28; Il "siero-comanda"
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Venerdì, 16/09/2016
Il giorno seguente, non appena si alzò e spense la sveglia del cellulare, Ji An si rese purtroppo conto che era già venerdì, e che avrebbe dunque avuto a disposizione soltanto due giorni - prima della gita - per poter far riassumere il segretario Song a scuola, per poi entrare finalmente in possesso delle chiavi del magazzino.
«Devo fare del mio meglio per creare il siero questa stessa mattina...» si disse con convinzione, guardandosi allo specchio del proprio bagno e annuendo decisa.
Del resto, ingredienti e procedimento da seguire ce li aveva ben chiari in testa già dalla sera precedente. E aveva anche la chiave del laboratorio che il segretario Song le aveva lasciato, seppur restio, dopo essere giunto a patti con lei, con la minaccia che, se il piano non fosse riuscito, non le avrebbe mai più fatto alcun favore.
L'unica cosa che dunque mancava a Ji An era il tempo per poter creare il tutto senza essere scoperta.
Sì, avrebbe potuto recarsi la sera precedente da Eun Chan, ma la verità era che il giorno prima non ne aveva avuto molta voglia, dato che, almeno per quella volta, senza niente togliere alla sua migliore amica, avrebbe preferito sbrigarsela da sola, senza dover dire troppe cose a nessuno.
Eccezion fatta per Yuta che, ovviamente, era da sempre il suo punto di appoggio, nonché la persona di cui Ji An si fidava quasi più di se stessa. Per questo era più che certa che con lui qualsiasi cosa che doveva restare segreta sarebbe sempre rimasta tale, mentre dall'altra parte aveva qualche dubbio che ciò sarebbe stato possibile anche con Eun Chan.
Così, avendo deciso di recarsi a scuola con Yuta un'ora prima del solito, entrò in laboratorio con un'insolita agitazione mista ad eccitazione.
«Bene, possiamo cominciare» sentenziò, una volta radunati sul tavolo tutti i vari ingredienti utili alla sua nuova invenzione e aver indossato gli occhiali protettivi.
«Che hai in mente?» domandò subito Yuta, affiancandola come un vero braccio destro che si rispetti.
«Presto lo scoprirai!» fece l'enigmatica lei, per poi rimboccarsi le maniche - metaforicamente parlando - e prendere in mano la prima provetta.
"Mh... non mi piace quest'aura di mistero" pensò Yuta, prima di cominciare ad agire sotto le sue direttive.
Poco dopo, quando mancavano ancora venti minuti all'inizio delle lezioni, i due amici avevano già terminato alla grande l'invenzione di Ji An, la quale, come al suo solito, l'aveva presa in mano e l'aveva sollevata in alto col braccio buono, per poi battezzare con solennità quella strana sostanza:
«Ecco qui... il siero-comanda!»
Yuta la guardò stranito, come se ormai non ci avesse fatto l'abitudine, e ovviamente non riuscì a placare la sua curiosità nel chiederle di che cosa si trattasse con esattezza.
«Socio, dimmi quanto sono bella oggi con questi occhiali molto fashion!» buttò lì Ji An di tutta risposta, in modo ironico, sorridendo da sola per lo squallore della propria battuta, per poi premere sullo spray e spruzzargli addosso un poco di quella sostanza.
Fu allora che Yuta restò ad osservarla incantato, anzi, quasi ipnotizzato, per circa una mezza dozzina di secondi.
«Sei bella, tanto bella... bellissima!» esclamò infine, mangiandosela con gli occhi. Un attimo dopo, quando si rese conto delle proprie parole, si tappò la bocca con una mano e restò a dir poco basito.
«Oh cielo, ma che ho detto?! Non sono riuscito a trattenermi!» esclamò, imbarazzatissimo, sperando che Ji An non gli avesse creduto veramente. E per sua fortuna era così.
«Ahahahah, è normale! È l'effetto che fa il siero!» gli spiegò infatti la ragazza, sventolandogli quella boccetta di spray davanti alla faccia e ridacchiando divertita.
«Spiegami bene, continuo a non capire!» scosse la testa Yuta, esigendo chiare spiegazioni.
«Beh, in realtà è molto semplice! Una volta che lo spruzzi su una determinata persona e quest'ultima lo inala col respiro, gli puoi far dire o fare quello che vuoi; basta che impartisci l'ordine entro qualche secondo, massimo una decina... Efficace, vero?» gli spiegò una Ji An più che risoluta, porgendoglielo con cautela per lasciare che lo potesse vedere meglio da vicino.
«Daebak! Spaventoso!» mormorò Yuta, prendendo in mano quella minuscola boccetta di spray e avvicinandola ai propri occhi.
"Menomale... io pensavo che fosse un siero della verità e che Ji An mi avesse costretto a rivelare i miei sentimenti!" pensò sollevato, alternando lo sguardo fra l'invenzione e la sua amica.
«Quindi, ora potrei...» farfugliò poi, facendo per spruzzare addosso a Ji An quell'intruglio. Lo avrebbe fatto per scherzo, si sa, ma non voleva comunque farsi sfuggire una simile possibilità.
«Ji An-ah, dammi un bacio sulla guancia~» le disse, dopo aver dato una spruzzatina, che Ji An tuttavia parò con destrezza, voltandosi dall'altro lato.
Dopodiché, rigirandosi verso il ragazzo, si mise a ridere, e gli diede una lieve botta sulla spalla per prenderlo in giro.
«Idiota, quello posso dartelo anche senza comando!»
«Ah, davvero?» mormorò Yuta fra sé e sé, abbassando lo sguardo e arrossendo come un peperone gratinato.
Non pensava che la sua cara Ji An fosse una tipa così affettiva, ma, udite ora quelle parole, sicuramente le avrebbe tenute in conto per un eventuale momento in cui avrebbe potuto aver bisogno del suo tocco magico per tirarsi un po' su di morale.
Ji An lo ridestò comunque dai suoi pensieri, spiegandogli in che modo diabolico avrebbe utilizzato quella sostanza per realizzare il suo piano, e lasciandolo a dir poco basito dalla sua meticolosa spiegazione.
«Su, ora dobbiamo andare via di qui e uscire sul retro prima che suoni la campanella, altrimenti desteremo molti sospetti!» gli disse poi, non volendo perdere altro tempo.
Sì, era decisamente ora di avviarsi verso l'uscita sul retro, per non incappare in sguardi indiscreti che comunque, ad insaputa di Ji An, la stavano già spiando da un bel pezzo.
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«Bene, beduini del deserto, oggi vi comunicherò le coppie di lavoro per la gita a Jeju di lunedì e martedì.» esordì Lee Pil Mo quella mattina, non appena fu entrato in classe.
La sua espressione non prometteva niente di buono da quando la sua povera Hyundai aveva subìto quel terribile atto di bullismo.
Alle sue parole comunque ci fu una reazione di spaesamento generale, dato che i ragazzi pensavano che, almeno per quella volta, avrebbero potuto dividersi come volevano, quindi subito qualcuno di molto brontolone disse la sua.
«No, che palle! Ma questa volta non possiamo deciderle noi le coppie?» si intromise infatti Haechan come suo solito, dato che non gli andava mai bene niente delle decisioni prese dal prof, che a quanto pare ce l'aveva sempre con lui.
«No, vi ho già detto che d'ora in avanti deciderò tutto io, e voi non dovete più azzardarvi a brontolare! Sono stato chiaro?!» ruggì Pil Mo in tutta risposta, per poi riassumere un'espressione abbastanza tranquilla e tirare fuori un foglio dalla sua borsa.
«Quando vi chiamerò venite qui alla cattedra a coppie e ritirate il foglietto che vi darò, contenente sia la formazione della coppia, sia il nome degli esemplari di piante e minerali che dovrete trovare; custodite bene quel foglio, anche in gita, perché non lo ridarò due volte. E, una volta giunti a Jeju, dato che arriveremo subito dopo pranzo, dovremo subito metterci a lavorare senza pause, perché due giorni sono troppo pochi.» sentenziò autoritario, dopodiché si schiarì la gola con un colpo di tosse e cominciò ad annunciare il lungo elenco di coppie già da lui prestabilito.
«Prima coppia: Kim Doyoung e Lee Haechan»
Quest'ultimo, all'udire il proprio nome abbinato con quel Doyoung-coniglio che non sopportava - del resto ad Haechan riusciva difficile sopportare chiunque -, sgranò gli occhi per il disappunto, e, trattenendosi con tutte le sue forze per non obiettare, si alzò in contemporanea con il povero Doyoung e ritirò il proprio foglio con una smorfia di odio dipinta in volto.
Pil Mo li squadrò entrambi con aria gongolante, per poi passare all'annuncio seguente.
«Seconda coppia: Park Jay Min e Seo John»
Johnny assunse un'espressione delusa, avendo sperato fino all'ultimo che sarebbe capitato con qualcun altro, dopodiché si alzò in piedi e giunse al cospetto del professore.
Jay Min si alzò controvoglia solo dopo Johnny, soltanto perché Pil Mo la stava guardando malissimo, minacciandola con lo sguardo di non farle fare una bella fine.
Quando anche loro due ebbero ritirato il foglio e furono ritornati ai propri posti con un sospiro - di tristezza per Johnny e di noia per Jay Min -, Pil Mo si affrettò a continuare.
«Terza coppia: Park Eun Chan e Jung Jaehyun»
«Oh no, uffa!» sbuffò Eun Chan, non appena ebbe udito il proprio nome ma anche Jaehyun non era da meno. Insomma, non che si odiassero o che altro, ma si sa, come pensava sempre la ragazza: "L'amico del nemico numero uno di Ji An non potrà mai essere mio amico".
Tuttavia agli ordini di Pil Mo non si poteva mai dire di no, quindi anche loro due furono a malincuore costretti ad accettare ciò che era stato da lui deciso.
«Quarta coppia: Nakamoto Yuta e Lee Taeyong» sentenziò ancora il prof, sospettando che fra i due non corresse buon sangue, e avendone poi la conferma non appena i due si congelarono a vicenda con uno sguardo di ghiaccio, come se fossero due avvocati durante un'arringa all'ultimo sangue.
Ed in effetti era proprio così, dato che Yuta era ormai apertamente contro qualsiasi mossa di quell'omino rosa, e quest'ultimo, dal canto suo, con la stessa logica pensata da Eun Chan poco prima, dato che odiava assai Ji An, tanto più odiava i suoi fedeli amichetti.
Non appena Yuta fu ritornato al proprio posto nervoso e abbacchiato allo stesso tempo, Ji An gli rivolse un'occhiata di solidarietà, per poi venire subito dopo nominata da Pil Mo.
«Quinta coppia: Oh Ji An e Ten»
"Che cosa?! Io con quel bulletto lì? Oh cielo... Sì, poteva capitarmi di peggio, però..." si disperò mentalmente la ragazza, avvicinandosi alla cattedra di Pil Mo con passi incerti ed espressione diffidente.
Ten invece non pareva minimamente scosso dalla cosa, dato che per lui un compagno sarebbe valso l'altro, per un semplice motivo: avrebbe lasciato fare tutto il lavoro a colui o colei con cui sarebbe capitato in coppia.
Ritirato il foglio, infatti, ecco che la raggiunse furtivamente da dietro e, dopo averle posato per pochissimi secondi una mano sulla spalla e averla fatta trasalire, le sussurrò piano: «Mi aspetto grandi cose da te».
«Contaci...» gli mormorò in risposta Ji An, che non aveva la benché minima intenzione di svolgere tutto da sola per la seconda volta. O meglio, la volta scorsa almeno c'era stato Johnny a darle man forte, mentre Taeyong cazzeggiava beatamente senza scrupoli, ma questa volta... beh, questa volta sarebbe stata veramente da sola, se non fosse riuscita a convincere quello svogliato di Ten a fare qualcosa.
Intanto Pil Mo continuava a nominare le coppie da lui scelte, incrementando il disappunto fra i suoi alunni ogni minuto in più che passava.
Quando finalmente ebbe terminato, cominciò col fare lezione, andando a trattare di nuovo di minerali, argomento che non interessava quasi a nessuno, ma che si sarebbe presto rivelato di fondamentale importanza per qualcosa che sarebbe avvenuto di lì a poco in gita.
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Quando arrivò finalmente il tanto atteso momento della pausa pranzo, una Oh Ji An pronta all'azione sgusciò furtiva fuori dall'aula senza però dirigersi a mensa, con la scusa di andare in bagno per evitare le domande curiose di Eun Chan; neanche a doverlo specificare, Yuta si offrì di accompagnarla, ma Ji An declinò gentilmente la proposta, dato che a quel punto avrebbero potuto insospettire svariate persone, fra le quali Eun Chan sarebbe stata sicuramente la meno peggio.
Il giapponese fece come la ragazza voleva, ma non si dimenticò di ricordarle che, in caso di bisogno, avrebbe dovuto immediatamente chiamarlo al cellulare, per evitare di incappare da sola in brutti imprevisti, come le era già successo ormai svariate volte.
Ji An annuì, rivolgendogli un ultimo luminoso sorriso prima di sparire dietro l'angolo, diretta all'ufficio del preside con la boccetta nascosta abilmente in tasca.
Una volta arrivata, assicurandosi che non ci fosse anima viva nei paraggi, bussò un paio di volte alla porta, sperando che il preside Wu fosse ancora lì, e infatti ricevette poco dopo il suo permesso di entrare.
La ragazza prese un respiro profondo, cercando di auto convincersi che sarebbe andato tutto bene, poi entrò a passo incerto, facendo cigolare la porta e richiudendosela subito alle spalle.
«Oh Ji An... qual buon vento ti porta qui?» le domandò subito il preside, seduto alla sua postazione privilegiata, osservandola con curiosità.
«Signor preside, c'è una cosa importante che devo dirle...» fece la vaga lei, sperando di non risultare troppo ridicola mentre si avvicinava al suo cospetto a passi lenti e intanto teneva la mano buona in tasca, pronta ad estrarla non appena fosse giunto il momento opportuno.
«Sì...?» la incitò Kris Wu, sollevando gli occhi su di lei man mano che Ji An si avvicinava, sospettoso riguardo al suo strano atteggiamento.
«Vede, ecco... il fatto è che...» continuò la genia, mordendosi il labbro inferiore con insolita abilità e lasciando il preside col fiato sospeso dall'eccessiva curiosità.
Dopodiché, senza dargli nemmeno il tempo al preside di pensare a che cosa lei volesse dirgli, in men che non si dica tirò fuori dalla tasca destra la famigerata boccetta col siero-comanda, per poi spruzzarne una discreta quantità in faccia al preside.
A seguire, pronunciò tutto d'un fiato il bel discorso che si era già preparata nella mente mentre veniva nel suo ufficio.
«Senta, signor preside, il segretario Song non ha fatto niente di male con l'alunno Jung Jaehyun; ma, in ogni caso, si è molto pentito per avergli dato una punizione per un futile motivo del genere, per di più senza il suo permesso, per cui... lo riassuma in questa scuola e rivaluti le sue grandi capacità, tenendo bene a mente quanto impegno il segretario ci metta sempre in ogni suo compito!»
Terminato di parlare, Ji An mantenne gli occhi chiusi per altri due o tre secondi buoni, sperando con tutto il cuore che avrebbe funzionato.
Già, perché ora, oltre che del suo orgoglio, ne andava anche di una cosa ben più importante: il possesso delle famigerate chiavi del magazzino.
Il preside Wu, rimasto inizialmente immobile, occhi spalancati e bocca aperta al massimo, come se avesse appena visto un fantasma, si riprese da quelle parole soltanto dopo qualche secondo, tenendo lo sguardo fisso su Ji An e annuendo come una gallina impazzita.
«Certo, certo, sarà riassunto immediatamente! Se poi lavora così diligentemente... mi pare ovvio, mi pare ovvio!» farfugliò poi fortunatamente, non esitando a frugare con foga nei cassetti del vicino mobiletto ed estraendone alcuni fogli, concernenti a quanto pare l'argomento di riammissione.
«Vammelo a chiamare, svelta, che deve firmare assolutamente qui!» esclamò, con carta e penna già pronte sulla scrivania, incitando Ji An affinché si dirigesse in segreteria a chiamare mister Song.
Detto, fatto: in pochi secondi, infatti, dopo aver mollato tutto lì e aver utilizzato le sue abilità da corridore ormai fuori allenamento, Ji An era già sulla soglia della segreteria, e vi irruppe senza nemmeno bussare, chiamando il segretario Song a gran voce.
«Come, come?! Sei già riuscita a convincerlo?» fu la reazione più che sorpresa di mister Song, che si alzò immediatamente dalla propria sedia e si precipitò fuori in corridoio assieme a lei, tutto in fibrillazione.
«Sì! Presto, venga a firmare i fogli di riammissione... prima che l'effetto sparisca!» lo incitò lei, cominciando poi a correre di nuovo verso l'ufficio del preside, senza rendersi conto di aver appena pronunciato parole alquanto enigmatiche, che quel ficcanaso di mister Song avrebbe voluto subito chiarire.
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