Capitolo 30 (seconda parte)
Ecco la seconda parte! Un po' lunghetta 😂😆 ma spero che vi piaccia ❤️😝
All the love (as always )!
Una settimana dopo, io, Rachel, Lauren, Brooke e Mary eravamo in auto pronte per il nostro weekend di campeggio al Sebago Cabins, a Suffern. Ogni anno organizzavamo campeggio tutte assieme e, quella volta, il fatto che Rachel avesse litigato con Josh ci spinse ad accelerare i tempi.
«Allora Rachel... perché non ci racconti come mai tu e il tuo principe azzurro avete litigato» fece Lauren curiosa.
«Non mi va di parlarne» rispose lei, seduta accanto a me che guidavo.
«Dai, siamo curiose» insisté Lauren.
«A dire il vero sei tu quella curiosa. Saranno pure affari suoi!» intervenne Mary pronta a difendere la mia amica.
«Dio, che avrà mai chiesto Mary... sei sempre così pesante» subito Brooke parlò a favore di Lauren, come al solito. Quelle due insieme, delle volte, erano insopportabili... ed era sempre Mary a pagarne le conseguenze.
«Tu sei sempre pronta a prendere le parti di Lauren, vero Brooke?».
«Su ragazze, basta... non litigate» intervenenni.
«Perché lui mi ha detto che mi ama e io gli ho detto che non ero pronta, ok?» fece Rachel tutto d'un fiato e mi meravigliai che lo avesse detto alle altre, soprattutto a Lauren.
«Wow. Però... certo che sei un bel tipo Rachel, per la prima volta trovi un ragazzo che tiene a te, che ti dice che ti ama, e tu gli rispondi che non sei pronta per ricevere amore?».
«Ho sbagliato, ok? La verità è che... anch'io lo amo, ma quelle due parole... so che per voi sono una cavolata, ma per me no! Io non l'ho mai detto a nessuno e volevo solo aspettare per essere sicura di sentirlo. Ma ora che sono tre giorni che non ci sentiamo ho capito davvero che le parole non contano niente, perché io so ciò che provo. Io so che lo amo e non avrò più l'occasione di dirglielo».
«Dai Rachel, non dire così. Avete solo litigato, non vi siete mica lasciati» disse Brooke cercando di consolarla.
«Gli ho scritto un messaggio dicendo che sarei andata fuori con voi per il weekend e lui mi ha scritto: Farò lo stesso coi miei amici. Cerca di non ubriacarti e di saltare addosso a qualche tipo in discoteca».
«Che?» fece Mary.
«Una volta litigammo per...» si fermò. Loro non sapevano della storia del bambino.
Dovevo intervenire: «Litigarono per una cavolata, ma Rachel si ubriacò e fece la cretina con uno in discoteca. Non successe nulla, ma Dean la vide!».
«Beccata da suo fratello, complimenti!» rise Lauren.
«Grazie!» rispose Rachel infastidita.
«Ragazze, basta parlare di Rachel e Josh. Siamo quasi arrivate...».
«Meno male. Non mi sento più il sedere» disse Brooke massaggiandoselo.
«E il tuo ragazzo?» chiese Rachel a Brooke. «È un sacco che non lo vedo».
«Lavora... qualche volta dovremmo uscire tutt'e quattro! Tu, io, Josh e Billie».
«Se avrò ancora un ragazzo».
«Rachel, basta piangerti addosso» intervenni arrabbiata. «Sei stata tu a dirmi che non devo disperarmi per amore e adesso...».
«Tu, per amore? Che mi sono persa?» chiese curiosa Lauren.
«Niente».
«Andiamo...».
«Jules aveva preso una cotta per il fratello di...» fece Rachel per aiutarmi, ma non volevo che le mie amiche sapessero di Dean. Voglio dire, non volevo sapessero che ero stata male per lui. Lauren lo aveva conosciuto alla mia festa e anche le altre, e tutte le volte avevano sottolineato a Rachel e me quanto fosse sexy. Inoltre Lauren ci aveva anche provato. Non volevo che mi considerassero una ragazzina perché mi ero invaghita del classico bello e dannato. Così la stoppai.
«Per il fratello di un mio collega al lavoro. Niente di serio, comunque».
«Ci sei uscita assieme?» chiese Mary.
«Un paio di volte».
«E in un paio di volte ti sei innamorata?» chiese Lauren stupefatta.
«Invaghita è il termine adatto. Ora possiamo parlare d'altro?».
«Non ci sarai andata a letto, Jules... non dirci che hai perso la verginità senza dircelo» domandò Brooke cogliendo nel segno, e stavolta fu Rachel a salvarmi.
«Figuriamoci! Sapete com'è Jules. Lei e il sesso stanno su due pianeti diversi!» esclamò e mi guardò.
Le sorrisi. Aveva perfettamente capito che non mi andava di parlare di Dean con loro.
«La solita, vecchia Jules!» fece Lauren prendendomi in giro.
«Già...».
«Guarda che se non ti dai una mossa finirai nella tomba ancora vergine!» continuò rincarando la dose, ma per fortuna il cartello con scritto Sebago Cabins c'informò dell'arrivo e io potei cambiare discorso.
«Eccoci arrivate» dissi.
Quando scendemmo dall'auto, prendemmo le nostre cose e c'incamminammo, l'insolenza di Lauren non si fece attendere: «Finalmente. Non ne potevo più. Un viaggio di un'ora circa quant'è durato? Quasi due?».
«Grazie Lauren. La prossima volta perché non prendi la tua auto e guidi tu?».
«Jules, eri più lenta di una lumaca. Per poco non ci superava anche il trattore».
«Non rompere» conclusi e ci avviammo alla nostra area. Quando giungemmo, notammo che poco distante da noi c'era un gruppo di ragazzi. Da dove stavamo, non erano ben visibili, ma poi, quando uno di questi si girò, Rachel disse: «Oh mio Dio!».
«Carini, vero?» disse Lauren leccandosi il labbro.
«Ma quello è... Justin».
«Chi?» chiese Brooke.
«Justin, l'amico di Josh».
«Quindi... quelli sono gli amici di Josh...».
«Ma sì... Quello è Brendan e l'altro è Vincent».
«Quindi è qui anche il tuo ragazzo?» chiese Mary preoccupata.
«Spero proprio di no...» rispose, ma appena finì di parlare vedemmo due uomini venire da lontano e avvicinarsi agli amici di Josh. Erano, appunto, Josh e Dean. Volevo morire. Che ci facevano lì?
«Quante probabilità su un milione c'erano che Josh sarebbe venuto a fare campeggio qui?» domandai a Rachel infastidita.
«Una su un milione, credo» replicò lei ancora sconvolta.
«Su, andiamo a salutarli» disse Lauren felice.
«Lauren, ti sembra il momento?» chiesi io arrabbiata.
«Sono una ragazza educata. Conosco Josh e anche Dean. E non vedo l'ora di conoscere gli altri, anche se... Dean è il mio sogno proibito. Ragazze... quell'uomo è sexy da morire, io me lo sogno la notte. Devo averlo!».
«Non è un giocattolo, Lauren» esclamò Mary rimproverandola.
«Lo diventerà presto. Il 'mio' giocattolo» disse, sottolineando la parola mio. L'avrei presa a sberle. «Andiamo?» propose, trascinandosi Brooke. E io, Rachel e Mary le seguimmo riluttanti.
«Ragazzi, ehi!» fece Lauren urlando e tutto il gruppo, e loro alzarono lo sguardo verso di noi.
«Ehi fanciulle...» fece uno dei tre amici di Josh venendo verso di noi. «Avete bisogno di una mano?» chiese malizioso verso Lauren, che subito lo guardò con desiderio.
«Rachel... che ci fate voi qui?» disse Josh avanzando e portandosi davanti a noi.
«Potrei farti la stessa domanda!».
«Io sono venuto solo per rilassarmi coi miei amici. Facciamo sempre campeggio!».
«Be'... anche noi! Veniamo qui da anni...».
«Per noi è il primo anno qui, invece. Questo posto me lo ha consigliato un amico» intervenne un altro ragazzo spuntando da una tenda.
«Grazie, Brendan» puntualizzò Josh infastidito.
«Andiamo... che ne potevo sapere che avremmo incontrato la tua ex?» disse, e io rimasi allibita guardando Rachel.
«Ex? È così che mi definisci coi tuoi amici, Josh?».
«Io... scusami, errore mio... mi ha detto che avevate litigato, credevo vi foste lasciati. Lui non ha mai usato quella parola».
«Sta' zitto Brendan!» urlò Josh alterato.
«Sai una cosa? Stiamo ognuno per i fatti propri e vedrai che ci divertiremo un mondo...».
«Sì, certo. Tu ti diverti sempre un mondo in mia assenza, vero Rachel?».
«Josh, lascia perdere» intervenne Dean provando a calmarlo.
«Stanne fuori, Dean! Hai perfettamente ragione. Anzi per due giorni comportati come se io non esistessi, ok? Buona permanenza» concluse alterato, e andò via.
Dean mi guardò. Ci guardammo, poi lui spostò lo sguardo su Rachel e disse: «Mi dispiace» e andò dal fratello.
«Non roviniamoci le vacanze ragazze. Io sono Vincent. Vincent Rodriguez» si presentò il tipo che ci aveva accolte poco fa.
«Un bellissimo nome. Sei di origini sudamericane?» chiese Lauren attorcigliandosi il dito attorno ai capelli, come faceva sempre in presenza di un bel ragazzo che voleva sedurre.
«Mia madre è venezuelana» spiegò lui squadrandola.
«Però...».
«Salve ragazze. Ho preferito non intervenire nella discussione» disse l'altro amico di Josh che per tutto il tempo era rimasto in disparte senza dire nulla. «Io sono Justin. Lui, da come avrete capito, è Brendan. Ciao Rachel» disse salutando la mia amica.
«Ciao Justin» fece Rachel abbozzando un sorriso.
«Rachel, scusa per prima» disse Brendan avvicinandosi a lei. «Ti giuro, devo aver capito io male. Josh non ha mai usato quella parola...».
«Tranquillo Brendan. Non fa niente!».
«Se vuoi un consiglio» fece Vincent spavaldo «va' da lui e chiudetevi in bagno. Ci sono i wc chimici qui dietro. Un sano pompino sistemerà tutto».
Rimasi sconvolta dalle sue parole. Lauren fu l'unica a ridere. Anche i suoi amici rimasero sconvolti.
«Sei proprio un cafone!» sbottò Rachel disgustata, e andò via. La seguii e cercai di assicurarmi che non stesse troppo male.
«Rachel! Rachel fermati!».
«Lascia perdere Jules. Non ho voglia di parlarne!».
«Vedrai che gli passerà».
«Già. Come no! Tre giorni senza sentirlo e già mi definisce una ex!».
«Ma il suo amico ha detto...».
«Non m'interessa. Credi che se non ci fosse stato un fondo di verità avrebbe usato quella parola?».
«Dai Rachel, calmati!».
«Stronzo!».
«Senti, vuoi che vada a parlargli io?».
«No, lascia perdere».
«D'accordo, allora che facciamo? Se vuoi che andiamo via... cerchiamo un posto più avanti».
«Cosa? Non se ne parla proprio. Noi veniamo qui ogni anno. Non ce ne andremo perché quello stronzo del mio 'ex'» disse virgolettando «è qui».
«Rachel...».
«Sì. Come vuoi. Josh. Stronzo. Chiamalo come ti pare» scoppiai a ridere e lei mi seguì a ruota. Poi mi avvicinai a lei e la abbracciai.
«Vedrai che vi chiarirete e questi giorni saranno solo un brutto ricordo».
«Lo spero Jules!».
«Fidati di me!».
«Ok. Ora dovremmo montare le tende».
«Lo so. Dai, mettiamoci all'opera!».
Così facemmo. Brendan e Justin erano nei paraggi e si misero a dare una mano a Brooke e Mary. Brendan non faceva altro che gironzolare attorno a quest'ultima e lei sembrava arrossire ad ogni suo complimento e sbellicarsi ad ogni sua battuta. Era un sacco che non la vedevo ridere con qualcuno. Col suo ex era finita male. Aveva scoperto che lui l'aveva tradita ripetutamente con svariate donne e l'aveva lasciato. Da allora non si era più fidanzata.
Continuammo a sistemare tutto:la mattina la passammo a montare la tenda e a raccogliere la legna per la sera. Avrebbe fatto freddo e dovevamo accendere un fuoco. Il pomeriggio Mary andò a fare una passeggiata con quel Brendan e io e Rachel eravamo davvero felici per lei. Non si era trovata così bene con nessuno prima d'allora. Brooke passò quasi un'ora al telefono col fidanzato e Lauren si appartò nei bagni con quel Vincent, probabilmente per fargli quello che io non avrei mai fatto a nessuno.
Io e Rachel avevamo portato le carte e iniziato a giocare a Burraco, quando vidi Josh avvicinarsi a noi: «Ciao» disse.
«Ciao» risposi, mentre Rachel lo guardava muta.
«Posso parlarti?» le chiese Josh.
«Ok» disse la mia amica ed entrambi si allontanarono. Rimasi sola e mi chiusi in tenda per ascoltare un po' di musica. Mi addormentai e dopo un bel po' fu Rachel a svegliarmi: «Jules... Jules sveglia!».
«Mmm» feci togliendomi le cuffie dalle orecchie.
«Abbiamo chiarito. Io e Josh abbiamo fatto la pace».
«Meno male» mormorai ancora assonnata.
«Gli ho detto che lo amo!».
«Fai sul serio?» sussultai.
«Sì! Lui non voleva che glielo dicessi, voleva che fossi pronta. Ma io gli ho detto che in questi giorni senza di lui ho capito quanto lo amo e quanto sono stata stupida a non dirglielo prima».
«Wow! E adesso come ti senti?».
«Felice e... libera! Non mi sono mai sentita così bene come adesso, Jules».
«Mi fa piacere» e le sorrisi.
«Senti, stasera abbiamo organizzato di mangiare tutti assieme attorno al fuoco. Al fuoco ovviamente ci penseranno i ragazzi mentre noi dobbiamo cucinare».
«Ok» assentii poco convinta.
«Non è un problema che ci sia Dean, vero?».
«Cosa? No!».
«Sicura?».
«Sì. E comunque...anche se lo fosse... ormai siamo qui, no?».
«Già! Dai, vedrai che ci divertiremo».
«Certo» la rassicurai sorridendo.
«Vado a portare la legna a Josh».
«Ok. Io vado a darmi una sistemata in auto».
«Ok. A dopo!».
Quando arrivò la sera e ci sedemmo tutti accanto al fuoco per cenare, fui felice di constatare che, nonostante tutto, quel weekend che era partito male si stava rivelando molto positivo. Gli amici di Josh erano tutti divertenti e vedere Mary felice mi faceva stare bene. Poco prima ci aveva confessato che Brendan le piaceva e che anche lui sembrava attratto da lei. Lauren era la solita civetta, ma non aveva oltrepassato il limite, Josh e Rachel avevano fatto pace. Niente poteva andare meglio di così.
Quando finimmo di cenare, Lauren fece: «Giochiamo a verità o penitenza?».
«Che?» fece Mary.
«Dai, su!».
«Lauren... ci giocavo a 14 anni» rispose Brooke ridendo.
«Dai. Non avrete mica paura? Ragazzi...».
«Per me non ci sono problemi» fece subito Vincent.
«Anche per me» incalzò Justin.
«Su dai, accontentiamola» fece Brendan sorridendo come si fa ai bambini.
Io non ne avevo proprio voglia. Ma tutti acconsentirono, così decisi di giocare anch'io.
Il primo a cominciare fu Vincent: «Allora Josh. Partiamo da te. Verità o penitenza?».
«Verità!».
«Perché non dici a Rachel ciò che hai detto in macchina? Quello che Brendan ha travisato credendo che vi foste lasciati...».
«Vincent...» disse Dean rimproverandolo.
«Che c'è? Il tuo fratellino ha scelto la verità, sto giocando pulito!».
«Lascia perdere Dean. Rachel, io... ero arrabbiato e non volevo far vedere ai miei amici quanto stavo male, così... ho detto che anche senza di te era uguale, cioè che anche se ci fossimo lasciati sarei stato bene lo stesso» confessò lui imbarazzato.
«Non importa» rispose lei difendendo il suo ragazzo e guardando Vincent in cagnesco. «Anche io ti ho dato dello stronzo e ho detto cose poco carine... Direi che siamo pari!».
«Grazie tesoro. Ora tocca a me. Vediamo... Brooke. Verità o penitenza?».
«Verità!».
«Ok. Ti piace Justin?» chiese ridendo.
«Josh! Guarda che Brooke è fidanzata» esclamò Rachel rimproverandolo.
«Scusa, non lo sapevo!».
«Tranquillo Josh. Ad ogni modo diciamo che... se non avessi il ragazzo... sarebbe il mio tipo, perché no?» e rise. In effetti loro due avevano passato quasi tutto il tempo insieme da quando si erano conosciuti. «Ora tocca a me» disse interrompendo i miei pensieri. «La mia cara amica Lauren... cosa scegli?».
«Penitenza. Ravviviamo un po' questa serata» fece maliziosa.
«D'accordo. Direi allora che devi... baciare... sulle labbra... Dean!».
Rimasi scioccata. Non volevo. Non volevo che si baciassero. Non volevo vederli.
«Devo proprio?» chiese Dean ancora seduto.
«Quando mai è stato un problema, playboy?» domandò Vincent, incurante del fatto che la ragazza che si era fatto quel pomeriggio avrebbe baciato un altro.
«È solo che... non mi piace farlo davanti a tutti» e mi guardò.
«Tranquillo. Non si scandalizzeranno» fece Lauren avanzando verso di lu. Dean si alzò e quando furono vicini Lauren gli poggiò una mano dietro la testa e lo baciò. Gli infilò la lingua in bocca e lui si ritrasse: «Che cavolo fai?» urlò.
«Ti bacio. È la mia penitenza Dean!».
«Infilarmi la lingua in bocca? È questa la tua penitenza?».
«Tuo fratello è per caso diventato gay e non ne so niente?» esclamò Vincent rivolto a Josh.
«Dai... andiamo avanti col gioco. Sedetevi» fece Josh senza rispondergli. Lauren tornò indispettita al suo posto e Dean si sedette continuando a fissarmi. Distolsi lo sguardo.
«Bene. Tocca a me» disse Lauren divertita. «Jules...».
«Eccomi» risposi ironica alzando la mano.
«Verità o penitenza?».
«Verità».
«Vediamo un po'... se... se potessi perdere la verginità con uno di questi ragazzi, chi sceglieresti? Per chi non lo sapesse, Jules è ancora vergine» affermò con cattiveria.
«Che razza di domanda è?».
«È la domanda che ti ho fatto!».
«Sei una stronza!».
«Uh! La santarellina Jules si sta arrabbiando!».
«Lauren, piantala» fece Mary in mia difesa.
«Sì, cambia domanda» propose Rachel arrabbiata.
«Perché dovrei? Tutti abbiamo fatto o detto quello che ci è stato chiesto!».
«Sei davvero vergine?» fece Vincent ridendo. Volevo morire, sprofondare, piangere, urlare, ma prima che potessi dire qualcosa, sentii la voce di Dean.
«Lei non è vergine. E anche se lo fosse non sarebbero affari tuoi, Lauren!».
«E tu che ne sai, scusa?» chiese guardandolo. Poi guardò me. Avevo lo sguardo abbassato ed ero visibilmente imbarazzata. «A meno che... ci sono! Voi due... avete fatto sesso. Il fratello del tuo collega in realtà era il fratello di Josh? Che stupide che siamo state, ragazze» fece rivolta a Mary e Brooke. «Ci siamo cascate in pieno. Be', ti faccio i miei complimenti Jules. Hai finalmente perso la verginità e non con uno qualunque...» disse guardando Dean con malizia.
«Brava. Hai avuto il tuo stupido scoop, puoi piantarla adesso?» rispose Dean alterato.
«Ma certo. A questo punto credo sia inutile che tu risponda alla mia domanda... perciò... cambio bersaglio... Vincent...».
«Dimmi tesoro» fece divertito.
«Verità o penitenza?».
«Penitenza!».
«Bravo!».
«Non mi tiro indietro» disse facendole un occhiolino.
«Allora... per restare nel tanto gradito tema dei baci... Vincent voglio che tu baci sulle labbra... Jules».
«Sei una cretina» sbottai arrabbiata.
«Ti assicuro che bacia da Dio» replicò Lauren divertita.
«Be', credo che a questo punto per par condicio... devo anche io infilarle la lingua in bocca» fece Vincent alzandosi.
«Non ci provare» puntualizzai disgustata.
«Sarà meglio di qualsiasi bacio tu abbia provato, piccola» fece Vincent avvicinandosi.
«Vinz, non fare il cretino» disse Josh. Guardai Dean. Era furioso. Credo che se avesse potuto lo avrebbe preso a botte...
«Non se ne parla! Voglio quello che ha avuto Dean» ribadì e mi prese per la nuca facendomi fare un casquet che non mi aspettavo. Avvicinò le sue labbra alle mie e poi mi infilò la lingua in bocca, provai a divincolarmi ma Vincent continuò e mi lasciò andare solo dopo avermi assaporata per bene.
«Uh! Questo sì che è un bacio» urlò Lauren divertita.
«Ti è piaciuto?» chiese Vincent guardandomi.
«È stato il bacio più brutto di tutta la mia vita» dissi fissandolo schifata.
«Sì, come no!».
«Vado a fare due passi» la voce di Dean interruppe il nostro battibecco e lo vidi andare via.
«Non si è mica ingelosito?» chiese Vincent rivoltò a Josh, che sbuffò provando ad alzarsi e ad andare dal fratello, ma lo fermai: «Lascia. Vado io!».
Lo trovai vicino al lago che tirava dei sassi in acqua. Quando mi vide smise.
«Dean! Stai bene?».
«E tu stai bene?».
«Sì, certo».
«Mi dispiace per prima. Volevo solo toglierti dall'imbarazzo ma... ho fatto peggio».
«Tranquillo. Tanto prima o poi le mie amiche lo avrebbero saputo!».
«Non volevo baciarla!».
«Ehm... ok. Perché me lo dici?».
«Non voglio che tu pensi che sono il classico stronzo che si porta a letto una ragazza per poi provarci con l'amica».
«Non l'ho mai pensato, Dean. E, per la cronaca... neanch'io volevo baciare Vincent!».
«Sì, me ne sono accorto!».
«Sai... non credevo che Josh potesse avere un amico così stronzo!».
«Sono amici dal liceo. Vincent è sempre stato un po' come me... diciamo che gli piace divertirsi. Ma con Josh si è sempre comportato bene. Comunque, nemmeno io riesco a credere che una come te possa avere un'amica così stronza!».
«Ti riferisci a Lauren?».
«A chi sennò?».
«Lei è... diciamo che anche a lei piace divertirsi, inoltre... è cresciuta senza un padre... il che non l'ha aiutata nei rapporti con gli uomini».
«Anche tu vedevi poco tuo padre, eppure non sei così...».
«Sì, è vero, ma io almeno un padre ce l'avevo. Lauren il suo non l'ha mai conosciuto. Faceva il militare. È morto in missione prima che lei nascesse».
«Be', mi dispiace. Ma questo non le dà il diritto di comportarsi da vipera».
«No, è vero! Sai, a volte non è così... è molto meglio... ma quando sta in mezzo agli altri è come se si trasformasse. Come se si sforzasse per mostrare solo il peggio di sé!».
«E ci riesce benissimo».
«Già» dissi ridendo.
«Mi mancava vederti ridere» affermò interrompendo la mia risata e mettendomi a disagio.
«Sto bene, se è questo che intendi...».
«Sono felice che tu stia bene!».
«Ti ringrazio. È meglio che vada adesso. Ci vediamo dopo».
«A dopo Jules...».
Il mattino successivo decidemmo di organizzare una caccia al tesoro. Brooke e Justin prepararono i vari nascondigli e si ersero a giudici della gara. Bisognava formare le coppie e Lauren propose di mettere i nomi di noi donne in un cappello e che gli uomini pescassero da lì la propria compagna. Il primo a pescare fu Josh: «Mary» disse abbozzando un sorriso.
Sapevo che avrebbe voluto giocare con Rachel, ma il destino non fu dalla loro
«Benissimo!» fece Brooke che teneva il cappello di Justin in mano. «Avanti il prossimo: Dean!».
«Lauren» lesse, visibilmente scocciato.
«Evvai!» urlò Lauren correndogli incontro e abbracciandolo.
«Tocca a Brendan» disse Brooke avvicinandosi a lui.
«Rachel» disse Brendan, e Rachel si portò accanto a lui. «Così mi farò perdonare per la parolina di ieri!».
«Scemo» esclamò lei ridendo.
«Be'... sono rimasti solo Vincent e Jules, quindi credo sia inutile pescare!» disse Brooke rivolta a noi due.
«Grandioso!» replicai infastidita.
«Eccomi a te, piccola» fece Vincent venendo verso di me e cingendomi la vita. Dean ci guardò e anche se non disse nulla so che avrebbe voluto picchiarlo, il che non mi dispiaceva. Significava che un po' teneva a me...
Partita la caccia al tesoro ci dividemmo, e quando raggiungemmo la nostra zona, Vincent iniziò a parlarmi: «Allora, quanto è andata avanti?».
«Cosa?».
«Dai... sai bene di che parlo... tu e Dean...».
«Non è stato come credi!».
«Ah no?».
«No!».
«E com'è stato?».
«È durata un po'. Non ha funzionato. Punto».
«Dean non si è mai fidanzato da quando lo conosco. E credimi, lo conosco da una vita».
«Sì, me l'ha detto!».
«Eri vergine e l'hai fatto con lui?».
«Possiamo limitarci a trovare questo maledetto tesoro?».
«Piccola... io amo conversare».
«E ti prego non chiamarmi più piccola. Lo odio».
«Va bene. Piccola!» disse sorridendo.
«Ma lo fai apposta?».
«Dai... che avrò mai detto!».
«Lascia perdere...».
«Non ti sono molto simpatico, vero?».
«Sì vede così tanto?» chiesi ironica.
«Perché? Perché ho scopato con la tua amica?».
«Tu e Lauren avete...».
«Non lo sapevi?».
«Non abbiamo parlato ieri!».
«Be'... ora lo sai! I cessi chimici sono un po' scomodi ma... non sono male per una sveltina».
«Grazie per l'informazione».
«Fa pompini da Dio la tua amica!».
«La smetti? Ma perché sei fissato con questa parola?».
«Ti mette così in imbarazzo?».
«No, ma non mi piace sentirtela dire».
«Come vuoi, piccola! Non ne hai mai fatto uno, vero? Né a Dean né a nessun altro...».
«Senti, vorrei che la smettessimo di parlare e ci limitassimo a giocare, ok?».
«Come vuoi...».
* * *
Nella sua mente
Quando arrivammo nella nostra zona e ci mettemmo a cercare, notai che Lauren non parlava, ma di tanto in tanto mi guardava, così a un certo punto ruppi il silenzio e le chiesi: «Che c'è?».
«Come?».
«Cos'hai da guardare?».
«Io... niente» disse ridendo.
«Dai, perché?».
«È che... sei davvero bellissimo Dean. Sul serio. La tua bellezza mette in imbarazzo».
«Persino una come te?» chiesi sarcastico.
«Una come me? Parli proprio come Jules...».
«Non volevo dire quello che credi. È solo che non hai peli sulla lingua e sei tutto tranne che una ragazza riservata e introversa. Quindi non capisco cosa ti imbarazza...».
«Tu!».
«Be', non mi sembravi molto imbarazzata alla festa di laurea delle tue amiche, quando mi hai chiesto di scopare nei bagni...».
«Be'... lì è perché avevo bevuto. E si sa che quando si beve si perdono un po' i freni inibitori. Ma adesso è diverso. Con te è diverso. Con Vincent non è stato così».
«Vincent?».
«Sì. Lo abbiamo fatto ieri. È stato tutto molto facile. Lui non è nemmeno granché dotato!».
«Non lo voglio sapere, grazie» dissi disgustato.
«Tu invece... secondo me... sei ben messo!».
«Ben messo?».
«Sì. Dotato. Ce l'hai grosso! Insomma... come preferisci...».
Scoppiai a ridere. Non riuscivo a credere che stavo parlando con una ragazza di una cosa così. Dovevo cambiare argomento.
«Scusa per ieri» affermai, non sapendo cos'altro dire.
«In che senso?».
«Non volevo essere scortese ma... non mi sembrava il caso che ci baciassimo».
«È stato così orribile?».
«No, ma... preferirei fare certe cose in privato e non davanti agli altri».
«Be', ora siamo... in privato» disse avvicinandosi a me.
«Sì, è vero... ma non posso comunque».
«Per via di Jules?».
«Anche».
«Lei è innamorata di te, vero?».
«Fa differenza?».
«Fa molta differenza! E tu invece?».
«Io cosa?».
«Tu sei innamorato di lei?».
«Ehm... no! Che domande. Se lo fossi, non credi che staremmo insieme adesso?».
«Giusto. E quindi a te piace divertirti».
«Esatto».
«Be', anche a me!».
«Siamo fatti l'uno per l'altra» ironizzai e lei mi baciò. Stavolta la lasciai fare, e quando mi distaccai da lei dissi: «Non posso!».
«Perché?» chiese, attaccata a me
«Se ci fossimo conosciuti in un altro contesto... ci avrei provato con te così velocemente che... ma non posso».
«Non lo dirò a Jules!».
«Il problema non è Jules».
«E qual è?».
«Il problema sono io e... non voglio farlo».
«Dean...» sibilò, provando a baciarmi di nuovo, ma stavolta la fermai.
«No! Dai, continuiamo a cercare» e mi rimisi in cammino...
* * *
Avevamo già trovato due indizi quando vedemmo il terzo su un albero. Mi arrampicai per prenderlo e Vincent mi disse di stare attenta. Presi il foglio e quando scesi dall'albero caddi male e mi slogai una caviglia.
«Ahi» urlai.
«Cazzo! Ti avevo detto di stare attenta! Fa' vedere» disse togliendomi una scarpa.
«Che fai?».
«Ti aiuto, no?».
«Ahi! Fa male».
«Lo so! Sai... forse dovrei cercare aiuto. Ci siamo allontanati parecchio e il percorso è ricco di salite e sentieri rocciosi. Non ce la faresti mai a camminare, e se io provassi a prenderti in braccio cadremmo entrambi e sarebbe peggio...».
«No, non lasciarmi qui da sola...».
«Non dirmi che hai paura...».
«E se ci fosse qualche animale strano? Non potrei nemmeno scappare» spiegai spaventata, e lui scoppiò a ridere.
«Sei così dolce Jules» disse accarezzandomi il viso, e in quel momento mi ricordò Dean. Chiusi gli occhi e mi ritrovai con le sue labbra attaccate alle mie. Mi baciò e io lo ricambiai. Non mi dispiacque. Insomma, non era minimamente paragonabile a Dean, ma non mi dispiacque... quando ci distaccammo disse: «Ancora il bacio più brutto della tua vita?».
Scoppiai a ridere: «No. Ma non mi fa piacere aver baciato un ragazzo che fino a poco fa faceva sesso con una mia amica».
«Con te potrebbe essere mille volte più bello» sussurrò baciandomi il collo.
«Scommetto che lo dici a tutte...».
«Può darsi... ma magari adesso ci credo per la prima volta!» e si avvicinò di nuovo per baciarmi, ma io mi voltai.
«Forse hai ragione. Dovresti chiedere aiuto!».
«D'accordo, vado» e lo vidi allontanarsi. Quando Vincent scomparve, rimasi completamente sola.
* * *
Nella sua mente
Continuammo a camminare per un bel po'. Avevamo trovato quasi tutti gli indizi, ce ne mancavano soltanto due. A un tratto sentii la voce di Vincent che ci chiamava: «Dean! Lauren...».
«È Vincent?» fece Lauren girandosi e lo vedemmo avanzare verso di noi.
«Vincent che ci fai qui? Dov'è Jules?» chiesi preoccupato.
«Sta bene. Cioè no... ma non è nulla di grave. È caduta e non riesce a camminare. Credo che abbia la caviglia slogata. Non riesco a muoverla da dov'è e anche se volessimo tornare indietro la strada è irta, non ce la farei da solo».
«Dimmi dov'è».
«Seguitemi» disse lui, e io e Lauren lo facemmo. Quando arrivammo, la vidi seduta sotto un albero.
«Ehi» esclamai avvicinandomi a lei. «Stai bene?».
«Sì. È tutto apposto».
«Vieni. Ti porto in braccio».
«Dean... non ce la farai mai».
«Ce la faccio!».
«Ma Dean...».
«Ti ho detto che ce la faccio» e la caricai sulle mie spalle.
«E i nostri indizi?» fece Lauren infastidita.
«Continua pure da sola, o se vuoi, fatti aiutare da Vincent».
«Che?».
«Andiamo brunetta! Lasciamo i piccioncini da soli» disse Vincent trascinandola via.
«Sicura di stare bene?».
«Adesso sì» disse guardandomi. Le sorrisi. Ci mettemmo un po' per arrivare al traguardo. Ogni tanto dovevo riposarmi, il bosco era fitto e la strada da fare davvero pericolosa. Ma ce la facemmo.
Quando arrivammo scoprimmo che avevano vinto Josh e Mary e spiegammo agli altri cos'era successo alle nostre coppie.
Quando rientrammo alle tende, rimasi due minuti accanto a Jules prima che Rachel l'aiutasse a mettersi in tenda.
«Come ti senti?».
«Sto meglio. Mi passerà».
«La tua mano piuttosto? È ancora ingessata!».
«Toglierò il gesso prima di Natale. Starò bene...».
«Ok!» disse e le accarezzai il viso. Mi era mancata così tanto... mi mancava così tanto.
«Dean...» sussurrò Jules.
«Sarà meglio che vada» dissi e feci per andarmene, ma sentii la sua voce: «Mi manchi Dean!» mi voltai piano e la guardai.
Ero così infelice. Avrei voluto darle tutto ciò che voleva. Ma non potevo.
«Anche tu. Ma non posso» dissi e le voltai di nuovo le spalle andandomene via. Sarei morto piuttosto che vederla soffrire ancora per me, e anche se mi era difficile, le sarei stato lontano per il suo bene. Meglio così, meglio adesso che dopo... se avessimo continuato sarebbe stato peggio per entrambi e io non volevo... non potevo!
* * *
Il mattino dopo ci preparammo tutti per tornare a New York e io rimasi a parlare con Rachel e Mary che, entusiasta, ci raccontò che c'era stato un bacio tra lei e Brandan e che si erano scambiati il numero con la promessa di rivedersi e uscire assieme. Ero così felice per lei!
Poi parlammo anche con Brooke della sua vicinanza con Justin e lei ci confessò una cosa a cui non avremmo mai creduto: «È cotto di Lauren!».
«Che?» facemmo io e Rachel all'unisono.
«Sì. Non ha fatto altro che parlarmi di lei per tutto il tempo. È stato un colpo di fulmine».
«E Lauren lo sa?» chiesi io curiosa.
«No. Ma gli ho dato il suo numero. Ha detto che la chiamerà».
«Tu gli hai spiegato com'è fatta lei?» domandò Rachel.
«Ma certo! E la cosa più incredibile è che a lui non interessa. A lui Lauren piace così com'è. Poi ha detto che è convinto che quando incontrerà l'uomo giusto cambierà».
«Però... sembra molto determinato» dissi sorpresa.
«Ragazze, forza, ora mettiamoci in auto» fece Rachel. «Guido io, zoppa» esclamò rivolta a me.
«Grazie amica» e intanto vidi Josh e Dean venirci incontro per salutarci. Brooke ci lasciò soli e quando Josh e Rachel si appartarono per salutarsi come si deve, io e Dean rimanemmo per un po' a fissarci, finché non fui io a rompere il ghiaccio: «Allora, mi saluti o no?» dissi aprendo le braccia verso di lui.
«Ma certo» e mi abbracciò. Rimanemmo così per un tempo infinito, poi Dean disse: «Non è stato poi così male questo weekend».
«Già».
«Come vedi, possiamo essere amici...».
«Sì» affermai distogliendo lo sguardo. L'idea di essere sua amica non mi faceva impazzire. Io lo amavo. Non me ne sarei fatta niente della sua amicizia.
«Allora, buon rientro Jules».
«Anche a te, Dean» dissi e lui andò via. Rimasi lì ad aspettare Rachel e le altre, e quando andammo via, in auto suonò I want it that way dei Backstreet Boys e io pensai a Dean. Quella canzone sembrava scritta apposta per noi, ogni singola parola. Pensai a tutto quello che avevamo passato insieme (I never wanna hear you say I want it that way) ai momenti belli e a quelli brutti, ai miei dubbi (Am I your fire?, your one desire?), al dolore e alla tristezza (Tell me why ain't nothin but a heartache), a tutte le volte che avevo pensato a lui come un grosso errore (Tell me why ain't nothin but a mistake), a tutte le volte che avevo calpestato il mio orgoglio pur di stare assieme all'unico e solo ('cause i want it that way) uomo che avevo amato e che amavo!
* * *
Nella sua mente
In macchina, durante il viaggio di ritorno, accesi la radio e stava suonando Hearts burst into fire dei Bullet for My Valentine. Era una delle mie canzoni preferite. L'ascoltai attentamente e pensai a Jules. C'era qualcosa in quella canzone che mi ricordava lei. Pensai al nostro primo incontro, a quanto non avrei mai voluto lasciarla andare (Too much time without you spent), a quanto conoscerla mi avesse portato sofferenza (It hurts! Wounds so sor! Now i'm torn, now i'm torn), a tutte le volte che incontravo i suoi occhi e mi sentivo morire (When i see your face my heart burst into fire), a quanto l'avrei voluta nella mia vita (I'm screaming, no more days that I just spent), a quanto avrei voluto vederla ancora nel mio letto a dormire e prendermi cura di lei (My bed's so cold, so lonely, no arms just sheets to hold me) a quanto avrei voluto cambiare per lei (Has this world stop turning... are we forever to be apart), a quanto invece la mia vigliaccheria (I'm leavin) mi avrebbe impedito di prendermi l'unica cosa bella (I'm screamin), la cosa più preziosa (I'm dreaming... heart burst into fire) che mi fosse mai capitata!
SPAZIO SONGS:
Nella card di Jules I want it that way dei Backstreet boys (Traduzione: dimmi perché non c'è altro che un dolore al cuore).
Nella card di Dean Heart burst into fire dei Bullet For My Valentine (Traduzione: quando vedo il tuo viso il mio cuore prende fuoco).
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