Uno spettro
Non è facile trattenere le lacrime. E ancora meno facile è farlo davanti a una persona che sa leggerti come un libro aperto. Nicky, la maggior parte delle volte che si trovava in queste situazioni scomode ( e credetemi se vi dico che erano sempre più frequenti), abbassava lo sguardo, lo nascondeva dai corti capelli castani che le cadevano sugli occhi, e poi si osservava le mani: ogni piccola imperfezione o screpolatura delle sue dita veniva passata sotto esame.
Quel giorno la questione però era molto più difficile... si trovava in camera con il suo ragazzo Alex e, parlando del più e del meno, erano finiti a discutere di nuovo della sua depressione. Non era una troppo grave dal punto di vista psicologico, ma diventava sempre più un problema nella loro relazione: lei era consapevole di essere una ragazza abbastanza fortunata ( insomma aveva una famiglia, una bella casa e anche un ragazzo) ma il punto era che lei vedeva tutto sotto un velo di malinconia, un sottile telo di paranoie e timori che la separavano da quella che poteva chiamarsi felicità.
Alex era passato da lei per trascorrere uno dei loro sabato sera: tv, coccole e cibo, ma in un bel momento lei era crollata, si era lasciata andare tra le sue braccia e li aveva confessato che non ce la faceva più. Aveva bisogno di più attenzioni e inoltre si sentiva tremendamente sola. Non che fosse una novità il fatto che non avesse più di un paio di amici con cui usciva una volta al mese massimo, ma in quel periodo tutte quelle piccolezze stavano andando a formare un male enorme per la sua stabilità.
Sentiva le lacrime calde scivolarle lungo le guance e quello che si aspettava di sentire erano le mani del suo ragazzo che le raccogliessero. Ma non accadde. Nicky spostó la ciocca di capelli che le si stava incollando al viso a causa delle lacrime e puntò i suoi grandi occhi su Alex.
Era seduto sul letto di fianco a lei con la faccia presa tra le mani.
Alzò il viso: era furente, Nicky non l'aveva mai visto così, ma sapeva che quello sguardo poteva riservare solo brutte sorprese.
"Senti, io non ce la faccio più okay? Non posso starti dietro tutte le volte che hai una crisi! Ho una vita anche io e non ho intenzione di passarla con te che fai la lagna continuamente!". Le parole di Alex la colpirono come una raffica di proiettili. Non ebbe neanche il tempo di deglutire che lui continuò: "Penso di essere giunto a un punto di questa relazione in cui devo fare una scelta : la mia vita o la tua ? Lo sai che ti ho sempre voluto un gran bene Nicky peró non mi puoi chiedere questo! Non puoi aspettarti che io sia sempre pronto a reggerti. E credimi se ti dico che mi fa male dirtelo: ma credo che ci dobbiamo lasciare ..".
Alex proseguì nel suo fiume di parole ma per Nicky il mondo si era fermato nell'istante in cui lui aveva detto che voleva lasciarla.
È strano pensare come certe parole possano stravolgerti la giornata, e ancora più strano per lei era immaginarsi un mondo in cui non c'era nessuno a sostenerla.
Fino a quel momento aveva sempre avuto una spalla su cui reggersi e forse era anche po' colpa sua ma aveva davvero bisogno di confidarsi con qualcuno e di alleggerire il suo fardello.
E ora buio. Buio più totale. Si sentiva vuota come uno spettro: le avevano appena tolto una parte della sua anima.
Il ragazzo che aveva amato in 10 mesi più di ogni altra cosa al mondo le stava dicendo che era un peso.
Non poteva essere vero.
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