Capitolo 21
Ciao a tutte! E... sorpresa! Capitolo anticipato per la vostra gioia 😍😍
Vi invito a dare una occhiata al capitolo "Ancora personaggi" dove ho inserito un nuovo personaggio che conosceremo nel capitolo 22 ❤️
Vi rinvito a dare una occhiata alla mia storia "Un Natale sotto l'albero" per leggere e votare le mie one shot natalizie 😍
Grazie sempre e vi lascio la nuova grafica
La mattina dopo Rachel chiamò il dottor Paulson e prese appuntamento per quello stesso pomeriggio. Le promisi d'accompagnarla. Mandai un sms a Dean per dirgli che a breve avremmo saputo la verità e lui si raccomandò di chiamarlo appena avessi saputo qualcosa. Lo tranquillizzai dicendo che l'avrei avvisato subito.
Passai la mattinata in ufficio, distratta. La mia mente era costantemente a Rachel e a ciò che stava passando, a come doveva sentirsi sola, confusa, spaventata.
Quando si fecero le 16.00, uscii dall'ufficio e tornai a casa per prendere Rachel. Ci avviammo allo studio del dottor Paulson che si trovava non molto distante da Central Park.
Quando arrivammo, Rachel era visibilmente agitata. Aveva paura di scoprire che quel test era esatto e che aspettava un bambino. Le presi la mano cercando di tranquillizzarla e i suoi occhi si riempirono di lacrime.
«Sta' calma, vedrai che andrà tutto bene» dissi accarezzandola.
Quando il Dottor Paulson aprì la porta per farci entrare, strinsi più forte la mano della mia amica. Entrammo e il dottore fece stendere Rachel sul lettino. Iniziò a visitarla e... miracolo! Rachel non era incinta. Il test era difettoso.
Scoppiò a piangere dalla gioia e io la strinsi forte:
«Faccio una telefonata a Dean così si tranquillizza. Comunque, dovresti dirlo lo stesso a Josh secondo me. Almeno potrete riderci su... insomma... pericolo pannolini scampato» e risi.
«Hai ragione. Glielo dirò. Stasera. Potrei farlo venire a cena da noi. Anzi, perché non chiedi anche a Dean di venire? In fondo noi tre abbiamo condiviso questo segreto, anche se per poco».
«Non credo verrà, però provo a dirglielo».
«Digli che per me è importante ci sia anche lui».
«Ok» e uscì per chiamarlo. Trovai il suo numero in rubrica e gli telefonai. Mi rispose subito.
«Ehi» sentii la sua voce agitata dall'altro capo del telefono.
«Ehi».
«Allora? Com'è andata?».
«Bene. Non c'è nessun bambino. Il dottore ha detto che quei test possono sbagliare. Non è così raro che capiti...».
«Fiuuu» tirò un sospiro di sollievo «non diventerò zio, allora...».
«Non ancora... Senti, ho consigliato a Rachel di dirlo comunque a Josh».
«Hai fatto bene».
«Lei aveva pensato di parlargli della cosa stasera, a cena e... mi ha chiesto se ti va di venire. Per lei sarebbe importante che ci fossi anche tu».
«Perché?».
«Non lo so, forse perché noi tre sapevamo di questa cosa. Io non lo so... so solo che vorrebbe ci fossi».
«Va bene. Verrò».
«Grazie. A stasera allora».
«A stasera».
Alle 20.00, io e Rachel avevamo apparecchiato e cucinato in attesa che arrivassero Josh e Dean. Rachel si era fatta bella per Josh e anch'io, stupidamente, mi ero messa su qualcosa di carino per Dean. Quanto avrei voluto che noi fossimo una coppia normale come loro. Insomma, sarebbe stato perfetto: io e Rachel fidanzate con due fratelli che tra l'altro si adoravano. Ma purtroppo per me, non era così.
Quando suonarono al citofono, Rachel andò ad aprire tutta eccitata.
Quando la spalancò per lasciare entrare i 'nostri' ragazzi, li vidi. Josh era molto felice, mentre Dean taciturno e preoccupato.
«Ciao amore» disse Josh baciando Rachel. «Come sei bella. Come mai tanta eleganza? Cosa si festeggia?» e mi guardò.
«Venite. Sedetevi» li invitò Rachel, emozionata.
«Ciao» salutai Dean abbracciandolo.
Ricambiò l'abbraccio. «Ciao».
«Mi sono perso qualcosa?» disse Josh sedendosi, rivolto a me e Dean.
«Tra un po' saprai tutto» spiegò Rachel mettendo le pietanze a tavola. Ci sedemmo anche io e Dean.
«Vi prego, ditemi che siamo tutti e quattro qui perché mio fratello è diventato finalmente una persona normale e vuole comunicarmi che lui e Jules sono una coppia» disse, e pensai che avrei tanto voluto fosse quello il motivo della cena...
«Niente del genere» rispose Dean glaciale.
«Amore... vedi...» iniziò Rachel per attirare la sua attenzione «ieri sera, quando io e Jules siamo andate in discoteca e abbiamo incontrato Dean, lui... be'... mi ha salvata da un idiota con cui stavo flirtando perché ero ubriaca».
«Come?» esclamò Josh sorpreso.
«Sì. Io avevo bevuto perché... perché ero convinta... di essere incinta».
Josh cambiò espressione e guardò negli occhi Dean, spaventato. Lui gli fece un cenno con la testa come a dirgli di stare tranquillo.
«Avevo comprato il test quella mattina ed era risultato positivo, così mi sono allarmata. La sera ho parlato con Dean e Jules e lei mi ha consigliato di consultare il ginecologo. Così oggi pomeriggio siamo andate lì e lui mi ha visitato. Non c'è nessun bambino. Ecco, volevo dirtelo. Anche se avrei potuto non dirti nulla, visto che non ero incinta, però... mi sembrava giusto che lo sapessi ecco! E... Dean ha dovuto non dirti niente perché gli avevo chiesto di aspettare».
«Era questo che ti preoccupava ieri sera?» domandò, rivolto al fratello.
«Sì» rispose Dean.
«E adesso siamo qui per cosa? Non capisco».
«Amore, volevo solo che sapessi la verità. E volevo che Jules e Dean fossero presenti, visto che mi sono stati vicino...».
«Io non capisco che significa tutto ciò. Tu sei d'accordo con loro?».
«D'accordo con loro? Che vuoi dire?».
«Tu appoggi questa malsana relazione di sesso tra loro?» il discorso stava degenerando e non volevo che si parlasse di me e Dean.
«Josh» fece Dean per parlare.
«Sta' zitto. Era tutta una balla vero? Le cose che mi hai detto su ciò che provavi? Era una scusa per non parlarmi del fatto che forse sarei diventato padre?».
«No, ok? D'accordo, forse te l'ho detto in quel momento perché non sapevo cos'altro fare, ma non era una balla! E adesso ti prego di calmarti, stai esagerando...».
«Io trovo questa messinscena una grande stronzata. Non c'era bisogno di un'assurda cena a quattro per dirmi che forse eri incinta. Potevamo parlarne noi due. E ora vengo a sapere che tu non solo mi menti, il che è già abbastanza grave, ma ti rendi anche complice di quest'assurda relazione».
«Josh, mi dispiace di non averti detto subito del bambino, ma ero confusa. E riguardo loro... per quanto io possa non essere d'accordo su questa relazione, non credo sia affar mio con chi Jules decide di andare a letto» mi sentii così in imbarazzo e fuori posto, avrei voluto essere in qualsiasi altro posto del mondo tranne lì.
«E tutte le cose che hai detto a Dean quella mattina? Sul fatto di allontanarsi da lei, sul fatto che lei aveva una cotta? Cos'è, non le pensi più?».
«Io... sì, ma... non possiamo obbligarli a smettere di vedersi».
«Non capisco: perché ti interessa tanto?» intervenni spazientita. «Guarda che sono abbastanza grande per difendermi da sola. Non ho bisogno di qualcuno che mi protegga...».
«Io sto solo cercando di metterti in guardia, Jules. Credi davvero che mi interessi con chi mio fratello scopa? Non voglio che tu ti faccia del male».
«Josh, adesso stai davvero esagerando!».
«Ah sì? Perché allora non parliamo di Angela? Così magari Jules ha il quadro più chiaro della situazione...».
«Chi è Angela?» fece Rachel battendomi sul tempo.
«Non te lo permetto» disse Dean alterato, alzandosi dal tavolo. «Non puoi usare questa cosa contro di me!».
«Angela è una che Dean si scopava anni fa. Proprio come fa adesso con te» disse rivolgendosi a me. «La conobbe a una cena di lavoro. Era la sorella di un ex cliente della Publisher Trade, l'azienda dove lavora. Iniziarono a frequentarsi, lei gli chiese di vedersi più spesso dicendogli che voleva ciò che voleva lui... il sesso! È andata avanti per qualche mese. Lui ovviamente nel frattempo andava a letto con tante altre donne... e quando decise di troncare con lei perché si era stancato, Angela si imbottì di pillole e tentò il suicidio!» pronunciò queste ultime parole tutte d'un fiato e sussultai. Non avrei mai immaginato niente del genere.
«Basta così!» urlò Dean alzandosi dalla sedia. «Per me questa ridicola farsa finisce qui! Con te facciamo i conti a casa» disse rivolto a Josh «Rachel mi dispiace! Jules io... credo sia meglio se smettessimo di vederci» fece rivolgendosi a me.
«Che? No. Io... voglio parlare con te di questa cosa» dissi alzandomi a mia volta.
«È meglio così, fidati!».
«Dean...».
«Lascia stare. Contento Josh? È questo che volevi, no?».
«Dean» disse Josh un po' pentito. «Siamo con la mia macchina, dove vai?».
«Prenderò un taxi. Buona serata ragazze» e andò via senza voltarsi. Avrei voluto piangere. Ma invece ciò che feci fu corrergli dietro e fermarlo prima che prendesse l'ascensore.
«Dean, aspetta!».
«Jules, vattene...».
«No! Ascolta... io non so niente di questa storia, e se non vuoi raccontarmela va bene, ma non escludermi a priori...».
«Jules, lasciami andare».
«Io non posso. Non voglio...» dissi, provando ad accarezzargli il viso, ma lui spostò la mia mano.
«Starai meglio senza di me, fidati».
«No, io non voglio!».
«Ma io sì! E adesso lasciami».
«Dean...».
«Lasciami» disse guardandomi dritto negli occhi. Era arrabbiato, anzi furioso, e capii che niente di quanto avrei potuto dire o fare gli avrebbe fatto cambiare idea, così lo lasciai. E lui prese l'ascensore e scappò via. Via da me, via tutto quello che avrei potuto dargli.
Quando rientrai dentro, trovai un Josh disperato e Rachel che lo consolava: «Jules, mi dispiace» disse lui mortificato. «La storia del bambino mi ha sconvolto e ho dato addosso a Dean in un modo orribile, non avrei dovuto».
«Credo che in questo momento sia molto arrabbiato con te» confermai, sedendomi con aria preoccupata.
«Lo so, per questo è meglio che vada. Scusatemi ancora» disse rivolto a me e Rachel e poi sgattaiolò via.
Rimanemmo sole e io, come una stupida, scoppiai a piangere. Rachel mi accolse tra le sue braccia e mi consolò per un tempo indefinito. Quando non avevo più lacrime in corpo, esausta, mi accasciai sul divano e mi addormentai. Ebbi il sentore di una coperta che si appoggiava su di me, probabilmente la premura di Rachel, e poi mi persi nel mondo dei sogni, dove quell'assurda serata non era mai avvenuta e dove io e Dean eravamo una cosa sola... come forse non saremmo mai stati.
* * *
Nella sua mente
Ero a casa da dieci minuti, infuriato, fuori di me. Avevo già rotto il tavolino del salotto e sfasciato una parte del mio armadio con la mazza da baseball del liceo, e adesso ero accasciato sul letto con una rabbia che mi ribolliva dentro e che non riuscivo a placare. Sentii la porta di casa che si apriva e capii che era tornato Josh. Non volevo vederlo. Avrei detto o fatto cose di cui poi mi sarei pentito.
«Dean?» sentii bussare alla mia porta. Mi ero chiuso a chiave per evitare d'incontrarlo. «Dean, per favore... aprimi!».
«Vattene Josh!».
«Ti prego. Ti devo delle scuse».
«È tardi per le tue scuse del cazzo» urlai.
«Dean, per favore...».
«Josh vattene! Voglio evitare di dire cose di cui potrei pentirmi...».
«Sputami addosso tutta la tua rabbia. Me lo merito».
«Josh...».
«Dean, ti prego. Apri questa porta e parliamo».
Non avrei voluto, ma nonostante tutto mi alzai e gli aprii la porta. Poi tornai a sedermi sul letto.
«Cos'è successo all'armadio?» chiese entrando.
«Non sono affari tuoi».
«Ha fatto la stessa fine del nostro tavolino, a quanto vedo!».
«Mio. Mio tavolino! Ti ricordo che questa era solo casa mia prima che venissi a vivere qui» affermai con disprezzo. Ecco perché non volevo farlo entrare.
«Vuoi che me ne vada? Che trovi un'altra sistemazione?».
«Non fare domande stupide, sai benissimo che quando sono arrabbiato dico cose che non penso!».
«Dean senti, mi dispiace per stasera. Io... non avrei dovuto parlare di Angela...».
«No, non avresti dovuto! Ma come cazzo ti è saltato in mente? Non puoi paragonare quello che c'è con Jules a quello che è stato con lei. Angela era fuori di testa e tu lo sai. Io sono stato solo la ciliegina sulla torta della sua vita da schifo. Sai benissimo che se avessi conosciuto prima tutti i suoi problemi...».
«Lo so! Mi dispiace...».
«Tu sai quanto mi sia sentito in colpa per quello che si fece! Come hai potuto gettarmi tutta quella merda addosso, come se niente fosse?».
«Io... ero scioccato Dean. Insomma, Rachel organizza una cena e come se niente fosse mi dice che poteva essere incinta, e poi vengo a sapere che tu ne eri a conoscenza e... io non lo so... sono andato fuori di testa».
«Non potevo dirtelo Josh. Era Rachel a doverlo fare».
«Lo so, lo so che tu non hai colpe, solo che... mi sono sentito preso in giro per la storia di Jules. Credevo mi avessi raccontato una marea di stronzate solo per tenermi buono e non costringermi a fare domande sulla reale motivazione della tua preoccupazione...».
«Non erano stronzate!» dissi calmandomi.
«Quindi... hai davvero parlato a Jules della mamma?».
«Sì».
«Mi dispiace!».
«Sì, questo lo hai già detto».
«Senti... se vuoi che faccia qualcosa... se vuoi che parli con Jules...».
«Non ce n'è bisogno!».
«Non m'intrometterò più, ok? Se vuoi vederla, uscirci insieme o andarci a letto... non sono affari miei».
«Tanto non la vedrò più!».
«Per quello che ho detto?».
«Perché è meglio così».
«Dean».
«Josh, chiudiamo questa conversazione qui. Accetto le tue scuse anche se in questo momento sono ancora arrabbiato con te. Ci dormirò sopra e mi passerà. Ora lasciami solo».
«Ma Dean...».
«Lasciami solo!» dissi fulminandolo con lo sguardo.
«D'accordo. Buonanotte Dean» e andò via. Mi stesi sul letto e respirai a fondo. Pensai ad Angela, a quello che era successo, a quello che si era fatta. E mi sentii in colpa come quattro anni fa. E pregai Dio di farmi addormentare e non farmi risvegliare mai più!
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