Capitolo 15
Buon venerdì ragazze e buon weekend! Vi lascio il capitolo 15! Come sempre se vi sta piacendo fatemelo sapere , commentate e spargete la voce con altri utenti wattpad ❤️😍
Vi adoro ☺️
Il 19 ottobre era una giornata speciale. Non per me. Ma per la mia amica Rachel. Erano quattro mesi che stava con Josh e quella sera avrebbero festeggiato. Mi disse che lui la sarebbe passata a prendere alle 20.00 e che tutto quello che lei doveva fare era mettersi qualcosa di elegante, tutto il resto sarebbe stato una sorpresa. Rachel riesumò il meraviglioso abito lungo color caramello che aveva messo al matrimonio di una delle sue cugine e che da allora non aveva più indossato. Sarebbe stata splendida. Non stava più nella pelle dalla gioia.
Quella mattina ci preparammo velocemente per il lavoro e ci mettemmo d'accordo per la sera. Rachel mi chiese di darle una mano a farsi bella, e io non vedevo l'ora di aiutarla.
La giornata di lavoro fu entusiasmante. Ci venne presentato un colosso dell'editoria di Chicago che venne a farci una specie di lezione sulle strategie del nostro lavoro. Fu molto interessante e costruttivo. Quando tornai a casa, ero ansiosa di raccontare tutto a Rachel... poi mi ricordai della sua serata e decisi di non dirle nulla e di rimandare i miei entusiasmi al giorno dopo. Era troppo presa da se stessa ed ero sicura che in quel momento non mi avrebbe ascoltato. Sorrisi immaginandola già a casa con un milione di paia di scarpe e borse sparse per la camera, sempre indecisa su che mettere, quando era palesemente bella con qualsiasi cosa.
Quando aprii la porta di casa la trovai già vestita e truccata. Si stava aggiustando i capelli, ma non aveva ancora deciso sulle scarpe. La aiutai a scegliere le più adatte tra una quindicina di modelli che aveva riesumato dal nostro sgabuzzino.
Dopo la aiutai a sistemarsi i capelli e quando indossò anche le scarpe e prese dall'armadio una minuscola pochette caramello, era perfetta. Un incanto. La guardai e mi chiesi quando sarebbe successo a me tutto quello che stava vivendo lei. Un uomo bellissimo, stra-innamorato di me, che mi portasse a cena fuori chiedendomi di mettermi addosso qualcosa d'elegante! Forse mai... l'unico uomo che volevo poteva darmi l'opposto di quello che aveva adesso Rachel.
Quando Josh bussò al citofono salutai Rachel con un bacio e la accompagnai all'ascensore. Le diedi il mio in bocca al lupo per la splendida serata che le si prospettava e rientrai in casa.
Andai in camera per mettermi qualcosa di comodo e poi tornai in salotto. Avevo una fame da matti. Mi cucinai una fetta di carne molto velocemente e mi preparai l'insalata. Divorai entrambe in pochi minuti. Poi presi dalla credenza i nachos che adoravo e che non potevano mai mancare in casa e mi misi davanti alla televisione.
Dopo qualche minuto sentii suonare al citofono. Chi poteva essere? Magari Rachel aveva dimenticato qualcosa ed era tornata indietro.
«Sì?» risposi.
«Jules sono Dean...» sentii la sua bellissima voce all'altro capo e iniziai a sudare freddo. Che ci faceva qui?
«Dean?» risposi sorpresa.
«Sì. Ho una cosa per te. Posso salire un attimo?».
«Certo. Terzo piano» e gli aprii il portone. Cosa poteva mai avere per me? Non volevo vederlo, non dopo quello che era successo tra noi l'ultima volta. Cavolo, magari era una scusa per salire e stare solo con me in modo da poter ottenere più facilmente ciò che voleva. No, non dovevo pensarci. Cavolo, com'era la mia faccia?
Corsi allo specchio per guardarmi e m'incipriai il viso. Sciolsi i capelli che avevo legato in una coda per mangiare e, come una stupida, mi lavai velocemente i denti. Mentre mi asciugavo la bocca sentii bussare.
Era lui. Panico. Feci un profondo respiro e andai alla porta d'ingresso. Quando l'aprii, lo vidi in tutto il suo splendore. Aveva una maglietta nera a maniche lunghe attillata e dei jeans chiari. I suoi occhi avevano preso un colore più scuro nel buio. Emanava un profumo buonissimo ed era stupendo come sempre.
«Ciao» dissi.
«Ciao Jules».
«Accomodati» e lo invitai a entrare. Ero visibilmente tesa. Si guardò per un attimo intorno e poi disse: «Così questa è casa tua!».
«E di Rachel... mia e di Rachel».
«Giusto...e lei dov'è adesso?».
«È uscita con Josh, oggi era il loro mesiversario. Non lo sapevi?».
«Ehm... no, quando sono tornato a casa Josh non c'era. Mi aveva accennato qualcosa giorni fa ma non ricordavo fosse oggi».
«Capisco...».
«Sono venuto per portarti questo...».
«Cos'è?» dissi prendendo la cartellina che mi porse.
«Dentro c'è il prospetto con gli orari e i giorni di lavoro del progetto. C'è anche segnato dove c'incontreremo. Col dottor Foster ovviamente...».
«Oh...» dissi aprendola. «Sei gentile... ma non c'era bisogno di venire qui apposta, voglio dire... potevi darmela domani al lavoro, no?».
«Sì, è vero ma... dovevo fare un servizio da queste parti e ho pensato di passare a dartela adesso...».
«Capito» dissi fingendo di credergli. Non ero un'esperta in tecniche d'approccio amoroso, ma non ero nemmeno una sciocca, e quello che mi aveva appena detto suonava lontano un miglio come una scusa.
«Posso chiederti un bicchiere d'acqua?» domandò.
«Ma certo. Te lo porto subito. Tu intanto accomodati» dissi andando verso il frigo.
«Grazie».
Mentre prendevo l'acqua e preparavo il bicchiere lo guardai. Era davvero di una bellezza disarmante. Rasentava la perfezione. Anzi no... lui era la perfezione...
«Ecco a te» e gli porsi il bicchiere.
«Ti ringrazio» disse scolandoselo in un attimo. «Allora? Come vi trovate in questo quartiere?».
«Benissimo direi!» esclamai sedendomi accanto a lui sul divano. «Le persone sono tutte carine e gentili... A proposito di persone gentili... volevo ringraziarti per quello che hai fatto con Alex quella domenica... tu e Josh siete stati molto premurosi a tenergli compagnia».
«Di nulla» disse guardandomi. «Alex è... un bravo ragazzo...».
«Sì, lo è...».
«Però non hai voluto che si trasferisse qui per te...».
«Te lo ha detto lui?».
«Sì e mi ha detto un mucchio di altre cose...».
«Ad esempio?».
«Ehm... ad esempio che ti ha baciata e ti sei infastidita» spiegò sorridendo.
«Io... non volevo dargli false illusioni, tutto qui!».
«Capisco...».
«E poi?».
«Che non puoi stare con lui perché hai una cotta per un altro» disse tutto d'un fiato. Volevo sprofondare. Alex aveva raccontato loro ogni cosa. Perché? E adesso che dovevo dirgli?
«Questo non è... non è esattamente vero...».
«Non gli hai detto così?».
«Sì. Cioè gli ho detto così, ma l'ho fatto solo per evitare che insistesse. Quando un uomo crede che la donna che gli piace ha perso la testa per un altro, fa sempre un passo indietro...».
«Capisco... Quindi non c'è nessun altro?».
«Come?».
«Voglio dire... non frequenti qualcun altro? Insomma, non che sia affar mio, ma dopo quello che è successo tra noi... non vorrei essermi messo in mezzo a qualcosa che...».
«Nessuno» dissi interrompendolo «non frequento nessuno...».
«Perfetto» concluse fissandomi.
Distolsi lo sguardo.
«Non mi avevi detto di lui comunque...» ricominciò riempiendo il silenzio che si era creato.
«Di chi?».
«Di Alex».
«Ehm... tu e io non abbiamo mai parlato molto... a dire il vero...».
«Non posso darti torto! D'altronde io non sono un tipo che ama parlare, quindi...».
«Tu invece?».
«Io cosa?».
«Frequenti delle donne?».
Sorrise...
«Io non frequento le donne Jules. Lo sai io...».
«Ci vai a letto».
«Esatto».
«E vai a letto con qualcuna in questo periodo?».
«Ha importanza?».
«No, credo di no...».
«Bene...» e iniziò ad avvicinarsi. «Anche perché... in questo momento sono qui con te...».
«E...».
«E sono stanco di parlare...».
Rimasi un attimo zitta e poi dissi la cosa più stupida del mondo: «Anch'io sono stanca di parlare...» non se lo fece ripetere due volte e si avventò su di me. Iniziammo a baciarci distesi sul divano. Dean non mi baciava... lui... mi divorava. Nessun uomo mi aveva mai fatto sentire così desiderata. Sentivo la sua voglia di me anche solo da un suo sguardo... e quando mi baciava vedevo le stelle...
«Dio Jules, quanto ti voglio» sussurrò accarezzandomi da sotto la maglietta.
«Anch'io ti voglio» risposi senza fiato.
Continuò a baciarmi e mentre con una mano mi toccava, con l'altra iniziò a sbottonarsi i pantaloni. Oh mio Dio, cos'avevo combinato? Non potevo... non poteva... stava per succedere? Lo avremmo fatto? Cavolo, io ero vergine, e lui non lo sapeva. Dovevo dirglielo, doveva saperlo.... Non poteva... e io non potevo farlo...
«Dean aspetta» dissi continuando a baciarlo.
«Che c'è?» chiese toccandomi proprio lì...
«Io non... io non ho mai... non l'ho mai fatto...» e mentre stavo per continuare a parlare fui interrotta da un suo bacio.
«Con uno che non è il tuo ragazzo?» domandò, lasciandomi respirare. «Be', anche per me è la prima volta con una bionda, quindi direi che siamo pari» e si abbassò la lampo dei pantaloni.
«No Dean aspetta io... non l'ho mai fatto e basta. Sono vergine!» esclamai alzando la voce, e appena uscirono dalla mia bocca quelle due magiche paroline, Dean si distaccò.
«Cosa?».
«Sono vergine...».
«Stai scherzando spero?».
«No...».
«Cazzo» disse alzandosi. «Jules, cazzo! Quando avevi intenzione di dirmelo?».
«Io... non lo so! Non abbiamo mai parlato di queste cose. Non è che quando mi presento a qualcuno è la prima cosa che dico...».
«Be', avresti dovuto dirlo a me...» disse visibilmente arrabbiato.
«Dean, mi dispiace...».
«Come cavolo hai fatto ad arrivare vergine a 25 anni? Anzi sai cosa? Non voglio saperlo...».
«Io... mi dispiace».
«Avrai almeno... insomma hai avuto almeno qualche esperienza...».
«A dire il vero no» spiegai imbarazzata,
«Non hai mai... fatto niente con nessuno?».
«No. L'unica storia seria che ho avuto risale al liceo e... a parte qualche bacio, non siamo mai andati oltre...».
«Vuoi dire che l'altro giorno a casa mia... non avevi mai fatto niente del genere?».
«No» dissi vergognandomi.
«Cazzo!» ribadì mettendosi una mano tra i capelli. Era sconvolto.
«Dean questo non... non deve... insomma...».
«Ti rendi conto che potevamo finire a letto insieme? Insomma, è così che vuoi che sia la tua prima volta?».
«Io... non lo so».
«Senti... è meglio chiuderla qui prima di combinare altri casini!».
«Dean» sibilai cercando di avvicinarmi a lui.
«No» disse fermandomi. «No Jules non posso. Non possiamo...».
«Dean, lo so che è sbagliato... ma io...».
«No... è meglio che vada adesso...» disse dandomi le spalle per riabbottonarsi i pantaloni.
«Dean...» ma non sapevo nemmeno io cosa dire.
«Mi dispiace Jules» concluse aprendo la porta. Lo vidi andar via. Era così ansioso di scappare da me che non perse tempo a chiamare l'ascensore. Prese le scale.
Richiusi la porta di casa e mi gettai sul divano, lo stesso divano sui cui prima io e lui eravamo avvinghiati. Mi mancava... e lo volevo. Per quanto sapessi come questo fosse sbagliato, non potevo farci nulla. Il mio cuore, la mia mente e il mio corpo andavano da lui.
Riaccesi la tv e mi persi in uno stupido film Bollywood. Le musiche suonavano ma nella mia testa non c'era spazio che per Dean. Per i suoi baci, le sue carezze, i suoi occhi, il suo naso, la sua bocca, le sue mani. Mi piaceva tutto di lui e volevo ogni singolo centimetro del suo corpo. Sapevo che se ci fossi andata a letto sarei stata persa per sempre. Ma mai come in quel momento in cui lo avevo avuto tra le mie braccia fino a poco prima... mai come allora... avrei tanto voluto perdermi!
* * *
Nella sua mente
Mentre guidavo per tornare a casa non potevo fare a meno di pensare a quanto accaduto con Jules. Tutto avrei potuto immaginare, fuorché fosse vergine. Come poteva esserlo? Come poteva essere stata per così tanto lontana dal sesso? Per me il sesso era tutto. Non potevo immaginare che qualcuno potesse vivere senza. Eppure Jules non conosceva nulla di quell'aspetto per me fondamentale della vita.
Come aveva fatto a tenersi lontana dai ragazzi? Come aveva fatto a tenersi lontana dal sesso?
Non ne avevo idea e non volevo pensarci. Non dovevo pensarci!
Avevo fatto del mio meglio per tenermi lontano da lei, ma quella sera, quando Josh era rientrato a casa per dirmi che sarebbe uscito con Rachel e avrebbero passato la notte fuori, l'idea che lei potesse essere a casa da sola mi faceva impazzire. Era l'occasione perfetta e io non potevo non coglierla.
Credevo che sarebbe stata una serata di sesso sfrenato e invece avevo scoperto che lei era vergine! Non aveva mai fatto nulla con nessuno e a quanto mi aveva detto io ero stato il primo a toccarla e a farla venire. Chiusi per un attimo gli occhi e respirai profondamente. Sentivo ancora il pulsare del suo sesso tra le mie dita. La volevo! La volevo disperatamente! E a pensarci bene il fatto che fosse vergine, così pura, così dolce... me la faceva desiderare ancora di più. Ma non potevo farlo! Non lo avrebbe fatto per la prima volta con uno come me, anche se in cuor mio sapevo che lei lo voleva!
Quando arrivai a casa e parcheggiai l'auto, rimasi per qualche secondo immobile a riflettere. Dovevo scegliere se dimenticarla per sempre o smarrirmi insieme a lei in una strada che ci avrebbe portato alla perdizione.
Decisi che quello non era il momento giusto per pensarci. Ero troppo agitato per quanto accaduto per pensare lucidamente.
Avrei rimandato la mia decisione all'indomani mattina. Il mio equilibrio adesso... dipendeva da questo!
SPAZIO SONGS:
Nella card di Jules Unbreak my heart di Toni Braxton (Traduzione: Cancella questo dolore che hai creato quando sei uscito da quella porta e quando sei uscito dalla mia vita ).
Nella card di Dean Demons degli Imagine Dragons (Traduzione: Dicono sia ciò che fai.
Io dico che dipende dal destino... è intrecciato con la mia anima, ho bisogno di lasciarti andare)
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