Chapter IV - She is mine
[Sana]
Alzai gli occhi al cielo, guardando i grossi nuvoloni grigi sopra la mia testa e ripensando a Fuka.
L'avevo piantata come una stupida, poverina.
Mi morsi l'interno della guancia e tastai la tasca del mio giubbotto, preso prima che scappassi, toccando qualcosa di leggero e quadrato.
Esco velocemente l'oggetto e mi rendo conto che è l'Ipod che utilizzavo alle elementari, ecco che fine aveva fatto.
Ero così sbadata all'epoca che, insieme all'Ipod, avevo lasciato attaccate anche le cuffiette.
Ma quanto ero irresponsabile?
Mi metto le cuffiette alle orecchie e decido di ascoltare le oscenità che ascoltavo alle elementari.
Cliccai il pulsantino d'inizio e, la prima canzone in coda sembrava essere "Volevo Te" di Giusy Ferreri.
Davvero ascoltavo canzoni italiane?
Sospirai e rimisi l'Ipod in tasca, ascoltando la voce della Ferreri e sfregandomi le mani, non mi ricordavo che facesse cosí freddo.
"Ma io volevo te
chiudevo gli occhi per vedere te
aprivo gli occhi per vedere il sole
il sole, ma vedevo te
ma io volevo te
chiudevo gli occhi per vedere te
aprivo gli occhi per vedere il sole
il sole, ma vedevo te."
Sorrisi a quelle parole, per quanto mi ostinassi a negarlo, Akito era diventato una parte di me.
Da quando avevo deciso di sfidare quel ragazzo, lui era entrato nella mia vita, senza il mio permesso.
Certo, in un certo senso me l'ha migliorata, grazie a lui ho capito cosa significasse la parola "amore" ma è riuscito anche a mettermi al muro.
Quando lui era nei paraggi, non ci capivo più niente.
Per di più, ci mancava solo Naozumi con la sua cotta per me e la sua "rivelazione del mio amore ad Akito".
Non ero molto arrabbiata con lui, beh si all'inizio ero furiosa ma magari l'aveva fatto per il mio bene.
Ma ciò non toglie il fatto che io volevo dirglielo ma io, non lui.
E poi, perché me ne sono andata? Oh mamma, sto marinando la scuola! Non pensavo davvero di farlo in questo modo, vabbè.
Ma perché volevo piangere, perché vorrei andare da Akito e dirgli tutto?
E ancora, perché due persone non possono essere fidanzati senza dichiararsi?
Sarebbe tutto più semplice.
Se tutti noi abbiamo il filo rosso del destino, perché questo filo non ci accoppia subito, senza problemi di parole?
Certo, non ci sarebbe l'amore amaro, non ci sarebbero i piccoli momenti d'imbarazzo o le litigate ma quelle ci sono anche in una coppia.
"Quando piove che cos'è
che mi fa star bene
che succede dentro me
che non so spiegare
le parole mancano
sembrano svanire
certe cose iniziano
ma non hanno fine."
Ma quando termina questa canzone?
Sta andando in loop e la testa sta iniziando a scoppiarmi.
Finalmente arrivai a destinazione e scorsi il gazebo, era uguale all'ultima volta, certo un po' scalfito ma credo sia colpa dei temporali o di qualche pallone.
Sorrisi e mi misi a sedere all'interno, quel posto era molto importante per me e Akito, potrei dire che il nostro rapporto è sbocciato qui.
Metto le mani in tasca e stacco l'Ipod, non voglio impazzire peggio di prima.
Chiusi gli occhi e mi godetti il venticello fresco che soffiava al parco.
Ringraziando tutti gli Dei avevo il cappuccio, di conseguenza la testa coperta.
Respirai e da lontano intravidi una figura bionda, intenta a scrutare "il territorio", ossia il parco.
Aveva il fiatone e in un primo momento pensai fosse qualche ragazzo che si era perso nelle vicinanze o che comunque cercasse indicazioni.
Ma poi la figura si avvicinò velocemente e Akito mi comparve davanti.
Beh, probabilmente ero miope.
«Sana...» ansimò mentre io lo fissai, rossa in viso.
E ora cosa potevo inventarmi?
[Akito]
Quella maledetta ragazza, prima o poi mi farà impazzire, se non lo aveva già fatto.
Corsi, non so quanto veloce, che poi non aveva nemmeno senso correre se, arrivato al parco, non avrei trovato nessuno.
Ansimai velocemente, avevo il fiatone e nonostante il freddo cane, ero tutto sudato.
Mi guardai intorno, alla ricerca di qualcuno ma all'inizio non vidi proprio nulla.
Ma perché proprio lei?
Mi costava ammetterlo ma Sana era diventata una parte della mia vita con i suoi aspetti positivi e negativi, ovviamente.
Senza di lei mi sentivo perso, vuoto, incompleto.
Continuavo a guardarmi in giro, quando non poco lontano, scorsi qualcuno smanettare con un cellulare o forse era un'Ipod?
Mi avvicinai velocemente, magari posso chiedere informazioni.
La figura sembrò accorgersi di me e si alzò in piedi, solo adesso riconobbi i capelli ramati di Sana.
Riconoscerei quei capelli ovunque.
Arrivai davanti a lei e mi misi le mani sulle ginocchia, riprendendo fiato.
«Sana...» sussurai mentre lei fece un passo indietro, un po' rossa in viso «Akito, che ci fai qui?» mi chiese, togliendosi il cappuccio dalla testa.
Sorrisi «sai, sono una persona che è venuta a farsi una bella corsetta al parco con 20 gradi» lei mi guardò storto, poi mi diede un pugno sul braccio
Quasi non mi venne da ridere guardando quanto la sua mano fosse piccola rispetto alla mia «la solita violenta» borbottai, massaggiandomi la il braccio facendo il finto indolenzito.
Lei annuì, trionfante, continuando a fissarmi. Non tolse il pugno chiuso dal mio braccio ed io glielo presi tra le mani, delicatamente.
La fissai serio e lei ricambiò lo sguardo, aveva il naso rosso a causa del freddo e gli occhi un po' stanchi.
Volevo dirle che ero preoccupato per lei, che ultimamente il suo comportamento era strano, che sapevo cosa sentisse per me, che l'amavo da anni e che finalmente avremmo smesso d'inseguirci a vicenda ma le dissi tutt'altro «Fuka è preoccupata per te» lei annuì e alzò scherzosamente gli occhi al cielo.
Lasciò andare la mia mano e una leggere brezza le scostò i capelli dal viso «oh bhe, Fuka fa tragedia per ogni cosa» sogghignai divertito «beh, è la tua fotocopia.»
Lei mi guardò nuovamente furiosa, poi mi diede un'altra martellata in testa.
Mi massaggiai, nuovamente, il capo dolorante «ma è diventato un tuo hobby picchiarmi?» lei ghignò «mi hai dato una bella idea» ma quando diamine imparerò a stare zitto?
Stavo per parlarle, quando il suo telefono squillò. Sana lo prese immediatamente, con un espressione triste in volto «ciao Rei, dimmi. Si lo so. Comunque devo dirti una cosa. Io....» mi fissò per un attimo negli occhi, poi sospirò «non voglio più continuare a fare l'attrice.»
Trattenni il respiro e Rei le rispose dall'altro capo del cellulare «beh, tanto per cominciare perdo troppe lezioni, poi voglio godermi un po' i miei amici e infine, non voglio vedere Naozumi» non so perché ma l'ultima affermazione mi fece ridere «ah, con quello ho chiuso, questo è sicuro. Comunque, sono nel bagno della scuola devo andare, ne riparliamo a casa.»
Chiuse la chiamata e si rimise il cellulare in tasca «chi era? Occhiali da sole?» lei annuì «quindi vuoi lasciare il mondo dello spettacolo?» annuì anche stavolta «e perché?» lei sospirò.
[Sana]
«Beh, vorrei lasciare gli studi per quei tre punti che ho detto» gli risposi, anche se non avevo del tutto voglia di abbandonare gli studios ma sono troppo stressata in questo periodo, voglio soltanto una pausa.
In più, in questo momento ero nel panico. Akito sorrise, alzando le spalle, poi si avvicinò, appoggiando la sua fronte alla mia.
Trattenni il respiro e, d'istinto, chiusi gli occhi, forte forte.
Lui sospirò, emettendo un risolino e rilassandosi «ma cosa devo fare con te?»
[Akito]
«Beh, ho lasciato gli studi per quei tre punti che ho detto» mi rispose lei ed io non seppi il motivo ma l'istinto di baciarla mi balenò in testa senza nemmeno pensarci.
Le sorrisi ed alzai le spalle, ho resistito per troppo tempo e comunque sarebbe anche ora, se lei mi dovesse rifiutare nuovamente, io ci proverò all'infinito.
Finì per avvicinarmi ed appoggiai la mia fronte alla sua, era così calda, non è che aveva la febbre?
Decisi di farmi coraggio e di dirle tutto,
al diavolo il mio orgoglio,
al diavolo Fuka,
al diavolo tutti,
era come se in quel momento ci fossimo soltanto io e lei, cioè in realtà era così, ma fatemi fare trip mentali.
Forse potevamo formare un "noi", se solo lei me l'avesse permesso.
La sentì trattenere il respiro e chiudere fortemente gli occhi. Non potei che scoppiare a ridere, rilassandomi e sospirando «ma cosa devo fare con te?» le dissi con un tono disperato.
Sana aprì gli occhi, aggrottando le sopracciglia.
Senti la sua fronte corrugarsi sopra la mia, d'istinto sorrisi «nessuno ti ha chiesto di fare qualcosa!» mi rispose.
Alzai gli occhi al cielo, sempre con la sua fronte appoggiata alla mia, e non potei fare a meno di notare la sua faccia rossa «hai la fronte caldissima, non è che sei imbarazzata?» le dissi, prendendola un pò in giro.
Sana divenne ancora più rossa ma mi guardò torva «NON SONO AFFATTO IMBARAZZATA! Fa caldo, tutto qui» le toccai le guance con le mani e gliele tirai «stupida bugiarda, abbiamo 20 gradi» lasciai le sue guance e le sorrisi «quindi non ti imbarazzare, okay?»
Lei mi guardò confusa, poi continuai «il punto Sana è che, anche se potremmo litigare ogni due secondi, io non riesco a stare senza di te, vederti tra le braccia di un altro ragazzo all'infuori di me, mi fa andare in bestia. Suppongo che questa sensazione si chiami gelosia, ma il punto è che...» Sana si avvicinò pimpante di fronte a me, mettendosi in punta di piedi e prendendomi le guance tra le sue piccole mani, attirandomi a sé.
E fu in quel momento che ci baciammo, ma stavolta fu Sana a rubarmi il quarto bacio e magari stavolta non c'era più bisogno di contarli.
Non opposi resistenza e mi feci guidare da lei, cingendole la vita con le braccia e sorridendo tra le sue labbra.
Ci staccammo velocemente ed io le scoppiai a ridere in faccia, ancora abbracciati «hai le labbra gonfie» lei mi guardò male ma poi scoppiò a ridere insieme a me.
Siamo fatti così, non possiamo farci nulla «quindi, adesso siamo un noi?» mi domandò, sorridente.
Io annuì e le sfiorai il naso «si Sana, ora siamo un noi.»
Lei mi sorrise, poi io colsi l'occasione per rubarle un bacio a stampo e mi staccai velocemente da lei.
Corsi il più lontano possibile e dopo pochi secondi la sentì urlare «Akito! Così non vale!»
~capitolo corretto il 21/10/18~
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