Capitolo 2
Il mattino dopo mi svegliai piena di energie. Lasciai Rachel a dormire e uscii dalla stanza per recarmi al bar del campus e prendere la colazione per me e la mia migliore amica.
Quando tornai riposi tutto sulla mia scrivania e mi sedetti sul letto di Rachel per svegliarla. Dovevo raccontarle tutto. Stavo impazzendo!
«Ehilà... sveglia pigrona! Dai, alzati! Ho un mucchio di novità da raccontarti» feci scuotendola.
«Jules! Ma che ore sono? Dai vattene, ho sonno!» rispose Rachel ancora assonnata, senza muoversi di un millimetro.
«Michael Honder mi ha baciata!».
«Cosa?» si alzò di colpo e io scoppiai a ridere... sapevo che l'unico modo per farla alzare dal letto prima del suono della sveglia era sganciare la bomba subito... la conoscevo da una vita e sapevo come giocarmi le mie carte.
«Tu adesso mi dici tutto! Ah... e voglio i dettagli, capito?» fece sistemandosi per bene sul letto.
«Rachel mi deludi! Credevo che non avresti rinunciato per nulla al mondo ai tuoi preziosi dieci minuti in più di sonno» dissi ridendo.
«Jules, non fare la cretina... dai racconta!». Rachel mi incitò e io la assecondai. D'altronde l'avevo svegliata per quello. Cioè... non solo per raccontarle quello!
«D'accordo. In pratica ero in biblioteca e stavo per mettere a posto gli scaffali, quando all'improvviso sento una mano che mi prende per un fianco, mi fa voltare e senza che io abbia il tempo di dire: "Ohi, ciao Michael", mi ritrovo con la sua lingua in bocca...».
«Ohhh» fece portandosi le mani alla bocca.
«Già!» dissi abbozzando un sorriso.
«E tu che hai fatto...? Insomma... l'hai respinto o...» fece guardandomi interessata.
«Certo che l'ho respinto. Anzi, per l'esattezza gli ho tirato uno schiaffo. Gli ho detto che eravamo amici e che non volevo rovinare tutto» dissi giocando con le lenzuola.
«E lui come l'ha presa?» fece lei fissandomi.
«Male. Mi ha detto che mi ama e che spera troverò qualcuno che mi ami almeno la metà di quanto fa lui».
«Dio che carino...» disse con sguardo dolce.
«Sì, lo è... lo è stato ma...».
«Jules sei crudele. Potresti dargli una chance. Insomma, in fondo cosa ti costerebbe farti portare fuori un po' di volte e vedere come va?» fece scuotendo la testa. A lei piaceva Michael, diceva che se ci avessi provato avremmo potuto "funzionare"insieme.
Ma io non volevo qualcosa che funzionasse. Volevo l'amore, quello vero. Volevo una passione travolgente, qualcuno che mi togliesse il respiro!
«Rachel, così sarei crudele molto di più, fidati. Gli darei solo delle false illusioni e sarebbe molto peggio. E poi, anche se il bacio è durato poco, io non ho sentito assolutamente nulla, tanto che ero infastidita e l'ho allontanato».
«Mi dispiace un sacco per lui. Ma d'altronde, al cuor non si comanda no?» fece alzando le spalle.
«Esatto e... a proposito di cuore... lo sai che ieri sera, quando sono andata da mio cugino, ho seriamente rischiato di morire?» dissi un po' imbarazzata. Ripensare alla notte scorsa mi faceva arrossire.
«In che senso scusa? Morire morire?» fece Rachel guardandomi stravolta.
«Sì, mi stavano investendo» dissi annuendo.
«Oh mio dio Jules. Perché non mi hai svegliato quando sei tornata? Sarai stata sotto shock immagino» disse prendendomi le mani preoccupata.
«Ah... a dire il vero lo shock è stato un altro...».
«Che vuoi dire?» fece perplessa.
«Un ragazzo... un uomo... mi ha salvato la vita. Mi ha presa e scaraventata a terra per evitare che mi mettessero sotto» dissi lentamente, e sentii le guance che avvampavano.
«Wow... meno male... e questo che ha a che fare col tuo shock?» fece Rachel curiosa.
«Perché Rachel, quand'ero a terra con lui sopra di me e ho aperto gli occhi... dio, credo di essermi innamorata...» dissi con sguardo sognante.
«Fai sul serio?» fece lei incredula.
«Il ragazzo più bello che io abbia mai visto in tutta la mia vita, Rachel... che non ha nulla da invidiare ai modelli delle riviste» dissi alzandomi dal letto e camminando per la stanza.
«Addirittura? Chi era, il sosia di Brad Pitt?» fece lei ridendo.
«Meglio Rachel, meglio...» sibilai con sguardo sognante.
«Ahahah!» scoppiò a ridere. «Dai, ora non esagerare. Comunque sia spero che a questo punto tu abbia cacciato la sfacciata che è in te e gli abbia chiesto il numero».
«Mmm... no, non gliel'ho chiesto! Ed è andato via lasciandomi lì a fantasticare su di lui» dissi fermandomi.
«Dio Jules... hai perso un'occasione. Sai meglio di me quanto è raro che ti piaccia davvero qualcuno. Non avresti dovuto lasciarlo andare via» fece Rachel alzandosi dal letto e raggiungendomi.
«Forse! Comunque lo sai, non sono quel tipo di ragazza. Non sono una che chiede il numero a qualcuno... e comunque era troppo bello per essere vero, perciò sarà di sicuro già impegnato» dissi sedendomi accanto alla scrivania. Ripensare alla sera prima, mi rendeva nervosa e allo stesso tempo emozionata. Mi mancava la forza nelle gambe.
«Beh, potevi tentare. Al massimo ti avrebbe risposto: "Non posso, sono fidanzato". Non hai notato se aveva una fede al dito?» fece lei sistemando il suo letto,
«E chi gli ha guardato le dita?» e scoppiammo a ridere all'unisono.
«Jules Cannygan, brutta pervertita che non sei altro... di' la verità... avresti voluto che ti scopasse in auto, lì in mezzo alla strada...» disse fermandosi e cominció a ridere.
«Rachel Wake, come siamo volgari... mi offende questo tuo parlare... una donna pura come me...» e sorrisi.
«Sì sì, pura, come no! Comunque ribadisco che per me sei stata una stupida a non provarci» fece Rachel rimproverandomi bonariamente.
«Grazie...».
«Non c'è di che» e rimanemmo per qualche istante in silenzio... silenzio che ruppe lei con un urlo che mi fece sobbalzare.
«Ma sei impazzita? Mi stava venendo un infarto» dissi portandomi una mano al petto.
«Jules, Jules, Jules, Jules... attacco di panico...».
«Ehi sta' calma, cos'hai?» feci avvicinandomi a lei e tenendola ferma per le spalle.
«Il giorno. Il grande giorno è oggi. La cena con Josh e suo fratello è stasera. Che mi metto? Come mi trucco? Che scarpe indosso?» disse d'un fiato.
«Ehi sta' tranquilla, è solo una cena» feci rassicurandola.
«Non è solo una cena, Jules. È la prima cena in famiglia di tutta la mia vita. Sarò cattiva, ma ringrazio Dio che non abbia i genitori. Devo conoscere solo suo fratello e già sto andando in tilt, figuriamoci una madre e un padre» disse preoccupata.
«Senti, adesso calmati. Ho portato i cornetti. Fa' colazione, vestiti e appena hai pausa ti accompagno io a comprare un vestito mozzafiato» dissi cercando dì tranquillizzarla.
«Sì...! Vestito nuovo! Grazie» rispose Rachel abbracciandomi.
«Devi essere perfetta per il tuo lui... e anche per suo fratello» feci seria.
«Giusto. Ok, ok... respira Rachel. Hai ragione tu: ora mangio, mi preparo, faccio il mio dovere da studentessa modello e alla pausa pranzo andiamo a fare shopping. Potremmo andare al centro commerciale qui vicino...».
«Ci avevo già pensato. E so anche in quale negozio portarti» dissi facendole l'occhiolino.
«Dai, grande» e mi diede il cinque.
Adoravo vederla felice. Era così eccitata da questa cena. Non l'avevo mai vista così. E soprattutto non avevo mai visto i suoi occhi brillare mentre parlava del suo ragazzo. Con Josh era diversa, era vera, era felice. Era la Rachel che anch'io, come amica, amavo da impazzire.
Passammo quasi tre ore all'interno del negozio di abbigliamento Henry's, nell' immenso centro commerciale che aveva aperto da circa un mesetto abbastanza vicino al nostro campus. Rachel si provò quasi trenta vestiti. Mi fece impazzire. Alla fine optò per un abito rosso a collo alto con la schiena scoperta.
A differenza mia, non aveva molto seno e preferiva indossare abiti accollati che magari mettessero in risalto qualcos'altro. In quell'abito era bellissima, sensuale, intrigante, ma allo stesso tempo molto elegante.
Tornammo a casa e tra una chiacchiera e l'altra si fecero le 18.30 e iniziammo a prepararci per la serata.
Volevo un gran bene a Rachel, e anche se le avevo promesso che l'avrei accompagnata in questo per lei grande passo, quella sera non avevo molta voglia di andarci, pensavo ancora all'uomo del mistero. Sì, la mia testa era decisamente altrove.
«Jules, ti sbrighi a decidere cosa indossare? Io sono quasi pronta e tu sei ancora a zero».
«Rachel dai, tanto una cosa vale l'altra» e tornai a sfogliare svogliatamente la mia rivista.
«Adesso basta» disse togliendomela di mano «è vero che la protagonista della serata sono io... ma tu non devi essere da meno» e mi accompagnò vicino al guardaroba. «Questo no, quest'altro no... ecco, questo sarà perfetto» disse prendendo un tubino nero a bretelline con lo scollo a cuore. «Semplice ed elegante».
«Già, forse troppo elegante...» ribattei io.
«Jules, guarda che andiamo a cena in un ristorante raffinato, non in una trattoria. Perciò non rompere e metti questo vestito».
Mi preparai in fretta e furia e mi truccai solo perché la mia faccia senza trucco faceva veramente pena. Indossai dei sandali neri col tacco alto e mi guardai allo specchio.
Nonostante tutto stasera ero davvero elegante. Raccolsi i capelli in una coda bassa e li portai su un lato della spalla. Ecco, così poteva andare.
Misi anche una collana per dare un tocco finale. Poi mi ricordai dove stavo andando e mi venne voglia di buttarmi sul letto e dormire.
«Allora, sei pronta?» fece Rachel, e quando mi vide strabuzzò gli occhi. «Però, sei una gran figa Jules».
«Smettila scema» e le tirai addosso la stola che avevo preso per coprirmi nel caso facesse freddo.
«Dai andiamo. Josh e Dean ci aspettano lì».
«Dean?».
«Sì, suo fratello. Si chiama Dean».
Arrivammo alle 19.20 al Lou Bistrot, un posto davvero troppo chic per me. Durante il tragitto Rachel aveva sentito Josh, il quale le aveva detto che lui e Dean ci aspettavano dentro.
Quando entrammo nel locale, un profumo intenso di sandalo ci colpì. Il profumo del caposala, che ci accolse con un sorriso smagliante e si soffermò un po' troppo sulla mia scollatura.
«Buonasera. Avete una prenotazione?».
«Sì. I nostri accompagnatori sono già dentro. Il cognome è Hockester».
«Benissimo. Lasciatemi dare un'occhiata. Ecco qui, Hockester, tavolo 10. Le signorine vogliano seguirmi...».
E così ci guidò verso una sala più grande. Mentre camminavamo non potevo fare a meno di notare i piatti più che invitanti che abitavano i tavoli degli altri ospiti. Quando arrivammo abbastanza vicine al nostro tavolo, vidi Josh.
«Eccolo lì Jules».
«Sì signorina, quello è il tavolo 10. Posso lasciarvi da sole?».
«Ma certo» risposi io per lei, che rimase incantata ad ammirare il suo ragazzo da lontano, senza che lui se ne accorgesse.
Quando io e Rachel ci avvicinammo accadde l'incredibile. L'uomo che era seduto di fronte a Josh, di spalle rispetto alla nostra prospettiva, si alzò e si girò per presentarsi. Incontrai i suoi occhi. Di nuovo. E mi sentii mancare nelle gambe.
«Oh mio Dio» dissi flebilmente, e agitando la mano feci cadere un vassoio che stava portando un cameriere a un tavolo accanto al nostro. Feci un gran casino... e una pessima figura con l'ultima persona che avrei immaginato di incontrare a quella cena.
«Mi scusi, mi dispiace... non l'ho vista». Mi chinai a raccogliere i cocci del mio disastro.
«Signorina, stia tranquilla, può capitare a tutti. Ci penso io».
Rachel mi tirò su. Volevo scomparire.
«Tutto apposto Jules?» fece Josh in maniera molto carina, per assicurarsi che stessi bene.
«Sì. Mi dispiace per quello che ho combinato».
«Dai, non fa niente. Poteva capitare a chiunque. Non roviniamoci la serata... comunque, giusto per la cronaca... sei uno schianto amore» disse dando un bacio fugace a Rachel.
Ci sedemmo e, senza perdere tempo, e forse anche per smorzare l'imbarazzo che avevo creato, Josh passò subito alle presentazioni.
«Bene Rachel... lui è mio fratello Dean, Dean lei è Rachel» si tesero la mano e finalmente risentii la sua voce.
«Molto lieto».
«Il piacere è mio» rispose Rachel visibilmente agitata.
«Jules, io e te ci siamo già presentati. Lui è mio fratello, Dean».
Non sapevo come comportarmi. In fondo, anche se non ci eravamo presentati, lo conoscevo già, visto che mi aveva salvato la vita. Gli tesi la mano e prima che potessi parlare lo fece lui per me.
«Ci conosciamo già» disse voltandosi verso Josh, così ritirai la mano.
«Davvero? E come vi siete conosciuti?» chiese Josh perplesso.
«Ieri sera ho evitato che la investissero».
«Oh!» esclamò Josh e si voltò verso di me. Incontrai lo sguardo di Rachel che spalancò gli occhi come per dire: "Oh mio Dio, è lui". Sì, era lui. E io volevo morire. Ma dovevo rompere quel silenzio imbarazzante, così dissi: «Sì. In effetti devo ringraziare tuo fratello se sono presente a questa cena. Mi ha letteralmente salvato la vita».
«Davvero? Wow» fece Josh orgoglioso. «Sai Dean, non credevo che alle tante qualità che hai, potessi aggiungerci quella di eroe».
«Ho solo fatto quello che qualsiasi brava persona avrebbe fatto al mio posto. Possiamo parlare d'altro, adesso?» il modo in cui lo disse... fu sgarbato... come se parlare di ieri sera lo infastidisse. Perché? Che avevo detto di male?
«Jules voleva solo ringraziarti» insisté Josh visibilmente imbarazzato per i modi bruschi del fratello.
«Lo ha già fatto ieri. Allora...» disse cambiando completamente argomento, infastidito dall'insistenza di Josh. «Rachel. Mio fratello da un mese a questa parte non fa altro che parlare di te. Quali meravigliose qualità hai per averlo conquistato così?» domandò in modo sempre più arrogante.
Non potevo crederci. Ero seduta al tavolo con l'uomo dei miei sogni e quello che stavo vedendo non mi piaceva per niente.
«Dean» lo rimproverò Josh.
«Che c'è? Che ho detto?».
«Nessuna particolare qualità Dean» rispose subito Rachel per tenergli testa. «Sono una ragazza semplice, come tante. E poi quando due persone si trovano, si piacciono... succede e basta... non c'è una spiegazione logica».
«Capisco. Quindi, tu mi stai dicendo che lo ami?».
Sbiancai in volto. Rachel non aveva mai detto a nessuno ti amo. Aveva avuto un po' di ragazzi, ma non era mai stata innamorata veramente. E anche se con Josh era diverso, non sapevo se glielo avesse già detto.
«Io... io...». Rachel era nel panico, non sapeva cosa rispondere così decisi di fare l'unica cosa possibile per toglierla da quella orrenda situazione.
«Rachel, dovrei andare in bagno, mi accompagni?» e senza aspettare che mi rispondesse la trascinai via, vedendo appena in tempo con la coda dell'occhio, Josh che sbraitava contro suo fratello.
Ci chiudemmo in bagno e Rachel era furiosa: «Dio, hai visto che stronzo? Ma chi pensa di essere? Non posso credere che sia questo idiota l'uomo meraviglioso di cui mi hai parlato».
«Rachel, era una situazione diversa. Con me è stato gentile, ma mi stavano per investire. Credo sia stato per forma. Comunque ti do assolutamente ragione sullo stronzo».
«Che arrogante. Anche se devo darti ragione. A essere bello è bello» disse calmandosi. «È incredibile... quante probabilità c'erano che lui fosse il fratello di Josh?».
«Ah... non lo so... fammici pensare... una su un milione?» risposi sarcastica.
«Però» disse ridendo «alla fine ci sei riuscita a prenderti una cotta per il classico bello e dannato».
«E aggiungerei stronzo» conclusi ridendo.
«Giusto... stronzo, per un attimo lo avevo dimenticato».
«Però dai, magari non è così stronzo come crediamo. Magari ha avuto solo una brutta giornata e gestito male la cosa».
«Jules Cannygan, non tentare di giustificarlo».
«Non lo sto giustificando. Dico solo di lasciargli il beneficio del dubbio. D'altronde la serata è appena cominciata, no?».
«Giusto. Sai cosa? Adesso torniamo di là e gliela farò vedere io a quel bell'imbusto. Lo metterò sotto torchio. Voglio sapere tutto di lui. È arrivato il mio momento di fare la stronza».
«Perfetto, ma non essere troppo severa. Ti ricordo che è comunque il fratello dell'uomo che ami, la sua famiglia, tutto ciò che ha... parole tue, ricordi?».
«Giusto giusto. Non devo esagerare. Andiamo adesso» e mi trascinò fuori dal bagno.
Quando tornammo al tavolo, trovammo Josh e Dean in silenzio. Avevano sicuramente discusso in nostra assenza.
«Ragazze, mi sono permesso di ordinare anche per voi» intervenne subito Josh. «Conosco la specialità della casa e ho pensato di accorciare i tempi. Jules, spero tu non sia allergica ai frutti di mare».
«No Josh, anzi... li adoro».
«Ottimo».
Con mia incredibile sorpresa, Dean si schiarì la voce per attirare l'attenzione e parlò: «Volevo scusarmi con entrambe per il mio fare insolente di prima. Non è mio solito trattare così le persone, specialmente le donne. Ho solo avuto una pessima giornata lavorativa. Questo non mi giustifica, ma... spero che possiate perdonarmi...».
«Nessun problema Dean» fece subito Rachel.
«L'importante è essersi chiariti... allora... sai, prima hai detto che Josh parla spesso di me, ed è una cosa buffa perché con me parla spessissimo di te, perciò... perché non ci racconti qualcosa?».
«Cosa vuoi sapere?».
«Beh non lo so... le classiche cose... quanti anni hai... che lavoro fai... i tuoi hobby...».
«Ho 30 anni. Lavoro al Wayfard Building, in centro, nel settore pubblicità».
«Pubblicità, interessante! E che posizione occupi esattamente?».
«Sono il vicedirettore».
«Interessante» disse Rachel lanciandomi un'occhiata.
«Sei soddisfatta adesso?».
«Direi di no... ci sono ancora un mucchio di altre cose che non so di te. Ad esempio... ce l'hai una fidanzata?».
Non potevo crederci. Gliel'aveva chiesto davvero. Volevo ucciderla.
«No» rispose Dean gelido.
«Oh» ribatté Rachel. «E come mai? Un bel ragazzo come te...».
«Diciamo che non sono esattamente tipo da fidanzate...».
«E come mai?». Rachel stava tirando un po' troppo la corda e dovevo fermarla prima che succedesse l'irreparabile.
«Rachel, dai... non credo che queste siano cose che ti riguardino».
«No Jules, lascia stare» intervenne Dean senza degnarmi nemmeno di uno sguardo. «Mio fratello mi ha chiesto di essere gentile con la sua ragazza e io non lo sarei se non soddisfacessi le sue curiosità».
Intervenne anche Josh, evidentemente si era accorto della brutta situazione che si stava venendo a creare, e cercò anche lui di mettere fine a questa specie di diatriba: «Dean dai, lascia perdere. Rachel non si offenderà se non rispondi alla domanda».
Come se Josh non avesse proprio parlato, Dean, ancora con lo sguardo gelido rivolto a Rachel, senza il minimo segno di cedimento rispose: «Vuoi sapere perché non sono fidanzato Rachel? Perché non sono tipo da fidanzate?... Perché con le donne diciamo che... mi piace divertirmi... andarci a letto... e il giorno dopo dimenticarmi perfino il loro nome» il modo in cui disse tutto ciò mi fece rabbrividire... e mi fece quasi vergognare per il mio istantaneo interesse per quell'uomo.
Mi ero fatta ingannare dal bell'aspetto... forse come tutte le altre con cui aveva fatto sesso.
«Quindi sei il classico stronzo che usa le donne puramente per scopi sessuali...». Rachel era agguerrita... e non si sarebbe fermata davanti a niente.
«Chiamami come vuoi. Ad ogni modo io non uso nessuno. Le donne che vengono a letto con me sanno benissimo come sono fatto e cosa voglio da loro. Sono consenzienti. Di certo non obbligo nessuna a fare qualcosa che non vuole...».
La zittì... Rachel non sapeva cosa dire...
«Va bene Dean, adesso basta» intervenne Josh infastidito «a nessuno interessa conoscere le tue modalità di approccio verso le donne, quindi falla finita».
«Ho solo risposto a una domanda...» disse, e mi guardò. Uno sguardo glaciale, come d'altronde per tutto il resto della serata. Mi imbarazzò, così abbassai il mio.
La serata continuò in maniera tranquilla, con molti silenzi che Josh cercava di riempire con qualche battuta simpatica o con qualche domanda su di me e sulla mia famiglia. Dean non intervenne nemmeno una volta, anche se ascoltava... ed ebbi l'impressione che di tanto in tanto mi guardasse... ma forse era solo una sensazione.
Quando uscimmo dal locale, Josh ci chiese un minuto per parlare da solo con Rachel. Evidentemente voleva assicurarsi che stesse bene dopo quanto accaduto.
«Posso lasciarti solo con Jules o me la farai scappare a gambe levate?» chiese Josh rimproverando il fratello.
«Ahahah, divertente fratellino» replicò Dean, infastidito dalla battuta.
«Te la rubo solo per qualche minuto Jules» disse Josh in maniera gentile.
«Tranquillo» e li vidi che si allontanavano. Rimanemmo soli io e Dean, e feci di tutto per evitare il suo sguardo. Nonostante il modo in cui si era comportato, sarei morta se lo avessi fissato negli occhi. Mentre guardavo in aria con la speranza che Josh e Rachel tornassero da noi più in fretta possibile, Dean ruppe il silenzio, e disse l'ultima cosa che mi sarei mai aspettata: «Ti sta bene il vestito...».
Rimasi per un secondo scioccata e poi risposi: «Grazie».
«Non volevo essere scortese prima, ma Rachel non ha fatto altro che provocarmi tutta la serata».
«Diciamo che vi siete provocati a vicenda» risposi sorridendo.
Ci fu un attimo di silenzio e poi ricominciò: «Come mai sei venuta a questa cena?».
«Per Rachel, per starle vicino. Era importante per lei questa serata».
«Sì, anche per Josh... devo ammettere che Rachel ha un bel caratterino!».
«Già. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno».
«Sì, l'ho notato... e tu invece?».
«Io cosa?».
«Non hai parlato quasi per niente stasera, a parte rispondere alle domande che ti ha fatto mio fratello».
«Era la vostra serata. Io non c'entravo nulla».
«Però sei venuta...».
«Per stare vicino a Rachel» ribadii, stavolta guardandolo negli occhi.
Ci fu qualche altro secondo di silenzio. Poi Dean riprese... e quello che disse mi sconvolse: «Sei davvero bella Jules. Molto... anche se... non sei esattamente il mio tipo...».
«Prego?...» risposi sconvolta... dove voleva andare a parare?... Cosa voleva da me?
«Non mi piacciono le bionde. Senza offesa, ovviamente».
«Nessuna offesa» non sapevo che dire.
Quell'uomo era un mistero per me... però decisi di tenergli testa e ribattere...
«E posso chiederti perché non ti piacciono?».
«Non lo so. È così da sempre. Non sono mai stato con una bionda».
«Quindi, mi stai dicendo che hai avuto solo ragazze more?».
«Ho fatto sesso solo con ragazze more, sì. E qualche rossa...» quasi avevo dimenticato che lui non si fidanza con le ragazze... se le porta a letto!
«Ed è una specie di regola che ti dai, o è capitato?».
«Diciamo che ho sempre l'opportunità di scegliere... e potendo scegliere... non sceglierei mai una bionda. Anche se... devo ammettere che se tra le ragazze che ho conosciuto nei locali ci fossi stata tu... mi avresti messo in seria difficoltà...» ma che stava facendo? Insomma, come dovevo interpretare le sue parole? Ci stava provando? O voleva solo giocare? Magari voleva provocarmi aspettando una mia reazione.
Non potevo crederci: quell'uomo era così lontano dal tizio gentile che solo ieri mi aveva salvato la vita e che si era preoccupato che stessi bene... Non feci in tempo a dire nulla perché, per mia fortuna, tornarono Josh e Rachel.
«Ragazze, dove avete la macchina?» disse Josh sorridendo. Ero contenta avessero chiarito.
«Lì di fronte» risposi.
«Vi accompagniamo» disse Josh facendo un cenno col capo a suo fratello.
Quando li salutammo, Dean fu molto scostante, sia con me che con Rachel. Ci tese la mano in segno di distanza... anche se devo ammettere che lo fece in un modo così signorile che sembrò quasi galante.
Appena tornate a casa, Rachel mi raccontò del chiarimento con Josh e io, di risposta, le raccontai della conversazione avuta con Dean fuori al locale.
«Ma è matto? Come gli è venuto in mente di parlarti in quel modo?».
«Non chiederlo a me...».
«Te lo dico io Jules, quell'uomo voleva solo farti arrabbiare. È un provocatore nato. Ti ha stuzzicato sperando di vedere una tua reazione...».
«Cos'avrei dovuto dirgli?».
«Hai fatto bene a non dargli corda. Idiota! Ma io dico, non poteva capitarmi un cognato migliore?».
«Dai, vedrai che prima o poi andrete d'accordo. D'altronde avete entrambi due caratteri forti, era inevitabile lo scontro».
«Mmm, può essere. Comunque spero vivamente che sia così. Josh tiene a lui, e anche se ha ammesso il suo comportamento da stronzo, mi ha detto che se lo conoscessi meglio, scoprirei che è una brava persona».
«Lo spero per te. Ora vado a mettermi a letto. Sono veramente esausta. È stata una lunga e pesante giornata».
«Già non dirlo a me...».
«Buonanotte Rachel».
«Buonanotte Jules».
* * *
Nella sua mente
Quando tornai a casa mi buttai sul letto. Non avevo più voglia di ascoltare le recriminazioni di Josh, che mi aveva abbondantemente buttato in faccia, in macchina, durante il viaggio di ritorno.
Chiusi gli occhi e pregai Dio di farmi addormentare subito. Non avrei voluto ripensare a quella serata ma, mio malgrado, fu quello che feci.
Tra tutte le persone che avrei potuto incontrare in quel ristorante... lei... proprio lei... perché?
Ero così sollevato per averla lasciata andare la sera prima senza combinare casini. Perché Dio aveva deciso di rimetterla sul mio cammino?
Stasera era ancora più bella di ieri, se possibile. Non facevo altro che guardarla e pensare che l'unica cosa che mi interessava veramente in quella ridicola serata era lei... la volevo... in un modo che mi spaventava... non avevo mai voluto nessun'altra donna così... e poi il modo in cui le ho parlato... cosa credevo di fare? Le sarò sembrato un pazzo... non avrei dovuto dirle quelle cose... non dovevo espormi così.
E poi quella storia delle bionde. Le sarò sembrato patetico. Forse dovrei parlarne col dottor Herbert. È la prima volta in tutta la mia vita che mi sono sentito attratto da una bionda. Ma che dico? Lei non mi piace, punto. Non ho bisogno di parlarne con nessuno perché non c'è niente di cui parlare. Era una cosa passeggera, che sarebbe finita in fretta... più in fretta di come era iniziata.
Certo era che se Rachel e Josh facevano sul serio, sarei stato costretto a incontrarla più di una volta. E non volevo! Volevo lei ma allo stesso tempo non la volevo. Mi sentivo così confuso. Aprii gli occhi e la vidi davanti a me... così bella... e poi quando sorrideva... il sorriso più bello che avessi mai visto. Richiusi gli occhi cercando di scacciare via quell'immagine. Ma al suo posto ne comparve una ancora più dettagliata... le sue labbra... avrei ucciso per baciare quelle labbra... e pensando a questo... mi addormentai.
P.S. Fatemi sapere in privato o commentando se vi sta piacendo e se volete che vi lasci ancora capitoli ❤️😘
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