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Capitolo I

2156 - 28 - giugno

Londra

Distruzione.
Tutto ciò che uno può vedere è solo distruzione.
Edifici rasi al suolo dalla loro forza.
La città, già distrutta e ricostruita, è nuovamente ridotta a macerie.
Corpi senza vita sono sparsi tra strade e case crollate, e loro girano per la città in cerca di superstiti, mentre quelli più affamati ripuliscono le strade dai corpi.
La luna piena illumina i loro corpi oscuri.

Qualche ora prima

-Pane fresco! Appena sfornato!- -Solo cinque monete e le trote sono tue!- -Coltelli, forchette, stoviglie di ogni genere! Tutto per la cucina!-
Le grida del mercato quotidiano risuonano tra le mura delle case.
La città è animata da tutti i cittadini, che come ogni giorno devono partecipare nel loro piccolo alla sicurezza della città: c'è chi si occupa del sottosuolo, chi delle mura e così via. Ovviamente la sicurezza non coinvolge solo i confini territoriali, vi sono ancora polizia, dottori, artigiani, agricoltori, mercanti. Tutto sembra normale, anche se ognuno di loro sa cosa c'è fuori da quelle mastodontiche mura.

Sulle mura i soldati della Caserma di Londra sorvegliano l'esterno, ignari di cosa ci possa essere 50 metri sotto di loro, in mezzo alla fitta vegetazione.
Nonostante siano riusciti a lasciare scoperto il terreno vicino alle mura, non sono mai riusciti ad andare oltre i 500 metri. Ogni volta che restavano fermi per liberare il terreno oltre quella distanza, gli Addetti scomparivano, senza far ritorno.

-Chissà quando torneranno dalla spedizione gli Esploratori... si sono portati dietro metà delle Forze di Soppressione. Pure i novellini di supporto sono usciti- le lamentele della Guardia non finiscono mai. Sono i soldati più fortunati che fanno la ronda sulle mura.
-Dovrebbero essere sulla via del ritorno. Ormai sono 6 giorni che sono la fuori. Non resisteranno ancora molto, nonostante il numero.- -Sono curioso di sapere in quanti torneranno questa volta-
"Wouuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu"
- Eccoli...!-

Nelle postazioni di avvistamento i soldato si agitano. -Perché sta fermo là?!? Perché è solo uno?!?- le domande che ogni soldato si chiedeva disperato.
Fuori dalle mura, tra due alberi, sostava immobile un umano, in divisa. Un soldato, con lo stemma degli Esploratori cucito sulla giubba.
Uno scarpone alato, in augurio alla rapidità dei soldati stessi, ricordando il mito greco di Ermes.

Dentro la città, ogni cittadino ha sospeso le sue attività gioendo per il ritorno dei soldati, ma anche in ansia e pronto a reagire nel caso di un secondo suono di avviso.

Dagli alberi altri soldati compaiono e restano in attesa. Questo provoca ulteriore agitazione tra i soldati sulle mura.
Quando finalmente decidono di mandare un gruppo ausiliario per farli rientrare, ha inizio la fine.

Neanche il tempo di richiudere le porte che Loro divorano i corpi inermi e già morti dei soldati della spedizione, per poi puntare all'entrata.
I più veloci riescono a bloccare le porte che si stanno richiudendo, mentre i più robusti li proteggono.
Le truppe ausiliare nel frattempo sono già state divorate e aggiunte agli Esploratori nei loro stomaci, sempre se l'avessero.

Un orda di quegli esseri distruttivi esce dalla foresta per riversarsi all'interno della città.
Nonostante le difese riescano ad abbattere alcuni di loro, i caduti vengono rapidamente rimpiazzati .

"Wouuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu"

Questo era tutto ciò che i cittadini non avrebbero mai voluto sentire, ma già quasi se lo aspettavano.
La disperazione dilaga tra la gente.
Tra corse e inciampi ognuno torna alla propria abitazione per cercare di raggiungere il proprio rifugio.
Ma ormai loro sono già dentro.

Ora grida di paura e dolore risuonano tra le mura delle case.
L'esercito troppo debole e decimato dalla spedizione cerca di fare il possibile per eliminare gli intrusi.
Ma loro sono troppi.

Case distrutte.
Corpi ovunque.
Gli ultimi umani vengono uccisi e mangiati.
La città di Londra dipinta di rosso.

-John, la mamma sta arrivando...-
Le ultime parole singhiozzanti di una donna.

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