderato silenzio in aula.

Tutti lo guardarono, in attesa di ricevere le prime istruzioni.

«Bene, oggi partiamo con qualcosa di semplice: vi dividerò in gruppi da 3 o 4 membri l'uno, e voglio che ciascuno di questi gruppi lavori a qualcosa, stendendo una relazione quanto più completa sull'argomento assegnato.»

Sembrava tutto piuttosto chiaro, ma come al solito il rompiscatole di turno alzò immancabilmente la mano.

«Ma prof, come facciamo a lavorare a tante cose diverse tutti in questa classe? Non avremo bisogno di spazio per muoverci?»

«Non preoccuparti, Haechan. Separeremo i singoli tavoli il più possibile e, dopo esservi muniti di tutta l'attrezzatura necessaria, sarà sufficiente che ogni gruppo stia intorno al proprio tavolo» lo rassicurò Pil Mo.

Tutti in generale si espressero in segni d'assenso, quando Pil Mo parlò nuovamente, annunciando qualcosa di piuttosto sgradito.

«Ora vi comunicherò i gruppi! Allora, il gruppo 1 sarà composto da...»

«Aspetti, prof! Ma non possiamo dividerci noi a nostro piacimento?» lo interruppe Jaemin, uno degli alunni più stizzosi e brontoloni della scuola, temendo che sarebbe capitato in un gruppo di buoni a nulla.

«No, non se ne parla. Dovrete imparare a relazionarvi anche con le persone con cui non andate d'accordo, quindi i gruppi li sceglierò io» gli rispose risoluto il prof, enfatizzando particolarmente l'ultima parola.

Si sentì uno sbuffo generale, mentre Pil Mi gongolava compiaciuto.

«Allora, dicevo... il gruppo 1 sarà composto da: Nakamoto Yuta, Park Jay Min e Jung Jaehyun. Voi vi occuperete di analizzare i molteplici cambiamenti cromatici di una delle rane del laboratorio, dopo averla messa nell'apposito contenitore termico cambia-temperatura, e ne stenderete una relazione»

"Wow, sono finito con la ragazza annoiata e con quello che da ieri mi crede un maniaco o chissà cos'altro. Partiamo bene, proprio bene..." si disperò Yuta mentalmente, non potendo evitare un facepalm.

«Il gruppo 2 sarà composto da: Park Eun Chan, Lee Mark, Kim Doyoung e Ten. Voi, con le provette ed il manuale che vi fornirò, farete reagire varie sostanze nei becker e nelle provette e creerete dei polimeri.»

«Ehhh? Poli-cosa?» farfugliò Mark, mentre Eun Chan da lontano lo fulminava già con lo sguardo.

"Uno più imbecille dell'altro... non sarà facile. Non sarà decisamente facile..." pensava Eun Chan sconsolata, scuotendo la testa. Non che lei fosse miss bravura, anzi, ma non le sarebbe di certo piaciuto collaborare con dei tipi del genere.

«Il gruppo 3 sarà composto da: Oh Ji An, Seo John, e Lee Taeyong. Il loro compito sarà quello di analizzare con l'ausilio dell'MFE alcuni campioni di fossili da me scelti.» continuò il prof, ammiccando in direzione dei ragazzi interessati.

Ji An, che fino a quel momento aveva tenuto le dita incrociate sotto al banco per far sì che capitasse con Johnny, quando il prof nominò Taeyong si sentì crollare il mondo addosso.

"Che cosa?! Di nuovo con quello lì fra i piedi? Ma il prof lo sa benissimo che ci odiamo! E poi adesso come farò con Johnny? Quel dannato omino bianco ci prenderà in giro a vita!" pensò Ji An, disperata al solo immaginarsi cosa sarebbe potuto accadere.

Taeyong tentò invano di protestare, lanciando un'occhiata di odio a Ji An che lei ricambiò con molta enfasi, ma alla minima lamentela dei due Pil Mo riuscì a zittirli, imponendo la sua autorità sulla classe e minacciandoli di assegnare loro chissà quale altra punizione.

Johnny da davanti si girò verso Ji An, mimandole con le labbra un «Mi dispiace» molto sincero, mentre Taeyong li osservava inorridito.

Nel frattempo il prof aveva continuato a nominare i gruppi e i loro lavori, ma né a Ji An né ai suoi compagni di gruppo interessava più di tanto. Ora lei e Johnny dovevano solo pensare a come sopravvivere all'inferno.


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«Bene, cominciamo!» esordì Jaehyun al tavolo del gruppo 1, sfregandosi le mani eccitato.

Yuta si interpose fra lui e la scatola trasparente in cui era contenuta la rana, e cambiò subito argomento.

«Allora, glielo hai chiesto o no?»

I suoi occhi erano seri, Jaehyun avrebbe osato dire quasi minacciosi.

«Sì, ma... negativo» rispose l'interpellato, scuotendo la testa.

«Che cosa?!»

«Ehi, che ci posso fare io se non se lo ricorda!» sbuffò Jaehyun, alzando le mani in segno di discolpa.

«Ma tu- Aspetta un po', Jaehyun, hai appena detto negativo o sbaglio?»

Yuta pareva più confuso che mai. Forse l'essersi svegliato col canto del gallo, quella mattina, non gli era stato molto d'aiuto per la sua attività cerebrale.

«Sì, negativo! Intendevo dire che non si ricorda nulla, mi ha detto che mentre stava pulendo il laboratorio si è sentito poco bene, e...»

«E...?» lo incalzò Yuta, convinto di stare per udire chissà che cosa.

«E niente, mi ha dato dello scemo perché gli ho fatto una domanda così stupida!» sbottò Jaehyun, sbattendo un pugno sul tavolo e facendo ballare tutto, col risultato che anche la dormigliona del gruppo si risvegliò dal suo sonno profondo ed intervenne.

«Yah, abbiamo intenzione di cominciare o no?»

Era stata Jay Min a parlare, accasciata su una sedia con una mano sulla guancia a reggerle la faccia perennemente annoiata.

«Okay. Poi ne riparliamo» tagliò corto Yuta, vedendo che Pil Mo si avvicinava per controllarli, mentre Jaehyun annuiva sospettoso.


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«Allora, da quale cominciamo?» disse Johnny dall'altra parte dell'aula, tirandosi su le maniche.

Avevano a disposizione una marea di fossili (presi da chissà dove), alcuni dall'aspetto di comuni pietre, altri dalla forma un po' più stravagante, ma comunque niente di speciale ai loro occhi.

«Ma quanto sei noioso! Prendine uno a caso e mettilo sul piedistallo, no?! Tanto sono pietre tutte uguali!» sbuffò Taeyong, a braccia conserte, roteando gli occhi irritato.

Johnny lo fulminò con lo sguardo, pronto a ribattere.

«Senti tu, modera i toni, oppure io...!»

L'atmosfera aveva inevitabilmente cominciato a scaldarsi, così Ji An, con una buona dose di calma e sangue freddo, si interpose di nuovo fra i due per fermarli in tempo.

«Ragazzi, ragazzi, basta! Dobbiamo essere collaborativi, oppure prenderemo un brutto voto tutti e tre!»

«Uh, che paura! Sai che cazzo me ne frega...?» ribattè Taeyong, disinteressato all'ennesima potenza.

Ad un tratto, però, Pil Mo li sorprese alle spalle, facendoli trasalire.

«Allora, gruppo 3, come procede? Avete già deciso da dove cominciare?»

«T-tutto assolutamente regolare, prof... stavamo giusto prendendo questo fossile per analizzarlo!» mentì Ji An, afferrando un fossile a caso e sfoderando uno dei suoi migliori sorrisetti fasulli.

«Uhm, bene. Se c'è qualche problema, informatemi pure. Io starò lì alla cattedra» disse loro Pil Mo, per poi allontanarsi.

Ji An tirò un respiro di sollievo, e Johnny le sorrise.

Se solo non fosse stato per Taeyong, quei due avrebbero lavorato così bene insieme...

In ogni caso, per la prima mezz'ora di lavoro, tutto procedette normalmente; Ji An e Johnny lavoravano sodo, mentre Taeyong sbuffava e basta, e Ji An ebbe il brutto presentimento che l'omino bianco non avrebbe dato una mano neanche sotto tortura.

Analizzarono quattro o cinque fossili, mettendoli a confronto, e tutto sembrò andare per il verso giusto.

Tuttavia, non appena Ji An posò il sesto campione sul piedistallo e attivò i raggi infrarossi con un pulsante - cosa che ovviamente le aveva spiegato Pil Mo prima di cominciare - il mal di testa lancinante che aveva provato quella mattina in bagno parve tormentarla di nuovo.

Si piegò in avanti e boccheggiò, tenendo una mano appoggiata al tavolo.

E tutto il resto avvenne in un attimo.

Sentì la sua mente andare in palla, come se fosse di colpo attraversata da un potente black out.

Ma, immediatamente dopo, i suoi neuroni si riattivarono molto più intensamente di prima, dando lo stimolo ad un'intensa attività cerebrale, che le fece venire un flash improvviso.

Guardò i fossili posati sul tavolo, ed i suoi angoli della bocca non poterono far altro che ripiegarsi all'insù.

Le era appena venuta in mente un'idea geniale.

«Ehi, tutto bene?»

Quando Ji An si accorse che Johnny le aveva poggiato una mano sulla schiena preoccupato, simulò due colpi di tosse e si stiracchiò, fingendosi sana come un pesce.

«Tutto a meraviglia, mai stata meglio! Mi è solo preso un attimo di... di riflessione solitaria, eheh. Su, ora rimettiamoci al lavoro se non vogliamo protrarre il tutto troppo per le lunghe!» si giustificò, scostandosi un ciuffo ribelle di capelli dalla faccia.

Questa strana reazione lasciò Johnny e Taeyong alquanto stupiti, anche se il secondo non gli diede poi così tanta importanza come il primo.

Dopo questo attimo di scompiglio, tuttavia, i tre si rimisero subito al lavoro.


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Usciti finalmente dall'ennesima lezione noiosa per andare a posare la roba negli armadietti e dirigersi in mensa, Yuta si avvicinò a Ji An prima che lei potesse andare da Johnny.

La bloccò proprio agli armadietti, pronto a tempestarla di domande.

Ji An, nel contempo, pareva immersa nei suoi pensieri sui fossili, tanto che l'arrivo improvviso di Yuta la spaventò non poco.

«Ji An-ah, qual è l'ultima cosa che hai fatto ieri sera?» le chiese, serio.

«Sono... sono andata a dormire» rispose lei, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.

«No, molto prima, quando eri con Taeyong in laboratorio» specificò lui.

«Ehm... ho pulito il laboratorio con lui, e poi...»

Ji An si sforzò di ricordare, ma invano. Dopo quello, il nulla.

Dopo qualche secondo le venne solo in mente il vago ricordo di un improvviso bagliore bluette, ma era convinta che fosse stato soltanto frutto della sua immaginazione. Magari stava delirando, per colpa di tutti quegli improvvisi mal di testa avuti ultimamente.

«E poi?» la incalzò Yuta.

«Ora che mi ci fai pensare... se ti riferisci al fatto che sono svenuta, non me lo ricordo come ho fatto. Ma... forse Taeyong lo sa?» ipotizzò Ji An, grattandosi la testa.

«No, non lo sa nemmeno lui»

La ragazza sollevò un sopracciglio, confusa.

Ma, prima che potesse dire qualcosa, Yuta inspirò profondamente e decise di rivelarle la verità, convinto che allora Ji An avrebbe ricordato.

«Quando sono arrivato in laboratorio, lui era svenuto per terra insieme a te, e tutto il laboratorio era sottosopra»

Ji An impallidì, non credendo alle sue orecchie.

«Che cosa?! No... non è possibile. Ne sei proprio sicuro?»

«Mai stato più sicuro. Perchè dovrei mentirti? Può confermartelo anche Jaehyun, se vuoi» disse Yuta, indicando il ragazzo a qualche armadietto di distanza.

«Jaehyun?!» ripetè Ji An, voltandosi in direzione di Jaehyun, per poi rigirarsi subito verso Yuta.

«È... è una lunga storia, ma comunque anche lui era venuto in laboratorio con me. E vi abbiamo visti» ribadì Yuta, con insistenza.

«Io... io non so proprio cosa pensare. Avremo avuto entrambi un mancamento per pura coincidenza?»

«L'unico modo per scoprirlo è andare a parlarne di nuovo con Taeyong, uno di questi giorni» ragionò Yuta, iniziando a dubitare seriamente del fatto che Jaehyun gli avesse detto davvero cosa ricordava Taeyong a riguardo.

«E va bene... ma dovrai farlo tu con qualche tuo stratagemma, perché sai benissimo quanto Taeyong mi odia» rispose Ji An, dopo una lunga riflessione.

Yuta annuì, cominciando già a pensare come fare, mentre si incamminavano verso la mensa.

Poco dopo, a Ji An sorse spontanea una domanda a super scoppio ritardato, ma non potè comunque fare a meno di porgliela.

«Yuta, ma... se tu mi hai riportata subito a casa e anche Taeyong era svenuto, chi ha finito di pulire il laboratorio?»

"Ci ha pensato solo adesso, eh? Me lo immaginavo... lo scoppio ritardato è proprio tipico di Ji An." pensò Yuta, abbozzando un sorrisetto.

«Siamo stati Eun Chan ed io, stamattina presto, perché ieri ti avevo preso le chiavi del laboratorio dalla tasca. Volevamo dirtelo prima, ma non ne abbiamo avuto l'occasione...» confessò Yuta, arrossendo come un peperone mentre Ji An lo abbracciava, ringraziandolo in tutti i modi possibili ed immaginabili.

Ad un tratto, però, le tornò in mente tutta la faccenda dei fossili, e decise che forse era meglio parlarne con Yuta, per sentire un suo consiglio.

Così, mentre varcavano la soglia della mensa, pronti a mettersi in fila, Ji An si fece avanti.

«Yuta... posso parlarti dell'idea che mi è venuta prima, durante il lavoro a gruppi in laboratorio? Non so perché, ma ho un terribile bisogno di parlarne con qualcuno»

«Quale idea?» chiese Yuta, sollevato dal fatto che lei ne avesse voluto parlare prima con lui e non con Johnny.

«Beh, vedi... vedendo quei fossili, ad un certo punto mi è venuta in mente una strana idea... ho pensato che potrei prenderne uno ed estrarne il DNA, e con il processo corretto potrei far rinascere una specie estinta milioni di anni fa!» gli sussurrò all'orecchio, ben attenta a non farsi sentire da nessuno.

Yuta stava per riderle in faccia, ma si trattenne.

«Ji An-ah, non scherzare, dai»

«Non sto scherzando, ti giuro che è proprio così! Dammi solo qualche giorno, e sarò in grado di dimostrartelo» lo rassicurò Ji An, dandogli una pacca sulla spalla.

«E come?» chiese Yuta, confuso più che mai.

Fu allora che Ji An, con una mossa tutt'altro che prudente, mise una mano in tasca e fece fare capolino da essa ad una pietra ruvida di piccole dimensioni, sempre stando attenta a tenerla nascosta.

Yuta fece appena in tempo a sgranare gli occhi incredulo, che Ji An l'aveva già riposta in tasca.

«Tu sei pazza! Se scoprono che hai rubato qualcosa dal laboratorio, finirai in guai seri!» la rimproverò Yuta, allarmato più che mai.

«Non preoccuparti... domani tornerà al suo posto sano e salvo, ho tutto sotto controllo» gli rispose Ji An, con un sorriso tranquillizzante.

Purtroppo però la ragazza non poteva neanche lontanamente immaginare che qualcuno aveva visto ciò che aveva sottratto dal laboratorio poco prima, cogliendola con le mani nel sacco.

Qualcuno che Ji An di sicuro avrebbe preferito non ipotizzare, perché... ora sì che era in grossi guai.

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