Capitolo 2
Questa settimana sono buona e vi regalerò ben tre capitoli !! Pronte???? 😍❤️
Dopo aver riposato, io e Rachel ci preparammo per la nostra prima uscita a quattro. Non sapevo che mettere, avevo l'armadio pieno di vestiti e non riuscivo a decidermi su cosa indossare.
Volevo, stupidamente, mettere qualcosa che potesse far colpo su Dean! Era sciocco, lo so, ormai stavamo insieme e non avevo bisogno di fare colpo su di lui, però... era la nostra prima uscita ufficiale come coppia, e anche se eravamo in compagnia era pur sempre il nostro primo "appuntamento".
«Jules, ti decidi?» la voce di Rachel dalla sua stanza mi fece sussultare.
«È che non so cosa mettere!» urlai di rimando.
«Crisi da primo appuntamento?» disse affacciandosi alla mia camera. Ricordo ancora di quando la aiutai a prepararsi per la sua prima cena ufficiale con Josh. Rachel era nervosissima, come non era mai stata prima. Perdemmo un tempo indefinito a scegliere insieme l'abito che poi indossò. "Al primo appuntamento non bisogna essere troppo sexy, altrimenti rischi di passare per una mangia uomini e i ragazzi si spaventano sempre quando vedono donne troppo audaci. Allo stesso tempo non puoi nemmeno vestirti da scolaretta. Devi intrigare, ma non troppo! Devi rendere piacevole e misteriosa la scoperta..." ricordo ancora le sue parole alla perfezione.
«Senti Jules, so che aspetti questo momento da una vita ma... il tuo caso è un po' diverso. È vero questa è la tua prima uscita ufficiale con Dean, ma prima di questo avete avuto una pseudo relazione per circa due mesi. Ciò non significa che tu non debba farti carina ma... la vostra relazione è già bella avviata, quindi non stare a scervellarti troppo!»
«D'accordo, forse hai ragione. Quindi cosa metto?».
«Vediamo... Josh ha detto che saremmo andati in un pub quindi ci vuole qualcosa di comodo ma carino. Fammici pensare...» disse tirando via dall'armadio un sacco di cose «questo no, quest'altro no, questo nemmeno. Ecco, trovato! Abitino nero a maniche lunghe con lo scollo a barca. Calze doppie e stivali al ginocchio. Siamo a dicembre, devi coprirti. Io spezzerei con quella collana rossa che ti ha regalato tua madre».
«Va bene, mi fido di te!» dissi facendole l'occhiolino e cominciando a cambiarmi.
Quando fummo pronte entrambe ci sedemmo in salotto ad aspettare che Dean e Josh venissero a prenderci.
«Emozionata?» esordì Rachel dopo qualche istante di silenzio.
«Un pò» dissi con nonchalance.
«Siete bellissimi insieme»
«Ti ringrazio!» dissi ridendo e Rachel sorrise. Mentre ci perdemmo l'una nello sguardo dell'altra, con la complicità di due migliori amiche, il cellulare di Rachel suonó. Era Josh. Erano sotto al palazzo con l'auto di Dean.
«Ci siamo» disse Rachel.
«Già!».
«Andiamo, biondina?»
«Sicuro, brunetta!».
Quando aprimmo il portone del palazzo, vedemmo Josh e Dean appoggiati alla sua Spider. Il mio ragazzo era stupendo, come sempre d'altronde. Io e Rachel andammo loro incontro e quando fui a due passi da Dean, mi abbracciò stretto e mi baciò:
«Ti sono mancato?» disse distaccandosi.
«Da morire» feci io guardandolo con gli occhi innamorati.
«Quando avete finito, piccioncini, il tavolo al Macy's ci aspetta» fece Josh prendendoci in giro.
«Abbiamo finito» disse Dean ridendo.
«Andiamo allora» fece Rachel, ed entrammo in auto.
Quando arrivammo al pub ci sedemmo e iniziammo a chiacchierare in attesa delle ordinazioni.
«Wow bello. Non c'ero mai stata in questo locale» disse Rachel prendendo posto.
«Me lo ha consigliato un collega dell'università» fece Josh.
«Ho fatto scegliere a lui» intervenne Dean «in pratica non conosco nessun locale. Prima di incontrarti, Jules, andavo solo in qualche bar o discoteca a rimorchiare con Rick».
«Beh, ora Rick dovrà trovarsi qualcun altro per rimorchiare» dissi stringendolo.
«Giusto» fece Dean guardandomi con passione.
«Cavolo, qui hanno anche il karaoke! Jules dovremmo venire ad una serata, così puoi far sentire a tutti la tua ugola d'oro».
«Smettila Rachel!» dissi imbarazzata.
«Sai cantare?» chiese Josh sorpreso.
«Diciamo che me la cavo» dissi arrossendo.
«Ecco la solita Jules che sminuisce le sue capacità» fece Dean rimproverandomi.
«Anche Dean sa cantare. Da bambino suonava perfino la chitarra!» interruppe Josh.
«Sul serio?» chiesi. Non lo sapevo. Non me lo aveva mai detto.
«Diciamo che strimpello la chitarra e sono intonato».
«Adesso chi è che si sminuisce?» disse Josh ironico.
«È bella questa cosa che sapete entrambi cantare. Potreste formare un duo!» intervenne Rachel.
«Un duo?» disse Dean alzando il sopracciglio.
«Sì. Come Alex e Sierra».
«Chi?»
«Quelli di X- Factor».
«Guardi troppa televisione, Rachel!».
«E tu troppo poca, Dean».
Arrivò il cameriere ad interrompere il divertente battibecco tra Dean e Rachel. Ordinammo le pietanze e continuammo a conversare.
Quando arrivarono i panini ci rimpinzammo, scherzando e ridendo come se ci conoscessimo tutti e quattro da una vita. Dean per me non era più un estraneo, e mi sentivo felice come non mai per quella serata normale.
Mentre chiacchieravamo, ridendo sulla nostra assurda fame che non ci aveva fatto lasciare nemmeno una briciola nel piatto, una strepitosa ragazza mora si avvicinò al nostro tavolo.
«Dean? Sei Dean?» chiese rivolta a lui.
«Ci conosciamo?» fece Dean perplesso.
«Sono Jolene. Non ti ricordi di me?».
«Ehm, a dire il vero no!» disse Dean imbarazzato. Chi cavolo era quella, e che voleva dal mio fidanzato?
«Ci siamo incontrati qualche mese fa al Passion... mi pare fosse ottobre! Ci abbiamo dato dentro per un bel po'!» fece ammiccando. Che cosa? Che voleva dire??
«Al Passion, sì giusto!» rispose Dean visibilmente a disagio. Cercavo di capirci qualcosa da quella assurda conversazione. Il mio sguardo si spostava da Dean a quella ragazza di continuo. Cavolo, chi diamine era? E perché non se ne andava via?
«Non ti si vede da un bel po' al locale, comunque» continuò Jolene senza mai staccargli gli occhi di dosso «ed è... un vero peccato!» continuò spogliandolo con gli occhi. Cavolo era come se io non esistessi.
«Beh, mi sono fidanzato» disse Dean prendendomi la mano e alzandola per fargliela vedere.
«Oh, scusa! Eri con la tua ragazza! Non lo sapevo» rispose Jolene con finta ingenuità.
«Nessun problema» intervenni io spavalda.
«Bene, allora vi lascio alla vostra serata ragazzi e... scusate ancora per il disturbo»
«Nessun disturbo» fece Josh cercando di smorzare l'imbarazzo.
«È stato un piacere rivederti, Dean» disse Jolene scandendo un po' troppo il suo nome.
Quando andò via ci furono interminabili secondi di imbarazzo e poi, parlò Rachel che in genere era brava a riempire i silenzi.
«Dov'è che si trova questo locale? Passion... non l'ho mai sentito nominare. Jules dovremmo andarci qualche volta!» disse fingendo interesse.
«Non credo sia il posto adatto a voi» fece Dean accigliato.
«Perché? È frequentato da gentaglia?».
«Perché è un locale di escort, Rachel» disse Dean, quasi parlandole sopra.
Un locale di escort? Sul serio? Dean frequentava quei locali? Non mi era mai sembrato il tipo che avesse bisogno di un posto così per trovarsi una donna.
«Oh!» fece Rachel imbarazzata. Si zittì, e ripiombammo tutti e quattro in un nuovo assordante silenzio, che a un certo punto ruppi io.
«Sbaglio o ad ottobre tu e io ci eravamo già baciati?» dissi infastidita.
«È successo... è successo quando è venuto quel tuo amico di Miami, Alex. Tu sei uscita con lui e io mi sono... ingelosito. E così sono andato lì».
«Frequentavi quei posti?» dissi meravigliata.
«Quando avevo bisogno di una cosa facile e veloce».
«Wow» dissi ironica e abbassai lo sguardo. Non potevo crederci!
«Jules non sono mai stato un santo, e questo lo sai. Ho fatto un mucchio di cose poco raccomandabili prima di conoscerti, ma poi ti ho incontrata e ho voltato pagina».
«Cose poco raccomandabili, devo preoccuparmi?» dissi alterata.
«Jules...».
«Desiderate altro ragazzi?» il cameriere che ci aveva servito prima interruppe il nostro alterco.
«Io sono a posto così» disse Josh
«Anche io» fece Rachel di rimando e mi guardò.
«Anche noi siamo a posto» dissi rispondendo anche per Dean «può portarci il conto, per favore?».
«Certo, arriva subito» rispose lui gentile.
Quando si allontanò la discussione non venne ripresa e quando tornò col conto e io feci per prendere la borsa, Dean mi fermò.
«Faccio io».
«Guarda che lavoro. Posso pagarmi una cena» feci io piccata.
«Preferirei pensarci io, se non ti dispiace» rispose Dean con un tono pacato. Cercava di calmarmi, era chiaro, ma in quel momento l'ultima cosa che volevo era calmarmi.
«Certo che mi dispiace!» dissi alzando la voce.
«Jules» fece Rachel intervenendo «perché non lasci stare e li aspettiamo fuori, ti và?».
«Voglio pagare la mia cena!».
«Jules!» fece Rachel con tono di rimprovero e scoccandomi un'occhiata severa. D'accordo mi stavo comportando come una bambina, così decisi di darle ascolto e mi alzai dal tavolo assieme a lei.
Uscimmo dal locale e aspettammo i ragazzi fuori.
Quando li vidi uscire Dean aveva un'aria sconfortata. Poi si avvicinò a me e disse:
«Possiamo parlare in privato?».
«D'accordo» dissi e lo seguii. Ci appoggiammo ad una automobile parcheggiata un po' oltre il locale per avere un po' di privacy e poi Dean parlò.
«Si può sapere che ti è preso prima?».
«A me, Dean? A me che mi è preso?».
«Jules quello che è successo è stato mesi fa. Tu e io non stavamo nemmeno insieme, per cui...».
«E il fatto che non stavamo insieme non mi dà il diritto di essere infastidita?».
«Tu non eri infastidita Jules, eri arrabbiata. Arrabbiata con me!».
«Io non ero arrabbiata».
«Sul serio? Vogliamo parlare della storia del conto, allora?».
«Togliti dalla testa che tutte le volte che usciremo insieme pagherai sempre tu!».
«Questo non ha nulla a che fare col fatto che vuoi essere generosa. Ti sei impuntata volutamente! Avevi voglia di litigare e hai trovato un pretesto».
«Questo non è vero».
«Jules quello che hai visto prima, fa parte del mio passato. Non posso cancellarlo e non voglio. Tutte le mie scelte, tutti i miei sbagli, mi hanno portato ad essere quello che sono oggi. E non credo di essere poi così male, visto che ti sei innamorata di me».
«Dean, io non l'ho mai pensato!»
«E allora qual è il problema?».
«Il problema è... Dio, può infastidirmi se sei andato a letto con una escort?».
«Se è per questo sono andato a letto con un mucchio di escort».
«Oh, grazie per avermelo ricordato!».
«Jules se stai con me, devi accettarmi per quello che sono. Devi accettare tutto di me, anche il mio passato».
«Scusami se non immaginavo che le escort potessero far parte del tuo passato!».
«Jules sono stato a letto con un milione di donne. Che differenza fa se le ho rimorchiate in un bar o le ho pagate?».
«Io... non lo so, ok? Probabilmente devo abituarmici. È che io, fondamentalmente non so nulla di te. Ci siamo messi insieme due giorni fa e... prima, tu non mi ha mai parlato molto... o meglio, mi hai sempre raccontato quello che tu volevi raccontarmi!».
«Jules dammi tempo. Lo hai detto tu, stiamo insieme da due giorni».
«Hai ragione, io... scusami!» dissi sommessamente. Mi ero comportata come una cretina.
«Tranquilla» disse accogliendomi tra le sue braccia «l'importante è aver chiarito, no?».
«Già» dissi sorridendo.
«Che dici, raggiungiamo Josh e Rachel?».
«Sì» dissi e gli presi la mano. Ci incamminammo verso la sua auto e andammo via. Durante il tragitto verso casa, Rachel cercò di capire cos'era successo, e io le dissi che avevamo chiarito e che era tutto a posto. Non potevo comportarmi come una stupida né mettergli pressione. Non potevo rovinare tutto! Non dopo che avevo lottato tanto per averlo.
Arrivati sotto casa Josh salutò Rachel e Dean si avvicinò a me:
«Siamo a posto?» disse prendendomi il viso tra le mani.
«Io sono a posto, e tu?».
Accenno un sì con la testa e poi mi baciò la fronte. Fu un gesto che mi sorprese, un gesto che non mi aspettavo ma che mi colpì positivamente. Lo trovavo così intimo, così dolce.
Ci salutammo e quasi avevo il magone per quanto mi sarebbe mancato, anche solo per una notte. Dean era diventato tutto il mio mondo, e non avrei permesso a niente e nessuno di portarmelo via.
***
Nella sua mente
Quando lasciai Jules, salii in macchina con Josh e misi in moto. Mio fratello mi chiese com'era andata e io gli raccontai della discussione avuta, ma gli dissi anche che tutto si era risolto. O almeno, così speravo.
Non potevo permettere che il mio passato mandasse a puttane la mia storia con Jules. Lei era tutto quello che volevo. Era mia e io mi sentivo così fortunato.
Per me era tutto sconosciuto, tutto nuovo... camminavo su un terreno che non conoscevo e dovevo stare attento a non fare passi falsi.
Per niente al mondo avrei perso Jules. Ora che l'avevo trovata, ora che ci eravamo trovati, dovevo fare di tutto per tenermela stretta. E l'avrei fatto... Dio, se l'avrei fatto!
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