Chapter 4; Parole
Choi Young Do's p.o.v.
«E così... vi siete lasciati? Capisco» dico, cercando di sembrare il più possibile dispiaciuto ed affrettandomi a mettermi in bocca altri noodles.
Non posso ancora credere di averla finalmente ritrovata. Cha Eun Sang, il mio primo ed unico amore, colei che per la sua lontananza mi ha fatto soffrire così tanto... ora si trova proprio qui, davanti a me, a poche decine di centimetri dal mio viso.
È proprio lei, la stessa ragazza dell'anno scorso: capelli lisci castani lasciati cadere morbidi sulle spalle, occhi profondi e allo stesso tempo sinceri, modi aggraziati e gentili, portamento angelico...
Cha Eun Sang. Sono tutte queste cose che mi hanno fatto continuare ad amarti. Quanto vorrei confessartelo adesso, in questo preciso istante.
Lei di colpo smette di mangiare, quasi mi avesse letto nel pensiero, e mi guarda dritto negli occhi.
«Sì, Young Do-ah, io e Kim Tan ci siamo lasciati. Anzi, l'ho lasciato io» afferma seria, costrigendomi a mantenere a fatica il mio sguardo su di lei, o meglio, su quei pozzi neri capaci di incantarmi come un ebete ogni volta che li osservo.
Il mio cuore perde un battito, costringendomi a portare una mano in corrispondenza di esso per stringermelo.
Questa notizia... questa notizia è tanto inaspettata quanto magnifica, non me lo sarei mai aspettato da una come lei.
Però non posso mostrarmi sollevato, anzi, devo mostrare un minimo di solidarietà nei suoi confronti e fingere di essere dispiaciuto. Altrimenti mi prenderà per il solito insensibile, cosa che preferirei non accadesse di nuovo.
«Ma dimmi, piuttosto... come mai da queste parti?» cambio argomento, azzardando una domanda che potrebbe far scattare come al solito la sua irascibilità, ma penso poi che in fondo tentar non nuoce. Magari mi dirà che si trovava a Seoul per caso, o magari per una commissione da dover svolgere, oppure...
«Sono venuta per cercarti, Young Do-ah» risponde lei, parole schiette come non gliele avevo mai sentite pronunciare.
Sbianco involontariamente in volto, squadrandola incredulo e a bocca spalancata. Ha pronunciato veramente quelle parole? Oppure è solamente un sogno?
«Per cercarmi? Per cercare me?» biascico, spalancando gli occhi.
Mentre lei annuisce impercettibilmente, sento aprirsi lentamente la porta che mi fa strada ad un mondo di emozioni tutto nuovo dentro di me, qualcosa che non avevo mai provato prima, ma che mi lascia assai perplesso dalla mia stessa reazione.
Quella sensazione di piacere mista a dolore si propaga sempre di più nel mio petto, tanto da non farmi più riuscire a spiccicare parola. Sono letteralmente bloccato.
«T-tu... p-perchè?» balbetto dopo una decina di secondi di imbarazzante silenzio, continuando a fissare attentamente la mia interlocutrice.
Anche lei sembra non essere del tutto indifferente alle sue stesse parole, anzi, dopo un esame più che attento noto che sul suo volto si sta spargendo sempre di più quel rossore che a mio parere l'ha sempre resa così adorabile.
«Sarò sincera fino in fondo, con te, Young Do-ah. Mi sono resa conto di provare veramente qualcosa per te che va al di là della semplice amicizia, e ti chiedo umilmente perdono per non essermene mai accorta prima d'ora, per cui... nel caso in cui tu abbia cambiato idea in questo anno passato lontani, sei libero di rifiutare»
A queste parole sorrido fra me e me, scuotendo la testa. In un certo senso, sono più spiazzato di prima, anzi, molto di più.
Da un'altra parte, però, mi sento come se stesse accadendo ciò che era destino che accadesse fin dall'inizio.
Io e Cha Eun Sang. Insieme.
Quella che per me era rimasta un'utopia fino a qualche minuto fa, ma che grazie al mio costante e ardente desiderio per lei si è finalmente trasformata in qualcosa di concreto.
Choi Young Do, il ragazzaccio menefreghista e senza cuore, assieme alla sua prediletta Cha Eun Sang, ragazza ingenua ma dal cuore d'oro.
Improvvisamente sento scattare qualcosa di strano e inaspettato in me, un brivido, una scintilla, che mi fa ritornare alla realtà e grazie alla quale ora ho ripreso coscienza delle mie parole e dei miei gesti, così da poterle parlare a mia volta.
«Cha Eun Sang, io non ho mai smesso di amarti. E ora che finalmente mi è piovuto dal cielo questo miracolo, sappi che non intendo sprecarlo affatto» sussurro con voce cavernosa, tentando di trattenere le lacrime per risultarle il più coraggioso possibile, ma fallendo pochi secondi dopo nel mio intento.
La sento lasciare le bacchette, che cadono ai lati del piatto con un tintinnio molto familiare, e io, preso dalla stessa sua foga, faccio lo stesso.
Dopodiché, tutto avviene in un attimo che potrebbe potenzialmente sembrare infinito: ci alziamo da tavola, senza badare a quei pochi occhi indiscreti che potrebbero spiarci e, dopo esserci sorrisi a vicenda fra le lacrime, ci gettiamo nuovamente l'uno tra le braccia dell'altra. Per la seconda volta.
Mentre sono immerso nel suo calore divenutomi ormai quasi familiare, azzardo una mossa che so che, nonostante possa sembrare avventata, entrambi desideriamo ardentemente.
Annullo così le distanze fra i nostri visi, spargendomi sempre di più verso di lei e scoccandole inizialmente un puro e casto bacio sulle labbra, come solo i ragazzini alle prime armi sanno fare.
La stranezza in questo caso è che a noi due, pur avendo ormai diciannove anni, fa lo stesso identico effetto che farebbe a due ragazzini innocenti che si baciano per la prima volta.
Un momento magico, un momento indimenticabile. Qualcosa che rimarrà per sempre impresso nella mia mente, senza possibilità di offuscamenti.
Già, perché questo, il mio primo bacio fra me e Cha Eun Sang, non è minimamente paragonabile a nessun'altra effusione che ho in passato scambiato con altre donne.
Le sue labbra premono sulle mie trasmettendomi un calore mai provato, che mi costringe a prolungare inaspettatamente questo bacio.
Io lo so, lo so da tempo: solo con Cha Eun Sang, con la ragazza che ho finalmente ritrovato, potrei provare queste e mille altre emozioni, quindi... perché non tentare?
Così, mentre siamo impegnati a scambiarci altre ulteriori effusioni in piedi all'interno del locale dove stavamo prima consumando nei noodles, la stringo forte in vita e faccio combaciare la mia guancia con la sua, sussurrandole poi qualcosa per farle capire il significato dei miei gesti.
«Cha Eun Sang... ti amo così tanto»
Le parole mi escono spontanee, inaspettatamente non faccio alcuna fatica nel pronunciarle, preso dall'ormai impellente desiderio di ricongiungermi con Eun Sang-ah, la ragazza irraggiungibile sulla quale avevo ormai perso ogni sorta di speranza.
Mentre aspetto una sua risposta col cuore in gola, sento le sue mani stringermi a sé sempre di più, e questo mi manda decisamente su di giri. Significa veramente che lei... che lei veramente...
«Young Do-ah.. ti amo anche io. E ti ho sempre amato» geme lei, fra un pianto e l'altro, tenendomi costantemente stretto per la vita.
Non posso fare a meno di piangere ancora, di riversare finalmente quelle lacrime di dolore ma allo stesso tempo gioia trattenute durante tutto questo lungo anno trascorso senza di lei.
Un anno perso nell'inutile tentativo di dimenticare una persona che è stata invece di fondamentale importanza per me, una persona che mi ha completamente cambiato, che mi ha segnato a vita.
Ecco perché dentro di me sento l'impellente sensazione di dovere recuperare tutto. Di dover recuperare il tempo perso, tutti i nostri momenti insieme, tutto quello che avremmo potuto condividere, ma che ci è stato brutalmente negato dal destino.
«Cha Eun Sang...» sussurro allora, staccandomi lentamente dal contatto con la sua guancia e fissandola dritta negli occhi, perdendo un battito al secondo.
«S-sì...?» parla a sua volta lei, sottovoce, numerose lacrime a rigarle il volto.
Passo così il pollice della mia mano destra lungo tutta la sua guancia per asciugargliela, sorridendo amorevolmente come solo un ragazzo innamorato della sua fidanzata saprebbe fare. Un piccolo gesto, ma allo stesso tempo ricco di significato.
«Andiamo... a c-casa mia» balbetto, nel tentativo di risultare il più credibile possibile, anche se so bene che probabilmente non sembro del tutto sincero.
Infatti scorgo subito il suo sguardo sul mio che mi squadra stupito, ancora sconvolto dalle emozioni provate durante il nostro primo bacio.
«C-certo...» risponde Eun Sang annuendo lentamente, e abbozzando poi un sorrisetto sghembo fra le lacrime che è capace di mandarmi in brodo di giuggiole.
«Allora vieni... andiamo» sussurro, afferrandola con decisone per la sua esile mano e, dopo aver pagato il conto al bar, conducendola fuori per il marciapiede della tortuosa Seoul che ormai conosco meglio delle mie tasche.
Cammino abbastanza spedito fra le vie, e la presenza di Eun Sang al mio fianco non fa altro che provocare in me la solita domanda che mi sto porgendo da quando l'ho vista: "È tutto vero, o forse sto ancora sognando?"
Non lo so e non lo saprò mai, l'unica cosa che so è che adesso lei è qui, affianco a me, e poco importa del passato e del futuro.
Adesso dobbiamo entrambi concentrarci sul presente, e cercare di goderci appieno questa stupenda giornata.
***
«Carina... la tua stanza» constata timidamente Eun Sang, una volta fatto capolino dalla porta ed esaminata tutta la mia camera a trecentosessanta gradi, come un vero detective.
«Vieni, entra» la invito allora io con un sorriso smagliante, afferrandola per un braccio e conducendola delicatamente all'interno.
Mi diverto poi ad osservarla mentre analizza tutto minuziosamente coi suoi bellissimi occhi, spostando il suo sguardo prima sulla scrivania, poi sui vari scaffali, sulle finestre e, infine... sul letto.
Involontariamente mi scappa un sorrisetto nell'alternare lo sguardo fra lei ed il mio letto e, non so perché, anche lei si mette a ridere senza un apparente motivo.
Si volta poi del tutto verso di me e, squadrandomi da capo a piedi, afferma fra le risate:
«Young Do-ah, hai la trapunta di Winnie the Poo!»
Sento come se un trattore mi fosse passato sopra, ed arrossisco notevolmente con gli occhi spalancati.
Mi dirigo poi in fretta e furia verso il mio letto e mi ci getto sopra a braccia aperte, tentando di coprire quella vecchia trapunta che utilizzo da quando ero bambino.
Teoricamente non ci sarebbe niente di male, lo so, ma il fatto che Cha Eun Sang l'abbia vista mi fa sentire abbastanza in imbarazzo. Mi posiziono completamente spaparanzato su di esso, a braccia aperte, dopodiché tento di sdrammatizzare la situazione nel migliore dei modi.
«Ma di che parli? Guarda, io in questo letto non vedo proprio niente!» ridacchio, notando dal basso che la sua figura si sta facendo sempre più vicina alla mia faccia, e tigendomi le guance color porpora ancora più di prima. Già, qualche minuto fa eravamo in un bar di noodles, mentre adesso siamo... nella mia stanza.
E non posso dire che la cosa mi possa tranquillizzare. In fondo, però, l'ho voluto io. Motivo per cui devo tentare di mantenere la calma e di non scompormi o compiere azioni avventate, anche se mi rendo già conto che sarà parecchio difficile, visto il ritmo del mio cuore che non accenna a rallentare.
Lei si piega, il suo volto si avvicina sempre di più al mio costringendomi a chiudere gli occhi, e...
«Io invece vedo un Winnie the Poo, proprio qui» interrompe il silenzio Cha Eun Sang, dopo aver evidentemente individuato una figura animata presente sulla mia trapunta che non sono riuscito a coprire a sufficienza con le braccia.
Decido allora di azzardare un'altra mossa, trovandomela a pochi centimetri di distanza dal mio volto e intento a non sprecare affatto una situazione del genere così preziosa.
La attiro a me facendo forza sul braccio, e, una volta messo in atto il mio piano con sua evidente sorpresa, decido di parlare.
«Ooops... sei caduta su di me» constato, ritrovandomi buona parte del suo corpo ora accasciato sopra il mio, e la sua faccia rossa come un peperone dall'imbarazzo a pochissimi centimetri di distanza dalla mia.
«Sei sempre il solito, Young Do-ah» ridacchia Eun Sang, indicandomi la fronte con un dito e sorridendo in un modo quasi provocatorio, dopo aver appoggiato la sua testa nell'incavo fra il mio collo e la clavicola.
«Che vuoi dire?» domando, sollevando di un poco il viso, quanto basta a far penetrare dentro le mie narici quel buonissimo odore familiare. L'odore dei capelli di Cha Eun Sang. Inconfondibile fra tanti, nonostante i tanti shampoo diversi che possa aver utilizzato.
«Sapevo che avresti adottato uno dei tuoi tanti espedienti per...» risponde maliziosa, lasciando a metà la frase per farmi morire ancora di più di curiosità.
Caspita, questa ragazza ha veramente un effetto strabiliante su di me. Non avrei mai pensato di poter riuscire a reggere un battito cardiaco simile, né di poter riuscire a vivere questa situazione con una naturalezza che rasenta la perfezione.
Mi sento finalmente me stesso oggi, qui, steso sul mio letto con lei stesa sopra di me. Era una sensazione che non provavo da tempo, o che forse non ho mai provato, ma per cui valeva sicuramente la pena aspettare tutto questo lungo anno.
Allungo una mano e la lascio scorrere lungo la sua guancia, avvicinandomi poi impercettibilmente a lei e sussurrandole sulle labbra:
«Cha Eun Sang... non sai da quanto tempo io desiderassi questo momento»
Di tutta risposta lei si fionda letteralmente su di me, così prendiamo a consumarci a vicenda di baci, senza avere neanche il tempo di respirare a fondo fra uno e l'altro.
I nostri cuori battono all'unisono, così come hanno sempre fatto, in attesa di essere fra loro ricongiunti in un'amabile esperienza che coronerà per sempre il nostro amore giovanile.
La scruto un attimo negli occhi, scorgendo con piacere che mi sta annuendo felice, anzi, sta cercando di porgermi implicitamente la mia stessa domanda.
Le poso allora una mano sulla spalla, chiedendole con voce spezzata:
«Cha Eun Sang... sei davvero... convinta?»
So che molto probabilmente è una domanda banale che non meriterebbe nemmeno una risposta, ma non ho potuto fare a meno di porgergliela.
Anche se so già la sua risposta, e mi sto già pregustando il fatidico momento in cui lei sarà definitivamente mia, ed io sarò definitivamente suo.
Perché noi due, ineluttabilmente, involontariamente, siamo destinati l'uno all'altra, legati da un filo invisibile grazie al quale non ci separeremo mai.
Così, quando la sento rispondermi «Sì, Young Do-ah. Mai stata più convinta», non posso che scoppiare dall'immensa felicità e riprendere a baciarla ancor più appassionatamente di prima.
E, mentre ci spogliamo lentamente a vicenda dei nostri vestiti, numerosi sono i pensieri che si fanno strada nella mia mente.
"Starò ancora sognando? È mai possibile che tutto questo stia succedendo a me?"
Sono domande, dubbi a cui non troverò mai una risposta.
In fondo però, che importa? Ora siamo qui, io e lei, insieme, e non c'è altro in questo momento che mi importi di più di noi due.
Perché quello che voglio da tanto tempo, ora si è finalmente avverato: Cha Eun Sang e Choi Young Do, per sempre insieme.
Due anime gemelle ritrovate, perfettamente in simbiosi.
~The End~
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