20
Yenny Paulina mise dei panini con il pollo nello zainetto con una bottiglia d'acqua. Non le pare che manchi altro e lo chiudere, per poi aiutare Erick a metterlo in spalla.
-Fai il bravo, ok?
-Si, Paulina.
Gli da un bacio sulla fronte e poi raggiunsero gli altri alla porta di ingresso.
Christopher sorride a sua madre che lo tira subito in un abbraccio.
-Torna presto.
-Sta tranquilla mamma.-le lascia un bacio sulla guancia e poi si rivolse al piccolo Erick-Andiamo.
-Dove andiamo?-chiese saltellando attorno al gruppo.
-In America.-rispose Richard
-E dove si trova?
-É... Lontano. Molto lontano.
-Quanto lontano?
-Tranquillo.-fece Zabdiel sorridendo-Ti addormenterai durante il volo e quando ti sveglierai saremo già arrivati.
Aarón li accompagnò fino all'aeroporto per prendere gli ultimi ordini.
-Torneremo tra tre giorni, e voglio trovare tutta la nuova roba nel covo.
-Si, Jefe.
Proprio come aveva previsto Zabdiel, appena seduto Erick si addormentò, e tutti loro seguirono il suo esempio.
Si svegliarono per via della voce della hostess che annunciava l'atterraggio. Christopher cercò di svegliare Erick, ma pareva in letargo e quindi lo prese in braccio.
Avevano portato solo una valigia con pochi vestiti, e mentre Richard la recuperava, Zabdiel scriveva un messaggio.
-Ci aspettano fuori.
Subito uscirono dall'aeroporto di Miami, trovando subito una macchina e un nuovo sulla quarantina ad attenderli. Richard gli corse incontro, lui subito aprì le braccia e lo accolse.
-Figlio mio. Mi sei mancato da morire.
-Anche tu, papà.
Christopher osservava la scena con un lieve sorriso sul volto. Interrotto il loro abbraccia, il signor Camacho subito si avvicinò a Christopher per stringere la mano, ma era occupato dal corpo addormentato di Erick.
-É un onore poterla finalmente conoscere.
-Mi dia del tu per favore. Siamo una famiglia.
-Certo.-sorrise e poi abbraccio Zabdiel che era libero.
-Tu sei Zabdiel, giusto?
-Si.
-E lui é Erick.-disse sorridendo al volto addormentato.-Andiamo subito a casa così lo mettiamo su un letto che é molto più comodo.
I Camacho avevano seguito subito il consiglio del figlio maggiore che diceva di cercare una nuova casa. E non si erano risparmiati. Non era una villa ma una casa di periferia degna di una famiglia di ceto medio, anche se fino a poco fa il loro conto in banca era disastrosa.
Dentro era tutto perfettamente pulito, e un delizioso profumo si sentiva per tutta la casa.
-Paulina... Adesso... No ho... Fame.-biascicó Erick agitandosi.
Christopher, Richard, Zabdiel e il signor Camacho scoppiarono a ridere. Furono raggiunti da una donna che era stata attirata dalle loro risate.
-Bambino mio!-e subito Richard si ritrovò in una trappola mortale.
-Mamma, ho bisogno di respirare.
-Mi sei mancato da morire.
-Anche tu.
In un battito di ciglia, tutta la famiglia era con loro. Il signor Camacho fece segno di tacere e di accompagnare in una stanza Erick ancora profondamente addormentato.
Yashua mostrò a Christopher una stanza dove lasciare Erick.
-Ti devo parlare.-disse a voce bassa.
-Di cosa?
-Ho trovato un ragazzo
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