Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapter 1

"Se non sarai soddisfatto dei miei risultati, allora sarai libero di uccidermi."

L'uomo dai capelli bianchi non poteva fare altro che sperare di evitare di prendere una decisione che col tempo avrebbe potuto dimostrarsi sbagliata.
La CCG non ha fatto altro che darmi la caccia di continuo per mesi, mesi che per causa mia non si sono rivelati altro che spargimenti di sangue.
Ricordo ancora l'espressione sui volti degli agenti mentre gli venivano strappate le interiora.
Il gusto che avevo di uccidere ha provocato innumerevoli carcasse di morti, ma nonostante esistessero persone in grado di spegnermi la vita mi sono sempre sentita come se nessuno avesse mai voluto farlo.
Tuttora non faccio altro che chiedermi come fossero andate le cose se la mia vita avesse avuto fine, forse avrei evitato di soffrire tutto questo tempo.
Sono passati due anni dall'ultima guerra con Aogiri.
In seguito ai fatti accaduti mi sono trovata costretta ad apportare dei cambiamenti sia al mio aspetto esteriore che interiore, agendo in questo modo credevo di poter fare meno fatica ad accettare me stessa, ma non è stato così.
Durante lo scontro persi l'unica persona di cui mi importava davvero in questo mondo caduto in rovina.
I ricordi continuano a riaffiorare nella mia testa non lasciandomi un attimo di tregua, non smettendomi di ricordare la sola cosa che continua a farmi sentire una fidanzata di merda.
Non ho saputo proteggerlo.

"Akane Suzuya. Da quanto tempo." quelle tristi immagini apparse nella mia mente vengono interrotte da una voce femminile che conosco bene.

"Akira Mado. Ti trovo cambiata. I capelli lunghi ti donano particolarmente" riesco a percepire l'aria di sfida che ci circonda, l'odio presente nei suoi occhi nel sentire le parole di un nemico diventato compagno.

"Se le cose fossero andate diversamente non avrei esitato ad ucciderti. Cerca solo di non causare problemi altrimenti mi vedrò costretta a farlo."

"Il carattere di merda però ti è rimasto a quanto vedo." il sorriso appena uscitomi sul volto sembra averla irritata, forse è per via del suo strano carattere che negli anni passati non siamo mai riuscite ad andare d'accordo.

"Non sono venuta qui per perdere tempo. Forza andiamo." si volta iniziando a fare qualche passo assicurandosi che io la stia seguendo, la si percepisce ovunque in lei la voglia di uccidermi.

"Mi scusi collega, mi potrebbe dire dove siamo dirette?" le chiedo io sfottendola con l'intento di renderla nervosa, se non cerca di spegnermi a parole non è divertente.

"Per prima cosa ti pregherei di rimuovere dalla testa il termine 'collega'. Rispondendo alla tua domanda invece ci stiamo dirigendo verso lo Chateau." sospiro per poi fare un lungo sbadiglio e coprirlo con la mano sinistra, il suo tono di voce è soporifero.

"Chateau?" le chiedo con un espressione confusa ma curiosa allo stesso tempo.

"Ecco. Siamo arrivate." le nocche della sua mano colpiscono la porta un paio di volte mentre la mia attenzione viene catturata dall'abitazione che ho davanti.

"Ehi Akira. Mi fa piacere vederti." si tratta di una voce chiaramente maschile e da quello che sento il ragazzo sembra avere un sorriso sul suo viso, ma i miei occhi devono ancora finire di inquadrare alla perfezione il posto.

"Haise." dice muovendo leggermente il mento indicando con esso la mia posizione.
Haise ha detto?
Il mio sguardo incuriosito finisce su di lui, colmando quella sensazione di vuoto che avevo dentro.
La mia espressione diventa tutta d'un tratto seria nell'osservare la persona che ho davanti.
Alcuni ricordi mi riaffiorano in mente, riportandomi per un attimo indietro nel tempo di due anni.

"Lui è stato l'unico in grado di riuscire a cambiarmi."
Il mio corpo davanti al suo mentre trasportava quello dell'amico, le lacrime non facevano altro che coprirmi il volto.
Nessuno in seguito all'accaduto si era degnato di capire come mi potessi sentire, a questo mondo se sei un Ghoul allora non meriti di vivere.

Ken Kaneki, sei veramente tu?

"Akane Suzuya." mi osserva e basta, senza aggiungere nulla.

"Ho ritenuto opportuno prendere la decisione di farle utilizzare un nome falso sul posto di lavoro."

"Ma per favore." le rispondo io facendomi scappare una leggera risata, per poi continuare ad osservare meglio Haise.

"Come ben sai non tutti alla CCG sono a conoscenza della sua identità e mantenerla segreta sarebbe la cosa più giusta da fare, oltre che sicura. Il nome in questione è Yuki Himura." continua Akira, ignorando la mia espressione divertita.

"Molto bene. Non ho nulla in contrario a riguardo." risponde lui, non distogliendo lo sguardo da me.

"Allora lascio il resto nelle tue mani. Mi raccomando cerca di non.." in una frazione di secondo le parole di Akira vengono interrotte da una kagune concentrata nel non mancare il proprio bersaglio, perforandomi cosi lo stomaco.
L'attenzione che avevo su Haise non mi ha permesso di schivare l'attacco, merda.

"Urie fermati!"

"Ma che ti sei rincoglionito?"

Due ragazzi si precipitano alla porta per assistere alla scena, rimanendo sorpresi nell'osservare l'accaduto.

"Vedi di crepare." Urie eh?
I suoi occhi freddi ripieni di odio alla vista dei miei, estraendomi la kagune dallo stomaco.

"Adesso basta. Cerca di calmarti." ordina Haise afferrandogli il braccio, evitando che io potessi essere ferita una seconda volta.

"Akira cazzo. Si può sapere che razza di compagni mi hai dato?" le chiedo facendomi scappare una risata, nonostante uno di loro abbia cercato di uccidermi non sembrano essere così male.

"Modera i termini. Sono un tuo superiore."

"Sono un tuo superiore." cerco di imitarla io ruotando per un attimo gli occhi, per poi poggiare la mano sinistra sulla ferita e puntare lo sguardo sul mio assassino.

"Ma che cosa ti è saltato in mente?" Urie rimane in silenzio, limitandosi ad osservarmi con un espressione quasi schifata mentre Haise continua a parlargli senza ottenere attenzioni.

"Dai ma come la fate tragica. Ho passato di peggio che una kagune conficcata nello stomaco." affermo io creando un improvviso silenzio, mentre i miei occhi si fermano ad osservare ciò che si intravede dell'interno della casa.

"Beh? Volete farmi entrare e presentarmi il resto della squadra o dobbiamo stare
a guardarci negli occhi tutto il pomeriggio?" continuo io interrompendo la situazione che si era creata poco fa facendo passare per un attimo la lingua sulle labbra, non vedo l'ora di iniziare a lavorare.

"Bene. Vi lascio." osservo Akira andare via con la coda dell'occhio mentre Haise mi fa cenno di entrare.

"Voi quattro vivete qui?" chiedo io guardandomi attorno.
D'un tratto delle grida provenire dal piano di sopra catturano la mia attenzione.

"Cinque." sospira il biondo sedendosi sul divano.

"Tenete un dinosauro nel vostro appartamento?" uno di loro sorride alla mia battuta facendomi ricordare che non mi sono stati detti ancora dei nomi.

"Un dinosauro probabilmente sarebbe più tranquillo." risponde ancora una volta il biondo.

"Ehi capelli verdi. Potresti dirmi il tuo nome e quello del biondino carino?"

"Carino?" arrossisce leggermente in viso avendolo colto di sorpresa.
Temo di avere un debole per i biondi.

"Ah, certo. Io sono Tooru Mutsuki, mentre lui Ginshi Shirazu." inizio a pensare che se gli trovassi dei soprannomi sarebbe più divertente oltre che facile.

"E il tirannosauro lassù?" punto il dito verso il soffitto, la mia curiosità è in continuo aumento.

"È Saiko. Sassan che cosa facciamo?"

"Conoscendola non aprirebbe la porta neanche sotto tortura." continua Mutsuki facendomi riflettere per un secondo.

"Di solito cosa le piace fare?"

"Passa le giornate chiusa nello studio a giocare ai videogiochi." le parole di Shirazu mi lasciano in qualche modo stupita.

"Non lavora? E non le dite nulla?"

"Ci proviamo. Ma non ci ascolta." sospira capelli verdi.

"Potrei conoscerla?"

"Fai come ti pare. Tanto è inutile." risponde Shirazu mentre un sorriso compare spontaneo sul mio volto.

"Sono felice che ci sia un'altra ragazza in squadra."

"Tu non fai parte della nostra squadra." un sorriso triste mi appare in viso in seguito alle parole di Urie, comincio a credere che faranno fatica a fidarsi di una come me.

"Ho passato ogni anno della mia vita da sola e l'unica amica che avevo è morta, non credete che per me sia facile continuare a vivere."

"Allora muori anche tu." risponde freddamente Urie uscendo subito dopo dalla porta d'ingresso, ormai sono abituata ad essere ferita.

"Sono consapevole del fatto che qua dentro non piaccio a nessuno per via dei fatti accaduti due anni fa, ma dopo tutto quello che ho passato anche io merito di essere accettata, e di questo un giorno ve ne renderete conto anche voi." salgo le scale lasciandomi alle spalle un silenzio tombale.

"A me non sembra cattiva.." dice Mutsuki agli altri due mantenendo lo sguardo basso.

"Non dobbiamo comunque abbassare la guardia." continua Haise con tono serio.
Lascio la parete su cui mi ero fermata poco fa per cercare di arrivare davanti l'ufficio basandomi solo sul mio orientamento, dopotutto non sarebbe strano se sbagliassi stanza considerando che nessuno di loro ha voluto darmi indicazioni.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro