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Succedeva spesso che si svegliasse nel cuore della notte, con il fiato corto e la sensazione di paura e vuoto che lo spingevano a terra, o lo inchiodavano a letto senza la forza di alzarsi. Ci impiegava una decina di minuti a riprendere possesso della sua mente, e la prima cosa che faceva era uscire da quella casa e prendere una boccata d'aria.

Mentre usciva, venne attirato da dei suoni che provenivano dalla camera di suo padre. Non ebbe bisogno di avvicinarsi ulteriormente per capire che cosa stia succedendo in quella stanza. Quando aveva otto anni, fece l'errore di preoccuparsi, credendo che suo padre si sentisse male e invece si é ritrovato uno spettacolo a dir poco agghiacciante. Suo padre non provò nemmeno a parlargli, a spiegare quello che aveva visto. Disse semplicemente:

-Un giorno lo farai anche tu.

Arrivato a 16 anni, aveva capito, ma questo non significa che sapere che suo padre ogni sera portava una donna diversa a letto gli facesse piacere. Una volta fuori si mise a terra, stendendosi sul prato.

-Mamà.

Sua madre gli mancava come l'aria, ma lo nascondeva bene davanti a suo padre. Una volte fece l'errore di chiedere di sua madre e di piangere per lei, e il risultato é stato due ceffoni che ricorderà a vita.

Aveva bisogno di andare da lei, di vederla per un secondo. Fu quel pensiero ha sollevarlo da terra e farlo camminare, in pigiama e a piedi scalzi per più di tre chilometri. Arrivò alla loro vecchia casa, che era rimasto uguale, forse una crepa invisibile, ma del resto é uguale.

Non c'erano movimenti, e sarebbe stato tutto normale, insomma erano le quattro del mattino. Ma non c'era la bicicletta che sua madre lasciava sempre in giardino. Se lo ricordava bene. Lui si sedeva sempre dietro e lei lo portava a spasso per la città e a lui piaceva. Amava stare con sua madre.

Entrambi erano come prigionieri in quella che doveva essere la loro casa e un rifugio. Lasciava sempre la bicicletta fuori, senza chiudere con la catena, era sicura che nessuno sarebbe mai venuto a rubarla.

Riprese a camminare, la sua mente era come fermo ma allo stesso tempo fosse stesse stendendo una mappa che lui seguiva senza rendersene conto.

Sua nonna, madre di sua madre, era una donna molto dolce. La vide una sola volta, durante una della uscite con sua madre. Era così sorpresa e felice di vedere la figlia e il nipote e li aveva invitati a casa sua. C'era stato una volta sola, ma la sua mente aveva studiato la strada.

Una cosa che per lui era ancora un mistero era il perché sua madre gli disse di tenere la bocca chiusa e non parlare del loro incontro a casa né con il padre né con il fratello.

Vide un albero di albicocche. Nella sua mente passa un flash e continua con la sua strada.

Sua nonna si era fermata per prendere delle albicocche e poi gliene diede due da mangiare.

Una casetta bianca con il tetto dipinto di verde...e la bicicletta appoggiata, ma chiusa con una catena.

Non c'erano movimenti, stavano dormendo,ma lui suonó comunque. Premette sul campanello e bussò per...non sapeva neanche lui quanto tempo passò lì fuori, prima che la porta venisse aperta.

Dire che quella notte fu la migliore della sua vita non renderebbe bene l'idea. Non c'erano parole per descrivere la felicità nell'essere di nuovo tra le braccia di sua madre.

E quella notte segnò l'inizio di tutto.

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