𝕂𝕖𝕚𝕤𝕦𝕜𝕖 𝔹𝕒𝕛𝕚
𝓡𝓮𝓺𝓾𝓮𝓼𝓽𝓮𝓭 𝓫𝔂: meriemismail7
𝙶𝚎𝚗𝚛𝚎: 𝚊𝚗𝚐𝚜𝚝 𝚝𝚘 𝚏𝚕𝚞𝚏𝚏
𝚆𝚊𝚛𝚗𝚒𝚗𝚐𝚜: 𝚏𝚎𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚛𝚎𝚊𝚍𝚎𝚛, 𝚜𝚎𝚌𝚘𝚗𝚍 𝚙𝚘𝚟, 𝚊𝚗𝚐𝚜𝚝, 𝚖𝚎𝚗𝚝𝚒𝚘𝚗 𝚘𝚏 𝚟𝚒𝚘𝚕𝚎𝚗𝚌𝚎, 𝚋𝚕𝚘𝚘𝚍, 𝚌𝚞𝚛𝚜𝚎 𝚠𝚘𝚛𝚍𝚜, 𝚏𝚕𝚞𝚏𝚏 𝚊𝚝 𝚝𝚑𝚎 𝚎𝚗𝚍.
𝑊𝑜𝑟𝑑𝑠 𝑐𝑜𝑢𝑛𝑡: 1.6𝘬
- Baji non è conosciuto per essere un tipo calmo, almeno per la maggior parte del tempo.
- è un delinquente, uno dei più forti e più folli oserei dire - ha dato fuoco a delle auto perché aveva fame e Mikey stesso ha detto che è il tipo da tirare un pugno a un tizio qualunque solo perché gli va - quindi i suoi metodi non sono molto ortodossi
- in quanto capitano della prima divisione della Toman attira molte attenzioni, soprattutto quelle indesiderate
- per quanto a lui possa non importare dato che se è capitano è per le sue capacità, quindi difficilmente si trova in situazioni di pericolo, ciò non si applica a te
- e nonostante la politica della Toman sia quella di non toccare le donne neanche con un dito, non importa cosa o quale sia la situazione, questo non vale per tutti i delinquenti
- specie per quelli che hanno come obiettivo quello di attaccare un loro nemico, in questo caso Baji
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Non pensava che sarebbe mai arrivato il giorno in cui la vista del sangue l'avrebbe disgustato.
Vedere quel liquido cremisi di solito non gli faceva effetto, anzi, a volte lo divertiva anche vederlo.
Soprattutto se era di qualche coglione.
Ma questa era la vita che aveva scelto, essere un delinquente - e far parte di una gang, una come la Toman - comportava questo.
Ma vedere il tuo sangue era qualcosa che non gli era mai passato per la testa.
L'aveva promesso all'inizio della vostra relazione, che mai ti avrebbe fatto del male, che ti avrebbe sempre protetta.
Sapevate entrambi che stare insieme sarebbe stato pericoloso per te, ma Baji non aveva mai smesso di farti sentire al sicuro.
Passavate molto tempo insieme e quindi nessuno finora era mai riuscito ad avvicinarsi a te.
Avevi anche la protezione della Toman, quando Baji non era con te erano i ragazzi a proteggerti.
Di solito Chifuyu, vice di Baji e suo migliore amico, aveva quel compito.
Se non c'era lui eri affidata a Mitsuya o addirittura Mikey e Draken, con cui avevi stretto una bella amicizia.
Tutti loro si consideravano i tuoi fratelli maggiori acquisiti, c'era quasi una competizione tra chi fosse il tuo preferito o il migliore.
Erano comunque arrivati ad affermare, in una decisione unanime, che Mitsuya fosse il migliore.
Quindi ora c'era una 'gang' nella gang in cui Mitsuya era il Mikey della situazione.
Keisuke li prendeva ogni volta per il culo, una volta scherzò dicendo che non potevano ritenersi la gang dei fratelli maggiori senza un logo e delle uniformi.
(Mikey voleva convincere Mitsuya a creare le uniformi e a farsi chiamare L'Associazione fratelli maggiori di Mikey)
In sostanza ora eri sotto l'ala protettiva di Keisuke e della Toman, quindi il fatto che ci fosse veramente qualcuno che avesse il fegato di farti del male era stupido.
Si doveva avere un desiderio di morte per farlo.
Keisuke voleva proprio ammazzarli tutti.
Guardandoti da dietro quella finestra, bende, aghi e varie medicazioni a ricoprire il tuo corpo, gli occhi chiusi e con una maschera per la respirazione, Baji aveva sentito qualcosa rompersi.
Non sapeva come o chi - i ragazzi già erano andati tutti in città alla ricerca, considerando la situazione ci avrebbero messo poco a trovarli - ma in quel momento voleva solo ucciderli.
Eri così preziosa ai suoi occhi, aveva lui stesso paura di farti male sfiorandoti troppo e qualcuno aveva provato a ridurti così.
Non li avrebbe lasciati andare in quel modo.
Ma soprattutto, aveva paura di te.
Voleva entrare in quella stanza e chiedere scusa finché la voce non sene sarebbe andata, abbracciarti e dirti che sarebbe andato tutto bene, che non avrebbe più permesso una cosa del genere.
Ma con qualche coraggio poteva affrontarti?
Dopo che aveva promesso di proteggerti, aveva permesso che qualcun altro posasse le proprie mani su di te.
Per un attimo provò sollievo a sapere che non avevano fatto di peggio.
Si voleva prendere a pugni da solo.
Voleva levare tutto il dolore che stavi provando e trasferirlo a lui, se lo meritava.
Aveva paura di come avresti potuto reagire, ti avevano lasciato una cicatrice a vita e il dolore non se ne sarebbe andato così da un giorno all'altro.
E se avevi paura di lui?
Credevi che potesse essere così anche lui?
E se volevi lasciarlo?
Non poteva stare senza di te, tenevi insieme i suoi pezzi e c'eri stata quando tutto era andato a farsi fottere.
Eri un angelo per lui.
Come avrebbe fatto senza di te nella sua vita?
Non voleva che lo lasciassi, non contava nulla senza di te al suo fianco.
«...'fanculo» mormorò appena, afferrò la maniglia di quella porta e la girò, aprendola.
Entrò facendo attenzione a non svegliarti, voleva lasciarti riposare.
E voleva del tempo per prepararsi a quello che sarebbe successo una volta sveglia.
Era da codardi, lo sapeva.
Ora che era più vicino a te - anche se entrando gli era sembrato che fossi lontanissima da lui - vide meglio tutti quei segni, tutti gli ematomi, i graffi.
Il tuo occhio destro aveva assunto un colorito violaceo, era anche un po' gonfio.
Avevi il labbro spaccato e c'era già la crosta lì dov'era uscito il sangue.
Sulle braccia - nei punti in cui non passavano le bende - s'intravedevano delle chiazze scure, era sicuro che fossero presenti anche sull'addome e sulle gambe.
Si avvicinò maggiormente al tuo letto, ti guardò il viso, le palpebre chiuse e le lunghe ciglia che gli nascondevano i tuoi occhi.
Mosse il braccio e portò la mano accanto alla tua guancia destra, fece attenzione a evitare di sfiorare qualche ferita e ti accarezzò.
Lo avrebbe capito se avessi voluto lasciarlo ma ne sarebbe uscito distrutto.
Ti guardò mentre apristi lentamente gli occhi, il destro con più fatica.
Le tue iridi incontrarono le sue e sentì il cuore battere più velocemente.
«Kei...» la tua voce fu un fievole sussurro, ma lui riuscì a sentirla comunque.
L'avrebbe sentita sempre, anche tra mille persone avrebbe riconosciuto la tua da lontano.
Abbassò la testa mentre tu cercavi di ricordare cosa fosse successo, il dolore ti fece sussultare.
Ti ricordasti di come stessi ritornando a casa quando dei ragazzi ti fermarono e poi ti aggredirono in mezzo alla strada.
Qualcuno che urlava, le sirene dell'ambulanza e poi il buio.
Sentisti le lacrime formarsi intorno agli occhi, mordesti il labbro inferiore provando a reprimere qualsiasi suono che potesse uscire dalle tue labbra.
Il ragazzo ti strinse le mani piccole nelle sue grandi, le avevi sempre trovate così confortanti nonostante fossero le mani di qualcuno che faceva del male agli altri.
«Kei» ripetesti il suo nome, la tua voce tremolante scosse il ragazzo, alzò il capo e ti fissò.
«Mi dispiace, non sai quanto» avvicinò le tue mani alle sue labbra e ci lasciò un bacio, fu un tocco così delicato che a malapena lo sentisti.
Aveva paura di farti ancora più male.
Chiuse gli occhi e le sopracciglia si corrugarono, strinse i denti, non voleva piangere, non davanti a te.
Stavi già male, non voleva peggiorare le cose.
Un sospiro uscì dalla sua bocca, provò a calmarsi, doveva essere forte.
«Sistemerò tutto» la sua espressione era solenne e il suo sguardo ti lasciò sorpresa, ti stava guardando come se fossi la cosa più bella e preziosa al mondo.
Per lui lo eri, ecco perché si sarebbe occupato di tutto questo.
«Se vuoi lasciarmi, lo capisco... cazzo, so che è difficile stare con uno come me e dopo questo non ti biasimerei, sappi che rispetterò la tua scelta»
I tuoi occhi si allargarono, mentre delle lacrime scesero lungo le tue guance.
Avrebbe voluto asciugartele, odiava vederti piangere.
Ti fece male, questo era peggio di essere picchiati.
Si era scusato per una colpa che non era la sua e ti aveva anche dato la scelta di lasciarlo.
Avresti voluto urlare al mondo: "Questo è Keisuke Baji", le persone lo giudicavano solo sulla base del suo aspetto.
Sì, era irruente, aggressivo, spericolato e il contrario di calmo, ma era una delle persone più premurosa che avevi mai conosciuto.
La gente non capiva mai nulla.
Ignorasti il dolore alle braccia e le fitte all'addome, gli circondasti il collo e lo attirasti a te.
Il suo viso finì nell'incavo del tuo collo, col braccio sinistro gli tenesti la schiena per avvicinarlo il più possibile a te mentre con l'altro gli accarezzasti i capelli.
Era un gesto che facevi ogni volta che era in questo stato, perché anche se odiava mostrarlo, Keisuke Baji era fragile.
«Non voglio lasciarti» gli sussurrasti, lo sentisti muoversi leggermente, sprofondando in quell'abbraccio. «Ho paura, sì, fa male. Ma non ti lascerei per nulla al mondo»
Sentisti qualcosa di bagnato inumidirti la pelle, la tua presa si strinse.
Le sue braccia ti avvolsero, fece attenzione a non farti male.
Keisuke Baji era tante cose agli occhi altrui.
Ma provasti un senso di orgoglio a sapere di essere l'unica a conoscere questo suo lato.
Sì, era tante cose ma soprattutto era un ragazzo con un grande cuore.
Che stava male vedendo i suoi cari feriti, che si preoccupava per loro e combatteva per loro.
Avrebbe dato la sua vita per coloro che amava.
«Grazie...» le tue dita passarono lungo le morbide ciocche, la tua testa si posò delicatamente sulla sua, chiudesti gli occhi beandoti di quel torpore.
Certo, sarebbe stato un lungo cammino, ci sarebbero stati momenti difficili, ma con lui eri pronta.
Sapevi che ci sareste stati per l'altro e ti bastava.
Rimaneste così per molto, c'era un silenzio piacevole, calmò i vostri cuori e assopì il vostro dolore.
Il ragazzo realizzò quanto tu fossi speciale per lui, non avrebbe voluto nessun altro.
Non c'era nessuno come te d'altronde.
Sin dal primo momento lo avevi accettato per com'era, andando contro chiunque provasse a mostrarlo in una cattiva luce, tu eri sempre rimasta con lui e saresti sempre stata al suo fianco.
Un sorriso gli vi adornò i visi, sarebbe andato tutto bene, entrambi ne eravate convinti.
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